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Confutazione dei ‘branhamiti': la salvezza

La dottrina branhamita

 

Per essere salvati occorre ravvedersi, farsi battezzare nel nome di Gesù Cristo, ricevere il battesimo con lo Spirito Santo e ubbidire a quello che Dio ci ha mandato a dire tramite William Branham. Branham insegnava che Cristo è morto per i nostri peccati e che la salvezza è per grazia mediante la fede in Cristo: ‘Egli si fece carne per poter prendere su se stesso la condanna divina per il peccato. (…) La salvezza viene solo dal Signore. Egli solo pigiò nel tino dell’ira di Dio e la sua veste fu intinta di rosso col suo proprio sangue. Fu a lui che toccò la fornace ardente del giusto giudizio e furore di Dio. Egli, il Giusto soffrì per gli ingiusti. (…) Egli fu trafitto a motivo delle nostre trasgressioni. Il castigo per cui abbiamo pace è stato su di lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione. Il Signore ha messo su di LUI tutte le nostre colpe. Egli soffrì come nessun altro. Perfino prima di andare alla croce lottò tanto che il suo sudore scese dal suo corpo come gocce di sangue. Egli soffrì indicibili sofferenze per redimerci tutti’ (Esposto…, pag. 70). ‘Ma allora, come siamo salvati noi? Voi siete salvati mediante la fede, e ciò è per grazia: voi non potete fare nulla, nemmeno una sola cosa per essere salvati. Se voi potete, la morte di Cristo è inutile. Non è quello che mangiate, quello che bevete, quello che indossate, questo, quello, o quell’altro, ma voi siete salvati per grazia mediante la fede’ (Dal sermone The Mark Of The Beast [Il Marchio della Bestia] tenuto il 15 luglio 1956 in Jeffersonville (Indiana) U.S.A. Audiocassetta 56-0715); ‘Le opere non prenderanno mai il posto della fede in Dio per la nostra salvezza. Ma le opere indicheranno la nostra fede già posta in Lui. Le opere buone non vi salvano, ma saranno il segno di una vita salvata quale frutto nel Signore’ (Esposto…, pag. 298).

I suoi seguaci insegnano la stessa cosa infatti dicono che Cristo è morto per i nostri peccati, come anche che Egli è risorto per la nostra giustificazione. Per cui chi vuole essere salvato deve credere nel suo nome, perché solo nel suo nome c’è salvezza e remissione dei peccati: ‘Facciamo parte di coloro che credono che Gesù Cristo morì in Croce per pagare il prezzo di riscatto per tutti i figli di Dio perduti nel peccato. Siamo parte di tutti coloro che credono che SOLO nel Nome di Gesù Cristo c’è la remissione dei peccati (Atti 4:12). Che solo Gesù Cristo uomo, è il mediatore tra Dio e gli uomini (I Tim.2:5)’, questo è quello che si legge sul sito Internet dei Branhamiti italiani. Stando a queste affermazioni quindi, la maniera per essere salvati che insegnano i Branhamiti è quella biblica.

Ma come voi ben sapete, nel campo delle sétte gli stessi termini e le stesse espressioni che usiamo noi nel parlare del come si viene salvati, nella bocca dei settari hanno un altro significato. E che sia così anche nel caso dei Branhamiti lo vedremo subito spiegando quali sono i passi che secondo i Branhamiti occorre fare per essere salvati. A tale proposito faremo un sunto di quello che si legge in un documento dal titolo Salvation in the 20 century [Salvezza nel ventesimo secolo] presente su un loro sito Internet (sito curato da ‘The Congregation of the Bible Believers Association’ di Mt. Pearl, Newfoundland, Canada). I passi da fare per essere salvati sono: 1) Ravvedimento; 2) Battesimo in acqua; 3) Richiesta e Ricezione del Battesimo con lo Spirito Santo. Ma vediamoli da vicini questi passi.

Per quanto riguarda il ravvedimento essi dicono che gli uomini essendo dei peccatori sin dal nascita devono prima di tutto essere convinti di fare ciò che è male agli occhi di Dio, poi sperimentare la contrizione cioè un sincero dispiacere per tutto il male che essi hanno commesso, poi desiderare di cambiare la propria condotta, ed accettare Gesù Cristo come proprio personale Signore e Salvatore. E’ lui infatti il Salvatore che Dio ha provveduto per la salvezza dell’umanità, Lui infatti nacque da una vergine, visse una vita immacolata e perfetta e depose la sua vita in perfetto sacrificio al nostro posto per soddisfare la legge dell’Iddio di giustizia, giustificarci e ricondurci a Dio, e dopo essere morto risuscitò per darci la Vita Eterna.

