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Confutazione dei ‘branhamiti’: il battesimo con lo Spirito Santo

La dottrina branhamita

Quando lo si riceve, il segno che ne attesta l’avvenuta ricezione non è il parlare in altre lingue. Riguardo al battesimo con lo Spirito Santo, che come abbiamo detto per i Branhamiti si riceve dopo avere creduto e mediante il quale si nasce di nuovo, occorre dire che per loro le lingue non sono il segno esteriore del battesimo con lo Spirito Santo e questo perché per Branham le lingue non erano il segno evidente che uno ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo infatti egli disse: ‘..il parlare in lingue non è il segno evidente e ‘legalizzatore’ del battesimo con lo Spirito Santo’ (Esposto …., pag. 186), ed anche: ‘Le lingue non sono l’evidenza o la prova che uno è riempito dello Spirito, bensì è semplicemente una delle 9 manifestazioni menzionate in 1 Corinzi 12’ (ibid., pag. 187); il che è differente da quello che dicono la maggior parte delle chiese pentecostali unitariane che affermano (giustamente in questo caso) che il segno esteriore che uno ha ricevuto il battesimo con lo Spirito è costituito dalle lingue [1]. Per Branham l’evidenza che uno ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo era l’accettazione della Parola di Dio. Ecco alcune sue dichiarazioni a proposito: ‘Vorrei che notaste accuratamente che Gesù non disse che l’evidenza o il segno evidente per coloro che sono battezzati dello Spirito Santo era il parlare in lingue, interpretare, profetizzare, esultare e danzare. Invece disse chiaramente che l’evidenza o il segno evidente in merito è di essere nella VERITÀ. Di essere cioè nella Parola di Dio destinata per il vostro tempo. L’evidenza o il segno evidente ha dunque a che fare con l’accettazione della Parola. (…) Vedete anche qui? L’evidenza o la prova evidente che lo Spirito dimora in una persona era di riconoscere e SEGUIRE ciò che il profeta di Dio diede per la sua epoca nella Chiesa (…) Oggi l’evidenza o il segno evidente d’aver ricevuto lo Spirito Santo è proprio il medesimo che era per l’addietro ai giorni del nostro Signore: E’ ricevendo la Parola di Verità per l’epoca in cui viviamo’ (ibid., pag. 219-220, 225). Ciò significa che in questa epoca, che vi ricordo è l’ultima della storia della Chiesa, è riempito di Spirito Santo chi dà ascolto alle parole di Branham perchè è lui il profeta suscitato da Dio in questa epoca per riportare alla Parola i sedicenti Cristiani che se ne sono allontanati e che sono in mezzo alle denominazioni.

Attenzione, non è che Branham escludesse il parlare in lingue, lui escludeva che fosse il segno legalizzatore (come lo ha chiamato lui) del battesimo con lo Spirito, pur ammettendo che poteva succedere che uno quando riceveva il battesimo con lo Spirito Santo si potesse mettere a parlare in lingue. In un suo sermone tenuto il 7 agosto 1960 in Yakima, Washington, U.S.A, egli raccontando un discorso che ebbe con un credente che aveva ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo e quindi parlava in altre lingue, spiegò di avere chiesto a questo credente se quando aveva parlato in altre lingue la congregazione aveva capito quello che aveva detto in altre lingue. E alla risposta negativa del credente gli rispose che stando così le cose egli non aveva ricevuto quello che avevano ricevuto i discepoli il giorno della Pentecoste perché i discepoli quando parlarono in altre lingue furono capiti dagli increduli che li ascoltarono (Dal sermone intitolato Debate On Tongues [Dibattito sulle lingue] del 7 Agosto 1960 in Yakima, Washington, U.S.A. Audio cassetta 60-0807). Questo concetto egli lo conferma anche nel suo libro Esposto sulle sette epoche della chiesa quando dice: ‘So che è una grande tentazione di riferirsi a ciò che avvenne a Pentecoste come pure a quel che avvenne in casa di Cornelio allorquando lo Spirito Santo scese, e rappresentarsi poi queste due identiche esperienze come se fossero l’evidenza, o la prova evidente del battesimo dello Spirito Santo. Notate bene che in ognuna di queste occasioni il parlare in lingue era compreso da coloro che stavano in ascolto. Quelle due esperienze furono ben altro e son ben lontane e distinte dalla moderna babele delle riunioni pentecostali’ (Esposto…, pag. 190).

