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Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei

Ai giorni di Gesù tra gli Ebrei esistevano diverse sette, ma le due più importanti erano quelle dei Farisei e dei Sadducei. E tra le due la più rigida in quanto a norme comportamentali era quella dei Farisei.

Ora un giorno Gesù disse ai suoi discepoli: “Vedete di guardarvi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei. Ed essi ragionavano fra loro e dicevano: Egli è perché non abbiamo preso dei pani. Ma Gesù accortesene disse: O gente di poca fede, perché ragionate fra voi del non avere dei pani? … Come mai non capite che non è di pani ch’io vi parlavo? Ma guardatevi dal lievito dei Farisei e dei Sadducei. Allora intesero che non aveva loro detto di guardarsi dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei Farisei e dei Saddu­cei” (Matteo 16:6-8, 11-12).

Vediamo dunque qual’era questa dottrina dei Farisei e dei Sadducei da cui si dovevano guardare i discepoli di Gesù.

 

La dottrina dei Farisei

 

E’ scritto: “Allora si radunarono presso di lui i Farisei ed alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. E videro che alcuni de’ suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate. Poiché i Farisei e tutti i giudei non mangiano se non si sono con gran cura lavate le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi; e quando tornano dalla piazza non mangiano se non si sono purificati con delle aspersioni. E vi sono molte altre cose che ritengono per tradizione: lavature di calici, d’orciuoli e di vasi di rame. E i Farisei e gli scribi gli domandarono: Perché i tuoi discepoli non seguono essi la tradizione degli antichi, ma prendon cibo con mani impure? Ma Gesù disse loro: Ben profetò Isaia di voi ipocriti, com’è scritto: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro è lontano da me. Ma invano mi rendono il loro culto insegnando dottrine che son precetti d’uomini. Voi, lasciato il comandamento di Dio, state attaccati alla tradizione degli uomini. E diceva loro ancora: Come ben sapete annullare il comandamento di Dio per osservare la tradizione vostra! Mosè infatti ha detto: Onora tuo padre e tua madre; e: Chi maledice padre o madre sia punito di morte; voi, invece, se uno dice a suo padre od a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è Corban, (vale a dire, offerta a Dio), non gli permettete più di far cosa alcuna a pro di suo padre o di sua madre; annullando così la parola di Dio con la tradizione che voi vi siete tramandata. E di cose consimili ne fate tante! Poi chiamata a sé di nuovo la moltitudine, diceva loro: Ascoltatemi tutti ed intendete: Non v’è nulla fuori dell’uomo che entrando in lui possa contaminarlo; ma son le cose che escon dall’uomo quelle che contaminano l’uomo. E quando, lasciata la moltitudine, fu entrato in casa, i suoi discepoli lo interrogarono intorno alla parabola. Ed egli disse loro: Siete anche voi così privi d’intendimento? Non capite voi che tutto ciò che dal di fuori entra nell’uomo non lo può contaminare, perché gli entra non nel cuore ma nel ventre e se ne va nella latrina? Così dicendo, dichiarava puri tutti quanti i cibi. Diceva inoltre: È quel che esce dall’uomo che contamina l’uomo; poiché è dal di dentro, dal cuore degli uomini, che escono cattivi pensieri, fornicazioni, furti, omicidî, adulterî, cupidigie, malvagità, frode, lascivia, sguardo maligno, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose malvage escono dal di dentro e contaminano l’uomo” (Marco 7:1-23).

Da questo brano della Scrittura emerge che i Farisei insegnavano queste cose: che mangiare il cibo con le mani non lavate contaminava l’uomo, e che se uno diceva a suo padre o a sua madre: ‘Quello con cui potrei assisterti é offerta a Dio’, egli non era più obbligato ad onorare i suoi genitori in alcun’altra maniera.

Anche oggi di dottrine molto simili a quella dei Farisei d’allora che diceva che il mangiare con mani non lavate contamina l’uomo ce ne sono in abbondanza nel mondo. Facciamo per esempio notare che questa stessa dottrina dei Farisei, cioè il doversi lavare le mani prima di mangiare per non contaminarsi, è ancora oggi presente tra i Giudei. La insegnano i Lubavitch per esempio (un gruppo di Giudei cosiddetti ortodossi che si attengono alla tradizione degli antichi).

Ma questa dottrina del doversi lavare le mani prima di mangiare per non contaminarsi potrebbe anche essere insegnata nel vostro mezzo da qualche credente. Perciò ora la confutiamo.

Per ciò che riguarda il mangiare con mani non lavate Gesù disse che “il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo” (Matteo 15:20), e questo perché non é quello che entra nell’uomo che contamina l’uomo, ma quello che esce dall’uomo. Gesù, così dicendo, dimo­strò di non tenere in nessuna considerazione questa dottrina che i Farisei insegnavano per tradizione. Ma Gesù dimostrò ai Farisei di non tenere in nessuna considera­zione questa loro dottrina pure nei fatti; questo é quello che si apprende dal seguente racconto fatto da Luca: “Un Fariseo lo invitò a desinare da lui. Ed egli, entrato si mise a tavola. E il Fariseo, veduto questo, si meravigliò che non si fosse prima lavato, avanti il desinare. E il Signore gli disse: Voialtri Farisei nettate il di fuori della coppa e del piatto, ma l’inter­no vostro é pieno di rapina e di malvagità” (Luca 11:37-39). Ora, secondo la tradizione degli antichi, anche Gesù avrebbe dovuto lavarsi con cura le mani prima di prendere cibo per non contaminarsi, ma come potete vedere in casa di questo Fariseo egli non fece alcun conto di questo precetto umano appunto perché egli insegnava che il mangiare con le mani non lavate non contamina l’uomo. Il Fariseo rimase meravigliato proprio perché Gesù non si era lavato prima di mangiare, ma d’altronde bisogna dire che non lavarsi prima di mangiare non é peccato perché non é una violazione della legge. Quale fu allora la reazione di Gesù al senso di meraviglia provato dal Fariseo nel non averlo visto lavarsi le mani prima di mangiare? Gesù riprese severamente i Farisei perché essi badavano a purifi­carsi esteriormente, ma non interiormente; quando tornavano dalla piazza non mangiavano se prima non si erano purificati con delle aspersioni; essi purificavano il loro uomo esteriore con delle aspersioni prima di mangiare, ma non volevano che i loro cuori fossero aspersi di quell’aspersione che li avrebbe purificati dalla mala coscienza. Gesù, per questa ragione, li paragonò a dei sepolcri imbiancati, perché essi di fuori apparivano giusti e puliti alla gente, ma dentro erano pieni di ipocrisia e d’iniqui­tà. I sepolcri, non importa quanto siano belli e adornati di fuori, rimangono sempre dei sepolcri al cui interno vi sono ossa di morti; così sono gli ipocriti, di fuori appaiono giusti a motivo delle loro opere che fanno nel cospetto degli uomini per essere osservati da loro e a motivo di svariate abluzioni che fanno, ma dentro sono pieni di ipocrisia e di iniquità. Badate che il Signore non ha detto che é peccato lavarsi le mani prima di mangiare, perché se fosse così noi non ci dovremmo mai lavare le mani prima di man­giare; ma ha detto che chi mangia il cibo con delle mani non lavate non contamina se stesso; perché? Perché quello che uno mangia va nel ventre e poi nella latrina, e non può in alcuna maniera andare nel cuore dell’uomo. Quindi qualsiasi dottrina che dice che ci si contamina mangiando con le mani non lavate non deve essere accettata, perché la Scrittura insegna che ci si contamina la carne e lo spirito pensando cose malvagie e parlando di cose malvagie, e non mangiando con mani non lavate.

