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Confutazione dei ‘branhamiti’: la trinità

La dottrina branhamita

 

La Trinità è una dottrina satanica e quindi il battesimo nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo è invalido. I Branhamiti negano la Trinità affermando che essa è una dottrina satanica perché Dio è uno solo ed il suo nome è Gesù Cristo e di conseguenza anche il battesimo in acqua per essere valido deve essere ministrato nel solo nome di Gesù Cristo. Ecco innanzi tutto le dichiarazioni di Branham a tale riguardo: ‘Non è che vi siano tre ‘Dei’, bensì UN solo Dio che si manifesta in Tre maniere o con tre diverse funzioni. E’ un solo Dio con tre titoli: Padre, Figlio e Spirito Santo’ (William Marrion Branham, Esposto sulle sette epoche della chiesa, pag. 20); Gesù ‘è Dio il Padre, Figliuolo e Spirito Santo’ (William Marrion Branham, op. cit., pag. 24); ‘In quest’ultima epoca siamo giunti alla fondamentale rivelazione-chiave, cioè alla più importante rivelazione della Divinità che si possa trovare in tutta la Bibbia. Ed è questa: Gesù è Dio, Egli ed il Padre sono uno. V’è solo un Dio e il suo nome è il Signore Gesù Cristo’ (ibid., pag. 448) [1]; ‘D’ora innanzi ritenete bene questo: i fatti riportati or ora sono realtà ma è pure la verità che Satana è un mentitore e il padre di menzogne; e quand’anche venga con una certa luce si tratta pur sempre di menzogna. Egli è un assassino e la sua dottrina della trinità ha rovinato delle folle intere e continuerà a rovinare fino al ritorno di Gesù’ (ibid., pag. 246-247); ‘Fin dal secondo secolo, quelle parole ‘Padre, Figliuolo e Spirito Santo’ erano già state compendiate come una ‘Trinità’ per molti, e l’idea politeistica di tre ‘dei’ era già diventata una dottrina nella falsa chiesa. Così non passò molto tempo che il Nome fu addirittura tolto e ciò avvenne infatti in questa epoca; dove si stabilirono i titoli di quell’unico grande Iddio al posto del nome: Signore Gesù Cristo’ (ibid., pag. 238). Per spiegare con un esempio chi sono il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, Branham disse: ‘Dio è spirito e Gesù è il corpo nel quale Egli si tenne velato. Vedete?. Poi aggiunsi: Come in casa mia. Di fronte a mia moglie sono suo marito: inoltre ho una giovane figliuola, Rebecca, della quale sono padre. Indi ho un nipotino di nome Paolo e sono suo nonno. Dunque sono marito, padre e nonno. (…) Eppure queste tre mansioni che ho citato nei miei riguardi non sono altro che tre attributi di una sola persona. Così l’unico e solo Dio è: Padre, Figliuolo e Spirito Santo a seconda della sua propria corrispondente e dovuta manifestazione’ (William Marrion Branham, La parola parlata, pag. 11). In base a questa dottrina Branham riteneva invalido il battesimo nel nome delle Tre Persone divine: ‘Mentre la maggior parte apostasiarono, abbracciando la Trinità e praticando il battesimo con l’uso dei titoli della Divinità, il piccolo gregge continuò a battezzare nel Nome di Gesù Cristo, tenendosi così saldo alla Verità’ (W. M. Branham, Esposto…, pag. 238); ‘Ecco perché noi battezziamo nel Nome del Signore Gesù Cristo, poiché questo è il nome e non un titolo. E’ il nome di questi tre titoli!’ (W. M. Branham, op. cit., pag. 24) [2].

Ecco ora quello che dicono i suoi seguaci: ‘Siamo tra coloro che credono che Gesù era la manifestazione visibile del Dio-Padre invisibile, questo lo crediamo perché è Lui stesso a dirlo in Giovanni 14:6-11. Noi siamo tra coloro che credono che c’è un SOLO Dio, e che Egli è SPIRITO (Giov.4:24), e che Gesù era la manifestazione in carne di questo Spirito. Questo Dio-Spirito è Padre poiché ha dei figli. Divenne Figlio perché si fece carne, come uno di noi. È Spirito Santo perché quello è ciò che Egli è. Noi crediamo che i TRE sono UNO; una sola Persona in tre UFFICI. Crediamo che Gesù e il Padre siano uno poiché fu Gesù stesso a dirlo (Giov.10:30). Siamo tra quelli che credono che Dio si è manifestato in carne, poiché fu l’Apostolo Paolo a dichiararlo (I Tim.3:16). Noi crediamo ai Santi Apostoli del Signore. Noi siamo tra coloro che non credono nella INTERPRETAZIONE delle Sacre Scritture, poiché noi crediamo assieme all’Apostolo Pietro che le Sacre Scritture NON sono soggette a privata interpretazione (I Pietro 1:20). Noi siamo tra coloro che credono le cose proprio come Dio le ha dette, senza interpretarle. Per cui siccome sta scritto (Isaia 9:5) che questo Bambino che sarebbe nato sarebbe stato chiamato: “Figlio, Consigliere, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace”, allora noi non possiamo fare a meno di credere che in Cristo abita TUTTA la pienezza della Deità CORPORALMENTE, come lo credeva pure l’Apostolo Paolo (Col.2:9). Ora, se TUTTA la PIENEZZA della Deità abita CORPORALMENTE in Cristo, allora se Dio fosse tre persone ben distinte, le altre due non avrebbero niente di deità, poiché Essa abita TUTTA in Cristo! No, noi non siamo di quelli che credono in ‘tre persone’. Quella dottrina della trinità non era una dottrina dei Santi Apostoli del Signore. Essa venne introdotta nel Cristianesimo qualche secolo dopo la dipartita dei Santi Apostoli, esattamente al Concilio di Nicea del 325 D.C. Essa è una dottrina ‘formulata’ dagli uomini, e non una ‘rivelazione’ data da Dio. Essa è una ‘deduzione’ che gli uomini hanno fatto, e non una ‘dichiarazione’ che Dio ha fatto. Dio non ha MAI ‘dichiarato’ di essere trino. Nessun profeta del Signore ha mai parlato di un Dio trino. E noi siamo tra coloro che credono SOLO ai profeti del Signore…Siamo tra coloro che credono che l’unico battesimo in acqua accettato da Dio è quello descritto in Atti 2:38, il quale è l’adempimento, e non l’annullamento, di Matteo 28:19’.

Come potete vedere i Branhamiti a riguardo della Trinità parlano nella stessa maniera delle chiese pentecostali unitariane.

 

Confutazione

 

Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono tre persone ma un solo Dio

 

Ora, con la grazia di Dio, confuteremo questa eresia degli Unitariani che afferma che il Padre il Figliuolo e lo Spirito Santo non sono tre persone ma solo tre titoli o tre manifestazioni diverse di quell’unico vero Dio che si chiama Gesù; dimostrando che la Trinità è una dottrina biblica anche se il termine Trinità non è menzionato nella Bibbia [1].

