Pages Menu
TwitterFacebook
Categories Menu

Posted by | 0 comments

Confutazione dei ‘Branhamiti’: l’escatologia

La dottrina branhamita

 

Il dopo la morte. Sul dopo la morte Branham insegnava che esisteva un luogo glorioso di riposo dove vanno i veri Cristiani quando si dipartono dal corpo, e un luogo di tormento dove invece vanno i peccatori (tra cui come abbiamo visto ci sono pure coloro che rigettano il messaggio del ‘profeta degli ultimi tempi’ che è lui); quindi Branham credeva nell’esistenza di una anima immortale all’interno del corpo umano.

Ecco alcune sue parole in merito al paradiso: ‘Ma quando quel corpo muore e ritorna alla terra, polvere della terra, allora Dio prenderà lo spirito immortale fuori da esso e lo porterà nel Regno di Dio, o presso il suo trono, paradiso, e poi alla seconda venuta del Signore Gesù…’ (Dal suo sermone intitolato Believing God [Credendo in Dio], Jeffersonville, V-19 N-7 Domenica. 52-0224: 104); ed altre in merito all’inferno: ‘… Io appartengo ai Battisti. Io appartengo ai Metodisti. Dai (Go on), se il tuo nome non è in cielo, andrai pure tu all’inferno. Ciò è giusto. Solo coloro che sono scritti nel Libro della Vita dell’Agnello, essendo redenti, nati di nuovo… Gesù disse, ‘Eccetto un uomo è nato di nuovo, egli non entrerà nel Regno’ Veramente’ (Dal sermone intitolato Believest thou this? [Credi tu questo?], Houston, 50-0115. E-53); ‘Signore, fa che le persone vedano, e convertili dalla loro malvagità e volgili a Cristo, questa sera prima che sia eternamente troppo tardi, perché essi sono maledetti dalla faccia della terra per andare in un inferno del diavolo, ad una tomba senza Cristo per spendere una eternità senza Dio, senza speranza, senza misericordia. Questo è il giorno del ravvedimento…’ (Dal sermone intitolato Looking to the Unseen [Guardando all’invisibile], Cleveland. 50-0816. E-38).

Rapimento, tribolazione, giudizio finale. Abbiamo già detto alcune cose circa gli eventi futuri così come li aveva previsti William Branham. Qui vogliamo fare un piccolo riassunto e soffermarci sul giorno del giudizio.

Sul ritorno di Cristo Branham insegnava che sarà suddiviso in due fasi; la prima fase consisterà nel rapimento della Sposa di Cristo (i Cristiani che ubbidiscono al ‘Messaggio’) che avverrà prima che sia rivelato l’Anticristo e inizi la grande tribolazione che durerà tre anni e mezzo e durante la quale compariranno Mosè ed Elia i quali sconvolgeranno la natura con la loro autorità e tramite la cui predicazione si convertiranno i 144.000 Ebrei di cui si parla nell’Apocalisse. La Sposa di Cristo dunque non entrerà nella Grande Tribolazione; vi entrerà però la Chiesa che è formata invece da tutti coloro che sono nelle denominazioni protestanti e che per una ragione o l’altra non hanno accettato il Messaggio di Branham. Costoro saranno martirizzati e ritorneranno in vita alla fine del millennio assieme a tutti gli altri uomini che devono risorgere; quella per Branham sarà la resurrezione dei giusti e degli ingiusti.

Abbiamo già parlato di questo giudizio, ma qui vogliamo parlarne più diffusamente. Nel giudizio del gran giorno ‘vi saranno entrambi i giusti e gli ingiusti’ (Esposto…, pag. 372), che saranno giudicati da Cristo e la sua Sposa: ‘Vedete? – dice Branham – La Sposa si trova con Lui sul Suo trono. Infatti dato che la Sposa ha da giudicare il mondo, deve perciò essere seduta con Lui nel giudizio’ (ibid., pag. 372). Ma perché ci saranno anche dei giusti in quella risurrezione finale? ‘Non v’è altra possibilità per essi perché vi sono solo due resurrezioni e siccome non parteciperanno alla prima devono apparire nella seconda tramite il giudizio. Gli uni che furono qualificati per la prima risurrezione sono la Sposa e non sono giudicati’ (ibid., pag. 373).