Quando poi Marco dice che Gesù: “Così dicendo, dichiarava puri tutti quanti i cibi” (Marco 7:9), intende dire che con il suo insegnamento Gesù ha purificato tutti i cibi che secondo la legge erano da considerare impuri. Voi sapete che secondo la legge di Mosè vi erano diversi animali che erano considerati impuri e che non si dovevano mangiare per non contaminarsi, quali il coniglio, la lepre, il porco, per citarne solo alcuni. Ed inoltre, secondo la legge chi toccava i loro corpi morti si contaminava e doveva lavarsi con dell’acqua per purificarsi della sua impurità. Ora, però, mediante la morte di Cristo Gesù questi precetti sono stati annullati; per questo noi non ci dobbiamo lasciare imporre precetti quali: “Non toccare, non assaggiare, non maneggiare (cose tutte destinate a perire con l’uso), secondo i comandamenti e le dottrine degli uomini” (Colossesi 2:21-22), perché noi, essendo morti con Cristo, siamo morti agli elementi del mondo sotto i quali un tempo eravamo tenuti in servitù. Fratelli, è necessario dunque vigilare in questo mondo al fine di non cadere sotto la servitù di cose (precetti d’uomini) che benché hanno “reputazione di sapienza per quel tanto che é in esse di culto volontario, di umiltà e di austerità nel trattare il corpo” (Colossesi 2:23), “non hanno alcun valore contro la soddisfazione della carne” (Colossesi 2:23). Le religioni orientali ed anche quelle occidentali sono piene di precetti del genere che appaiono saggi e utili, ma non servono a liberare l’uomo dalle passioni peccaminose della carne perché sono deboli elementi di questo mondo. Sono molte le religioni che mettono in una maniera o nell’altra molta enfasi sul nettamento esteriore come facevano i Farisei al tempo di Gesù, infatti molte loro pratiche sono abluzioni che i membri di queste religioni devono compiere per purificarsi da cosiddette impurità corporali. Ma oltre a questo, queste religioni, sia in occidente che in oriente, hanno le loro cosiddette acque sante con il potere di purificare gli uomini dai peccati di cui la loro coscienza é contaminata. Era inevitabile che i falsi profeti inventassero pure il modo di purificare la coscienza dell’uomo. Il diavolo così, non solamente é riuscito ad ingannare molte persone facendogli pensare che mangiare con mani non lavate (o pregare con le mani e con i piedi non lavati), toccare od assag­giare o maneggiare certe cose contamina l’uomo, ma è riuscito anche ad indurre molte persone a pensare che in certe acque vi sia il potere di nettare i peccati dell’uomo!!

Ma noi credenti, che per la grazia di Dio abbiamo conosciuto la verità, sappiamo che mangiare con mani non lavate non ci contami­na; sappiamo anche che pregare Dio senza prima lavarci la faccia, le mani e i piedi non è peccato, sappiamo che toccare un sepol­cro, o assaggiare un certo cibo o maneggiare certi attrezzi inventati dall’uomo, non costituiscono ingiustizie da cui ci dobbiamo guardare per non contaminarci. Ma sappiamo pure che ci dobbiamo purificare da ogni contaminazione di carne e di spirito confessando i nostri peccati al Signore secondo che é scritto: “Se confessiamo i nostri peccati, Egli é fedele e giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità” (1 Giovanni 1:9); noi non abbiamo bisogno di abluzioni fatte con acque cosiddette sante per purificarci perché il sangue di Gesù “ci purifica da ogni pecca­to” (1 Giovanni 1:7). E’ nel sangue prezioso di Gesù Cristo che c’é il potere di cancellare tutti i peccati dell’uomo, e non nell’acqua di qualche fiume o in quella di cosiddetti santoni che santi non sono perché pieni di ogni frode e di furberia.

Per ciò che riguarda l’altro insegnamento dei Farisei, esso, come abbiamo visto, oltre un limite, non obbligava il figlio ad onorare i suoi genitori. La Parola di Dio ordina di onorare padre e madre, ma i Farisei dicevano che se uno diceva a suo padre o a sua madre: Quello con cui potrei assisterti è offerta a Dio, allora egli non era più obbligato a fare alcunché a pro di suo padre o di sua madre; in questa maniera avevano annullato la Parola di Dio perché non permettevano ai figli di onorare padre e madre nella maniera stabilita da Dio. Ma che cosa prescrive per i figli dal punto di vista materiale il comandamento di onorare il padre e la madre? Questo: i figli devono mostrarsi pii verso i propri genitori e devono rendere loro il contraccambio facendo tutto quello che é in loro potere fare in verso di loro provvedendo a qualsiasi necessità in cui essi possono venirsi a trovare. Ed è così grave davanti a Dio la trasgressione di questo comandamento che la Scrittura dice che “se uno non provvede ai suoi, e principalmente a quelli di casa sua, ha rinnegato la fede, ed è peggiore dell’incredulo” (1 Timoteo 5:8); quindi guardatevi da qualsiasi dottrina che non permette ai figli di onorare il padre e la madre nella maniera prescritta da Dio, perché essa è diabolica.