La Scrittura insegna che c’é un solo Dio; questo lo hanno detto i profeti, poi lo ha confermato Gesù, ed infine lo hanno attestato gli apostoli nelle loro epistole.

Ÿ Mosè nella legge disse: “Sappi dunque oggi e ritieni bene in cuor tuo che l’Eterno è Dio; lassù ne’ cieli, e quaggiù sulla terra; e che non ve n’é alcun altro” (Deut. 4:39); “Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore” (Mar. 12:29; Deut. 6:4); “Ora vedete che io solo son Dio, e che non v’è altro dio accanto a me” (Deut. 32:39);

Ÿ Isaia disse: “Io sono l’Eterno, e non ve n’è alcun altro; fuori di me non v’è altro Dio” (Is. 45:5);

Ÿ Gesù, rivolgendosi al Padre, disse: “E questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giov. 17:3);

Ÿ Paolo ai Romani disse: “V’è un Dio solo, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l’incirconciso parimente mediante la fede” (Rom. 3:30); a Timoteo disse: “V’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo” (1 Tim. 2:5); e ai Corinzi disse: “Per noi c’é un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua…” (1 Cor. 8:6).

Ma il fatto che esista un solo Dio non significa che la Divinità sia composta solo da una persona vale a dire Gesù, e che il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo siano solo tre titoli differenti che indicano il solo vero Dio che è Gesù; perché Dio Padre è una persona, Gesù Cristo è il suo Figliuolo (e quindi un’altra persona), e lo Spirito Santo è un’altra persona, e tutte e tre sono Uno, un solo Dio. Amen [2]. A conferma di ciò citiamo le seguenti Scritture.

Ÿ Dio all’inizio della creazione disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza” (Gen. 1:26). Con chi stava parlando Dio Padre se non con il Figliuolo che era nel suo seno e lo Spirito Santo? Ora, gli Unitariani spiegano queste parole in diverse maniere; c’è chi dice che Dio parlava con gli angeli (come sostengono gli Ebrei); chi dice che si tratta di un plurale di maestà, o che l’espressione è un riferimento profetico alla futura manifestazione del Figlio di Dio. Non reggono queste spiegazioni alla luce della Scrittura, perché Paolo dice ai Colossesi che “tutte le cose sono state create per mezzo di lui” (Col. 1:16) cioè di Cristo. Quindi anche l’uomo fu creato da Dio per mezzo di Cristo, per cui quando Dio disse: “Facciamo”, Egli per forza di cose dovette parlare con il Figlio che era nel suo seno. Egli parlò anche con lo Spirito perché anch’Egli esisteva come Essere distinto dal Padre e dal Figliuolo e difatti è scritto che “lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque” (Gen. 1:2).

Ÿ Quando Gesù fu battezzato da Giovanni il Battista, Matteo dice che “i cieli s’apersero, ed egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venir sopra lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto” (Matt. 3:16-17). In questo evento che si verificò al Giordano vediamo il Padre che parlò dal cielo, il Figliuolo che era sulla terra che fu battezzato da Giovanni, e lo Spirito Santo che discese su lui in forma corporea a guisa di colomba. Si tenga presente a proposito dello Spirito Santo, che Egli è distinto dal Padre e dal Figliuolo perché come vedremo fra poco Gesù lo chiamò “un altro Consolatore”.

Ÿ Gesù nella notte che fu tradito disse ai suoi discepoli: “E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità” (Giov. 14:16). Come potete vedere qui sono presenti le tre persone della Trinità; il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo. Il Padre era in cielo, Gesù il Figliuolo (il Consolatore allora presente) era sulla terra e avrebbe pregato Dio Padre affinché mandasse un altro Consolatore cioè lo Spirito Santo, e lo Spirito Santo che il Padre avrebbe mandato nel suo nome. Il Padre quindi, supplicato dal suo Figliuolo, ha mandato lo Spirito della verità per supplire alle necessità che si vennero a creare con la dipartenza del suo Figliuolo. Il concetto della Trinità è evidente nelle parole di Gesù.

Ÿ Dopo che Gesù fu risorto, quando apparve ai suoi discepoli disse loro: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo” (Matt. 28:19). Ecco in questo ordine di Gesù di battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo chiaramente esposta la Trinità. Il Padre che ha mandato il Figliuolo per essere la propiziazione dei nostri peccati, il Figliuolo che in ubbidienza all’ordine del Padre suo offrì la sua vita in sacrificio per i nostri peccati, e lo Spirito Santo ossia il Consolatore che il Figlio dopo essere stato assunto in cielo ha mandato da parte del Padre per ammaestrarci, ricordarci le sue parole, e per convincere il mondo quanto al peccato, al giudizio e alla giustizia. Se il Padre il Figliuolo e lo Spirito Santo fossero stati solo dei titoli di Gesù non ci sarebbe stato bisogno per Gesù di dare loro questo ordine; perché egli si sarebbe limitato a dire di battezzare le genti nel suo nome. Il fatto dunque di averli citati separatamente è una chiara prova che Gesù quantunque credeva nell’unicità di Dio non pensava affatto di essere sia il Padre che lo Spirito Santo oltre che il Figliuolo.

Ÿ Paolo dice ai Romani: “E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rom. 8:11). In queste parole troviamo Dio Padre che ha risuscitato Gesù; il Figliuolo che é stato da lui risuscitato; e lo Spirito Santo che Egli ha mandato nei nostri cuori. Anche qui il concetto della Trinità é espresso in maniera chiara.

Ÿ Paolo disse ai Corinzi: “Or vi é diversità di doni, ma v’è un medesimo Spirito. E vi é diversità di ministerî, ma non v’è che un medesimo Signore. E vi é varietà di operazioni, ma non v’è che un medesimo Iddio, il quale opera tutte le cose in tutti” (1 Cor. 12:4-6). Notate come Paolo menziona prima lo Spirito, poi il Signore Gesù Cristo e poi Dio. Che senso avrebbe avuto menzionare sia lo Spirito, che il Signore Gesù e Dio Padre, se Gesù è anche lo Spirito e il Padre? Nessuno. Anche queste sue parole dunque fanno capire come queste tre persone divine, benché distinte l’una dall’altra, sono uno stesso Dio.

Ÿ Paolo dice ai Corinzi: “La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor. 13:13). Anche in questo caso sono presenti le tre persone della Divinità.

Ÿ Paolo agli Efesini dice: “V’è… un unico Spirito…V’è un solo Signore… un Dio unico e Padre di tutti, che é sopra tutti, fra tutti ed in tutti” (Ef. 4:4,5,6). Anche da queste parole comprendiamo come le tre persone divine di cui é composta la Divinità, sono distinte tra loro ma unite tra loro in perfetta unità.