Dunque, Branham non escludeva che un credente potesse parlare in altre lingue per lo Spirito Santo [2], ma escludeva che il parlare in altre lingue fosse il segno dell’avvenuto battesimo con lo Spirito Santo perché per lui il segno era la vita nuova, l’amore, i frutti di giustizia, l’accettazione del Messaggio del Profeta degli ultimi tempi che è la Parola di Dio. Se poi qualcuno affermava di avere cominciato a parlar in altre lingue quando era stato battezzato con lo Spirito, allora le lingue erano autentiche solo se esse erano state comprese da coloro che erano presenti; in qualsiasi altro caso esse non venivano da Dio ma dall’avversario.

Ed a proposito di lingue che vengono dal diavolo, Branham spesso ne parlava per spiegare questa sua dottrina: nel suo libro prima citato egli per esempio dice: ‘Sono stato fra i selvaggi, dove i loro stregoni bevono il sangue da un teschio umano, poi parlano in un’altra lingua; interpretavano e per finire arrivavano persino a profetizzare. Potevano perfino scrivere in una lingua sconosciuta. Se dunque il parlare in lingue fosse LA evidenza di aver ricevuto lo Spirito Santo, allora anche queste lingue dei selvaggi dovrebbero essere da Dio. (…) Se rimanete sull’evidenza del parlare in lingue e non potete sapere nulla in merito a quel che è stato detto, allora dovreste concludere e dire che ogni parlare in lingue è da Dio. Tale ipotesi ci condurrebbe a non poter credere che il Diavolo può parlare in lingue. Ma non è così. Nemmeno un attimo! Qualunque vero missionario sul suolo straniero sa troppo bene che il Diavolo può parlare o far parlare in lingue. Anch’io lo so per esperienza’ (Esposto…, pag. 187-188).

 

Confutazione

 

Il battesimo con lo Spirito Santo e le lingue sono inscindibili

 

Per ciò che concerne le lingue occorre dire che in base a quello che troviamo scritto negli Atti degli apostoli esse sono il segno esteriore che attesta che un credente è stato riempito di Spirito Santo, infatti il giorno della Pentecoste quando quei circa centoventi credenti furono ripieni dello Spirito Santo “cominciarono a parlare in altre lingue secondo che lo Spirito dava loro d’esprimersi” (Atti 2:4), a casa di Cornelio quando gli uditori della Parola ricevettero lo Spirito Santo cominciarono anch’essi a parlare in altre lingue infatti è scritto: “Mentre Pietro parlava così, lo Spirito Santo cadde su tutti coloro che udivano la Parola. E tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro, rimasero stupiti che il dono dello Spirito Santo fosse sparso anche sui Gentili; poiché li udivano parlare in altre lingue, e magnificare Iddio” (Atti 10:44-46), e ad Efeso quando i circa dodici discepoli ricevettero lo Spirito anch’essi si misero a parlare in lingue secondo che è scritto: “Dopo che Paolo ebbe loro imposto le mani, lo Spirito Santo scese su loro, e parlavano in altre lingue, e profetizzavano” (Atti 19:6). L’errore di Branham quando dice che le lingue sono solo una delle nove manifestazioni scritte in 1 Corinzi 12 è quello di confondere il segno delle lingue con il dono della diversità delle lingue; il segno delle lingue comincia ad essere presente nel credente dal preciso momento in cui viene riempito di Spirito Santo ed è quindi presente in tutti quei credenti riempiti di Spirito, il dono della diversità delle lingue invece non è presente in tutti i credenti ripieni di Spirito perché consiste nella capacità di parlare mediante lo Spirito più lingue straniere e non una sola. E questo dono può manifestarsi quando il credente viene riempito di Spirito Santo (in questo caso il credente comincia subito a parlare più lingue straniere e non una sola), o dopo qualche tempo (quando riceve il dono delle lingue).