Per questa ragione Gesù chiamò i Farisei ipocriti, perché essi onoravano il Signore con la bocca ma il loro cuore era lontano da lui; il timore che essi avevano di lui era costituito solo da dei precetti umani che voltavano le spalle alla verità.

Ma Gesù disse pure che di cose consimili i Farisei ne facevano molte: una conferma di ciò l’abbiamo in queste parole che Gesù rivolse agli scribi e ai Farisei in Gerusalemme: “Guai a voi, guide cieche, che dite: Se uno giura per il tempio, non è nulla; ma se giura per l’oro del tempio, resta obbligato. Stolti e ciechi, poiché qual è maggiore: l’oro, o il tempio che santifica l’oro? E se uno, voi dite, giura per l’altare, non è nulla; ma se giura per l’offerta che c’è sopra, resta obbligato. Ciechi, poiché qual è maggiore: l’offerta, o l’altare che santifica l’offerta? Chi dunque giura per l’altare, giura per esso e per tutto quel che c’è sopra; e chi giura per il tempio, giura per esso e per Colui che l’abita; e chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi siede sopra” (Matteo 23:16-22).

Sotto la legge giurare era consentito secondo che fu detto da Mosè: “Giura nel suo nome” (Deuteronomio 10:20). Ma i Farisei non é che dicevano che non bisognava giurare, ma dicevano che se uno giurava per il tempio quel giuramento era nullo, ma se uno giurava per l’oro che c’era nel tempio era obbligato a mantenere il giuramento fatto. Parlando così consideravano l’oro che c’era nel tempio maggiore del tempio stesso, ma Gesù spiegò loro che il tempio era maggiore dell’oro che c’era in esso, perché era il tempio che santificava l’oro che v’era dentro e non viceversa. Il tempio era santo perché vi abitava il Santo d’Israele; Gesù stesso chiamò il tempio la casa di Dio quando disse ai venditori di colombi che erano in esso: “Portate via di qui queste cose; non fate della casa del Padre mio una casa di mercato” (Giovanni 2:16), perciò chi giurava per il tempio giurava per esso e per Colui che l’abitava ed era obbligato ad osservare il giuramento fatto. Anche l’altare era santo ed esso santificava l’offerta che v’era sopra, quindi esso era maggiore dell’offerta che v’era sopra, perciò chi giurava per l’altare era obbligato ad osservare il giuramento. Che dicevano invece i Farisei? Dicevano che il giura­mento fatto per l’altare era nullo, mentre quello fatto per l’of­ferta che v’era sopra era valido; reputando così l’offerta mag­giore dell’altare. Come potete vedere i Farisei avevano annullato la Parola di Dio in diversi punti. Ora, qualcuno dirà: ‘Ma noi non dobbiamo giurare sotto la grazia, quindi ciò non ci riguarda!’ Hai detto bene che non ci è lecito giurare sotto la grazia, infatti Gesù ha detto: “Avete udito pure che fu detto agli antichi: Non ispergiurare, ma attieni al Signore i tuoi giuramenti. Ma io vi dico: Del tutto non giurate, né per il cielo, perché è il trono di Dio; né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi; né per Gerusalemme, perché è la città del gran Re. Non giurar neppure per il tuo capo, poiché tu non puoi fare un solo capello bianco o nero. Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno” (Matteo 5:33-37). Ciò significa che noi non dobbiamo osservare il comandamento della legge che dice: “Giura nel suo nome”. Ma il punto su cui voglio soffermarmi è questo: se da un lato é vero che noi non dobbiamo giurare in ubbidienza all’ordine del nostro Signore Gesù, dall’altro é vero che nessuno di noi ha il diritto di dire a riguardo di alcuni ordini del Signore o degli apostoli che essi sono nulla. Qualcuno dirà: ‘E chi dice che sono nulla? Essi sono Parola di Dio’ Sì, con la bocca vengono chiamati Parola di Dio, ma nei fatti essi vengono annullati con ogni sorta di perversi e vani ragionamenti. Vi faccio alcuni esempi, per farvi capire come di scribi e Farisei che annullano la Parola di Dio con la loro tradizione ce ne sono pure in mezzo a noi. Certo, é vero che in questi casi che vi menzionerò non vengono annullate dottrine quali la giustificazione per fede, il battesimo in acqua, la risurrezione dei morti o il giudizio a venire, ma comunque vengo­no annullati insegnamenti sani che sono chiaramente scritti.

– Paolo dice ai Corinzi: “La donna deve, a motivo degli angeli, avere sul capo un segno dell’autorità da cui dipende” (1 Corinzi 11:10), e questo segno é il velo che ella si deve mettere quando prega o profetiz­za per non disonorare il suo capo che é l’uomo. Ma che dicono invece alcuni che seggono sulla cattedra? Dicono questo: ‘Ma questo ordine non é per noi oggi, perché era solo per la Chiesa di Corinto’. Giudicate da voi stessi: Ma non é questo modo di parlare molto simile se non uguale a quello che gli scribi e Farisei tenevano attorno a certi precetti della legge?

– Paolo dice: “Non permetto alla donna d’insegnare, né d’usare autorità sul marito, ma stia in silenzio. Perché Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione ..” (1 Timoteo 2:12-14). Che dicono invece alcuni in mezzo a noi? Dicono questo: ‘Ma questo non è per noi oggi, perché la donna si é emancipata in questa generazione; in quel tempo la donna era trattata come una schiava ora invece ha raggiunto la parità’. Giudicate da voi stessi: ‘Ma non é questo modo di parlare proprio di quelli che con le menzogne annullano la Parola di Dio?’

