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Guardatevi dal ‘lievito’ del sito “www.biblistica.it” perchè sono contro la divinità di Cristo

Fratelli nel Signore, vi esorto a guardarvi dal lievito del sito “www.biblistica.it” perchè in questo sito viene negata la divinità di Cristo con vani ragionamenti. Coloro che gestiscono il sito ( tra cui v’è uno che si chiama Gianni Montefameglio ) attaccano la divinità di Cristo. Infatti ci sono degli articoli a riguardo che trascurano una gran parte delle Scritture e quindi, non tagliando rettamente le Scritture nella sua SOMMA, sono confusi e confondono. Guardatevi da questo lievito malvagio perchè le Scritture affermano in maniera chiara che Gesù è DIO

Prendiamo ad esempio i seguenti passi: 

“Così parla l’Eterno, re d’Israele e suo redentore, l’Eterno degli eserciti: Io sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non v’è Dio.” (Is 44:6)

L’Eterno parlando dice che è il re di Israele e che è il Suo redentore. Dice anche che Egli è il primo e l’ultimo e fuori di Lui non c’è nessun altro DIO. Ponete la vostra attenzione sul fatto che DIO si definisce il primo e l’ultimo. 

Ora, leggiamo il seguente passo (passo che ovviamente nel loro studio non è stato preso in considerazione):

“E all’angelo della chiesa di Smirne scrivi: Queste cose dice il primo e l’ultimo, che fu morto e tornò in vita:” (Ap 2:8)

Gesù parlando dice di essere anche Lui il primo e l’ultimo e in questo modo si dimostra chiaramente che Egli è DIO. Perchè dico con certezza che sono parole di Gesù quelle? Per il fatto che Egli dice “colui che fu morto e tornò in vita”. Ora, chi è che fu morto e al terzo giorno risuscitò dai morti? Gesù di Nazareth, il Figlio di DIO. Quindi Gesù è il primo e l’ultimo, quindi come è scritto in Isaia 44 :6 , è DIO.

Ci sono molti altri passi che dimostrano che Gesù è DIO. Ecco di seguito una confutazione della falsa dottrina che Gesù non è DIO presa dal libro contro le dottrine dei testimoni di Geova, di Giacinto Butindaro:

 

Il seguente confronto tra dei passi dell’Antico e del Nuovo Patto attesta che Gesù Cristo è Dio e non una creatura di Dio

Ÿ Dio, sotto l’Antico Patto, disse spesso per bocca dei santi profeti di essere l’unico salvatore esistente in tutto il creato; ecco alcuni di questi passi: “Io, io sono l’Eterno, e fuori di me non v’è salvatore” (Is. 43:11); “Non v’è altro Dio fuori di me, un Dio giusto, e non v’è Salvatore fuori di me” (Is. 45:21); “L’Eterno è il nostro re, egli è colui che ci salva” (Is. 33:22). Ma Dio (Yahweh: Colui che è), oltre a proclamare di essere il solo Salvatore disse che sarebbe venuto a salvare Israele dalle sue iniquità. Isaia infatti disse: “Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: ‘Siate forti, non temete!’ Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi” (Is. 35:4), ed ancora: “Israele sarà salvato dall’Eterno d’una salvezza eterna” (Is. 45:17); e nei Salmi era stato detto: “O Israele, spera nell’Eterno, poiché presso l’Eterno è benignità, e presso di lui è abbondanza di redenzione. Ed egli redimerà Israele da tutte le sue iniquità” (Sal. 130:7-8). Ora, prima che Gesù nascesse un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, il marito di Maria, e tra le altre cose gli disse: “Ed ella partorirà un figliuolo, e tu gli porrai nome Gesù, perché è lui che salverà il suo popolo dai loro peccati” (Matt. 1:21), perciò, siccome che Colui che è potente a salvare è uno solo, e cioè Dio, e che Dio aveva detto che sarebbe stato lui a salvare il suo popolo, Gesù Cristo è Dio. Non vi sono due salvatori ma uno solo secondo quello che insegna la Scrittura, quindi Cristo è Dio, il Salvatore d’Israele. Egli disse in casa di Zaccheo che “il Figliuol dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perito” (Luca 19:10), attestando in questa maniera che Lui aveva (e lo ha tuttora) il potere di salvare i perduti; perciò non può non essere Dio.