Che dire allora del ragionamento fatto da Branham secondo cui se le lingue parlate quando si riceve il battesimo con lo Spirito Santo non vengono comprese da chi ascolta esse sono dal diavolo? Diremo che è un ragionamento sbagliato, e lo confutiamo subito. Innanzi tutto, se è vero che il giorno della Pentecoste il parlare in altre lingue fu compreso dagli uditori, è altresì vero che a casa di Cornelio il parlare in lingue non fu compreso (o almeno, non ci viene detta una simile cosa) perché è detto soltanto che tutti i credenti circoncisi che erano venuti con Pietro li udivano parlare in altre lingue e magnificare Dio (che sono due cose distinte), come è anche vero che il parlar in altre lingue non fu compreso ad Efeso (o almeno, non ci viene detta una simile cosa). Ma ammesso e non concesso che in tutti e questi tre casi il parlare in altre lingue fu compreso da qualcuno degli uditori, non per questo si potrebbe arrivare a dir che la regola per sapere se il parlare in lingue ricevuto col battesimo con lo Spirito è vero o falso sia questa, e ciò perché nella lettera ai Corinzi quando Paolo parla del parlare in lingue dice: “Chi parla in altra lingua non parla agli uomini, ma a Dio; poiché nessuno l’intende, ma in ispirito proferisce misteri” (1 Cor. 14:2). Non importa dunque se chi parla in altra lingua parla una sola lingua straniera o più lingue straniere, se egli viene compreso dagli astanti o meno, perché il suo parlare è rivolto a Dio, egli in ispirito proferisce misteri. E a conferma di ciò ci sono anche queste parole di Paolo rivolte a chi in assemblea parla in altre lingue senza interpretare: “Altrimenti, se tu benedici Iddio soltanto con lo spirito, come potrà colui che occupa il posto del semplice uditore dire ‘Amen’ al tuo rendimento di grazie, poiché non sa quel che tu dici? Quanto a te, certo, tu fai un bel ringraziamento; ma l’altro non è edificato” (1 Cor. 14:16-17). Notate che Paolo non ha detto che dato che colui che occupa il posto del semplice uditore non intende quello che tu dici in altre lingue, le tue lingue sono dal diavolo, ma che di certo tu fai un bel ringraziamento a Dio, ma l’altro non è edificato. Naturalmente Paolo in quel caso parlava del dono delle lingue che si manifesta quando la chiesa è riunita, tuttavia questo ragionamento è applicabile anche al parlare in lingue come segno che si comincia a manifestare in coloro che ricevono il battesimo con lo Spirito Santo, nell’istante in cui vengono battezzati con lo Spirito, e questo perché il parlare in altre lingue è sempre rivolto a Dio. E poi, se dovessimo seguire la ‘regola di Branham’ dovremmo arrivare alla conclusione che per essere battezzati con lo Spirito Santo è necessario che ci sia qualcuno, credente o non credente, ad ascoltarci. Non si potrebbe essere battezzati con lo Spirito Santo mentre si è soli! Una simile conclusione ci pare a dir poco assurda.

Attenzione, con questo discorso non si vuole negare né che il diavolo può e fa parlar in lingue e neppure che ci sono contraffazioni del parlare in lingue anche in seno alle Chiese, ma solo che per capire se le lingue sono da Dio o meno non si può prendere la regola enunciata di Branham. Ma allora come si fa a dire che le lingue che un credente parla sono autentiche e non una contraffazione? Innanzi tutto, il parlare in lingue per lo Spirito, dato che avviene per lo Spirito di Dio che è santo, è un parlare che quand’anche non viene inteso è pieno di potenza e di santità. La potenza ci potrebbe essere in quello prodotto dal diavolo, ma certamente non ci può essere la santità. Ed inoltre mediante il dono del discernimento degli spiriti, che si manifesta con visioni, Dio fa intendere che la persona in questione parla in lingue assistito da spiriti maligni. Ed infine c’è il dono dell’interpretazione delle lingue mediante cui lo Spirito dà di intendere anche il significato di quelle parole proferite per l’assistenza degli spiriti maligni. Una cosa comunque va detta, il parlar in lingue satanico prima o poi viene smascherato. Un’altra cosa che mi preme dire è che non si può dedurre che un parlar in lingue è falso o viene dal diavolo dal modo di condursi di chi parla in lingue; voglio dire con questo che non è detto che un credente o una credente che magari ancora non si vestono in maniera decente e modesta, o che magari sono caduti in qualche peccato, non parlino in lingue per lo Spirito Santo. Nella Chiesa di Corinto di credenti che parlavano in lingue ma che nello stesso tempo si comportavano male ce n’erano parecchi; pur tuttavia Paolo non mise in dubbio il loro parlar in lingue. Questo va detto, perché troppo spesso si fa riferimento alla condotta di un credente per stabilire se parla lingue vere o false (naturalmente non escludiamo che ci siano credenti che si comportano male e parlano lingue false).