Per quanto riguarda il secondo passo, cioè il battesimo in acqua, esso deve essere eseguito per immersione nel solo nome di Gesù Cristo perché Gesù – come abbiamo già visto – per loro è sia il Padre, che il Figliuolo che lo Spirito Santo. Per loro il battesimo nel solo nome di Gesù è l’adempimento di quello che Gesù ordinò di compiere nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo. Per i Branhamiti il battesimo in acqua rappresenta la morte, la sepoltura e la resurrezione.

Per quanto riguarda il terzo passo, cioè la richiesta e la ricezione dello Spirito Santo, occorre tenere presente che i Branhamiti dicono che la ricezione dello Spirito non è un opzione ma un dovere e questo perché è solo mediante il battesimo con lo Spirito Santo che si sperimenta la nuova nascita. Questo insegnamento si fonda sulle parole di Branham secondo cui il battesimo con lo Spirito e la nuova nascita sono la stessa esperienza. Ecco infatti cosa disse Branham: ‘Che cos’è il battesimo con lo Spirito Santo? E’ lo Spirito che vi battezza nel Corpo di Cristo. E’ la Nuova Nascita. E’ lo Spirito di Dio che entra in voi e vi riempie dopo che udita la Parola vi siete ravveduti e siete stati battezzati nell’acqua quale richiesta di una buona coscienza fatta a Dio’ (ibid., pag. 204); ‘Penso che i peccatori vengono per nascere di nuovo, ciò che significa essere immersi tramite lo Spirito Santo nel Corpo di Cristo. E’ proprio questo quel che avvenne a Pentecoste, quando nacque la Chiesa. In altre parole, essere veramente nato dallo Spirito di Dio vuol dire in verità essere veramente battezzato con lo Spirito Santo. E’ la stessa cosa’ (ibid., pag. 191). Dunque per Branham si nasce di nuovo quando si riceve lo Spirito Santo, il che significa non quando si crede ma dopo avere creduto. Questo lui lo spiega nel suo Esposto sulle sette epoche della chiesa quando dice: ‘Voi non ricevete lo Spirito Santo quando, cioè nel momento in cui cominciate a credere IN LUI, dopo esservi ravveduti. Voi continuate ed è DOPO che ricevete lo Spirito Santo’ (ibid., pag. 196). Se uno dunque si pente, e si fa battezzare in acqua ma non sperimenta il battesimo con lo Spirito Santo, egli ancora deve nascere di nuovo. Ma come si riceve lo Spirito Santo? ‘Voi potete ricevere lo Spirito Santo semplicemente esercitando un pentimento ‘genuino’, facendovi battezzare nel Nome del Signore Gesù Cristo; mettendo da parte tutta la sozzura e tutto l’eccesso (abbondanza) della cattiveria (male), e ricevere con mansuetudine la parola piantata, che può salvare le anime vostre’. Il battesimo con lo Spirito produrrà la nuova nascita, e comincerà ad esserci il frutto dello Spirito [1].

A questo punto però, cioè dopo avere ricevuto il battesimo con lo Spirito Santo, è necessario camminare alla luce della Parola di Dio. Rifiutare di camminare in questa luce significa ‘mettersi al di fuori della protezione del Sangue di Gesù’. Questo concetto è spiegato in questa maniera: ‘Rifiutare di camminare in una Luce maggiore significa ‘apostatare’. Il Credente o va avanti in una Luce sempre maggiore o va indietro – apostatando – andando in perdizione…. il Vero Credente non si ferma e non si stabilisce in una denominazione: egli/ella continua ad andare avanti con Dio – non legato da un credo denominazionale, ma credendo tutto quello che Dio rivelerà – fino all’adempimento della profezia in questa era, nella Vita e nel Ministerio di William M. Branham, il Servitore e il Profeta di Dio del Ventesimo Secolo. Egli è il messaggero di Dio approvato per questo Secolo, mandato per volgere i nostri cuori alla pienezza della Parola e ai ‘misteri rivelati’….’. Stando dunque così le cose, per essere salvati non è sufficiente credere in Gesù Cristo, perché è necessario anche accettare Branham come il Messaggero di Dio per questo secolo. E difatti i Branhamiti vanno ripetendo del continuo che chi rifiuta di dare ascolto alla ‘Voce di Dio’ per quest’ultima epoca della Chiesa andrà in perdizione.

