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Attenzione al progetto «W L’AMORE»!

«W L’AMORE» è un progetto di educazione affettiva e sessuale rivolto a insegnanti, genitori, studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo grado della regione Emilia-Romagna.

Ecco cosa si legge sul sito di questo progetto:

«È un percorso formativo su relazioni e sessualità, ripreso e adattato dal progetto Long live love, a cura di Soa Aids Nederland e Rutgers WPF, attivo da vent’anni nei Paesi Bassi. Il Progetto italiano, finanziato dalla Regione Emilia Romagna (XV Programma Prevenzione e lotta all’AIDS) e sviluppato in collaborazione con l’Università di Bologna, Dipartimento di Psicologia, è stato realizzato e sperimentato dagli Spazi Giovani delle Aziende Sanitarie di Bologna, Forlì, Reggio Emilia. Dal 2014 è attivo in tutta la regione Emilia-Romagna.

W L’AMORE si rivolge agli studenti e alle studentesse tra i 13 e i 14 anni delle scuole secondarie di primo grado.

Aiuta i preadolescenti a sviluppare attitudini e competenze per quanto riguarda le relazioni, l’affettività e la sessualità e a viverla in modo consapevole e sicuro.
Il Progetto prevede la collaborazione fra operatori sanitari e insegnanti, che vengono formati e affiancati per affrontare questi temi con gli studenti, con l’obiettivo di aiutarli a sviluppare una maggior consapevolezza e rispetto di sé e dell’altro.
Un incontro diretto del gruppo classe con gli operatori permetterà di conoscere i servizi per i giovani e di affrontare i temi legati alla prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle infezioni sessualmente trasmissibili. È previsto un momento informativo iniziale e uno finale per i genitori e la possibilità di effettuare alcuni incontri sulla relazione genitori-figli adolescenti.
Il percorso formativo si compone di cinque unità. Le prime quattro vengono svolte in classe dagli insegnanti, la quinta viene realizzata da operatori socio-sanitari degli Spazi Giovani. Ogni lezione è pensata per una durata di 2-4 ore, ma può essere ampliata e integrata con altre attività.

UNITA’ 1 – COSA MI SUCCEDE?
Pubertà, cambiamenti nella mente, nelle relazioni e nel corpo durante l’adolescenza.
UNITA’ 2 – CHE UOMO, CHE DONNA STAI DIVENTANDO?
Modelli, stereotipi e pregiudizi relativi all’essere uomo e all’essere donna presenti nel nostro contesto familiare, sociale e mediatico.
UNITA’ 3 – E’ AMORE?
Innamoramento, diverse modalità di vivere le esperienze affettive in adolescenza, orientamento sessuale, avere una buona relazione, concludere le relazioni, conflitto e violenza.
UNITA’ 4 – DECIDI TU?
Assertività nelle relazioni, autoconsapevolezza, comprensione dei sentimenti dell’altro, capacità di comunicare, uso sicuro di internet, pornografia.
UNITA’ 5 – SESSO? SICURO!
Sessualità e masturbazione, comportamenti sessuali sicuri, prevenzione di gravidanze indesiderate e infezioni sessualmente trasmissibili, uso dei contraccettivi e servizi per i giovani.»

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Fonte: http://www.wlamore.it/wp-content/uploads/2015/02/pieghevole_2015-22.pdf

Nell’unità «CHE UOMO, CHE DONNA STAI DIVENTANDO?» viene insegnata l’ideologia del gender, infatti leggiamo:

«Gli stereotipi di genere possono influire, oltre che sul rapporto che hai con te stesso/a, anche sul modo in cui vedi le altre persone intorno a te. Non ti aiutano a rispettarle per ciò che sono e ti spingono a giudicare in base a dei pregiudizi.
Non c’è un modo giusto di essere maschi e femmine e non ci sono caratteristiche esclusivamente femminili o maschili! Esistono piuttosto modi di essere per esprimere te stesso/a, conoscere gli altri e trovare il tuo modo di stare con loro, prendendo consapevolezza delle influenze del contesto in cui vivi e dei tuoi desideri»

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Fonte: http://www.wlamore.it/wp-content/uploads/2015/02/02-W-LAMORE-rivista.pdf

Detto in altre parole, l’essere uomo o donna non dipende dal dato biologico, ma solo da quello culturale e emotivo, che costituisce il fulcro della teoria del gender, che è una teoria diabolica.

Nell’Unità «E’ AMORE?» l’omosessualità e la bisessualità vengono presentate come cose normali, ossia come degli orientamenti sessuali del tutto leciti, infatti leggiamo:

«Orientamento sessuale è un termine usato per indicare i diversi tipi di attrazione sessuale ed affettiva verso persone di sesso opposto (eterosessualità), dello stesso sesso (omosessualità) o di entrambi i sessi (bisessualità).
Non è semplice distinguere e incasellare gli individui secondo queste categorie, perché l’attrazione verso un’altra persona è un’esperienza complessa e può prendere diverse direzioni. Spesso ci vuole un pò di tempo per capire se si è attratti dai ragazzi o dalle ragazze, o da entrambi. Si calcola che la popolazione non eterosessuale nel mondo sia compresa tra il 5 e il 10%. Non in tutti i paesi si può esprimere o vivere apertamente l’omosessualità.
In Italia non è possibile né il matrimonio, né l’adozione per le coppie omosessuali»

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Fonte: http://www.wlamore.it/wp-content/uploads/2015/02/02-W-LAMORE-rivista.pdf

Quindi in questa maniera agli studenti e alle studentesse viene insegnato che possono pure diventare omosessuali o bisessuali, perché non c’è niente di male nell’esserlo, ma ciò è in abominio agli occhi di Dio.

Nell’Unità «SESSO? SICURO!» viene detto:

«Se avete parlato con il/la partner, scelto che tipo di precauzione usare e vi sentite pronti, non sarà né troppo presto né troppo tardi: sarà il momento giusto o potrete viverlo serenamente»

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http://www.wlamore.it/wp-content/uploads/2015/02/02-W-LAMORE-rivista.pdf

In questa maniera gli studenti e le studentesse vengono incoraggiati al sesso fuori dal matrimonio, e quindi alla fornicazione che è peccato agli occhi di Dio.

Le cose sono dunque molto chiare.

Fratelli, che abitate in Emilia Romagna, vi esorto dunque a vigilare, per non permettere ai vostri figli di essere ingannati e distrutti, sì perché questi insegnamenti che si propongono di far credere che una cosa è il sesso biologico e l’altra l’identità di genere, che si può essere omosessuali o bisessuali, e che si possono avere relazione carnali fuori dal matrimonio, sono insegnamenti diabolici che si prefiggono il male dei vostri figli.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Tratto dal blog ‘Chi ha orecchie per udire, oda” di G. Butindaro

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