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Confutazione degli unitariani: la trinità

La dottrina unitariana

 

La Trinità non esiste. Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono titoli del solo vero Dio che è Gesù. Per i Pentecostali unitariani la Trinità non esiste; ecco in sintesi cosa essi dicono. Dio è uno solo e indivisibile: ‘Dio è assolutamente e indivisibilmente uno. Non ci sono essenziali distinzioni o divisioni nella Sua eterna natura’ (Doctrines of the Bible, pag. 15). La sua unicità (che implica anche la sua indivisibilità) è dichiarata dalla Scrittura svariate volte come quando essa dice per esempio: “Io sono Dio, e non ve n’è alcun altro” (Is. 45:22). [1] E quindi, dato che Gesù Cristo è l’incarnazione di Dio perché Paolo dice che in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità (cfr. Col. 2:9) e che Dio è stato manifestato in carne (cfr. 1 Tim. 3:16 [Diod].), ‘Gesù non è solamente l’incarnazione di una persona di una trinità, ma l’incarnazione di tutta l’identità, di tutto il carattere, e di tutta la personalità del solo Dio’ (ibid., pag. 24). In altre parole Gesù è l’incarnazione del solo ed unico Dio dell’Antico Testamento. Dire quindi che la Divinità è formata da tre persone, vale a dire dal Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo significa oltraggiare Dio (perché lui è uno solo ed indivisibile) e negare la sola e suprema divinità di Gesù.

Qualcuno dirà: ‘Allora che cosa sono il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo per costoro?’ Per costoro il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono solo dei titoli differenti o uffici differenti dell’unico vero Dio il cui nome è Gesù, o detto in altre parole, per loro, essi sono solo tre manifestazioni e non tre persone. Ecco come parla a riguardo David Bernard: ‘La Bibbia parla del Padre, Figliuolo e Spirito Santo, ma essa non usa questi tre titoli per indicare tre persone ‘nella’ Divinità. Il solo Dio è il Padre di tutta la creazione, il Padre dell’unigenito Figliuolo, e il Padre dei credenti nati di nuovo. Il titolo del Figliuolo si riferisce all’incarnazione di Dio. L’uomo Cristo fu letteralmente concepito dallo Spirito di Dio ed era dunque il Figlio di Dio. Il titolo di Spirito Santo si riferisce a Dio in attività spirituale. Esso descrive il carattere fondamentale della natura di Dio (…) Il titolo è particolarmente usato per le opere che Dio può fare perché Egli è uno Spirito (…) Questi tre ruoli sono necessari per il piano divino di redenzione dell’umanità caduta. Per salvarci, Dio provvide un Uomo senza peccato che morì al nostro posto – il Figliuolo. Nel generare il Figliuolo e in relazione all’umanità, Dio è il Padre. E nell’operare nelle nostre vite per potenziarci e trasformarci Dio è lo Spirito Santo. In breve, i titoli di Padre, Figliuolo e Spirito Santo descrivono i molteplici ruoli e le molteplici opere di Dio, ma essi non riflettono una essenziale triplicità (essential threeness) nella natura di Dio. Il Padre si riferisce a Dio nella relazione familiare con l’umanità; il Figlio si riferisce a Dio in carne; e lo Spirito si riferisce a Dio in attività. Per esempio, un uomo può avere tre relazioni o funzioni significanti – come amministratore, insegnante e consigliere – eppure essere una persona in ogni senso (…) tutti i titoli della Divinità si riferiscono a Gesù, e tutti gli aspetti della personalità divina sono manifestati in Lui’ (ibid., pag. 19-20,38) [2].

Quindi per ricapitolare; le chiese unitariane insegnano che c’è un solo Dio, indivisibile e senza alcuna distinzione di persone, e dato che Gesù Cristo è Dio incarnatosi perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità, esse affermano che Egli stesso è il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo. Quindi esse affermano l’unicità di Dio e la divinità di Gesù ma escludono l’esistenza di Dio Padre quale persona distinta da Gesù Cristo come anche l’esistenza dello Spirito Santo quale persona distinta da Gesù Cristo. Per loro c’è solo Gesù; da qui il loro soprannome di ‘Gesù solo’ o ‘solo Gesù’.

 

Confutazione

 

Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono tre persone ma un solo Dio

 

Ora, con la grazia di Dio, confuteremo questa eresia degli Unitariani che afferma che il Padre il Figliuolo e lo Spirito Santo non sono tre persone ma solo tre titoli o tre manifestazioni diverse di quell’unico vero Dio che si chiama Gesù; dimostrando che la Trinità è una dottrina biblica anche se il termine Trinità non è menzionato nella Bibbia [3].