– Paolo dice: “Le donne si adornino d’abito convenevole, con verecondia e modestia; non di trecce e d’oro o di perle o di vesti sontuose, ma d’opere buone, come s’addice a donne che fanno professione di pietà” (1 Timoteo 2:9-10). Che dicono invece quelli che annullano la Parola di Dio? Dicono questo: ‘Ma non é così, fratello, perché Dio guarda il cuore e non gli importa se una sua figliuola va vestita sfarzosa­mente e si adorna di gioielli d’oro’. Giudicate da voi stessi: ‘Ma non é questo un modo di parlare che si riscontra in coloro che sono contenziosi e mentono contro la verità?

Potrei proseguire citando molti altri precetti e come essi vengo­no annullati proprio da alcuni di dentro, ma ritengo che questi qui sopra citati bastino per farvi capire che anche noi ci dob­biamo guardare da del lievito che benché non possa essere chiama­to lievito dei Farisei rimane pure sempre del lievito malvagio da cui guardarci per il nostro bene.

 

 

La dottrina dei Sadducei

 

E’ scritto: “I Sadducei dicono che non v’è risurrezione, né angelo, né spirito” (Atti 23:8). Dunque i Sadducei negavano sia la resurrezione dei morti che l’esistenza degli angeli e degli spiriti. Mentre la Scrittura afferma che tutti i morti risorgeranno ed esistono sia gli angeli che gli spiriti maligni.

Vediamo in che maniera la Scrittura afferma queste cose.

 

La resurrezione dei morti

 

Prima di passare a dimostrare con le Scritture la dottrina della resurrezione dei morti, voglio che sappiate che tra coloro che oggigiorno negano la risurrezione finale dei morti ci sono i Swedenborgiani, conosciuti anche con il nome di Chiesa della Nuova Gerusalemme, i seguaci di Moon, i seguaci di Mary Baker (Scienza Cristiana) e tutti coloro che credono nella reincarnazione. Ma anche purtroppo taluni ‘evangelici’ che insegnano che non ci sarà alla fine una risurrezione corporale dei giusti e degli ingiusti perchè la risurrezione per ognuno avviene all’atto della sua morte. Affinché comprendiate come parlano costoro a riguardo della risurrezione e perchè essi devono quindi essere annoverati tra coloro che negano la risurrezione dei morti cito quanto ha affermato Giovanni Luzzi sulla risurrezione: ‘I risorti poi ‘sono simili agli angeli’ perché hanno un corpo creato immediatamente dalla onnipotenza di Dio. E qui viene San Paolo a chiarire bene le cose; a scartare, cioè, la dottrina materialistica della risurrezione della carne e ad insegnare che i risorti sono provvisti di un organismo adattato alle nuove condizioni della loro vita; di un ‘organismo spirituale’, ben diverso dal corpo di prima che, separato dal suo principio vivificatore, torna per sempre alla terra donde fu tratto. Quando avverrà la risurrezione? Nell’insegnamento di Gesù non c’è traccia dell’idea di una risurrezione simultanea della umanità, che debba avere luogo qui sulla terra, in qualche giorno lontano. Che questa idea fosse anzi addirittura estranea alla mente di Gesù è provato dal fatto ch’egli non distingueva neppure fra ‘risuscitare’ e ‘continuare a vivere’. I passati di là dalla tomba, per lui, erano tutti risorti. ‘Che i morti risuscitino, anche Mosè lo ha dichiarato … quando chiama il Signore l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe. Or egli non è un Dio di morti, ma di viventi; poiché, per lui, vivono tutti’. I patriarchi, dunque, quando Mosè diceva coteste parole, erano risuscitati, poiché Gesù li cita come prova della risurrezione, confutando i Sadducei che la negavano. (…) La risurrezione è dunque un fatto universale, perché tutti risorgeranno; ma, al tempo stesso, è un fatto che avviene per ogni individuo, all’atto della sua morte. La morte non è che una crisi; l’uomo, in uno stesso momento, muore e risorge’. (Giovanni Luzzi, La religione cristiana secondo la sua fonte originaria, Roma 1939, pag. 357, 359). Come potete ben vedere quantunque in queste parole si ammette che i morti continuino a vivere dopo morti pure in esse c’è una chiara negazione della risurrezione dei morti.

Ora, sotto l’Antico patto, Dio aveva predetto che i morti un giorno risusciteranno, infatti nel libro del profeta Isaia è scritto: “Rivivano i tuoi morti! risorgano i miei cadaveri! Svegliatevi e giubilate, o voi che abitate nella polvere! Poiché la tua rugiada è come la rugiada dell’aurora, e la terra ridarà alla vita le ombre” (Isaia 26:19), ed in Daniele è scritto: “E molti di coloro che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per l’obbrobrio, per una eterna infamia… Ma tu avvìati verso la fine; tu ti riposerai, e poi sorgerai per ricevere la tua parte d’eredità alla fine de’ giorni” (Daniele 12:2,13).

Sotto il Nuovo patto è confermato che tutti risusciteranno infatti Gesù disse: “L’ora viene in cui tutti quelli che son nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; e quelli che hanno operato male, in risurrezion di giudicio” (Giovanni 5:28-29); Paolo affermò di avere la stessa speranza che aveva il popolo d’Israele cioè “che ci sarà una risurrezione de’ giusti e degli ingiusti” (Atti 24:15); e Giovanni affermò di avere visto in visione tornare in vita sia i martiri di Gesù, prima dell’inizio del millennio, che il rimanente dei morti, alla fine del millennio (cfr. Apocalisse 20:4, 11-15).

Quindi, la risurrezione finale di tutti i morti fu proclamata prima dai profeti, e poi confermata pienamente da Gesù e dagli apostoli. Essa è dunque per certo un evento futuro da aspettare perché lo ha preannunziato Dio.