Ÿ La Scrittura condanna le tre bestemmie indirizzate a tutte e tre le persone della Divinità. Chi bestemmia il nome di Dio si rende colpevole di un peccato perché é scritto: “Non bestemmierai contro Dio” (Es. 22:28); anche chi bestemmia contro il Figliuol dell’uomo e contro lo Spirito Santo si rende colpevole di un peccato. Ma il fatto é che mentre coloro che bestemmiano contro Dio e contro il Figliuol dell’uomo possono essere perdonati, chi bestemmia contro lo Spirito Santo non può ottenere la remissione del suo peccato, perché Gesù disse: “Ai figliuoli degli uomini saranno rimessi tutti i peccati e qualunque bestemmia avranno proferita; ma chiunque avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo, non ha remissione in eterno, ma é reo d’un peccato eterno” (Mar. 3:28-29). Queste parole del Signore ci fanno capire come lo Spirito Santo sia una persona divina distinta dal Figliuolo di Dio e dal Padre; per questo noi quando parliamo del Figliuolo non parliamo dello Spirito Santo e viceversa; e perché quando parliamo del Padre non parliamo né del Figliuolo e né dello Spirito Santo, appunto perché i tre sono differenti. Per farvi capire questo concetto vi parlo in questa maniera: noi non possiamo dire che il Padre del nostro Signore Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati, perché questo non corrisponde al vero, infatti la Scrittura dice che Cristo, il Figlio di Dio, morì sulla croce, e non il Padre. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo sia morto per i nostri peccati perché anche questo non é vero. Noi non possiamo dire neppure che lo Spirito Santo battezza con lo Spirito Santo perché la Scrittura attesta che é Cristo che battezza con lo Spirito Santo e con il fuoco. Però, benché dobbiamo nominare separatamente il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, e le loro caratteristiche, pure sappiamo che i tre sono una stessa cosa. Fratelli, ci troviamo davanti ad un mistero, per questo le nostre parole non riescono a spiegarlo [3].

 

[1] Il termine Trinità deriva dal latino Trinitas che significa ‘la riunione di tre’, una parola coniata da Tertulliano di Cartagine alla fine del secondo secolo. E’ vero che questo termine non è nella Bibbia, ma rimane il fatto che voler dimostrare che la Trinità non è una dottrina biblica ricorrendo al discorso che questa parola non è mai menzionata nella Bibbia (discorso che fanno pure i Testimoni di Geova, i quali però negano la Trinità negando la Divinità di Cristo), è un tentativo inutile perché il concetto della Trinità vi è espresso chiaramente. Lo stesso discorso possiamo farlo a riguardo di queste espressioni che noi usiamo sovente, quali per esempio: immortalità dell’anima, preesistenza di Cristo, tormento eterno, creazione ex-nihilo (cioè dal nulla), esse non sono presenti nella Bibbia ma rimane il fatto che il loro concetto è chiaramente presente nella Bibbia

[2]Voglio dire qualcosa a riguardo del termine persona, come ho fatto quando ho trattato la Trinità nel mio libro contro i Testimoni di Geova. Il termine persona che usiamo sia per Dio Padre, che per il Figliuolo che per lo Spirito Santo deriva dal latino persona che significa ‘maschera’ o ‘personaggio di rappresentazione’. Ma noi quando la usiamo in relazione al Padre, al Figliuolo e allo Spirito Santo non la usiamo con quel senso originale, perché in questo caso definiremmo le tre Persone della Divinità delle maschere di un personaggio teatrale, in altre parole è come se dicessimo che Dio è come un attore di uno spettacolo che è apparso sulla scena del mondo in tre differenti costumi o ruoli, il che noi sappiamo non è affatto vero. L’uso della parola persona ha il solo scopo di spiegare che sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo sono tre Esseri distinti con una personalità propria.

[3] Per quanto riguarda il passo di Giovanni: “Poiché tre son quelli che rendon testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono una stessa cosa”, (1 Giov. 5:7) nella versione Riveduta fatta da Luzzi non viene inserito nel testo; Diodati invece lo aveva inserito nel testo. David Bernard a riguardo di questo passo dice: ‘Gli studiosi concordano nel dire che 1 Giovanni 5:7 non era parte del testo originale. Anche se genuino, esso non divide il Padre, la Parola e lo Spirito in tre separate persone…’ (David K. Bernard, Essentials of Oneness Theology, [Gli Elementi Essenziali della Teologia dell’Unione], Hazelwood, MO (USA) 1995, pag. 29).

Gesù non è il Padre

 

Non si può in nessun modo affermare che Gesù Cristo è il Padre, o che Lui e il Padre sono la medesima persona, perché le seguenti Scritture mostrano chiaramente che il Padre ed il Figliuolo sono due persone distinte l’una dall’altra (e quindi non due termini che starebbero a indicare rispettivamente la divinità di Cristo e la sua umanità).

Ÿ Quando Gesù fu battezzato da Giovanni nel Giordano è scritto che venne una voce dai cieli che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto” (Matt. 3:17). Ma di chi era quella voce? Chi disse quelle parole? Gesù che era in terra? Affatto, perché la voce venne dal cielo. Quindi quella voce era la voce del Padre del Signore nostro Gesù Cristo e non la voce di Gesù Cristo. Per questo non possiamo affermare che il Padre è solo un titolo dato a Gesù (per indicare la sua Divinità) e non una persona divina distinta da lui perché quella voce procedette dalla persona del Padre che era in cielo mentre il suo Figliuolo era in terra. Ma diciamo qualcosa d’altro: ora, gli Unitariani convengono con noi che Gesù fu unto di Spirito Santo al Giordano, vorremmo quindi domandare loro: ‘Se Gesù è il solo vero Dio e fuori di lui non v’è altro Dio, come mai nei Salmi, a proposito dell’unzione di Gesù Cristo sono scritte le seguenti parole: “Tu ami la giustizia e odii l’empietà. Perciò Iddio, l’Iddio tuo, ti ha unto d’olio di letizia a preferenza de’ tuoi colleghi” (Sal. 45:7)? Come mai viene detto di Dio che è stato unto dal suo Dio? Non è forse perché il Cristo era Dio, e al Giordano fu unto di Spirito Santo dal suo Dio, cioè il Padre suo? Certo, altrimenti la frase non avrebbe nessun senso? Quindi Gesù non poteva essere il Padre.