La Scrittura insegna che c’é un solo Dio; questo lo hanno detto i profeti, poi lo ha confermato Gesù, ed infine lo hanno attestato gli apostoli nelle loro epistole.

Ÿ Mosè nella legge disse: “Sappi dunque oggi e ritieni bene in cuor tuo che l’Eterno è Dio; lassù ne’ cieli, e quaggiù sulla terra; e che non ve n’é alcun altro” (Deut. 4:39); “Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore” (Mar. 12:29; Deut. 6:4); “Ora vedete che io solo son Dio, e che non v’è altro dio accanto a me” (Deut. 32:39);

Ÿ Isaia disse: “Io sono l’Eterno, e non ve n’è alcun altro; fuori di me non v’è altro Dio” (Is. 45:5);

Ÿ Gesù, rivolgendosi al Padre, disse: “E questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giov. 17:3);

Ÿ Paolo ai Romani disse: “V’è un Dio solo, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l’incirconciso parimente mediante la fede” (Rom. 3:30); a Timoteo disse: “V’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Tim. 2:5); e ai Corinzi disse: “Per noi c’é un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua…” (1 Cor. 8:6).

Ma il fatto che esista un solo Dio non significa che la Divinità sia composta solo da una persona vale a dire Gesù, e che il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo siano solo tre titoli differenti che indicano il solo vero Dio che è Gesù; perché Dio Padre è una persona, Gesù Cristo è il suo Figliuolo (e quindi un’altra persona), e lo Spirito Santo è un’altra persona, e tutte e tre sono Uno, un solo Dio. Amen [4]. A conferma di ciò citiamo le seguenti Scritture.

Ÿ Dio all’inizio della creazione disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza” (Gen. 1:26). Con chi stava parlando Dio Padre se non con il Figliuolo che era nel suo seno e lo Spirito Santo? Ora, gli Unitariani spiegano queste parole in diverse maniere; c’è chi dice che Dio parlava con gli angeli (come sostengono gli Ebrei); chi dice che si tratta di un plurale di maestà, o che l’espressione è un riferimento profetico alla futura manifestazione del Figlio di Dio. Non reggono queste spiegazioni alla luce della Scrittura, perché Paolo dice ai Colossesi che “tutte le cose sono state create per mezzo di lui” (Col. 1:16) cioè di Cristo. Quindi anche l’uomo fu creato da Dio per mezzo di Cristo, per cui quando Dio disse: “Facciamo”, Egli per forza di cose dovette parlare con il Figlio che era nel suo seno. Egli parlò anche con lo Spirito perché anch’Egli esisteva come Essere distinto dal Padre e dal Figliuolo e difatti è scritto che “lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Gen. 1:2).

Ÿ Quando Gesù fu battezzato da Giovanni il Battista, Matteo dice che “i cieli s’apersero, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venir sopra lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto” (Matt. 3:16-17). In questo evento che si verificò al Giordano vediamo il Padre che parlò dal cielo, il Figliuolo che era sulla terra che fu battezzato da Giovanni, e lo Spirito Santo che discese su lui in forma corporea a guisa di colomba. Si tenga presente a proposito dello Spirito Santo, che Egli è distinto dal Padre e dal Figliuolo perché come vedremo fra poco Gesù lo chiamò “un altro Consolatore”.

Ÿ Gesù nella notte che fu tradito disse ai suoi discepoli: “E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità” (Giov. 14:16). Come potete vedere qui sono presenti le tre persone della Trinità; il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo. Il Padre era in cielo, Gesù il Figliuolo (il Consolatore allora presente) era sulla terra e avrebbe pregato Dio Padre affinché mandasse un altro Consolatore cioè lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo che il Padre avrebbe mandato nel suo nome. Il Padre quindi, supplicato dal suo Figliuolo, ha mandato lo Spirito della verità per supplire alle necessità che si vennero a creare con la dipartenza del suo Figliuolo. Il concetto della Trinità è evidente nelle parole di Gesù.

Ÿ Dopo che Gesù fu risorto, quando apparve ai suoi discepoli disse loro: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo” (Matt. 28:19). Ecco in questo ordine di Gesù di battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo chiaramente esposta la Trinità. Il Padre che ha mandato il Figliuolo per essere la propiziazione dei nostri peccati, il Figliuolo che in ubbidienza all’ordine del Padre suo offrì la sua vita in sacrificio per i nostri peccati, e lo Spirito Santo ossia il Consolatore che il Figlio dopo essere stato assunto in cielo ha mandato da parte del Padre per ammaestrarci, ricordarci le sue parole, e per convincere il mondo quanto al peccato, al giudizio e alla giustizia. Se il Padre il Figliuolo e lo Spirito Santo fossero stati solo dei titoli di Gesù non ci sarebbe stato bisogno per Gesù di dare loro questo ordine; perché egli si sarebbe limitato a dire di battezzare le genti nel suo nome. Il fatto dunque di averli citati separatamente è una chiara prova che Gesù quantunque credeva nell’unicità di Dio non pensava affatto di essere sia il Padre che lo Spirito Santo oltre che il Figliuolo.