 

La resurrezione dei giusti

 

Paolo dice ai Corinzi: “Ma ora Cristo è risuscitato dai morti, primizia di quelli che dormono. Infatti; poiché per mezzo d’un uomo è venuta la morte, così anche per mezzo d’un uomo è venuta la risurrezione dei morti. Poiché, come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati; ma ciascuno nel suo proprio ordine: Cristo, la primizia; poi quelli che son di Cristo, alla sua venuta..” (1 Corinzi 15:20-23). Ora, Gesù Cristo essendo risuscitato dai morti con un corpo glorioso e incorruttibile è chiamato il primogenito dai morti (la primizia di quelli che dormono), e questo appunto perché egli è stato il primo uomo a risuscitare con un corpo immortale. Coloro che prima di lui erano risuscitati dai morti, quali, per esempio, il figlio della vedova di Sarepta, Lazzaro e il figlio della vedova di Nain non risuscitarono con un corpo immortale ma con lo stesso corpo mortale con il quale erano morti, tanto è vero che di Lazzaro, dopo che Gesù Cristo lo ebbe risuscitato dai morti, è detto: “I capi sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro, perché, per cagion sua, molti dei Giudei andavano e credevano in Gesù” (Giovanni 12:10-11); quindi, il corpo con il quale Lazzaro risuscitò poteva essere ancora ucciso e poteva ancora morire. Ma colui che Dio ha risuscitato dai morti il terzo giorno, “non muore più” (Romani 6:9) perché la morte non lo signoreggia più. Dunque quando diciamo che Cristo è il primogenito dei morti intendiamo dire che Egli fu il primo a risorgere con un corpo immortale, glorioso e incorruttibile. Ma se Cristo è la primizia di quelli che dormono, qual’è la massa? La massa è rappresentata da tutti quelli che sono morti in Cristo, i quali alla venuta del Signore risorgeranno come risuscitò Gesù. Sia Gesù che gli apostoli hanno attestato che i santi che sono morti, un giorno risorgeranno; vediamo alcune di queste loro affermazioni che parlano della risurrezione dei giusti che deve avere luogo al tempo fissato da Dio.

– Gesù affermò che ci sarà la risurrezione dei giusti quando parlando a colui che lo aveva invitato, e dicendogli che quando faceva un convito doveva invitare i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi, gli disse: “Il contraccambio ti sarà reso alla risurrezione de’ giusti” (Luca 14:14), e anche quando disse ai Giudei: “Non vi maravigliate di questo; perché l’ora viene in cui tutti quelli che son nei sepolcri, udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita…” (Giovanni 5:28-29).

– Paolo scrisse ai Corinzi: “E Dio, come ha risuscitato il Signore, così risusciterà anche noi mediante la sua potenza” (1 Corinzi 6:14).

– Sempre Paolo scrisse ai Tessalonicesi: “Or, fratelli, non vogliamo che siate in ignoranza circa quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. Poiché, se crediamo che Gesù morì e risuscitò, così pure, quelli che si sono addormentati, Iddio, per mezzo di Gesù, li ricondurrà con esso lui… perché il Signore stesso, con potente grido, con voce d’arcangelo e con la tromba di Dio, scenderà dal cielo, e i morti in Cristo risusciteranno i primi…” (1 Tessalonicesi 4:13-14,16).

Alla luce di queste Scritture dunque, quando i morti in Cristo udranno il potente grido del Signore Gesù usciranno fuori dai sepolcri con un corpo immortale ed andranno ad incontrare il Signore nell’aria. La resurrezione dei giusti avverrà quindi al ritorno del Signore Gesù Cristo dal cielo che precederà l’inizio del millennio.

 

La resurrezione degli ingiusti

 

Per quanto riguarda la risurrezione degli ingiusti, Gesù disse che essi risorgeranno “in risurrezion di giudicio” (Giovanni 5:29), ciò vuole dire che essi risusciteranno per essere giudicati secondo le loro opere e condannati all’eterna infamia nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. L’apostolo Giovanni ci parla di questa loro risurrezione quando afferma: “E vidi i morti, grandi e piccoli, che stavan ritti davanti al trono, ed i libri furono aperti; e un altro libro fu aperto, che è il libro della vita; e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le opere loro. E il mare rese i morti ch’erano in esso; e la morte e l’Ades resero i loro morti, ed essi furono giudicati, ciascuno secondo le sue opere. E la morte e l’Ades furon gettati nello stagno di fuoco. Questa è la morte seconda, cioè, lo stagno di fuoco. E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco” (Apocalisse 20:12-15). La resurrezione degli ingiusti a differenza di quella dei giusti avrà luogo al termine del regno millenario durante il quale Cristo regnerà sulla terra con i suoi santi risorti e mutati.

Come detto innanzi, gli ingiusti risorgeranno per essere condannati ad una eterna infamia, il che significa che essi saranno tormentati per l’eternità nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. Sulla eternità delle pene che sperimenteranno i peccatori, nella sacra Scrittura ci sono varie conferme. Eccole di seguito.

– Gesù disse di coloro che saranno messi alla sua sinistra: “E questi se ne anderanno a punizione eterna…” (Matteo 25:46).

– Paolo ai Tessalonicesi dice: “Il Signor Gesù apparirà dal cielo con gli angeli della sua potenza, in un fuoco fiammeggiante, per far vendetta di coloro che non conoscono Iddio, e di coloro che non ubbidiscono al Vangelo del nostro Signor Gesù. I quali saranno puniti di eterna distruzione….” (2 Tessalonicesi 1:7-9).

– Giovanni, nel libro della Rivelazione ha scritto: .“E un altro, un terzo angelo, tenne dietro a quelli, dicendo con gran voce: Se qualcuno adora la bestia e la sua immagine e ne prende il marchio sulla fronte o sulla mano, beverà anch’egli del vino dell’ira di Dio mesciuto puro nel calice della sua ira: e sarà tormentato con fuoco e zolfo nel cospetto dei santi angeli e nel cospetto dell’Agnello. E il fumo del loro tormento sale ne’ secoli dei secoli; e non hanno requie né giorno né notte quelli che adorano la bestia e la sua immagine e chiunque prende il marchio del suo nome” (Apocalisse 14:9-11)Notate queste espressioni “il fumo del loro tormento sale nei secoli dei secoli” che indica che il loro tormento sarà senza fine, e “non hanno requie né giorno né notte” che indicano chiaramente che quelle persone non avranno mai nessun riposo a differenza di coloro che vivranno per sempre col Signore che si riposeranno dalle loro fatiche.