Ÿ Quando Gesù fu trasfigurato sul monte santo i discepoli udirono dal cielo questa voce che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi son compiaciuto; ascoltatelo” (Matt. 17:5). Domandiamo anche in questo caso: ma di chi era quella voce? Di Gesù o di un’altra persona? Di un’altra persona e precisamente del Padre suo. Questo lo ha confermato Simon Pietro quando disse nella sua seconda epistola: “Poiché egli ricevette da Dio Padre onore e gloria quando giunse a lui quella voce dalla magnifica gloria: Questo è il mio diletto Figliuolo, nel quale mi sono compiaciuto” (2 Piet. 1:17). Quindi ancora una volta si giunge alla conclusione che Gesù Cristo, benché anche nei giorni della sua carne fosse Dio, non era il Padre perché il Padre suo era in cielo. Certo, in Gesù abitava tutta la pienezza della Deità e per questo egli fu anche adorato sulla terra, sia prima di morire che dopo essere risorto, ma pure egli rimaneva il Figliuolo dell’Iddio vivente e vero che era in cielo. Egli disse che il Padre dimorava in lui e che lui dimorava nel Padre, egli affermò di essere uno con il Padre, egli disse di esistere prima che Abramo nascesse, ma tutto questo non ci porta ad affermare che lui era il Padre perché sappiamo che questa affermazione contrasta la Parola di Dio e viene da essa annullata. Certamente se lui fosse stato il Padre, o in altre parole se quello del Padre fosse stato solo un titolo che possedeva Gesù, sarebbe stato un controsenso per Gesù dire che il Padre suo era in cielo. Dunque, domandiamoci: perché Gesù Cristo disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno de’ cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matt. 7:21), ed anche: “Poiché chiunque avrà fatta la volontà del Padre mio che è ne’ cieli, esso mi è fratello e sorella e madre” (Matt. 12:50)? E perché Gesù un giorno disse: “Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savî e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. Sì, Padre, perché così t’è piaciuto” (Matt. 11:25-26)? Ed ancora; perché Gesù davanti alla tomba di Lazzaro disse: “Padre, ti ringrazio che m’hai esaudito” (Giov. 11:41)? La risposta non è forse perché lui era il Figlio di Dio ed il Padre suo era nel cielo? Certo, e non può essere altrimenti.

Ÿ Paolo disse ai Romani: “Iddio, al quale servo nello spirito mio annunziando l’Evangelo del suo Figliuolo, mi è testimone ch’io non resto dal far menzione di voi in tutte le mie preghiere…” (Rom. 1:9).

Ai Corinzi egli disse: “Voi siete di Cristo, e Cristo è di Dio” (1 Cor. 3:23), ed anche: “Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati; ma ciascuno nel suo proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, alla sua venuta; poi verrà la fine, quand’egli avrà rimesso il regno nelle mani di Dio Padre…” (1 Cor. 15:22-24), ed ancora: “E quando ogni cosa gli sarà sottoposta, allora anche il Figlio stesso sarà sottoposto a Colui che gli ha sottoposto ogni cosa, affinché Dio sia tutto in tutti” (1 Cor. 15:28).

Ai Galati: “Così anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo tenuti in servitù sotto gli elementi del mondo; ma quando giunse la pienezza de’ tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge” (Gal. 4:3-5).

Agli Efesini: “Benedetto sia l’Iddio e Padre del nostro Signor Gesù Cristo, il quale ci ha benedetti d’ogni benedizione spirituale ne’ luoghi celesti in Cristo” (Ef. 1:3).

Ai Filippesi: “Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre” (Fil. 2:9-11).

Ai Colossesi: “Noi rendiamo grazie a Dio, Padre del Signor nostro Gesù Cristo…” (Col. 1:3).

Ai Tessalonicesi: “Vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire all’Iddio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il suo Figliuolo, il quale Egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira a venire” (1 Tess. 1:9-10).

A Timoteo: “Io ti scongiuro, dinanzi a Dio, dinanzi a Cristo Gesù e agli angeli eletti, che tu osservi queste cose senza prevenzione…” (1 Tim. 5:21), ed ancora: “Nel cospetto di Dio che vivifica tutte le cose, e di Cristo Gesù che rese testimonianza dinanzi a Ponzio Pilato con quella bella confessione, io t’ingiungo d’osservare il comandamento divino…” (1 Tim. 6:13-14).

Lo Scrittore agli Ebrei dice: “Dice del Figliuolo: Il tuo trono, o Dio, è ne’ secoli dei secoli, e lo scettro di rettitudine è lo scettro del tuo regno. Tu hai amata la giustizia e hai odiata l’iniquità; perciò Dio, l’Iddio tuo, ha unto te d’olio di letizia, a preferenza dei tuoi compagni” (Ebr. 1:8-9; cfr. Sal. 45:6-7), ed ancora: “Così anche Cristo non si prese da sé la gloria d’esser fatto Sommo Sacerdote; ma l’ebbe da Colui che gli disse: Tu sei il mio Figliuolo; oggi t’ho generato” (Ebr. 5:5).

Ÿ Giacomo dice all’inizio della sua epistola: “Giacomo, servitore di Dio e del Signor Gesù Cristo…” (Giac. 1:1).

Ÿ Pietro dice: “Benedetto sia l’Iddio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo…” (1 Piet. 1:3).

Ÿ Giovanni dice: “Quello, dico, che abbiam veduto e udito, noi l’annunziamo anche a voi, affinché voi pure abbiate comunione con noi, e la nostra comunione è col Padre e col suo Figliuolo, Gesù Cristo” (1 Giov. 1:3); ed anche: “Se alcuno ha peccato, noi abbiamo un avvocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo, il giusto….” (1 Giov. 2:1).

Come potete vedere da voi stessi, tutte queste Scritture attestano inequivocabilmente in una maniera o nell’altra che Dio Padre ed il suo Figliuolo, cioè Gesù Cristo, sono due persone e non la stessa persona, perciò errano grandemente gli Unitariani che dicono che Gesù è anche il Padre.

Lo Spirito Santo non è Gesù Cristo e viceversa

 

La dottrina degli Unitariani secondo la quale lo Spirito Santo non è una persona ma una manifestazione del solo Dio, cioè Gesù, è falsa perché lo Spirito Santo è una persona, distinta sia dal Padre che dal Figliuolo, che è stata mandata dal Padre nel mondo dopo che Gesù fu assunto in cielo glorificato. Vediamo ora di spiegare mediante le Scritture che lo Spirito Santo è la terza persona della Divinità che è stata mandata sia da Dio Padre che dal Figliuolo (ma procede dal Padre) in seno alla Chiesa e che perciò non può essere la stessa persona di Gesù.

Ÿ Gesù, nella notte in cui fu tradito, disse ai suoi discepoli: “Il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto” (Giov. 14:26); e: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me” (Giov. 15:26); ed anche: “Pure, io vi dico la verità, egli v’é utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutte le cose che ha il Padre, son mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Giov. 16:7-15). Quando poi lo Spirito Santo fu sparso, Pietro disse a quei Giudei riunitisi all’udire il suono come di vento impetuoso e rimasti meravigliati nel sentirli parlare delle cose grandi di Dio nelle loro lingue natie: “Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite” (Atti 2:32-33), confermando così che Gesù dopo che si assise alla destra di Dio mandò il Consolatore che aveva loro promesso per insegnargli ogni cosa, per ricordargli quello che gli aveva detto, e per convincere il mondo quanto al peccato, alla giustizia ed al giudizio. Quindi, è chiaro che siccome lo Spirito Santo è una persona perché insegna, ricorda, testimonia, convince, annuncia le cose a venire e glorifica Cristo, ed è stato mandato da Gesù dopo che egli fu assunto alla destra di Dio, lo Spirito Santo non è Gesù, il Figliuolo di Dio, perché quest’ultimo, quando lo Spirito Santo venne nel suo tempio, era in cielo alla destra di Dio.