Ÿ Paolo dice ai Romani: “E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rom. 8:11). In queste parole troviamo Dio Padre che ha risuscitato Gesù; il Figliuolo che é stato da lui risuscitato; e lo Spirito Santo che Egli ha mandato nei nostri cuori. Anche qui il concetto della Trinità é espresso in maniera chiara.

Ÿ Paolo disse ai Corinzi: “Or vi é diversità di doni, ma v’è un medesimo Spirito. E vi é diversità di ministerî, ma non v’è che un medesimo Signore. E vi é varietà di operazioni, ma non v’è che un medesimo Iddio, il quale opera tutte le cose in tutti” (1 Cor. 12:4-6). Notate come Paolo menziona prima lo Spirito, poi il Signore Gesù Cristo e poi Dio. Che senso avrebbe avuto menzionare sia lo Spirito, che il Signore Gesù e Dio Padre, se Gesù è anche lo Spirito e il Padre? Nessuno. Anche queste sue parole dunque fanno capire come queste tre persone divine, benché distinte l’una dall’altra, sono uno stesso Dio.

Ÿ Paolo dice ai Corinzi: “La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor. 13:13). Anche in questo caso sono presenti le tre persone della Divinità.

Ÿ Paolo agli Efesini dice: “V’è… un unico Spirito…V’è un solo Signore… un Dio unico e Padre di tutti, che é sopra tutti, fra tutti ed in tutti” (Ef. 4:4,5,6). Anche da queste parole comprendiamo come le tre persone divine di cui é composta la Divinità, sono distinte tra loro ma unite tra loro in perfetta unità.

Ÿ La Scrittura condanna le tre bestemmie indirizzate a tutte e tre le persone della Divinità. Chi bestemmia il nome di Dio si rende colpevole di un peccato perché é scritto: “Non bestemmierai contro Dio” (Es. 22:28); anche chi bestemmia contro il Figliuol dell’uomo e contro lo Spirito Santo si rende colpevole di un peccato. Ma il fatto é che mentre coloro che bestemmiano contro Dio e contro il Figliuol dell’uomo possono essere perdonati, chi bestemmia contro lo Spirito Santo non può ottenere la remissione del suo peccato, perché Gesù disse: “Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma é reo d’un peccato eterno” (Mar. 3:28-29). Queste parole del Signore ci fanno capire come lo Spirito Santo sia una persona divina distinta dal Figliuolo di Dio e dal Padre; per questo noi quando parliamo del Figliuolo non parliamo dello Spirito Santo e viceversa; e perché quando parliamo del Padre non parliamo né del Figliuolo e né dello Spirito Santo, appunto perché i tre sono differenti. Per farvi capire questo concetto vi parlo in questa maniera: noi non possiamo dire che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati, perché questo non corrisponde al vero, infatti la Scrittura dice che Cristo, il Figlio di Dio, morì sulla croce, e non il Padre. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo sia morto per i nostri peccati perché anche questo non é vero. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo battezza con lo Spirito Santo perché la Scrittura attesta che é Cristo che battezza con lo Spirito Santo e con il fuoco. Però, benché dobbiamo nominare separatamente il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, e le loro caratteristiche, pure sappiamo che i tre sono una stessa cosa. Fratelli, ci troviamo davanti ad un mistero, per questo le nostre parole non riescono a spiegarlo [5].

 

La perfetta unità esistente tra il Figlio ed il Padre

 

