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Quello che Dio predice, Lui lo fa accadere: la strage di Betleem

C’è una cosa che ancora tanti credenti non hanno capito, che è questa: quando Dio parla, farà sì che la parola uscita dalla Sua bocca vada a compimento o si adempia.
Ascoltate cosa dice infatti Dio tramite il profeta Isaia:

“Sì, io l’ho detto, e lo farò avvenire; ne ho formato il disegno e l’eseguirò” (Isaia 46:11)

ed ancora:

“E come la pioggia e la neve scendon dal cielo e non vi ritornano senz’aver annaffiata la terra, senz’averla fecondata e fatta germogliare sì da dar seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senz’aver compiuto quello ch’io voglio, e menato a buon fine ciò per cui l’ho mandata” (Isaia 55:10-11).

Dunque, è cosa certa che quando Dio ha parlato, qualunque sia la Sua parola, Egli opererà affinchè essa si adempia. In altre parole, Dio vigilerà sulla Sua parola per mandarla ad effetto, come disse al profeta Geremia:

“Io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto’” (Geremia 1:12).

Questo quindi vale sia quando Dio predice un evento bello, come può essere la nascita di un bambino, che quando predice un evento brutto come la morte di qualcuno o una guerra o una strage. In altre parole, sia quando predice il bene che quando predice il male. Come dice infatti il profeta:

“Il male ed il bene non procedon essi dalla bocca dell’Altissimo?” (Lamentazioni 3:38)

E’ chiaro che umanamente parlando, noi vorremmo che Dio predicesse solo eventi belli, e mai eventi brutti. Ma Egli è Dio, e quindi non è un uomo come noi, e fa quello che Lui vuole. E quindi dobbiamo riconoscere la Sua mano anche in quegli eventi brutti, che procurano morte e distruzione, che Lui ha predetto. E la Sacra Scrittura è piena di questi eventi brutti, predetti da Dio e fatti accadere al tempo da Lui stabilito.

Uno di questi brutti eventi è la strage di Betleem, avvenuta quando Gesù era un fanciullino, nella quale persero la vita tanti bambini e che produsse uno strazio e un dolore grande. Ecco cosa dice Matteo:

“Or essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, ai dì del re Erode, ecco dei magi d’Oriente arrivarono in Gerusalemme, dicendo: Dov’è il re de’ Giudei che è nato? Poiché noi abbiam veduto la sua stella in Oriente e siam venuti per adorarlo. Udito questo, il re Erode fu turbato, e tutta Gerusalemme con lui. E radunati tutti i capi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informò da loro dove il Cristo dovea nascere. Ed essi gli dissero: In Betleem di Giudea; poiché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betleem, terra di Giuda, non sei punto la minima fra le città principali di Giuda; perché da te uscirà un Principe, che pascerà il mio popolo Israele. Allora Erode, chiamati di nascosto i magi, s’informò esattamente da loro del tempo in cui la stella era apparita; e mandandoli a Betleem, disse loro: Andate e domandate diligentemente del fanciullino; e quando lo avrete trovato, fatemelo sapere, affinché io pure venga ad adorarlo. Essi dunque, udito il re, partirono; ed ecco la stella che aveano veduta in Oriente, andava dinanzi a loro, finché, giunta al luogo dov’era il fanciullino, vi si fermò sopra. Ed essi, veduta la stella, si rallegrarono di grandissima allegrezza. Ed entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono; ed aperti i loro tesori, gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Poi, essendo stati divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode, per altra via tornarono al loro paese. Partiti che furono, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire. Egli dunque levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto; ed ivi stette fino alla morte di Erode, affinché si adempiesse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: Fuor d’Egitto chiamai il mio figliuolo. Allora Erode vedutosi beffato dai magi, si adirò gravemente, e mandò ad uccidere tutti i maschi ch’erano in Betleem e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù, secondo il tempo del quale s’era esattamente informato dai magi. Allora si adempié quello che fu detto per bocca del profeta Geremia: Un grido è stato udito in Rama; un pianto ed un lamento grande: Rachele piange i suoi figliuoli e ricusa d’esser consolata, perché non sono più” (Matteo 2:1-18).