 

Confutazione

 

Si viene salvati quando si nasce di nuovo, e si nasce di nuovo quando ci si ravvede e si crede in Gesù Cristo

 

Ora, come abbiamo visto, anche per i Branhamiti si nasce di nuovo quando si viene battezzati con lo Spirito Santo; a differenza però dei pentecostali unitariani essi sostengono che quando si riceve il battesimo con lo Spirito Santo non ci si deve mettere per forza a parlare in altre lingue. Sul parlare in altre lingue torneremo in appresso quando parleremo nello specifico del battesimo con lo Spirito; qui voglio dire qualcosa sulla nuova nascita.

Fratelli nel Signore, sappiate che si nasce da Dio (o di nuovo) quando ci si ravvede e si crede nel Signore Gesù Cristo secondo che è scritto che “chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio” (1 Giov. 5:1), ed anche che “a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il potere di essere chiamati figliuoli di Dio; a quelli cioè che credono nel suo nome: i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma son nati da Dio” (Giov. 1:12-13). Questo è qualcosa che dovete sempre tener presente per capire che non si nasce di nuovo quando in seguito si viene battezzati con lo Spirito Santo (o riempiti di Spirito Santo). Non importa se si viene battezzati con lo Spirito Santo prima o dopo il battesimo in acqua, il battesimo con lo Spirito Santo è qualcosa che viene dopo la nuova nascita e non è affatto la nuova nascita. La nuova nascita gli uomini la sperimentano quando accettano la Parola di Dio perché tramite essa gli uomini vengono rigenerati da Dio, e quando lo Spirito Santo dopo averli convinti quanto al peccato viene a dimorare nel loro cuore (tutte cose che avvengono quando essi si ravvedono e credono). Allora essi nascono dall’acqua e dallo Spirito come disse Gesù a Nicodemo (cfr. Giov. 3:5). Se dunque per i Branhamiti la nuova nascita si sperimenta dopo avere creduto ed essersi fatti battezzare in acqua (il che significa che per loro la nuova nascita non si sperimenta quando si crede), ciò significa che anch’essi hanno stravolto la dottrina sulla nuova nascita. Badate dunque a voi stessi e guardatevi da questa loro dottrina falsa sulla nuova nascita.

Un’ultima cosa, è vero che quando si nasce di nuovo si riceve un battesimo perché Paolo dice ai Corinzi: “Infatti, noi tutti abbiam ricevuto il battesimo di un unico Spirito per formare un unico corpo…” (1 Cor. 12:13), ma questo battesimo non è quello con lo Spirito Santo che è ministrato da Gesù Cristo (perché è Lui che battezza con lo Spirito Santo), bensì quello ministrato dallo Spirito Santo mediante il quale si entra a fare parte del Corpo di Cristo. Questi battesimi sono dunque diversi sia per quanto riguarda la persona che li ministra, infatti quello dello Spirito è ministrato dallo Spirito, mentre quello con lo Spirito è ministrato da Cristo; ma anche per ciò che concerne il loro effetto infatti il battesimo dello Spirito che si riceve quando si nasce di nuovo ci fa entrare nel Corpo di Cristo, quello con lo Spirito Santo invece ci riveste di potenza e ci mette in grado di pregare e cantare in altre lingue. Si presti attenzione a questi differenti battesimi, perché molti pensando che si tratti del medesimo battesimo cioè di quello con lo Spirito Santo, fanno l’errore di credere che quando si nasce di nuovo si riceve il battesimo con lo Spirito Santo mentre non è così perché quello dello Spirito si riceve quando si nasce di nuovo mentre quello con lo Spirito dopo la nuova nascita cioè dopo che si è diventati membri del Corpo di Cristo.