Gesù nei giorni della sua carne fece menzione della perfetta unità che vi era tra lui e il Padre in diverse maniere. Egli disse: “Io ed il Padre siamo uno” (Giov. 10:30); “Nella vostra legge é scritto che la testimonianza di due uomini é verace. Or son io a testimoniar di me stesso, e il Padre che mi ha mandato testimonia pur di me” (Giov. 8:17-18); “Credetemi che io sono nel Padre e che il Padre é in me” (Giov. 14:11); “Le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa similmente. Poiché il Padre ama il Figliuolo, e gli mostra tutto quello che Egli fa; e gli mostrerà delle opere maggiori di queste, affinché ne restiate maravigliati. Difatti, come il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figliuolo vivifica chi vuole. Oltre a ciò, il Padre non giudica alcuno, ma ha dato tutto il giudicio al Figliuolo, affinché tutti onorino il Figliuolo come onorano il Padre” (Giov. 5:19-23); “Perché come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figliuolo d’aver vita in se stesso; e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il Figliuol dell’uomo” (Giov. 5:26-27); “Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato; e chi vede me, vede Colui che mi ha mandato” (Giov. 12:44-45); “Se m’aveste conosciuto, avreste conosciuto anche mio Padre” (Giov. 14:7); “Niuno conosce appieno il Figliuolo, se non il Padre; e niuno conosce appieno il Padre, se non il Figliuolo” (Matt. 11:27); “Tutte le cose che ha il Padre, son mie” (Giov. 16:15); “E io ho dato loro la gloria che tu hai dato a me, affinché siano uno come noi siamo uno; io in loro, e tu in me” (Giov. 17:22-23).

Per spiegare questa perfetta unione e collaborazione che esisteva ed esiste tuttora fra il Figliuolo ed il Padre metteremo ora a confronto fra loro alcuni passi della Scrittura.

Ÿ Gesù parlò ai Giudei della sua risurrezione in questa maniera: “Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere” (Giov. 2:19), facendo capire che lui stesso avrebbe risuscitato il suo corpo dopo che esso sarebbe stato ucciso; mentre Pietro disse ai Giudei: “Uccideste il Principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti” (Atti 3:15), facendo chiaramente capire che fu Dio a fare risorgere il corpo di Cristo Gesù.

Ÿ Gesù, quando promise ai suoi discepoli lo Spirito Santo, disse: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa” (Giov. 14:26), ed anche: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me” (Giov. 15:26), facendo capire chiaramente che lo Spirito Santo sarebbe stato mandato sia dal Padre che dal Figliuolo (rimane il fatto però che lo Spirito Santo procede dal Padre come disse lo stesso Gesù).

Ÿ Gesù disse, parlando delle sue pecore: “Io do loro la vita eterna” (Giov. 10:28), e nella preghiera che rivolse al Padre disse: “Padre, l’ora é venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te, poiché gli hai data potestà sopra ogni carne, onde egli dia vita eterna a tutti quelli che tu gli hai dato” (Giov. 17:1-2), facendo chiaramente capire che chi dona la vita eterna é lui. Paolo invece dice ai Romani: “Il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rom. 6:23), e Giovanni dice: “Iddio ci ha data la vita eterna” (1 Giov. 5:11), facendo ambedue capire chiaramente che è Dio a dare la vita eterna. Possiamo dunque dire che la vita eterna la dà sia il Padre che il Figliuolo.

Ÿ Gesù disse: “Poiché questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figliuolo e crede in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno” (Giov. 6:40). Notate che Gesù qui ha detto che sarà lui a risuscitare noi che abbiamo creduto in lui. Ma è altresì scritto che sarà Dio a risuscitarci infatti Paolo ai Corinzi disse: “E Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza” (1 Cor. 6:14).

Ÿ Paolo dice ai Romani: “… fra i quali Gentili siete voi pure, chiamati da Gesù Cristo..” (Rom. 1:6). Quindi colui che ci ha chiamati è Cristo. Ma sempre Paolo dice più avanti in questa epistola che quelli che Dio ha preconosciuti “li ha pure predestinati ad esser conformi all’immagine del suo Figliuolo, ond’egli sia il primogenito fra molti fratelli; e quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati…” (Rom. 8:29-30). Quindi noi siamo stati chiamati da Dio e da Cristo Gesù.

Ÿ Paolo dice a Timoteo: “Io rendo grazie a colui che mi ha reso forte, a Cristo Gesù, nostro Signore, dell’avermi egli reputato degno della sua fiducia, ponendo al ministerio me…” (1 Tim. 1:12). Questo significa che Paolo fu approvato da Cristo che lo stimò degno della sua fiducia affidandogli il ministerio della Parola. Lo stesso apostolo dice ai Tessalonicesi: “… siccome siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare l’Evangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori” (1 Tess. 2:4). Quindi lui era stato approvato da Dio e da Cristo Gesù.

Ÿ Paolo disse agli anziani di Efeso: “Ma io non fo alcun conto della vita, quasi mi fosse cara, pur di compiere il mio corso e il ministerio che ho ricevuto dal Signor Gesù…” (Atti 20:24). Quindi fu Cristo a stabilirlo ministro del Vangelo, e questo lo confermò anche a Timoteo quando gli disse che lui rendeva grazie a Cristo che lo aveva reputato degno della sua fiducia ponendo al ministerio lui che prima era stato un bestemmiatore, un persecutore e un oltraggiatore (cfr. 1 Tim. 1:12-13). Ma ai Colossesi Paolo dice che fu Dio a dargli il ministerio: ‘… io sono stato fatto ministro, secondo l’ufficio datomi da Dio per voi di annunziare nella sua pienezza la parola di Dio” (Col. 1:25).