– Giovanni, sempre nel libro della Rivelazione, ha detto che il falso profeta e la bestia all’inizio del millennio, e poi il diavolo al termine dei mille anni, saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo e che quivi “saran tormentati giorno e notte, nei secoli dei secoli” (Apocalisse 20:10). Naturalmente dato che anche i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo è necessario dire che anche loro vi saranno tormentati per l’eternità (cfr. Apocalisse 21:8).

– Gesù disse: “E se l’occhio tuo ti fa intoppare, cavalo; meglio è per te entrar con un occhio solo nel regno di Dio, che aver due occhi ed esser gittato nella geenna, dove il verme loro non muore ed il fuoco non si spegne” (Marco 9:47-48). Notate che è scritto che il verme dei malvagi non muore e il fuoco non si spegne, il che indica che la loro tortura sarà continua, senza fine alcuna.

– Giuda ha detto che Sodoma e Gomorra e le città circonvicine “essendosi abbandonate alla fornicazione nella stessa maniera di costoro ed essendo andate dietro a vizî contro natura, sono poste come un esempio, portando la pena d’un fuoco eterno” (Giuda 7). Ciò significa che gli abitanti di quelle città malvage quando in quel giorno risusciteranno saranno condannati ad essere tormentati per l’eternità nel fuoco eterno che è stato preparato per il diavolo e per i suoi angeli. Anche al presente comunque gli abitanti di quelle città sono nei tormenti; e precisamente nell’Ades.

Come potete vedere questi passi sopra citati parlano in una maniera o nell’altra di tormento eterno, ma come voi sapete alcuni dicono che essi non vanno interpretati letteralmente, il che è sbagliato perché altrimenti non dovremmo interpretare letteralmente neppure le parole di Gesù “ma i giusti a vita eterna” (Matteo 25:46), e quelle di Giovanni, sempre a proposito dei giusti, “ed essi regneranno nei secoli dei secoli” (Apocalisse 22:5).

 

Gli angeli di Dio

 

Gli angeli di Dio sono delle creature di Dio; sono degli spiriti che con i nostri occhi fisici non possiamo vedere perché invisibili. Solamente quando Dio permette che essi ci appaiano, noi possiamo vederli.

Vediamo ora le loro caratteristiche ed altre cose che li concernono.

● Essi sono degli spiriti agli ordini di Dio che compiono dei servizi secondo che é scritto di loro: “Non sono eglino tutti spiriti ministratori, mandati a servire a pro di quelli che hanno da eredare la salvezza?” (Ebrei 1:14). Vediamo alcuni esempi di angeli mandati a servire gli uomini.

– Dopo che il diavolo ebbe finita ogni sorta di tentazione e si partì da Gesù Cristo, “degli angeli vennero a lui e lo servivano” (Matteo 4:11); Marco dice che Cristo “stava tra le fiere e gli angeli lo servivano” (Marco 1:13), ciò significa che gli angeli di Dio proteggevano Gesù e gli dettero pure da mangiare per fargli riacquistare forze.

– Un angelo fu mandato da Dio a Elia nel deserto a portargli una brocca d’acqua e una focaccia (1 Re 19:5-6).

– Un angelo di nome Gabriele fu mandato a Zaccaria a preannunziargli che Elisabetta sua moglie avrebbe partorito un figlio al quale avrebbe dovuto porre nome Giovanni (cfr. Luca 1:5-22).

– Lo stesso angelo Gabriele fu mandato a Maria, la moglie di Giuseppe, quando questa ancora non era sposata, a preannunziargli che ella avrebbe concepito e partorito un figlio che sarebbe stato chiamato Figliuolo dell’Altissimo (cfr. Luca 1:26-38).

– Questo stesso angelo Gabriele, secoli addietro, era stato mandato da Dio al profeta Daniele per spiegargli alcune cose, secondo che é scritto: “Mentre stavo ancora parlando in preghiera, quell’uomo, Gabriele, che avevo visto nella visione da principio, mandato con rapido volo, s’avvicinò a me, verso l’ora dell’oblazione della sera. E mi ammaestrò, mi parlò, e disse: ‘Daniele, io sono venuto ora per darti intendimento. Al principio delle tue supplicazioni, una parola é uscita; e io sono venuto a comunicartela, poiché tu sei grandemente amato. Fà dunque attenzione alla parola, e intendi la visione!” (Daniele 9:21-23).

– Un angelo fu mandato da Dio al centurione Cornelio a dirgli di mandare a chiamare Simon Pietro, secondo che é scritto: “Egli vide chiaramente in visione, verso l’ora nona del giorno, un angelo di Dio che entrò da lui e gli disse: Cornelio! Ed egli guardandolo fisso, e preso da spavento, rispose: Che v’è, Signore? E l’angelo gli disse: Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite come una ricordanza davanti a Dio. Ed ora, manda degli uomini a Ioppe, e fà chiamare un certo Simone, che é soprannominato Pietro. Egli alberga da un certo Simone coiaio, che ha la casa presso al mare” (Atti 10:3-6); quando Pietro venne in casa sua predicò la Parola ed in seguito alla sua predicazione Cornelio e la sua casa furono salvati.

– Un angelo del Signore fu mandato a Filippo, l’evangelista, mentre questi si trovava in Samaria, per dirgli di andare in un altro luogo, secondo che é scritto: “Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: Levati, e vattene dalla parte di mezzodì, sulla via che scende da Gerusalemme a Gaza. Ella é una via deserta” (Atti 8:26); Filippo ubbidì, e su quella via incontrò un Etiopo che era ministro di Candace, regina degli Etiopi, a cui parlò di Gesù. Quell’Etiopo credette nel nome di Gesù che Filippo gli annunziò e fu battezzato.