Tra tutti coloro che risorgeranno in quel giorno alcuni saranno giudicati alla morte seconda, altri invece saranno fatti entrare nella vita eterna perché i loro nomi saranno trovati scritti nel libro della vita. A riguardo di queste due categorie Branham dice: ‘Non abbiamo bisogno di sforzarci per indovinare circa quelli che avranno vita eterna nella seconda resurrezione. Ci è detto infatti che è data a coloro che hanno fatto opera buona verso i ‘Fratelli’. Invece quelli che vengono risuscitati per essere gettati nel lago di fuoco saranno trattati in quel modo a causa del loro maltrattamento verso i ‘Fratelli’ (ibid., pag. 374).

A riguardo dei giusti che saranno fatti entrare nella vita eterna Branham dice che a loro viene permesso di entrare nella vita eterna non perché hanno la vita eterna ma perché furono buoni verso i fratelli di Gesù, quindi costoro non sono fratelli di Gesù e non sono coeredi di Gesù; tuttavia il loro nome deve essere stato nel libro della vita e non sono stati cancellati. A causa del loro amore verso il popolo di Dio essi sono riconosciuti e salvati (cfr. ibid., pag. 375). Costoro sono quei giusti di cui si parla al capitolo 25 di Matteo. Ma ci saranno anche le vergini stolte che erano state lasciate sulla terra al rapimento delle vergini avvedute. Dunque per Branham anche alle vergini stolte (di cui parlò Gesù nella parabola) un giorno sarà permesso di entrare nella vita eterna, anche se parecchio tempo dopo che a quelle avvedute.

Coloro che invece saranno gettati nel lago di fuoco, sono oltre che tutti coloro che hanno rifiutato il Vangelo dopo averlo udito, perché non erano predestinati a vita eterna (Branham credeva nella predestinazione), e ‘coloro che un tempo avevano i loro nomi scritti nel Libro della vita ma che furono poi cancellati per aver mancato di onorare il popolo di Dio che era la vivente Parola manifestata (cioè epistole viventi) per il loro tempo’ (ibid., pag. 375), cioè verso la Sposa di Cristo. I nomi di costoro dunque sono i nomi di quelli che sono nelle denominazioni protestanti e che verranno cancellati dal libro della vita: ‘Saranno i nomi di quelli che appartenevano al sistema mondiale delle chiese i quali ostacolarono la Sposa in lotte diverse. Quei nomi saranno tolti dal Libro della Vita. Essi saranno gettati nel lago di fuoco’ (ibid., pag. 377). Da quello che ci viene dato di capire dunque, ci sono due tipi di vergini stolte in mezzo alle denominazioni protestanti, le prime alla fine del regno milleniale saranno salvate pure esse perché il loro nome figura nel libro della vita, mentre le seconde saranno condannate perché il loro nome sarà radiato dal libro della vita.

Ma di che tipo è la punizione di coloro che saranno gettati nel lago di fuoco, cioè è eterna o no? E’ solo per un tempo perché arriverà il giorno che i malvagi saranno annichiliti. Branham infatti insegnava l’annichilimento dei malvagi perché secondo lui le pene non erano eterne: ‘Nego che un incredulo vada a finire in un inferno senza fine per bruciarvi eternamente. Innanzi tutto devo dirvi che l’inferno o lo stagno di fuoco, o come volete chiamarlo, non è eterno’ (ibid., pag. 177); ‘Che nessuno dica ch’io non credo alle pene e allo stagno di fuoco. Lo credo! Non so però quanto durerà, ma una buona volta dovrà cessare’ (ibid., pag. 179).