 

I Tre operano di comune accordo

 

I seguenti esempi mostrano come il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo operano tutte le cose assieme e di comune accordo.

 

Ÿ L’uomo fu creato dal Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo.

Nel libro della Genesi, a riguardo della creazione dell’uomo, troviamo scritto: “Poi Dio disse: Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza…” (Gen. 1:26). Queste parole mostrano come Dio, quando parlò, usò il verbo al plurale e non al singolare infatti egli non disse: ‘Farò’, ma bensì: “Facciamo”. Con chi parlò? Con gli angeli forse? Affatto, perché essi sono delle creature. Egli parlò con la Parola che era con Lui, e con lo Spirito eterno che era altresì con Lui.

 

Ÿ Dio, la Parola e lo Spirito Santo ci hanno formato nel seno di nostra madre.

Davide dice a Dio: “Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre….” (Sal. 139:13). Elihu disse a Giobbe: “Lo Spirito di Dio mi ha creato…” (Giob. 33:4). Giovanni dice che “ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei” (Giov. 1:3) riferendosi alla Parola di Dio; e quindi noi siamo stati formati dalla Parola di Dio nel seno di nostra madre.

 

Ÿ L’apostolo Paolo fu mandato a predicare da Dio Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo.

A Tito, l’apostolo Paolo dice: “Paolo, servitor di Dio e apostolo di Gesù Cristo per la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che é secondo pietà, nella speranza della vita eterna la quale Iddio, che non può mentire, promise avanti i secoli, manifestando poi nei suoi proprî tempi la sua parola mediante la predicazione che é stata a me affidata per mandato di Dio, nostro Salvatore…” (Tito 1:1-3), facendo intendere che egli fu mandato a predicare da Dio Padre. Ai Corinzi lo stesso apostolo dice: “Cristo non mi ha mandato a battezzare ma ad evangelizzare…” (1 Cor. 1:17), facendo capire che lui fu mandato a predicare ai Gentili dal Figliuolo di Dio. Se poi a questi passi si aggiunge quello che dice: “Essi (Barnaba e Saulo) dunque, mandati dallo Spirito Santo, scesero a Seleucia, e di là navigarono verso Cipro” (Atti 13:4) allora noteremo come furono tutti e tre, cioè il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, che di comune accordo mandarono Paolo a predicare l’Evangelo ai Gentili.

 

Ÿ Per ciò che concerne la nostra salvezza dobbiamo dire che i tre, cioè il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, hanno operato assieme in perfetta collaborazione.

Il Padre ha mandato lo Spirito Santo secondo che è scritto: “.. lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome…” (Giov. 14:26), il quale ci ha convinti quanto al peccato, alla giustizia ed al giudizio secondo che é scritto: “E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio” (Giov. 16:8); poi Egli ci ha attratti al Figliuolo secondo che disse Gesù: “Niuno può venire a me se non che il Padre, il quale mi ha mandato, lo attiri” (Giov. 6:44), ed anche: “Tutto quel che il Padre mi dà, verrà a me” (Giov. 6:37); ed il Figliuolo ci ha salvati dai nostri peccati secondo che é scritto: “Cristo ci ha affrancati perché fossimo liberi” (Gal. 5:1).

 

Ÿ Il processo di trasformazione all’immagine del Figliuolo di Dio che é cominciato in noi e che sta tuttora proseguendo è compiuto da tutte e tre le persone della Deità, nessuna esclusa. Ecco i passi che lo confermano.

Paolo ai Filippesi dice: “Dio è quel che opera in voi il volere e l’operare, per la sua benevolenza” (Fil. 2:13). Ai Corinzi egli dice: “Cristo che verso voi non é debole, ma é potente in voi” (2 Cor. 13:3), e sempre ai Corinzi dice: “E noi tutti, contemplando a faccia scoperta, come in uno specchio, la gloria del Signore, siam trasformati nella stessa immagine, di gloria in gloria, come per lo Spirito del Signore” (2 Cor. 3:18 [Diod.]).