– Un angelo di Dio apparve a Paolo sulla nave (mentre andava a Roma) per confortarlo e confermargli che sarebbe comparso davanti a Cesare in Roma, secondo che é scritto: “Paolo si levò in mezzo a loro, e disse: … vi esorto a stare di buon cuore, perché non vi sarà perdita della vita d’alcuno di voi ma solo della nave. Poiché un angelo dell’Iddio, al quale appartengo e ch’io servo, m’è apparso questa notte, dicendo: Paolo, non temere; bisogna che tu comparisca dinanzi a Cesare, ed ecco, Iddio ti ha donato tutti coloro che navigano teco” (Atti 27:21,22-24);

– Un angelo del Signore fu mandato a liberare Pietro dalla prigione nella quale Erode lo aveva fatto mettere (cfr. Atti 12:1-17).

– Un angelo del Signore fu mandato a liberare gli apostoli dalla prigione secondo che é scritto: “Or il sommo sacerdote e tutti quelli che erano con lui, cioè la setta dei Sadducei, si levarono, pieni d’invidia, e misero le mani sopra gli apostoli, e li gettarono nella prigione pubblica. Ma un angelo del Signore, nella notte, aprì le porte della prigione; e condottili fuori, disse: Andate, presentatevi nel tempio e quivi annunziate al popolo tutte le parole di questa Vita” (Atti 5:17-20).

 

● Gli angeli di Dio, per ordine di Dio infliggono e infliggeranno giudizi sui disubbidienti:

– Erode fu percosso da un angelo del Signore secondo che é scritto: “In quell’istante, un angelo del Signore lo percosse, perché non aveva dato a Dio la gloria; e morì, roso dai vermi” (Atti 12:23);

– sette angeli riverseranno le ultime sette piaghe sui peccatori secondo che é scritto: “Poi vidi nel cielo un altro segno grande e meraviglioso: sette angeli che avevano sette piaghe, le ultime; poiché con esse si compie l’ira di Dio” (Apocalisse 15:1);

– saranno gli angeli di Dio a prendere i peccatori e a gettarli nella fornace del fuoco secondo che é scritto: “Il Figliuol dell’uomo manderà i suoi angeli che raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti gli operatori d’iniquità, e li getteranno nella fornace del fuoco” (Matteo 13:41-42);

 

● Gli angeli di Dio in quel giorno saranno mandati dal Signore a raccogliere i suoi eletti secondo che é scritto: “E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti, dall’un capo all’altro dei cieli” (Matteo 24:31).

 

● Gli angeli di Dio sono santi secondo che ha detto Gesù. “Se uno si sarà vergognato di me e delle mie parole in questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figliuol dell’uomo si vergognerà di lui quando sarà venuto nella gloria del Padre suo coi santi angeli” (Marco 8:38).

 

● Gli angeli di Dio sono potenti secondo che é scritto: “Benedite l’Eterno, voi suoi angeli, potenti e forti, che fate ciò che egli dice..” (Salmo 103:20); sono più potenti delle dignità (il principe di questo mondo, i principati, le potenze, i dominatori di questo mondo di tenebre e le forze spirituali della malvagità) ma non ardiscono ingiuriarle, secondo che é scritto: “Gli angeli, benché maggiori di loro per forza e potenza, non portano contro ad esse, dinanzi al Signore, alcuno giudizio maldicente” (2 Pietro 2:11).

 

● Gli angeli di Dio sono in grandissimo numero secondo che é scritto: “E vidi, e udii una voce di molti angeli attorno al trono e alle creature viventi e agli anziani; e il numero loro era di miriadi di miriadi, e di migliaia di migliaia..” (Apocalisse 5:11).

 

● Gli angeli di Dio parlano delle lingue secondo che è scritto: “Quand’io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, se non ho carità, divento un rame risonante o uno squillante cembalo” (1 Corinzi 13:1).

 

● Gli angeli di Dio hanno una conoscenza limitata benché siano delle creature celesti. Questo emerge da queste scritture: “Ma quant’è a quel giorno, ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli…” (Matteo 24:36); “Nelle quali cose [le cose relative al regno di Dio che ci sono state annunziate] gli angeli desiderano riguardare bene addentro” (1 Pietro 1:12).

 

● Gli angeli del Signore proteggono i santi; questo emerge da queste Scritture:

– “Guardatevi dal disprezzare alcuno di questi piccoli: perché io vi dico che gli angeli loro, nei cieli, vedono del continuo la faccia del Padre mio che é nei cieli” (Matteo 18:10);

– “Gli angeli del Signore sono accampati intorno a quelli che lo temono, e li liberano” (Salmo 34:7 – Diodati);

– “Poiché tu hai detto: O Eterno, tu sei il mio rifugio; tu hai preso l’Altissimo per il tuo asilo, male alcuno non ti coglierà, né piaga alcuna s’accosterà alla tua tenda. Poiché egli comanderà ai suoi angeli di guardarti in tutte le tue vie” (Salmo 91:9-11).

 

● Gli angeli del Signore adorano Cristo Gesù, il Figlio di Dio, secondo che é scritto: “Tutti gli angeli di Dio l’adorino!” (Ebrei 1:6); in cielo cantano all’Agnello perché Giovanni dice che li vide e sentì dire a gran voce: “Degno é l’Agnello che é stato immolato di ricevere la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione” (Apocalisse 5:12).

 

● Gli angeli del Signore non sono degni di essere adorati; le seguenti Scritture condannano il culto degli angeli:

– Nessuno a suo talento vi defraudi del vostro premio per via d’umiltà e di culto degli angeli affidandosi alle proprie visioni, gonfiato di vanità dalla sua mente carnale,…” (Colossesi 2:18);

– “E io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ed egli mi disse: Guardati dal farlo; io sono tuo conservo e dei tuoi fratelli che serbano la testimonianza di Gesù; adora Iddio!” (Apocalisse 19:10);

– “E io, Giovanni, sono quello che udii e vidi queste cose. E quando le ebbi udite e vedute, mi prostrai per adorare ai piedi dell’angelo che mi aveva mostrate queste cose. Ma egli mi disse: Guardati dal farlo; io sono tuo conservo e dei tuoi fratelli, i profeti, e di quelli che serbano le parole di questo libro. Adora Iddio” (Apocalisse 22:8-9).