Ÿ Gesù, sempre nella notte in cui fu tradito, pronunciò le seguenti parole che confermano quanto esposto sin qua. Gesù disse ai suoi discepoli: “Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti. E io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce” (Giov. 14:15-17). Ora, Gesù mentre era in terra era il Consolatore che Dio aveva promesso tramite i profeti di mandare al suo popolo, ma siccome egli doveva tornare al Padre che lo aveva mandato e sapeva che i suoi discepoli avrebbero avuto bisogno di un altro Consolatore che stesse con loro sempre ed in ogni luogo disse che avrebbe pregato il Padre che glielo mandasse. Quindi, siccome lo Spirito Santo fu chiamato da Gesù “un altro Consolatore”, noi giungiamo alla conclusione che Egli non è lo stesso Consolatore (la stessa persona di Gesù) che è stato assunto in cielo. E quindi Gesù non è lo Spirito Santo come sostengono gli Unitariani. Gli Unitariani sostengono che queste parole di Gesù indicano “una differenza di forma o di relazione” (David K. Bernard, op. cit., pag. 17), in altre parole è come se Gesù avesse detto ai suoi discepoli che sarebbe tornato in spirito invece che in carne. Ma questa spiegazione non regge proprio perché Gesù parlò dello Spirito Santo come di “un altro Consolatore”, quindi di qualcuno distinto da Lui. E questo è confermato da queste altre parole che lui disse poco dopo: “Pure, io vi dico la verità, egli v’è utile ch’io me ne vada; perché, se non me ne vo, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vo, io ve lo manderò. E quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato, alla giustizia, e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me; quanto alla giustizia, perché me ne vo al Padre e non mi vedrete più; quanto al giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. Tutte le cose che ha il Padre, son mie: per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà” (Giov. 16:7-15). Notate queste espressioni: “Io ve lo manderò” e: “Egli mi glorificherà”, “Egli prenderà del mio e ve l’annunzierà”; perché esse mettono in rilievo la distinzione tra la persona di Gesù e quella dello Spirito Santo. Se Gesù avesse promesso che sarebbe tornato sotto forma dello Spirito non avrebbe giammai parlato in quella maniera. In particolare si noti l’espressione “Egli mi glorificherà”, che associata a quest’altra detta poco prima: “Egli testimonierà di me” (Giov. 15:26) stanno a confermare che lo Spirito Santo non poteva essere Gesù perché avrebbe glorificato Gesù e reso testimonianza di Lui. Dunque Gesù pregò il Padre il quale mandò un altro Consolatore affinché rimanesse con i suoi discepoli per sempre, sì perché dato che Lui stava per lasciarli soli, essi avevano bisogno di qualcuno che rimanesse sempre con loro per guidarli.

Ÿ Gesù un giorno disse: “Ed a chiunque parli contro il Figliuol dell’uomo, sarà perdonato; ma a chiunque parli contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato né in questo mondo né in quello avvenire” (Matt. 12:32). Notate come Gesù parla di due ‘parlare contro’ ben distinti; uno contro il Figliuol dell’uomo e l’altro contro lo Spirito Santo. E’ evidente quindi che il Figliuol dell’uomo, cioè Gesù Cristo, non può essere anche lo Spirito Santo, perché se così fosse Gesù si sarebbe contraddetto in maniera evidente. Ma ditemi un po’ voi Unitariani: che senso avrebbe avuto dire da parte di Cristo che chi parlava contro il Figliuol dell’uomo poteva essere perdonato mentre chi parlava contro lo Spirito Santo non poteva esserlo, se il Figliuol dell’uomo era anche lo Spirito Santo o in avvenire si sarebbe manifestato sotto forma di Spirito Santo? Ancora una volta dunque la Scrittura fa emergere in maniera chiara che Gesù non è lo Spirito Santo e viceversa.

Ÿ Paolo dice ai Romani: “Parimente ancora, lo Spirito sovviene alla nostra debolezza; perché noi non sappiamo pregare come si conviene; ma lo Spirito intercede egli stesso per noi con sospiri ineffabili; e Colui che investiga i cuori conosce qual sia il sentimento dello Spirito, perché esso intercede per i santi secondo Iddio” (Rom. 8:26-27), facendo capire che lo Spirito Santo sparso nei cuori dei credenti intercede per i santi con sospiri ineffabili (quando i santi pregano in altra lingua); ma poco dopo lo stesso apostolo afferma anche: “Cristo Gesù è quel che è morto; e, più che questo, è risuscitato; ed è alla destra di Dio; ed anche intercede per noi” (Rom. 8:34), facendo capire che anche Gesù Cristo che è alla destra di Dio intercede per noi. Come è possibile questo? E’ possibile perché il Figliuolo di Dio che è alla destra di Dio è una persona distinta e non la stessa persona dello Spirito Santo che qui in terra per bocca dei santi intercede per noi. Quindi, Cristo intercede per i santi in cielo, mentre lo Spirito Santo intercede per loro sulla terra (tramite coloro che parlano in altre lingue).

Ÿ Lo stesso apostolo dice ancora ai Romani: “E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, Colui che ha risuscitato Cristo Gesù dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi” (Rom. 8:11). In queste parole sono menzionate le tre persone della Divinità, cioè lo Spirito Santo, Colui (il Padre) che ha risuscitato Gesù dai morti, e Gesù il suo Figliuolo; esse sono menzionate distintamente quantunque siano unite, perciò non si può accettare che lo Spirito di Colui che ha risuscitato Gesù dai morti sia Colui che è stato risuscitato dai morti cioè Gesù, perché questo annullerebbe la Scrittura.

Ÿ Paolo dice ai Galati: “Ma quando giunse la pienezza de’ tempi, Iddio mandò il suo Figliuolo, nato di donna, nato sotto la legge, per riscattare quelli che erano sotto la legge, affinché noi ricevessimo l’adozione di figliuoli. E perché siete figliuoli, Dio ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo nei nostri cuori, che grida: Abba, Padre” (Gal. 4:4-6). Come potete vedere Paolo prima dice che Dio nella pienezza dei tempi ha mandato il suo Figliuolo, e poi dice che ha mandato lo Spirito del suo Figliuolo nei nostri cuori; facendo distinzione tra la persona del Figliuolo e quella dello Spirito.