 

Ÿ L’opera di santificazione è compiuta da Dio Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo. Le seguenti Scritture lo confermano:

Paolo dice ai Tessalonicesi: “Or l’Iddio della pace vi santifichi Egli stesso completamente…” (1 Tess. 5:23). Lo scrittore agli Ebrei afferma: “Poiché e colui che santifica (Cristo) e quelli che son santificati, provengon tutti da uno…” (Ebr. 2:11). Pietro dice nella sua epistola che noi siamo stati “eletti secondo la prescienza di Dio Padre, mediante la santificazione dello Spirito…” (1 Piet. 1:2).

 

Ÿ Per ciò che concerne la guida dobbiamo dire che siamo guidati da Dio, dal suo Cristo e dallo Spirito Santo. Le seguenti Scritture lo confermano.

Nei Salmi è scritto di Dio : “Poiché questo Dio è il nostro Dio in sempiterno; egli sarà la nostra guida fino alla morte” (Sal. 48:14). In Matteo, Gesù dice: “E non vi fate chiamar guide, perché una sola è la vostra guida, il Cristo” (Matt. 23:10). In Giovanni é scritto: “Ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità” (Giov. 16:13).

 

Noi credenti riconosciamo di conoscere in parte, riconosciamo che la conoscenza di questo mistero è troppo alta per noi, tanto alta che noi non ci possiamo arrivare; a ciascuno di noi la Scrittura dice tuttora: “Puoi tu scandagliare le profondità di Dio? arrivare a conoscere appieno l’Onnipotente? Si tratta di cose più alte del cielo…e tu che faresti? di cose più profonde del soggiorno de’ morti… come le conosceresti? La lor misura è più lunga della terra, più larga del mare” (Giob. 11:7-9). Siamo in grado, per ora, solo di esaminare le Scritture che parlano del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, ma non siamo in grado di spiegare come i tre sono una stessa cosa. Noi non abbiamo tre Dii, perché noi non siamo politeisti come lo sono tante popolazioni sulla terra; ma noi abbiamo un solo Dio, in Lui crediamo, Lui conosciamo, Lui amiamo, Lui serviamo, Egli é l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo; abbiamo pure un solo Signore, il Figlio di Dio; ed abbiamo pure un unico Spirito nei nostri cuori, quello eterno del nostro Dio per il quale gridiamo: Abba! Padre! Queste tre persone sono Dio ab eterno in eterno. Amen.

 

I Tre sono uno e dimorano in noi

 

Ora vediamo delle Scritture dalle quali si comprende che in noi figliuoli di Dio dimorano sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo.

 

Ÿ La Parola attesta che Dio il Padre dimora in noi con queste parole.

Gesù disse: “Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui” (Giov. 14:23). Giovanni dice: “Chi confessa che Gesù é il Figliuol di Dio, Iddio dimora in lui, ed egli in Dio” (1 Giov. 4:15). Paolo dice: “Poiché noi siamo il tempio dell’Iddio vivente, come disse Iddio: Io abiterò in mezzo a loro e camminerò fra loro…” (2 Cor. 6:16).

 

Ÿ La Parola attesta che Gesù Cristo il Figlio di Dio dimora in noi in queste maniere.

Gesù disse: “Dimorate in me, e io dimorerò in voi… Colui che dimora in me e nel quale io dimoro porta molto frutto…” (Giov. 15:4,5). Paolo dice agli Efesini: “Io piego le ginocchia dinanzi al Padre,… perch’Egli vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, d’esser potentemente fortificati mediante lo Spirito suo, nell’uomo interiore, e faccia sì che Cristo abiti per mezzo della fede nei vostri cuori…” (Ef. 3:14-17). Ai Colossesi, lo stesso apostolo dice: “Ai quali (ai santi) Iddio ha voluto far conoscere qual sia la ricchezza della gloria di questo mistero fra i Gentili, che é Cristo in voi, speranza della gloria” (Col. 1:27). Ai Galati: “Sono stato crocifisso con Cristo, e non son più io che vivo, ma é Cristo che vive in me..” (Gal. 2:20). Ai Romani: “E se Cristo é in voi, ben é il corpo morto a cagion del peccato…” (Rom. 8:10). Ai Corinzi: “Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi medesimi che Gesù Cristo é in voi?” (2 Cor. 13:5).

 

Ÿ La Parola attesta nelle seguenti maniere che lo Spirito Santo dimora in noi (tenete presente che Esso é chiamato sia Spirito di Dio che Spirito del suo Figliuolo).