 

Confutazione

 

Sul dopo la morte Branham insegnava dirittamente, per lo meno, sui due luoghi di destinazione delle anime degli uomini, e difatti lui rigettava il purgatorio. Quindi su questo non c’è nulla da dire. C’è invece qualcosa da dire sul ritorno di Cristo e sul giorno del giudizio come li insegnava Branham

 

Sul ritorno di Cristo e la tribolazione

 

Ora, abbiamo già dimostrato altrove che il ritorno di Cristo non sarà suddiviso in due fasi; perchè in base all’insegnamento biblico la venuta del Signore e il nostro adunamento con lui sono due eventi concomitanti che avverranno in uno stesso giorno che è chiamato il giorno del Signore (cfr. 2 Tess. 2:1-2). E abbiamo anche dimostrato che questo giorno avverrà dopo che sarà manifestato l’uomo del peccato o anticristo (cfr. 2 Tess. 2:3-8). Per cui è superfluo che io torni sull’argomento. Vorrei però fare notare una grossa contraddizione in cui è caduto Branham nell’affermare che la Sposa di Cristo sarà rapita prima della grande tribolazione. Nel suo libro sulle epoche della Chiesa egli a riguardo della grande folla vista da Giovanni in cielo dice quanto segue: ‘Gesù è venuto, ha segnato 144.000 delle tribù d’Israele, ma v’è qui un altro gruppo che non appartiene ai 144.000 che abbiam preso in rassegna qui nell’Apocalisse 7:9-18. Chi sono quelli? Sono la Sposa che venne presa d’infra i Gentili. Essi sono davanti al Suo trono e lo servono giorno e notte nel tempio’ (ibid., pag. 426). Branham però ignorava o faceva finta di ignorare che di questi della grande folla viene detto espressamente: “Essi son quelli che vengono dalla gran tribolazione, e hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello” (Ap. 7:14). Se dunque essi venivano dalla grande tribolazione non potevano essere i membri della Sposa di Cristo perché secondo Branham questi non passeranno per essa. La contraddizione di Branham mi pare molto evidente.