 

Noi credenti non siamo chiamati a perseverare anche nelle parole di Branham che sono un miscuglio di verità e menzogne

 

Ma come abbiamo anche visto, per i Branhamiti, una volta nati di nuovo occorre perseverare nella Parola di Dio per essere salvati, dove per Parola di Dio essi non intendono solo quello che è scritto negli Scritti Sacri, ma anche le parole di William Branham. Ora, è vero che chi nasce di nuovo essendo una nuova creatura in Cristo deve perseverare nella Parola di Dio fino alla fine per essere salvato nel regno celeste di Dio. Gesù stesso disse: “Con la vostra perseveranza guadagnerete le anime vostre” (Luca 21:19). Ma attenzione, fratelli, per Parola di Dio si deve intendere solo quella che troviamo scritta nella Bibbia. Che dire allora delle parole di Branham? Esse non sono Parola di Dio; esse non si possono mettere né a fianco e neppure ‘dentro’ la Bibbia. Ho letto parecchie cose dette da Branham; per cui non esprimo questo giudizio stando al sentito dire, ma perché ho esaminato personalmente i suoi scritti alla luce della sacra Scrittura. Come nel caso di Ellen G. White, la ‘profetessa degli Avventisti’, anche nel suo caso ci si trova davanti a scritti in cui la verità è mescolata, abilmente devo dire, alla menzogna. Molte cose dette da Branham, alla luce della Scrittura, non stanno affatto così come dice lui, per cui vanno senza indugio rigettate. Devo però anche dire che ci sono cose dette da Branham che sono scritturali e perciò inconfutabili; anzi dirò di più, Branham ha detto cose che oggi tanti predicatori pentecostali, e non pentecostali, non dicono per svariate ragioni (che vanno dalla paura di perdere denaro e consensi a quella di apparire dei ‘fanatici legalisti’). Per esempio Branham parlava spesso contro il permettere alla donna di predicare e di insegnare facendo presente che ciò non è scritto da nessuna parte nella Bibbia [2]. Egli parlava contro la mondanità che già ai suoi tempi dilagava in molte chiese, come per esempio contro il truccarsi della donna, il mettersi vesti succinte e provocanti e il tagliarsi i capelli come gli uomini [3], divertimenti di svariato genere, ecc.; tutte cose queste che oggi quasi nessuno, neppure tra i pentecostali trinitari riprova. Anche su altri argomenti, egli ha detto delle cose giuste (per esempio, egli credeva e diceva che Dio parla ancora per via di sogni e di visioni, e che egli fa ancora miracoli e guarigioni, cose che in certi ambienti pentecostali si sentono raramente); ma ripeto, ha detto anche tante cose false. Per riassumere, si può dire che c’è una parte delle sue parole sana, ma un’altra marcia che costituisce un cancro e che va rigettata.

I suoi seguaci vorrebbero invece che noi accettassimo tutto quello che lui ha detto; essi dicono che se Dio fu con lui nel campo delle visioni tanto che nessuna cadde a terra (cosa questa che non si può affatto condividere perché anche nel campo delle rivelazioni Branham si è inventato parecchie cose che si sono rivelate delle imposture), per certo fu con lui anche quando insegnava per cui anche i suoi insegnamenti sono verità. No, non è affatto così e chi legge i suoi scritti si può rendere conto personalmente di come Branham talvolta quando parlava su qualche argomento insegnava delle cose false, e le insegnava talvolta facendo dei ragionamenti così complicati da risultare incomprensibili e cercando di dimostrarle invano con le Scritture. Talvolta Branham quando parla crea una tale confusione che non si capisce proprio cosa stia dicendo.