Gesù disse: “Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giov. 14:17). Paolo dice ai Romani: “Or voi non siete nella carne ma nello spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi; ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, egli non é di lui” (Rom. 8:9). Ai Corinzi egli dice: “Non sapete voi che il vostro corpo é il tempio dello Spirito Santo che é in voi, il quale avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?” (1 Cor. 6:19). Ai Galati: “E perché siete figliuoli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre” (Gal. 4:6). A Timoteo: “Custodisci il buon deposito per mezzo dello Spirito Santo che abita in noi” (2 Tim. 1:14). Giacomo dice: “Ovvero pensate voi che la Scrittura dichiari invano che lo Spirito ch’Egli ha fatto abitare in noi ci brama fino alla gelosia?” (Giac. 4:5).

 

Come potete vedere fratelli, queste Scritture parlano in maniera chiara; in noi abita Dio, Cristo Gesù e lo Spirito Santo. Ma come possiamo comprendere tutto ciò? Non possiamo, possiamo solo accettarlo per fede per ora. O profondità della sapienza e della conoscenza di Dio, quanto imperscrutabili sono le sue opere!

Ecco dimostrato che la Trinità ha come fondamento la Parola di Dio e non è una dottrina pagana come vogliono fare credere gli Unitariani.

 

Alcune parole conclusive sulla Trinità

 

Nell’Antico Testamento la Trinità non fu rivelata nella stessa maniera in cui è stata rivelata con la venuta di Cristo. In effetti leggendo il Nuovo Testamento, la vita di Gesù, gli Atti degli apostoli, e tutte le epistole, il fatto che la Divinità sia composta dal Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo appare più chiaro di quanto lo sia nelle Scritture dell’Antico Testamento. Con questo vogliamo dire che se leggendo l’Antico Testamento la Trinità appare un po’ nascosta, un po’ in penombra, leggendo il Nuovo essa appare evidente, così evidente che non può essere negata. I Giudei al tempo di Gesù (come anche quelli di oggi) per esempio non credevano nella Trinità; per loro c’era solo un Dio (formato solo da una persona) e fuori di lui non c’era un altro Dio e questa concezione di Dio li portò a perseguitare Gesù, il Figlio dell’Iddio vivente, perché questi chiamando Dio suo Padre si faceva uguale a Dio. Per loro questo significava oltraggiare Dio, togliere a Dio la sua unicità e indivisibilità. Eppure nelle Scritture era scritto che il Messia, cioè l’Unto dell’Eterno, sarebbe stato Dio come per esempio quando nei Salmi si legge: “Il tuo trono, o Dio, è per ogni eternità; lo scettro del tuo regno è uno scettro di dirittura. Tu ami la giustizia e odii l’empietà. Perciò Iddio, l’Iddio tuo, ti ha unto d’olio di letizia a preferenza de’ tuoi colleghi” (Sal. 45:6-7) o quando Isaia dice del fanciullo che sarebbe nato che sarebbe stato chiamato Dio potente, Padre eterno, e Emanuele. Come anche che il Messia sarebbe stato il Figlio di Dio secondo che era stato detto: “Ei mi sarà figliuolo, ed io gli sarò padre” (1 Cron. 22:10), quindi essi non avrebbero dovuto scandalizzarsi a motivo delle parole di Gesù; ma accecati da Dio non poterono comprendere che Gesù nel definirsi Figlio di Dio, e quindi Dio, non bestemmiava per nulla contro Dio ma esprimeva semplicemente quello che era stato predetto di lui dalla Scrittura.

Nell’Antico Testamento ci sono tanti passi che sembrano escludere la Trinità; ma è solo un’apparenza. Per esempio il passo nella legge che dice: “Ascolta, Israele: l’Eterno, l’Iddio nostro, è l’unico Eterno” (Deut. 6:4), non esclude la Trinità. Questa unicità si può paragonare all’unicità che esiste tra marito e moglie; secondo la Scrittura l’uomo e la donna quando si uniscono sono una stessa carne. Gesù lo confermò questo quando disse: “Talché non son più due, ma una sola carne” (Matt. 19:6). Ma nessuno ardirebbe dire che questo passo significhi che essi si sono fusi l’uno con l’altro in maniera da formare un solo essere fisico o che essi abbiano cessato di essere distinti l’un dall’altro quanto al carattere e alla personalità; piuttosto si deve riconoscere che le persone continuano ad essere due, di differenti sessi, con due caratteri diversi e due personalità diverse. Nella stessa maniera, quando si parla di Dio e si dice che egli è uno solo, non si deve intendere che esiste solo una persona divina, ma piuttosto che ci sono più persone divine (precisamente tre) che formano la Divinità, un tutt’Uno divino; cioè Dio Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, che quantunque sono degli esseri distinti con una personalità distinta nello stesso tempo sono un solo Dio. Riconosciamo che tutto ciò appare a taluni come una forma di politeismo, ma si tratta solo di una vana apparenza.