Dunque quelle grida di dolore, quei pianti e quei lamenti, che si levarono in Betleem e in tutto il suo territorio in quell’occasione ai giorni di Gesù erano stati predetti da Dio per bocca del profeta Geremia, già proprio tramite quel profeta a cui Dio aveva detto: “Io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto’” (Geremia 1:12). Ecco le parole come sono scritte nel libro del profeta Geremia:

“Così parla l’Eterno: S’è udita una voce in Rama, un lamento, un pianto amaro; Rachele piange i suoi figliuoli; ella rifiuta d’esser consolata de’ suoi figliuoli, perché non sono più” (Geremia 31:15).

Che diremo dunque? Che Dio non c’entra niente in quella strage? Che non fu Dio a far sì che accadesse? Ma come potremmo arrivare a tali conclusioni leggendo le Scritture? E’ impossibile.

La verità è che Dio diresse ogni cosa affinchè avvenisse quella strage, quell’evento tragico. Così aveva decretato, e quindi Dio mandò ad effetto questo suo decreto.

Ma riflettete: pensate voi che Dio non avrebbe potuto impedire che quella strage si verificasse tramite i soldati di Erode? Ma certo, per esempio, bastava che Dio faceva morire Erode immediatamente dopo che i magi si dipartirono da lui. E così avrebbe evitato la strage. Ma Dio non fece nulla per evitare la strage, perchè era stata da Lui preannunziata e quindi doveva accadere.

E la fece accadere tramite Erode detto il Grande, un re che viene descritto dalla storia come particolarmente spietato e crudele: ‘Era di carattere estremamente diffidente e sospettoso, dotato di notevole spietatezza e crudeltà; spesso angosciato da timori di complotti e cospirazioni; fece uccidere la moglie ed alcuni dei suoi figli temendo che complottassero per spodestarlo’ (http://it.wikipedia.org/wiki/Erode_il_Grande). Considerate che era così malvagio, che dato che sapeva che i suoi sudditi si sarebbero rallegrati alla sua morte, diede ordine di compiere una strage immediatamente dopo la sua morte così si sarebbe assicurato dei pianti e dei lamenti in occasione della sua morte. ‘Colpito da una gravissima malattia (si suppone fosse la gangrena di Fournier), Erode decise di fare suoi successori i tre figli più anziani, Archelao, sarebbe divenuto re, Antipa tetrarca di Galilea, Filippo tetrarca di Batanea, Perea e altri territori. Agli estremi volle concludere la propria vita con un atto che ne fu degno riassunto. Egli prevedeva che la sua morte avrebbe provocato grande gioia fra i suoi sudditi, mentre lui desiderava invece essere accompagnato alla tomba fra abbondanti lacrime. Chiamò così da tutte le parti del regno, a Gerico, molti insigni Giudei, e non appena essi giunsero a destinazione vennero rinchiusi nell’ippodromo. Erode raccomandò dunque che subito dopo la sua morte se ne facesse strage: così le desiderate lacrime sarebbero state assicurate, almeno da parte dei familiari degli uccisi. Dopo alcuni mesi di atroci sofferenze, Erode il Grande morì a Gerico a settantasette anni circa d’età, trentasette anni di regno. Era l’anno 750 di Roma, 4 a.C.’ (http://it.wikipedia.org/wiki/Erode_il_Grande).

Ci meravigliamo che Dio si sia usato di un tale uomo per far accadere una tale strage? Ma perchè voi pensate che Ponzio Pilato, il governatore della Giudea che sentenziò che Gesù fosse flagellato e crocifisso per soddisfare la richiesta della folla dei Giudei, affinchè si adempissero le Scritture profetiche, fosse un uomo buono?