Ho anche già dimostrato che la Sposa di Cristo e la Chiesa sono la medesima cosa, per cui la differenza fatta da Branham è arbitraria. Differenza poi che non è altro che la conseguenza inevitabile del suo sistema dottrinale che gira continuamente attorno al Messaggero degli ultimi giorni, che è lui. Basta leggere i suoi scritti per rendersi conto quante volte lui parla dell’ultimo Messaggero per la Chiesa e di come le persone siano da lui suddivise tra coloro che lo ascoltano e coloro che rifiutano di ascoltarlo. Non meraviglia dunque il fatto che Branham si sia inventato anche quest’altra differenza che ha come muro separatore il suo ministerio. Come abbiamo visto però, ci sono alcuni che non hanno accettato il messaggio di Branham ma che saranno ugualmente salvati, i quali sono le vergini stolte che aspettavano anch’esse lo sposo ma gli mancava l’olio, cioè lo Spirito Santo. Costoro non saranno rapiti assieme alle vergini savie, ma quando risorgeranno saranno salvati lo stesso. Su questo punto intendo dire alcune cose perché in mezzo a molti fratelli c’è una convinzione simile a quella che aveva Branham. La differenza dalla convinzione di Branham è che le vergini stolte per questi fratelli otterranno la vita eterna al ritorno di Cristo, che avverrà alla fine della tribolazione in concomitanza con l’inizio del millennio per cui anche le vergini stolte regneranno con Cristo durante il millennio. Loro dicono che costoro anche se non furono trovati pronti al rapimento, avranno l’opportunità di essere salvati durante la tribolazione. Naturalmente questa seconda opportunità data alle vergini stolte (quelle impreparate ad incontrare lo Sposo alla sua venuta) viene loro data in base al fatto che la Chiesa sarà rapita prima che sia manifestato l’anticristo. Ma è biblico affermare che le vergini stolte avranno una seconda opportunità? Assolutamente no; se fosse così le parole di Gesù non avrebbero alcun senso. Ma vediamo cosa ha detto Gesù sulla sorte che attende le vergini stolte. Egli disse che quando sulla mezzanotte si levò il grido: ‘Ecco lo sposo’, le vergini stolte accortesi che non avevano dell’olio chiesero dell’olio alle vergini avvedute che invece ne avevano preso, ma quest’ultime gli dissero che l’olio non sarebbe bastato per ambedue per cui gli dissero di andare a comprarsene, e mentre queste andavano a comprarne arrivò lo sposo e le vergini avvedute che avevano preso assieme alle lampade anche l’olio, entrarono con lui nella sala delle nozze e l’uscio fu chiuso. Alla fine arrivarono anche le altre vergini (si presume che fossero riuscite a comprarsi dell’olio nel frattempo) “dicendo: ‘Signore, Signore, aprici! Ma egli, rispondendo, disse: ‘Io vi dico in verità: Non vi conosco” (Matt. 25:11-12). Che cosa si deduce dunque sulle vergini stolte? Che in un secondo tempo non poterono entrare nella sala delle nozze con lo sposo, anche se riuscirono poi a procurarsi dell’olio per le loro lampade. Vorrei che notaste che lo sposo quando sentì le vergini stolte chiedere di aprirgli la porta della sala, non gliela aprì, ma le respinse. Se dunque furono in seguito rigettate, ciò vuol dire che il fatto che esse non erano pronte gli costò l’esclusione dalla sala delle nozze e perciò dalla celebrazione delle nozze. E non può essere altrimenti perché Gesù raccontò questa parabola per mettere in guardia i suoi discepoli dal farsi trovare impreparati alla sua venuta. Si legga tutto il capitolo 24 di Matteo e quasi tutto il 25, e si noterà che Gesù quando spiegò ai suoi discepoli di vegliare non lasciò mai intravedere la possibilità che si poteva essere salvati anche se non si sarebbe stati pronti alla sua venuta. In verità, se fosse come dicono costoro, e cioè che quei credenti che alla venuta del Signore (al rapimento, per loro) saranno trovati impreparati in un secondo tempo saranno salvati lo stesso, tutti gli avvertimenti di Gesù a vegliare, a pregare, a stare attenti, non avrebbero nessun, e ripeto, nessun senso. Egli avrebbe parlato inutilmente. Ma poi, diciamo noi, se si da la seconda possibilità a dei credenti viventi impreparati alla venuta del Signore, la si dovrebbe dare pure a quei credenti che si danno a vizi contro natura, o si traggono indietro, e muoiono nei peccati, i quali sono impreparati alla stessa stregua di quelli viventi. Per amore di giustizia, dico, dovremmo pure dare a costoro la stessa seconda opportunità. No, dicono però costoro, una volta morti non c’è un’altra possibilità! Ma allora, perché concederla a quei credenti che si sono dati a vizi contro natura, si sono tirati indietro, vivono nelle gozzoviglie e nelle ebbrezze e si danno ai piaceri della vita, e al ritorno di Cristo non saranno pronti? Su quali basi bibliche poggia un tale riguardo personale? Si sente dire spesso che questo è il giorno della salvezza, che questo è il tempo accettevole, ma poi alla fine pare proprio che anche quei credenti che non saranno pronti alla venuta del Signore potranno essere salvati lo stesso; questo non è giusto dirlo. Giovanni diceva ai credenti di allora: “Ed ora, figliuoletti, dimorate in lui, affinché, quando egli apparirà, abbiam confidanza e alla sua venuta non abbiam da ritrarci da lui, coperti di vergogna” (1 Giov. 2:28); ecco dunque qual è la fine che aspetta quei credenti che non dimorano in Cristo, si ritrarranno dalla presenza del Signore pieni di vergogna. La stessa sorte delle vergini stolte che furono rigettate dalla presenza dello sposo e coperte di vergogna quando lo sposo disse loro di non conoscerle. Attenzione dunque fratelli a non lasciarvi ingannare da questi vani discorsi che purtroppo sono piuttosto diffusi in seno alla fratellanza, su questa seconda opportunità che Dio concederà ai cristiani ribelli. Alla luce dell’insegnamento biblico sbagliano sia i Branhamiti nel fare quella peculiare differenza tra vergini savie (la Sposa di Cristo) e vergini stolte (la Chiesa), e nel dire che quelle savie giudicheranno alla fine del millennio quelle stolte che però saranno fatte entrare anche nella vita eterna (solo quelle che hanno il loro nome nel libro della vita). Ma sbagliano anche tanti fratelli nel dire che anche le vergini stolte potranno entrare (se lo vogliono naturalmente) nella sala delle nozze con lo sposo, solo che questa entrata avverrà alcuni anni dopo quella delle vergini savie.