I suoi seguaci per convincere gli altri che di Branham occorre accettare tutto quello che ha detto, prendono anche i miracoli e le guarigioni da lui compiuti nel nome di Gesù. Ora, le opere di Dio sono verità e noi non possiamo fare nulla contro la verità, per cui è follia cercare di confutare un miracolo o una guarigione compiuta da Branham nel nome di Gesù. Noi riconosciamo che quest’uomo compì delle opere potenti nel nome di Gesù; non abbiamo nessuna difficoltà a riconoscerlo. Ma da qui a dire che siamo per questo chiamati ad accettare tutto quello che ha detto ce ne passa tantissimo. Noi piuttosto rigettiamo e confutiamo le falsità da lui insegnate. I segni e i prodigi che un uomo di Dio compie possono essere i più grandi e i più spettacolari; egli può persino fare scendere il fuoco dal cielo nel nome di Gesù, egli può anche dividere un mare o un fiume nel nome di Gesù, può risuscitare persino una persona morta da un mese, può camminare sull’acqua e sul fuoco, e può anche volare; ma se egli in mezzo alle sue parole ci mette qualcosa di suo che non corrisponde a verità, questo qualcosa va rigettato senza esitazione per non rimanere sedotti. I credenti di Berea quando Paolo annunciò loro il Vangelo, non accettarono quello che Paolo insegnava loro perché Paolo aveva ricevuto da Dio dei ministeri e dei doni dello Spirito Santo, il che era manifesto, come è manifesta la luce in mezzo alle tenebre, ma perché esaminando tutti i giorni le Scritture per vedere se le cose stavano così furono persuasi dalle Scritture che in realtà Paolo diceva loro il vero (cfr. Atti 17:11). Questo è il comportamento giusto da tenere. Ma nel momento in cui qualcuno comincia a dire: voi dovete credere a tutto quello che Tizio dice perché Dio è con lui e compie tramite lui miracoli e guarigioni, allora occorre stare molto attenti perché ciò può portare ad accettare eresie, questo naturalmente nel caso Tizio insegna anche eresie. Se invece egli non le insegna, allora chi lo ascolta non rimarrà sedotto. Nel caso specifico di Branham chi accetta tutto quello che ha detto si svia dalla verità che è in Cristo Gesù. Comunque sia, è sbagliato dire che si è tenuti ad accettare tutti gli insegnamenti di un ministro del Vangelo solo perché costui compie segni e prodigi. Siate prudenti fratelli.

Ovviamente, questo nostro discorso implicitamente fa capire che uno può fare segni e prodigi nel nome di Gesù Cristo, e può avere anche delle visioni da Dio che poi si adempiono, o delle rivelazioni sul presente o sul passato delle persone che risultano vere, e nello stesso tempo insegnare o magari in futuro mettersi a insegnare delle false dottrine a riguardo di qualche cosa.

Balaam non aveva forse avuto delle visioni da Dio e poi si mise ad insegnare ai figli di Israele a fornicare e a mangiare cose sacrificate agli idoli (cfr. Ap. 2:14)?

E che dire allora dell’apostolo Pietro che aveva ricevuto i doni di guarigioni ed aveva avuto delle visioni e delle rivelazioni, ma che ad Antiochia si mise a costringere i Gentili a giudaizzare, il che significa che si mise a insegnare che si viene giustificati non per fede ma per le opere della legge, per la quale cosa Paolo dice ai Galati che egli era da condannare e per la quale cosa Paolo ammonì Pietro davanti a tutti (nel caso di Pietro egli non perseverò nel costringere i Gentili a giudaizzare)? Ma ditemi un po’: ‘Che cosa avrebbe dovuto fare Paolo davanti a questo comportamento dell’apostolo Pietro che era considerato una delle colonne della Chiesa? Che cosa doveva fare davanti all’atteggiamento di Pietro? Dire: ‘Dato che Dio ha chiamato Pietro ad essere apostolo, e conferma la parola del suo servo Pietro con segni e prodigi, e lui ha avuto anche delle visioni veraci, per certo se costringe i Gentili a giudaizzare egli avrà delle buone ragioni per farlo, per certo Dio gli ha ordinato di fare così?’ No, fratelli, Paolo non si lasciò trarre in inganno dalla stima che godeva Pietro nelle Chiese di allora; Paolo non si lasciò trarre in inganno dal fatto che Dio compiva tramite Pietro segni e prodigi, ma con l’autorità datagli da Dio (dallo stesso Dio che aveva costituito Pietro apostolo) lo ammonì davanti a tutti. Per certo, se Paolo avesse ragionato in un’altra maniera non avrebbe agito in quella maniera; ma siccome che lui era saggio, quando vide che Pietro e coloro che erano con lui “non procedevano con dirittura rispetto alla verità del Vangelo” (Gal. 2:14), allora lo ammonì. Ecco il comportamento saggio, ecco il comportamento da tenere nei confronti di un ministro del Vangelo (quand’anche fosse potente in parole e in opere) quando egli si mette a insegnare cose false, cose contrarie alla sana dottrina o un altro Vangelo. Non si deve andargli dietro come delle pecore senza discernimento, quasi che fosse Dio in terra per cui qualsiasi cosa egli faccia o dica la si deve accettare, ma si deve accettare il suo comportamento o il suo insegnamento solo se è corretto rispetto alla verità del Vangelo. Se invece esso è contrario alla verità del Vangelo, allora va rigettato, e il ministro ammonito.