 

NOTE:

 

[1] Oltre a questo passo vengono presi anche questi: Isaia 43:10-11;44:6,24;46:9. 

[2] Sempre David Bernard espone questa dottrina così in un suo libro: ‘La Bibbia parla del Padre, del Figliuolo, e dello Spirito Santo come differenti manifestazioni, ruoli, modi, titoli, attributi, relazioni con l’uomo, o funzioni dell’unico Dio, ma essa non si riferisce al Padre, al Figliuolo e allo Spirito Santo come tre persone, personalità, volontà, menti, o Dii. Dio è il Padre di noi tutti e in una unica maniera il Padre dell’uomo Gesù Cristo. Dio manifestò se stesso in carne nella persona di Gesù Cristo, chiamato il Figlio di Dio. Dio è anche chiamato lo Spirito Santo, che enfatizza la Sua attività nelle vite e negli affari degli uomini’ (David K. Bernard, The Oneness of God [L’Unione di Dio], Hazelwood 1983, pag. 144). Questa dottrina delle chiese pentecostali unitariane è enunciata in questa maniera nel credo della United Pentecostal Church alla voce THE ONE TRUE GOD (IL SOLO VERO DIO): ‘Questo unico vero Dio ha rivelato se stesso come Padre, attraverso il suo Figliuolo nella redenzione; e come lo Spirito Santo per emanazione’ (Melton J. Gordon, Encyclopedia of American Religions; Religious Creeds, [Enciclopedia delle Religioni Americane; i Credi Religiosi], Detroit, Michigan 1988, 1st Edition, pag. 397), ed in questa maniera nel credo della Associated Brotherhood of Christians (un’altra denominazione unitariana): ‘Noi crediamo (…) che questo unico vero Dio si è rivelato come Padre, nella creazione; come Figlio nella redenzione; e come lo Spirito Santo in questa epoca della chiesa’ (Melton Gordon, op. cit., pag. 386). 

[3] Il termine Trinità deriva dal latino Trinitas che significa ‘la riunione di tre’, una parola coniata da Tertulliano di Cartagine alla fine del secondo secolo. E’ vero che questo termine non è nella Bibbia, ma rimane il fatto che voler dimostrare che la Trinità non è una dottrina biblica ricorrendo al discorso che questa parola non è mai menzionata nella Bibbia (discorso che fanno pure i Testimoni di Geova, i quali però negano la Trinità negando la Divinità di Cristo), è un tentativo inutile perché il concetto della Trinità vi è espresso chiaramente. Lo stesso discorso possiamo farlo a riguardo di queste espressioni che noi usiamo sovente, quali per esempio: immortalità dell’anima, preesistenza di Cristo, tormento eterno, creazione ex-nihilo (cioè dal nulla), esse non sono presenti nella Bibbia ma rimane il fatto che il loro concetto è chiaramente presente nella Bibbia. 

[4] Voglio dire qualcosa a riguardo del termine persona, come ho fatto quando ho trattato la Trinità nel mio libro contro i Testimoni di Geova. Il termine persona che usiamo sia per Dio Padre, che per il Figliuolo che per lo Spirito Santo deriva dal latino persona che significa ‘maschera’ o ‘personaggio di rappresentazione’. Ma noi quando la usiamo in relazione al Padre, al Figliuolo e allo Spirito Santo non la usiamo con quel senso originale, perché in questo caso definiremmo le tre Persone della Divinità delle maschere di un personaggio teatrale, in altre parole è come se dicessimo che Dio è come un attore di uno spettacolo che è apparso sulla scena del mondo in tre differenti costumi o ruoli, il che noi sappiamo non è affatto vero. L’uso della parola persona ha il solo scopo di spiegare che sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo sono tre Esseri distinti con una personalità propria. 

[5] Per quanto riguarda il passo di Giovanni: “Poiché tre son quelli che rendon testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono una stessa cosa”, (1 Giov. 5:7) nella versione Riveduta fatta da Luzzi non viene inserito nel testo; Diodati invece lo aveva inserito nel testo. David Bernard a riguardo di questo passo dice: ‘Gli studiosi concordano nel dire che 1 Giovanni 5:7 non era parte del testo originale. Anche se genuino, esso non divide il Padre, la Parola e lo Spirito in tre separate persone…’ (David K. Bernard, Essentials of Oneness Theology, [Gli Elementi Essenziali della Teologia dell’Unione], Hazelwood, MO (USA) 1995, pag. 29). 

 

Tratto dal libro “Le Chiese Pentecostali Antitrinitarie (I ‘Gesù solo’)” 

 

 

 

 

1 Comment

  1. Hai detto tutto quello che cera da dire Dio t b

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