Ÿ Paolo dice agli Efesini: “Poiché per mezzo di lui e gli uni e gli altri abbiamo accesso al Padre in un medesimo Spirito” (Ef. 2:18), ed anche: “V’è un corpo unico ed un unico Spirito, come pure siete stati chiamati ad un’unica speranza, quella della vostra vocazione. V’è un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, un Dio unico e Padre di tutti, che è sopra tutti, fra tutti ed in tutti” (Ef. 4:4-6). Si noti come Paolo faccia distinzione tra lo Spirito e il Signore Gesù Cristo anche in questa sua epistola.

Ÿ Paolo dice a Tito: “Ma quando la benignità di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini sono stati manifestati, Egli ci ha salvati non per opere giuste che noi avessimo fatte, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, ch’Egli ha copiosamente sparso su noi per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore” (Tito 3:4-6). Si noti come ancora una volta Paolo faccia distinzione tra Cristo e lo Spirito Santo, dicendo che lo Spirito è stato sparso su noi per mezzo di Gesù Cristo.

Ÿ Lo scrittore agli Ebrei afferma: “Uno che abbia violato la legge di Mosè, muore senza misericordia sulla parola di due o tre testimoni. Di qual peggior castigo stimate voi che sarà giudicato degno colui che avrà calpestato il Figliuol di Dio e avrà tenuto per profano il sangue del patto col quale è stato santificato, e avrà oltraggiato lo Spirito della grazia?” (Ebr. 10:28-29). Notate come anche in questa Scrittura il Figliuolo viene distinto dallo Spirito.

Ritengo di avere dimostrato ampiamente che lo Spirito Santo non è la stessa persona di Gesù Cristo.

 

Il battesimo in acqua va ministrato nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo che sono tre persone e non tre titoli

 

Passiamo ora all’insegnamento del battesimo nel solo nome di Gesù su cui mettono molta enfasi i Pentecostali unitariani.

Noi non accettiamo la dottrina unitariana sul battesimo nel solo nome di Gesù perché nel Vangelo scritto dall’apostolo Matteo sono scritte queste parole: “E Gesù accostatosi, parlò loro, dicendo: Ogni potestà m’è stata data in cielo e sulla terra. Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo, insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate” (Matt. 28:18-20). Quindi è Gesù Cristo che ha comandato di battezzare nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo; perciò il battesimo nel nome delle tre Persone della Divinità non può essere reputato da nessuno non valido perché in questo caso chi lo fa si mette contro le parole di Gesù. Ora, è vero che la formula battesimale ‘nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo’ è l’unica volta che compare in tutte le Scritture del Nuovo Testamento, ma questo non costituisce affatto un motivo per reputarla senza valore o passata. Per quanto riguarda poi il fatto che esiste solo un passo della Scrittura che dice esplicitamente di battezzare nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, ritengo opportuno ricordarvi queste cose.

L’ordine di chiamare gli anziani da parte dell’infermo affinché essi preghino su lui ungendolo d’olio nel nome del Signore è presente anch’esso solo una volta in tutto il Nuovo Testamento, ma non per questo esso viene trascurato o sottovalutato.

L’ordine per la donna di velarsi il capo quando prega o profetizza al fine di non disonorare il suo capo, è anch’esso presente una volta sola in tutto il Nuovo Testamento, ma rimane pure sempre un ordine del Signore valido per tutte le sorelle di qualsiasi chiesa sulla faccia di tutta la terra.

Il seguente ordine: “Sia la vedova iscritta nel catalogo quando non abbia meno di sessant’anni: quando sia stata moglie d’un marito solo, quando sia conosciuta per le sue buone opere: per avere allevato figliuoli, esercitato l’ospitalità, lavato i piedi ai santi, soccorso gli afflitti, concorso ad ogni opera buona” (1 Tim. 5:9-10); è anch’esso presente solo una volta in tutte le Scritture del Nuovo Patto, eppure lo reputiamo verità al pari di tutti gli altri.

Per sminuire il battesimo amministrato nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, gli Unitariani affermano che non c’è nessun esempio negli Atti degli apostoli che lasci pensare che gli apostoli battezzassero usando questa formula. Ora, è vero che nel libro degli Atti degli apostoli, a riguardo di diversi battesimi è detto che i credenti furono battezzati nel nome di Gesù Cristo perché le seguenti Scritture lo attestano.

Ÿ “I quali, essendo discesi là, pregarono per loro affinché ricevessero lo Spirito Santo; poiché non era ancora disceso sopra alcuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signor Gesù” (Atti 8:15-16). 

Ÿ “E comandò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo” (Atti 10:48).

Ÿ “Udito questo, furon battezzati nel nome del Signor Gesù…” (Atti 19:5).

Ma tutto ciò non ci porta ad escludere che quei credenti furono battezzati nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, per questa ragione. Perché quello di battezzare gli uomini nel nome delle Tre persone divine era un ordine e non qualcosa di facoltativo per gli apostoli, e poi perché anche questo ordine doveva essere da loro trasmesso ai fedeli secondo che è scritto: “Insegnando loro d’osservar tutte quante le cose che v’ho comandate” (Matt. 28:20). Ribadiamo con forza quindi che il battesimo amministrato nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo è perfettamente scritturale perché ha il pieno appoggio delle parole di Cristo Gesù e della dottrina degli apostoli.

Un altra cosa che vogliamo dire a favore della formula trinitaria da usare nel battesimo e che non è menzionata espressamente negli Atti degli apostoli è questa. Gli Unitariani affermano che ‘ogni volta che la Bibbia descrive la formula usata ad un attuale battesimo, essa descrive sempre il nome di Gesù’ (David Bernard, op. cit., pag. 24) e citano le parole di Pietro il giorno della Pentecoste, il battesimo dei Samaritani, quello che ricevettero Cornelio e quelli di casa sua, quello dei discepoli ad Efeso e quello ricevuto da Paolo per mano di Anania. Ma noi diciamo: ‘Se il fatto che ci sia scritto che i credenti furono battezzati nel nome di Gesù Cristo o del Signore Gesù significa che questa è la retta formula da usare nel battesimo, che cosa si deve dedurre dal fatto che alcune volte nello stesso libro degli Atti degli apostoli non viene affatto detto che coloro che credettero furono battezzati nel nome di Gesù Cristo o nel nome del Signor Gesù? Per esempio dell’eunuco è scritto che “Filippo lo battezzò” (Atti 8:38) e basta; di Lidia è detto che “fu battezzata con quei di casa” (Atti 16:15) e basta; del carceriere di Filippi è scritto che “fu battezzato lui con tutti i suoi” (Atti 16:33) e basta; che diremo dunque? Che in questi battesimi Filippo e Paolo non usarono nessuna formula battesimale perché essa non è menzionata e perciò noi non siamo obbligati ad usare una formula quando battezziamo? Così non sia! E che dire poi del fatto che di alcuni credenti negli Atti non è neppure detto che essi furono battezzati? Per esempio sia dei credenti di Tessalonica che di quelli di Berea non viene detto che essi furono battezzati. Che diremo dunque? Che essi non furono affatto battezzati solo perché non vi è espressamente scritto che ricevettero il battesimo e quindi non è necessario amministrare il battesimo a chi crede nel Signore? Così non sia. Se cominciassimo a ragionare in questa maniera diventeremmo un pò come i Cattolici romani che dicono che dato che in alcuni casi non è detto che i credenti furono battezzati per immersione o che secondo loro le circostanze erano tali da non permetterlo si può battezzare pure per aspersione e i bambini pure. O persino come tanti credenti che dicono che le lingue non accompagnano necessariamente la ricezione dello Spirito Santo perché negli Atti non c’è scritto che i Samaritani si misero a parlare in altre lingue quando ricevettero lo Spirito Santo. Bisogna dunque stare attenti a non arrivare alla conclusione che gli apostoli dopo la Pentecoste non battezzavano usando la formula trinitaria solamente perché non c’è scritto che i credenti erano battezzati nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo.