Come abbiamo visto, Branham faceva un ragionamento a sostegno di questa sua idea che le lingue non erano il segno dell’avvenuta ricezione del battesimo con lo Spirito Santo, che ancora oggi fanno molti fratelli. Nella sostanza questi credenti domandano: ‘Come è possibile che degli uomini come Wesley, Whitefield, Finney, ed altri famosi predicatori del passato, non fossero ripieni di Spirito Santo solo perché non parlarono mai in altre lingue?’ Dunque il fatto che questi uomini di Dio parlarono a così tante persone e tanti furono salvati per mezzo della loro predicazione, – dicono loro – significa che essi erano battezzati con lo, o ripieni di, Spirito Santo. Il fatto che essi non parlavano in lingue significa che le lingue non sono il segno comprovante il battesimo con lo Spirito Santo. Ci possono e non ci possono essere; ma non sono il segno legalizzatore del battesimo con lo Spirito Santo’. Che dire? Diremo semplicemente che dopo la Pentecoste, non importa quanto un uomo sia eloquente e potente nel presentare l’Evangelo, non importa a quante persone egli annunci l’Evangelo, possono essere pure centinaia di milioni di persone come nel caso di Billy Graham, non importa se egli prega sugli ammalati e avvengono delle guarigioni, se egli dice di essere stato battezzato con lo Spirito Santo ma quando lo ha ricevuto non ha cominciato a parlare in altra lingua, egli non ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo di cui vediamo la prima manifestazione nel libro degli Atti degli apostoli al capitolo secondo. E’ un fratello in Cristo, un ministro del Vangelo, ma non è battezzato con lo Spirito Santo. Per alcuni questo è duro da accettare; anzi impossibile, ma è la verità. E tutto questo perché è impossibile per loro accettarlo? Perché essi pensano di fare torto a quei famosi predicatori del Vangelo del passato e a dei famosi predicatori del Vangelo ancora viventi, dicendo che i primi non erano, e i secondi non sono, battezzati con lo Spirito Santo. Ma in fin dei conti non si sta mica dicendo che sono ancora perduti, o che sono ancora sotto la potestà del diavolo!! Si sta semplicemente dicendo che non hanno sperimentato quello che sperimentarono i discepoli il giorno della Pentecoste. Ma pare proprio che costoro non ci riescano a parlare in questa maniera. Eppure negli Atti degli apostoli non c’è una conferma sola ma ce ne sono ben tre di conferme sul segno delle lingue come segno comprovante l’avvenuta ricezione del battesimo con lo Spirito Santo! Ma pare proprio, che ce ne potrebbero essere anche tremila di conferme: questi credenti continuerebbero a parlare nella stessa maniera.

Fratelli, vi esorto a rimanere attaccati anche a questa parte del consiglio di Dio. Non vi lasciate ingannare da vani ragionamenti.

 

Alcune lezioni che si imparano dai ragionamenti di Branham sul parlare in lingue

 

Dalla presa di posizione di Branham rispetto al battesimo con lo Spirito Santo si imparano alcune cose, che sono le seguenti.