Ma veniamo al giorno di oggi; non ci sono forse dei preti e dei vescovi della chiesa cattolica romana che pregano sugli ammalati o sgridano i demoni nel nome di Gesù, ma nello stesso tempo insegnano le eresie della chiesa cattolica romana? Che faremo allora quando sentiamo che un prete fa guarigioni nel nome di Gesù? Gli andiamo dietro perché sicuramente tutto quello che dice è verità? Così non sia.

I segni e i prodigi che uno compie nel nome di Gesù non stanno sempre a dimostrare che chi li compie è approvato da Dio tanto è vero che Gesù un giorno disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de’ cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli. Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demonî, e fatte in nome tuo molte opere potenti? E allora dichiarerò loro: Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità” (Matt. 7:21-23). Ci sono tanti che predicano Cristo e che pregano sugli ammalati in mezzo alle Chiese, la cui vita però è disordinata e piena di opere inique ed insegnano anche cose strane. Essi annunciano sì Gesù Cristo, ma per motivi interessati, guariscono sì gli ammalati nel nome di Gesù ma non si santificano e insegnano dottrine strane. Che faremo? Ci metteremo al loro seguito credendo alle loro eresie perché guariscono gli ammalati nel nome di Gesù? Così non sia. Che si deve fare allora? Tenerli d’occhio e ritirarci da loro perché essi non servono Cristo ma il loro ventre. Ecco quello che si deve fare.

Dunque fratelli, attenzione al discorso dei Branhamiti perché è falso e si propone di farvi cadere in una trappola del nemico.
NOTE

[1] Sicuramente, chi conosce la dottrina sulla nuova nascita sia dei Testimoni di Geova che dei Mormoni, avrà notato che quella dei Branhamiti ha delle cose in comune con quella di queste due altre sétte, infatti anche per i Testimoni di Geova e i Mormoni si ‘nasce di nuovo’ quando si riceve il battesimo con lo Spirito Santo, e guarda caso anche per loro quando si riceve questo battesimo non ci si deve mettere a parlare in altre lingue (vedremo infatti più avanti come per i Branhamiti il parlare in altre lingue non è il segno del battesimo con lo Spirito Santo). 

[2] Branham disse: ‘E come se ciò non bastasse una gran parte di voi ha avuto l’idea d’invadere perfino i pulpiti e di rivestire magari dei ministerii nella Chiesa che Dio ha riservato agli uomini, solo a loro. Oh, ho toccato un punto debole, nevvero? Ebbene mostratemi un solo passo nella Bibbia in cui Dio abbia ordinato anche ad una sola donna di predicare o di prendere autorità sull’uomo; allora vi chiederò scusa per tutto quello che ho detto su questo soggetto. Non potrete provare ch’io sia nel torto’ (Esposto…, pag. 464), ed anche: ‘Se la donna poi va addirittura sul podio o pulpito, quando LE VIENE DETTO PER COMANDAMENTO CHE NON DEVE FARLO, mostra da quale spirito ella è animata’ (ibid., pag. 289). 

[3] ‘Potete dire delle donne che gironzolano con la loro capigliatura tagliata ed acconciata a guisa di maschio, o con pantaloni o pantaloncini o con arabesche e bizzarre collane pendenti al collo e che si dipingono come Jezabel, che sono riempite dello Spirito? E’ questo il modo di vestirsi e di comportarsi per una donna che si dice cristiana? (…) Ma ascoltate bene donne, v’è ancora abbastanza stoffa da comprare e macchine da cucire a sufficienza. Non avete bisogno di comprare ciò che v’è disponibile nei negozi e scusarvi poi che non vi sia altro da mettervi. So che così dicendo m’ingaggio in un tema serio come la morte (…) So bene che a voi donne non piace affatto questo genere di predicazione. Tuttavia sorelle posso dirvi soltanto che se fate queste cose vi trovate in tal modo completamente nell’errore. La Bibbia vi proibisce di tagliarvi la capigliatura come fanno i maschi… Egli ha dato il comandamento che dovete portare la vostra capigliatura lunga. Ed è a vostro onore’ (ibid., pag. 463). A riguardo delle collane però vorrei far notare che in un’altra occasione lui disse che se una donna vuole mettersi una piccola collana che gli ha dato il marito, secondo la sua opinione, non è una cosa cattiva (cfr. Questions and Answers [Domande e Risposte], 64-0823E; 1007-Q-283).

Tratto dal libro ‘I Branhamiti’ di G. Butindaro


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