Vediamo adesso di dire alcune cose sul giorno del giudizio alla fine del millennio. Certamente alla Sposa di Cristo in quel giorno sarà dato di giudicare il mondo, e questo perché è scritto che i santi giudicheranno il mondo (cfr. 1 Cor. 6:2). E’ certo pure che tutti gli empi in quel giorno risorgeranno e saranno giudicati secondo le loro opere e gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. E tra gli empi ci saranno pure coloro i cui nomi furono cancellati dal libro della vita, perché anche il loro nome non sarà trovato scritto nel libro della vita. Superfluo dire però che il loro nome non fu cancellato dal libro della vita perché costoro si trovavano nelle denominazioni protestanti e rifiutarono di ubbidire ai Branhamiti (la Sposa di Cristo) che li esortavano ad uscire da esse; perché il loro nome fu cancellato perché essi si trassero indietro, ossia perché commisero il peccato che mena a morte che è il rinnegamento della fede in Cristo per il quale è impossibile essere menati di nuovo a ravvedimento o perché si misero a dare retta a eresie di perdizione. Uno può dunque rimanere in qualche denominazione protestante fino alla fine della sua vita, ma se persevererà nella fede in Cristo e nella verità fino alla fine, il Signore non cancellerà il suo nome dal libro della vita ma lo confesserà davanti al Padre e davanti agli angeli. Se però egli si trarrà indietro, può trovarsi o non trovarsi ancora in una denominazione, il suo nome sarà cancellato dal libro della vita per cui in quel giorno sarà condannato. Ci saranno dei giusti in quel giorno del giudizio che non saranno condannati? Non mi sento di escluderlo, e questo perché è scritto: “… e se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (Ap. 20:15). Se ci saranno però non saprei dire chi sono. Saranno forse persone che crederanno durante il Millennio? Ripeto, non saprei dire. Ma questo comunque non preoccupa perché sappiamo che il giudizio di Dio è conforme a verità, per cui quand’anche ci fossero alcuni che pur risorgendo in quel giorno saranno salvati, noi sappiamo che ciò sarebbe un giusto giudizio di Dio.

Una parola adesso sulla punizione che aspetta i peccatori. I malvagi saranno tormentati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo per l’eternità infatti la Scrittura dice che i peccatori “se ne anderanno a punizione eterna” (Matt. 25:46) e “il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli” (Ap. 14:11). A proposito del fuoco eterno va detto che esso non è eterno nel senso che esiste da sempre infatti Gesù quando dirà a quelli della sua sinistra di andarsene via da lui, nel fuoco eterno dirà anche “preparato pel diavolo e per i suoi angeli” (Matt. 25:41), il che sta a indicare che un giorno questo fuoco fu preparato e quindi ha avuto un inizio. Ma esso è eterno nel senso che non avrà mai una fine e questo perché nell’Apocalisse è detto di coloro che adorano l’immagine della bestia e prendono il marchio del suo nome che “il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli” (Ap. 14:11). Lo stesso ragionamento va fatto a proposito del regno di Dio infatti quantunque esso sia chiamato “regno eterno” (2 Piet. 1:11), anch’esso ha avuto un inizio infatti Gesù in quel giorno dirà a quelli della sua destra di eredare il regno che gli è stato preparato sin dalla fondazione del mondo (cfr. Matt. 25:34). Esso però è eterno perché durerà per sempre, non avrà mai una fine.

 

Tratto dal libro ‘I Branhamiti’ di G. Butindaro

 

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi altro:
Destatevi chiesa!

Destatevi a vivere una vita santa nella mente, nella condotta, nell’agire, nel parlare e nel vestire; una vita separata da...

La Massoneria? Una istituzione religiosa satanica

La Massoneria vieta espressamente nelle logge di pregare nel nome di Gesù Cristo, e presenta Gesù semplicemente come un maestro...

La Massoneria ha come obbiettivo quello di unire e quindi porta a disprezzare Gesù Cristo che invece è venuto a dividere gli uomini

Siccome la Massoneria considera Gesù uno dei tanti maestri di morale e riformatori esistiti, e questo perchè deve accettare al...

Chiudi