Il filosofo Filone di Alessandria (20 a.C. circa – 45 d.C. circa) riporta l’opinione che il re Agrippa I aveva del governatore romano Ponzio Pilato: «A questo riguardo si potrebbe parlare della sua corruttibilità, della sua violenza, dei suoi furti, maltrattamenti, offese, delle esecuzioni capitali da lui decise senza processo, nonché della sua ferocia incessante e insopportabile» (De Leg. ad Gaium, XXXVIII, 302 – http://it.cathopedia.org/wiki/Ponzio_Pilato)

Eppure, noi sappiamo che Dio si usò anche di Ponzio Pilato per far sì che Gesù fosse crocifisso per i nostri peccati. Infatti i discepoli dissero in preghiera a Dio:

” E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero” (Atti 4:27-28).

E difatti Gesù quando si trovò davanti a Ponzio Pilato, quando questi gli disse:

“Non mi parli? Non sai che ho potestà di liberarti e potestà di crocifiggerti?” Gesù gli rispose: Tu non avresti potestà alcuna contro di me, se ciò non ti fosse stato dato da alto” (Giovanni 19:11).

Dunque la potestà di crocifiggere Gesù, che Pilato aveva, gli era stata data da Dio. Vogliamo negarlo? Così non sia.

Dunque, fratelli, guardiamoci dal metterci a giudicare le vie di Dio come fanno gli empi, perchè altrimenti saremo da Lui castigati. Perchè come disse il savio Elihu:

“Ma, se giudichi le vie di Dio come fan gli empi, il giudizio e la sentenza di lui ti piomberanno addosso” (Giobbe 36:17).

Sottomettiamoci dunque a Dio, riconoscendo che Lui fa quello che vuole in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli abissi (Salmo 135:6), e che anche se spesso non comprendiamo quello che fa o fa accadere, sicuramente in Lui non v’è alcuna ingiustizia.

Concludo con queste sagge parole di Elihu:

“Ascoltatemi dunque, o uomini di senno! Lungi da Dio il male, lungi dall’Onnipotente l’iniquità! Poich’egli rende all’uomo secondo le sue opere, e fa trovare a ognuno il salario della sua condotta. No, di certo Iddio non commette ingiustizie! l’Onnipotente non perverte il diritto. Chi gli ha dato il governo della terra? Chi ha affidato l’universo alla sua cura? S’ei non ponesse mente che a se stesso, se ritirasse a sé il suo spirito e il suo soffio, ogni carne perirebbe d’un tratto, e l’uomo ritornerebbe in polvere. Se tu se’ intelligente, ascolta questo, porgi orecchio alla voce delle mie parole. Uno che odiasse la giustizia potrebbe governare? E osi tu condannare il Giusto, il Potente, che chiama i re ‘uomini da nulla’ e i principi: ‘scellerati’, che non porta rispetto all’apparenza de’ grandi, che non considera il ricco più del povero, perché son tutti opera delle sue mani? In un attimo, essi muoiono; nel cuor della notte, la gente del popolo è scossa e scompare, i potenti son portati via, senza man d’uomo. Perché Iddio tien gli occhi aperti sulle vie de’ mortali, e vede tutti i lor passi. Non vi son tenebre, non v’è ombra di morte, ove possa nascondersi chi opera iniquamente. Dio non ha bisogno d’osservare a lungo un uomo per trarlo davanti a lui in giudizio. Egli fiacca i potenti, senza inchiesta; e ne stabilisce altri al loro posto; poich’egli conosce le loro azioni; li abbatte nella notte, e son fiaccati; li colpisce come dei malvagi, in presenza di tutti, perché si sono sviati da lui e non hanno posto mente ad alcuna delle sue vie; han fatto salire a lui il gemito del povero, ed egli ha dato ascolto al gemito degli infelici. Quando Iddio dà requie chi lo condannerà? Chi potrà contemplarlo quando nasconde il suo volto a una nazione ovvero a un individuo, per impedire all’empio di regnare, per allontanar dal popolo le insidie? Quell’empio ha egli detto a Dio: ‘Io porto la mia pena, non farò più il male, mostrami tu quel che non so vedere; se ho agito perversamente, non lo farò più’? Dovrà forse Iddio render la giustizia a modo tuo, che tu lo critichi? Ti dirà forse: ‘Scegli tu, non io, quello che sai, dillo’?” (Giobbe 34:10-33).

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

Fonte

 

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