Un altro esempio scritturale per spiegare quello che stiamo dicendo è questo. Noi sappiamo che l’apostolo Paolo ai Corinzi alla fine di una delle epistole che gli scrisse dice: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor. 13:13). Leggendo però le altre sue epistole si noterà che egli le termina in un’altra maniera, cioè dicendo: “La grazia del Signor Gesù sia con voi” (1 Cor. 16:23) o: “La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi” (Rom. 16:20) o “con lo spirito vostro” (Fil. 4:23). Che diremo dunque? Che Paolo voleva che con i santi di Corinto oltre la grazia di Cristo ci fosse anche l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo, mentre voleva che con i santi delle altre città ci fosse solo la grazia di Cristo? Così non sia: diciamo solamente che lo Spirito Santo lo ha sospinto a scrivere in una maniera differente le ultime parole ai santi di Corinto e basta; pur avendo egli il desiderio che anche con gli altri santi ci fosse oltre che la grazia di Cristo anche l’amore di Dio e la comunione dello Spirito.

Un altra cosa che vogliamo dire su questo fatto della formula da usare nel battesimo su cui tanta enfasi mettono gli Unitariani, è la seguente. Ora, essi dicono che quando Gesù disse ai suoi di battezzare “nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo” volle dire di battezzare nel suo nome, cioè nel nome di Gesù, perché “nome” è al singolare e il Padre il Figliuolo e lo Spirito Santo non sono nomi propri ma solo titoli, e il nome di Gesù invece è un nome proprio; in sostanza questo nome singolare menzionato da Gesù non sarebbe altro che il nome di Gesù Cristo, quindi il battesimo va ministrato solo nel nome di Gesù. Ma ciò non è vero perché – come abbiamo già visto – il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono tre persone e non tre titoli che si riferiscono a Cristo infatti Paolo alla fine di una sua lettera ai Corinzi dice: “La grazia del Signor Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi” (2 Cor. 13:13). Non è chiaro che Gesù Cristo, Dio Padre e lo Spirito Santo sono tre persone distinte l’una dall’altra? Se Gesù Cristo fosse contemporaneamente Dio Padre e lo Spirito Santo oltre che il Figliuolo, perché mai Paolo parla della grazia di Cristo, dell’amore di Dio Padre e della comunione dello Spirito Santo?

Diciamo anche questo: se il Padre il Figliuolo e lo Spirito Santo fossero stati solo dei titoli di Gesù non ci sarebbe stato bisogno per Gesù di dare loro questo ordine; perché egli si sarebbe limitato a dire di battezzare le genti nel suo nome. Quando per esempio egli aprì la mente ai suoi discepoli per intendere le Scritture egli disse loro che “nel suo nome si predicherebbe ravvedimento e remission dei peccati a tutte le genti” (Luca 24:47) e non nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo; quindi anche nel caso dell’ordine di battezzare per logica avrebbe dovuto limitarsi a dire di battezzare nel suo nome. Ma questo non avvenne, perché egli citò sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo. Il fatto dunque di averli citati separatamente è una chiara prova che Gesù quantunque credeva nell’unicità di Dio non pensava affatto di essere sia il Padre che lo Spirito Santo oltre che il Figliuolo. Il fatto dunque che nella formula battesimale ordinata da Gesù ai suoi discepoli “nome” sia al singolare attesta che i tre, cioè il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono uno stesso Dio ma nello stesso tempo tre persone distinte. E quindi rigettiamo l’idea che Gesù abbia voluto dire con quelle parole che gli apostoli dovevano battezzare solo nel suo nome proprio perché esso ‘racchiudeva’ anche il titolo del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo.

Noi battezziamo usando le parole ‘io ti battezzo nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo’, piuttosto che le parole ‘io ti battezzo nel nome del Signor Gesù Cristo’; e questo in base alle parole dette da Gesù ai suoi discepoli riferite da Matteo. Per certo battezzando usando le parole ‘nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo’ noi battezziamo nel nome del Signore Gesù, cioè per conto di e con l’autorità di Cristo, come fecero gli apostoli, perché ubbidiamo al suo preciso ordine. In questa maniera si invoca sul credente il nome del Padre che è colui che ci ha attirato al Figliuolo, il nome del Figliuolo che ci ha rivelato il Padre, e il nome dello Spirito Santo che è Colui che ci ha convinto quanto al peccato, al giudizio e alla giustizia e ci ha vivificati con Cristo e per il quale gridiamo: Abba! Padre.