Il vedere dei credenti appartenenti al Movimento pentecostale che parlano in altre lingue perché riempiti veramente un giorno di Spirito Santo, ma che nella loro vita privata si comportano male fomentando scandali di ogni genere, può indurre coloro che ancora non hanno ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo a dire che l’evidenza del battesimo con lo Spirito Santo non sia il parlare in altre lingue, anzi a dire di peggio e cioè che quelle lingue sono dal diavolo. Perché questo? Perché il comportamento sconveniente di questi credenti è un intoppo per chi ancora non ha ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo. Questo ostacolo può dunque fare cadere nell’errore chi ancora non è stato battezzato con lo Spirito Santo. Ecco perché coloro che hanno ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo devono tenere una condotta irreprensibile sia nella vita pubblica che in quella privata, al fine di non fare cadere nell’errore chi non ha ancora ricevuto il battesimo con lo Spirito. In altre parole, chi rimane disgustato dalla condotta di costoro si mette a dire: ‘Ma come fanno costoro a dire di essere stati riempiti con lo Spirito Santo quando tengono una condotta che neppure certa gente del mondo tiene?’ e: ‘Quelle lingue devono essere dal diavolo, perché è il diavolo che fa commettere quegli scandali e non Dio’. Branham aveva incontrato diversi credenti pentecostali che dicevano di parlare in altre lingue ma che vivevano in una maniera dissoluta; non deve dunque sorprendere che si sia messo a dire quelle cose.

E come lui ce ne sono tanti che sono arrivati alle medesime conclusioni dopo avere incontrato di questi operatori di scandali molto diffusi all’interno del Movimento Pentecostale. Esorto quindi chi legge a non mettersi a parlare nella maniera di Branham riguardo alle lingue quand’anche avesse incontrato dei credenti pentecostali che operano male e non bene. Non dobbiamo ignorare, fratelli, le macchinazioni di Satana il quale ha tutto l’interesse a non fare credere che le lingue siano l’evidenza del battesimo con lo Spirito Santo perché in questa maniera riuscirà a tenere lontano i credenti dalla potenza di Dio perché il battesimo con lo Spirito Santo è il conferimento di potenza da parte di Cristo ai suoi discepoli. E poi si tenga sempre presente che il parlare in altre lingue è sempre rivolto a Dio, perché consiste in una preghiera o in una lode o in un ringraziamento detto in ispirito che edifica chi lo proferisce, e chi lo sente se esso è accompagnato dalla relativa interpretazione. E come voi sapete il diavolo non vuole che i discepoli di Cristo siano edificati.

Attenzione dunque fratelli; state attaccati alla parola di Dio e riguardate a coloro che sono battezzati con lo Spirito Santo e parlano in altre lingue ma hanno anche una condotta santa e irreprensibile. Seguite il loro esempio, imitate le loro vie; ma ritiratevi da tutti coloro che parlano in altre lingue (anche se autentiche) ma operano scandali.

 

Note

 

[1] A riguardo di questa posizione, Branham faceva un discorso che viene ancora fatto da molti in seno alla fratellanza. Eccolo: ‘V’è una dottrina speciale che provoca una grande differenza d’opinioni e ferisce molti. Infatti quando i Pentecostali dicono che DOVETE parlare in lingue altrimenti non siete battezzati con lo Spirito Santo, allora negano che i grandi uomini come Knok, Moody, Taylor, Goforth ed altri ancora abbiano ricevuto lo Spirito Santo, oppure dicono che questi uomini di Dio parlarono in lingue di nascosto senza sapere di che si trattasse. Ciò non è affatto vero. Questo è un grande errore’ (ibid., pag. 187). Proprio pochi giorni fa ho parlato con un fratello che nella sostanza mi ha fatto lo stesso discorso, infatti mi ha detto che non è possibile che degli uomini come Billy Graham, non siano ripieni di Spirito Santo perché non parlano in altre lingue. In altre parole questo fratello, mi diceva che si può essere ripieni di Spirito Santo senza necessariamente parlare in lingue. 

[2] Stando a quanto si legge su un sito Internet di Bible Believers in Australia, Branham parlò in lingue alcune volte: ‘Il Fratello Branham disse che egli parlò in lingue in una occasione un anno dopo circa la sua nuova nascita, e solo in altre due occasioni circa’ [Brother Branham said he spoke with tongues on one occasion about one year after his new birth, and on only about two other occasions]. 

 

 

Tratto dal libro ‘I Branhamiti’ di G. Butindaro

 

 

 


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