Fratelli, come potete vedere tutte queste Scritture non solo attestano che gli angeli esistono e che quando Dio vuole appaiono, ma attestano pure le loro caratteristiche e le loro funzioni.

 

Gli spiriti malvagi

 

Anche per ciò che concerne gli spiriti malvagi, vi sono diverse Scritture che attestano la loro esistenza e le loro opere. Essi sono degli esseri spirituali malvagi, che come gli angeli non si possono vedere a meno che Dio non ce li fa vedere e che sono al servizio di Satana per compiere varie opere malvagie. Alcuni di essi entrano nei corpi di molti uomini e donne, s’impossessano di loro e tramite i loro corpi si manifestano e parlano, ma nel nome di Gesù Cristo, mediante l’aiuto dello Spirito Santo essi vengono cacciati fuori dai loro corpi. Vi sono diverse specie di spiriti.

Vi sono spiriti mutoli, cioè che provocano mutismo in coloro nei quali dimorano; abbiamo un esempio di questo nel caso del fanciullo lunatico che il padre menò a Gesù. Marco dice che il padre di questo fanciullo disse a Gesù: “Maestro, io t’ho menato il mio figliuolo che ha uno spirito mutolo..” (Marco 9:17), e che Gesù sgridò lo spirito immondo dicendogli: “Spirito muto e sordo, io tel comando, esci da lui e non entrare più in lui” (Marco 9:25). In questo caso lo spirito immondo oltre a provocare mutismo provocava anche sordità.

Un altra Scrittura che conferma l’esistenza di questi spiriti muti è nel Vangelo scritto da Luca; essa dice: “Or egli stava cacciando un demonio che era muto; ed avvenne che quando il demonio fu uscito, il muto parlò” (Luca 11:14).

Vi sono spiriti seduttori: Paolo li menziona nella sua prima epistola a Timoteo quando gli dice: “Ma lo Spirito dice espressamente che nei tempi a venire alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demoni…” (1 Timoteo 4:1). Questa categoria di spiriti maligni é preposta da Satana per fare questo, sedurre i credenti per farli apostatare dalla fede che é in Cristo Gesù. Questi spiriti seduttori mentono contro la verità e cercano di introdurre nella Chiesa eresie di perdizione.

Vi sono spiriti chiamati di menzogna che fanno dire menzogne; abbiamo una conferma della loro esistenza in queste parole che il profeta Micaiah rivolse ad Achab: “Io ho veduto l’Eterno che sedeva sul suo trono, e tutto l’esercito del cielo che gli stava dappresso a destra e a sinistra. E l’Eterno disse: – Chi sedurrà Achab affinché salga a Ramoth di Galaad e vi perisca? – E uno rispose in un modo e l’altro in un altro. Allora si fece avanti uno spirito, il quale si presentò dinanzi all’Eterno, e disse: – Lo sedurrò io. – L’Eterno gli disse: – E come? – Quegli rispose: – Io uscirò, e sarò spirito di menzogna in bocca a tutti i suoi profeti” (1 Re 22:19-22).

Vi sono spiriti cattivi che turbano le persone e fanno fare loro delle cose malvagie: Saul, per esempio, dopo che lo Spirito dell’Eterno s’era ritirato da lui “era turbato da un cattivo spirito suscitato dall’Eterno” (1 Samuele 16:14).

Vi sono spiriti indovini: questi spiriti maligni conferiscono ad alcuni ministri di Satana, appunto agli indovini, la capacità di indovinare. La serva che a Filippi, messasi a seguire Paolo, Sila, Timoteo e Luca, si mise a gridare: “Questi uomini sono servitori dell’Iddio altissimo, e vi annunziano la via della salvezza” (Atti 16:17)“aveva uno spirito indovino [uno spirito Pitone], e con l’indovinare procacciava molto guadagno ai suoi padroni” (Atti 16:16).

Vi sono spiriti che fanno segni e prodigi: alcuni di questi spiriti maligni furono visti in visione da Giovanni sull’isola di Patmo. L’apostolo disse: “E vidi uscire dalla bocca del dragone e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta tre spiriti immondi, simili a rane; perché sono spiriti di demoni che fanno dei segni e si recano dai re di tutto il mondo per radunarli per la battaglia del gran giorno dell’Iddio Onnipotente” (Apocalisse 16:13-14).

Fratelli, come potete vedere l’esistenza e l’opera di questi spiriti sono confermate pienamente dalla sacra Scrittura, quindi guardatevi da ogni dottrina che nega la loro esistenza.

Come però nel caso dei Farisei, vorrei farvi presente che vi dovete guardare da ogni altra dottrina che nega l’esistenza di una qualsiasi cosa di cui la Scrittura attesta l’esistenza, perché quella dottrina è falsa. Vi farò degli esempi esplicativi di dottrine insegnate in seno ad alcune Chiese Evangeliche che negano l’esistenza di alcune cose:

– la Scrittura dice che nell’Hades e nella Geenna c’è un vero fuoco, ma alcuni lo negano, dicendo che questo fuoco non è da intendersi letteralmente ma metaforicamente.

– la Scrittura dice che Dio ha ideato e costruito una città celeste, che si chiama la Nuova Gerusalemme, e questa città è in cielo, e un giorno Dio la farà discendere sulla nuova terra; ma alcuni dicono che questa città è solo un simbolo, e non è da intendersi come una vera città.

– la Scrittura dice che il nostro radunamento con Cristo al Suo ritorno avverrà in maniera visibile nel giorno in cui Cristo apparirà dal cielo, ma molti dicono che il ritorno di Cristo avverrà in due fasi, la prima per i suoi santi che sarà invisibile, mentre la seconda con i suoi santi e sarà visibile, e queste due fasi saranno separate da un periodo di sette anni.

– la Scrittura dice che Dio parla tramite visioni e sogni, mentre molti dicono che oggi non esistono visioni e sogni che procedono da Dio.

 

Diletti, guardatevi da ogni dottrina antibiblica.

 

Fonte

 

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