Quando si parla del battesimo degli Unitariani (non di tutti però come abbiamo già detto) bisogna tenere presente due cose; innanzi tutto che per loro il battesimo ha il potere di rimettere i peccati e perciò chi non è battezzato non è salvato, e poi che il loro morboso attaccamento alla formula battesimale ‘nel nome di Gesù’ escludendo il Padre e lo Spirito Santo è dovuto alla loro negazione della Trinità e alla loro dottrina che secondo loro Gesù è sia il Padre che il Figliuolo che lo Spirito Santo che sono solo tre titoli del solo Dio (è da notare però che in realtà fu dalla nuova formula battesimale ‘nel nome di Gesù’ che derivò la dottrina antitrinitaria di quei Pentecostali e non il contrario). Mettendo assieme le cose si può quindi ben capire il perché essi abbiano in avversione il battesimo amministrato nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo (usando la formula battesimale trinitaria), e perché insistono così tanto nel dire che noi dobbiamo essere ribattezzati nel solo nome di Gesù per essere salvati. Quindi non è semplicemente una questione di formula battesimale diversa, perché c’è qualcosa di più dietro ciò; cioè l’eresia che il battesimo lava i peccati (il battesimo con la formula ‘nel nome di Gesù Cristo’ naturalmente e non quello nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo) e l’eresia che nega la Trinità. Certamente se ci trovassimo davanti a dei credenti che credono nella Trinità, e che il battesimo rappresenta il lavaggio dei nostri peccati che è avvenuto mediante la fede prima di esso, allora il fatto di battezzare i credenti nel nome di Gesù (cioè senza pronunciare le parole ‘io ti battezzo nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo’, ma solo ‘io ti battezzo nel nome di Gesù Cristo’) non perché questa formula fosse più valida di quell’altra, ma solo perché non reputano che sia di suprema importanza pronunciare le parole ‘nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo’ allora non avremmo potuto dire che essi erravano grandemente; ma siccome gli Unitariani negano la Trinità e attribuiscono al loro battesimo nel nome di Gesù il potere di rimettere i peccati allora dobbiamo dire che essi errano grandemente. Possiamo dire che gli Unitariani hanno finito per attribuire la salvezza delle persone ad un rito da farsi con la formula ‘nel nome di Gesù’ più che alla fede nel nome di Cristo; insomma tra di loro il battesimo con questa specifica formula ha un potere che il battesimo nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo non possiede per cui alla fin fine non è la fede in Cristo quella che salva ma il battesimo amministrato con una formula diversa. Con questo non vogliamo affatto dire che la formula da usare nel battesimo non sia importante, ma solo che non è quella che salva come non è il battesimo in se stesso che salva, ma la fede nel nome di Cristo Gesù. Questa è la cosa che dobbiamo predicare con forza (perché è la sola via di salvezza per gli uomini) come hanno fatto gli apostoli prima di noi. Leggendo gli Atti degli apostoli e le epistole mai in nessun luogo si legge che il battesimo con la formula ‘nel nome di Gesù’ sia quello che salva mentre quello con la formula ‘nel nome del Padre del Figliuolo e dello Spirito Santo’ non salva (come neppure il contrario), piuttosto l’enfasi viene sempre messa sulla fede; e questo perché gli apostoli sapevano che non era la formula battesimale la cosa più importante ma la fede in Cristo.

 

Anche i seguaci di Branham dunque errano grandemente nel parlare contro la Trinità e contro il battesimo nel nome delle Tre persone della Divinità. Essi errano per mancanza di conoscenza e perché non tagliano rettamente la parola di verità. Essi hanno preferito dare ascolto ad un uomo anziché alla Parola di Dio. Ad un uomo che, voglio ricordare, inizialmente, quando si convertì prima e poi quando cominciò a predicare, non era contro la Trinità, perché frequentava una Chiesa Battista e la Chiesa Battista sostiene la dottrina della Trinità. Egli cominciò a sostenere la dottrina ‘Gesù solo’ perché cominciò a frequentare i pentecostali antitrinitari. Che cosa ci insegna dunque l’esempio di Branham? Che occorre stare molto attenti a chi si frequenta, perché come dice Paolo: “Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi” (1 Cor. 15:33). Certamente, se noi cominciamo a frequentare gente che nega la Trinità dicendo che c’è solo Gesù, finiremo col negarla pure noi. Bisogna dunque frequentare solo fratelli che professano la dottrina della Trinità. Branham aveva anche avuto delle visioni, aveva visto gli ammalati guariti nel nome di Gesù mentre era ancora un ministro Battista!! Eppure, e ripeto eppure, col frequentare gli antitrinitari si mise anche lui a negare la Trinità. Le visioni sono importanti, i doni di guarigioni pure; ma se non si rimane attaccati alla Parola di Dio ci si svierà dalla verità. Non importa quanti doni, e di che genere, si sono ricevuti da Dio, è di fondamentale importanza rimanere attaccati alla fedel Parola. Nessuno di voi dunque si illuda, fratelli; cogli antitrinitari non si può collaborare, con loro non ci si può associare, altrimenti ci si svia dalla verità che è in Cristo Gesù. Gli antitrinitari vanno ammoniti ed esortati a riconoscere i loro errori dottrinali facendo uso delle sacre Scritture.

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2 Comments

  1. caro amico e fratello haiaty varotto,
    spero tu stia bene con tutta la tua famiglia,preghero’ per questo.
    Se permetti con amore cristiano,(l’amore come tu sai e’ correttivo),vorrei dirti che sia tu
    che il fratello Butindaro dal quale se nn erro hai preso il tuo ‘statuto’ di fede,siete nell’errore.
    Innanzitutto,volevo dirti che credo totalmente nella ‘Rivelazione’ della Parola di DIO come il SIGNORE GESU’ e il suo Angelo l’ha data al suo umile e devoto servitore :
    William Branham.
    Non riesco a capire come mai,fondamentalmente,non riusciate a capire che la dottrina
    della trinita’ oltre a nn essere biblica,(nn e’ nemmeno menzionata),e’ una dottrina che e’ venuta dal Concilio di Nicea del 325 d.c. e che e’ stata approvata da quel politicante e inconvertito di Costantino il grande.La chiesa cattolica l’ha accettata per prima e l’ha fatta divulgare in tutto il mondo,facendo addirittura uccidere nel nome del padre,figlio e spirito santo.Quindi se tu accetti una dottrina che e’ quella della Chiesa cattolica e che
    ha fatto spargere il Sangue,letteralmente,di milioni di persone,se nn accettata,io nn riesco a capire per quale motivo voi che l’accettate dovreste essere CRISTIANI mentre i
    cattolici che ne hanno il ‘Copyright’ nn dovrebbero esserlo.Dalle mie parti si dice in questi casi : il bue chiama cornuto l’asino.
    Del resto mi meraviglio come il fratello Butindaro che stimo essere molto ferrato nella
    PAROLA,come la credo anche io e lo stimo essere molto zelante nel Signore,nn sappia leggendo le varie enciclopedie storiche e libri di riferimneto :i martiri di foxe, i padri pre-niceani,le 2 babilonie di hislop, l’enciclopedia britannica delle religioni ecc.ecc.
    che il battesimo in acqua fino al 3 secolo dopo cristo veniva solo ministrato nel nome del SIGNORE GESU’ CRISTO,(avendo accettato il suo SANGUE come deterrente per il peccato).Inoltre senza entrare nel merito delle dottrine,ti pare possibile che GESU’ disse a Nicodemo:SE UNO NON E’ NATO DI NUOVO,NON PUO’ VEDERE IL REGNO DI DIO.Come e’ possibile quindi che uno nasce di nuovo dallo spirito santo di dio e poi ritorni nel mondo????
    Prendo chiaramente le distanze dai cosiddetti movimenti che innalzano il Frat. Branham al posto di GESU’ CRISTO. Uno solo va innalzato e solo in uno ci si puo’ vantare……..CHI SI VANTI SI VANTI NEL SIGNORE………..
    E nn intendo parlare d’altro……………
    Shalom a te e a Butindaro…………a voi e alle vs. famiglie……………
    Pregate per me e la mia famiglia…….Grazie……

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