– Dio aveva detto anche di essere Colui che redime Gerusalemme e che l’avrebbe redenta mediante la giustizia. Egli disse infatti tramite Isaia: “L’Eterno redime… Gerusalemme” (Is. 52:9), e: “Sion sarà redenta mediante la rettitudine, e quelli che in lei si convertiranno saran redenti mediante la giustizia..” (Is. 1:27), ed ancora: “Ecco, l’Eterno proclama fino agli estremi confini della terra: ‘Dite alla figliuola di Sion: Ecco, la tua salvezza giunge; ecco, egli ha seco il suo salario, e la sua retribuzione lo precede” (Is. 62:11). Questa è la ragione per cui, quando nacque Gesù vi erano coloro che aspettavano la redenzione di Gerusalemme, perché Dio aveva promesso di salvarla. Ora, secondo quello che insegna la Scrittura, il redentore di Gerusalemme è Gesù Cristo, Dio benedetto in eterno; lui è la salvezza di Sion che Dio manifestò nella pienezza dei tempi nel cospetto di tutte le nazioni e che ha posto sul monte Sion. Anna, la profetessa che non “si partiva mai dal tempio, servendo a Dio notte e giorno con digiuni ed orazioni” (Luca 2:37), quando sopraggiunse e vide il bambino Gesù si mise a lodare Dio anche lei e “parlava del bambino a tutti quelli che aspettavano la redenzione di Gerusalemme” (Luca 2:38), perché pure lei credette che Gesù era Colui che avrebbe redento gli abitanti di Gerusalemme dai loro peccati (cioè che egli era la salvezza di Sion promessa da Dio).

Ÿ Davide nei Salmi disse: “L’Eterno è… la mia salvezza” (Sal. 27:1), ed anche: “Egli solo è… la mia salvezza” (Sal. 62:6), quindi lui credeva che Dio era la sua salvezza. Paolo dice ai Corinzi che Cristo Gesù ci è stato fatto da Dio “redenzione” (1 Cor. 1:30), quindi Gesù è la nostra salvezza. Egli quindi è Dio.

Ÿ Dio, il Salvatore del mondo, prima che Gesù venisse in questo mondo, ordinò a tutti gli abitanti del mondo di volgersi a lui per essere salvati secondo che è scritto in Isaia: “Volgetevi a me e siate salvati, voi tutte, le estremità della terra” (Is. 45:22), ciò significa che Egli aveva ed ha il potere di salvare gli abitanti del mondo. Quando Gesù si manifestò ad Israele disse: “Io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo” (Giov. 12:47). Ma allora quanti salvatori del mondo ci sono? Uno o due? Noi ne conosciamo uno solo che è Cristo Gesù, Dio benedetto in eterno. Il nostro Signore Gesù Cristo é il nostro Dio che è venuto a salvarci! Noi, come quei Samaritani che credettero in lui, “sappiamo che questi é veramente il Salvator del mondo” (Giov. 4:42). A conferma di tutto ciò vi sono le seguenti parole di Pietro: “E in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12). Diletti, Gesù è potente a salvare perché egli è Dio. Egli è Colui che ora è magnificamente ammantato, e che cammina fiero nella grandezza della sua forza, Colui che dice: “Son io, che parlo con giustizia, che son potente a salvare” (Is. 63:1).

Ÿ Dio aveva detto che avrebbe riscattato alcuni dalle mani dell’avversario senza denaro infatti disse: “Poiché così parla l’Eterno: Voi siete stati venduti per nulla, e sarete riscattati senza denaro” (Is. 52:3), e il salmista disse: “Celebrate l’Eterno, poich’egli è buono, perché la sua benignità dura in eterno! Così dicano i riscattati dall’Eterno, ch’egli ha riscattati dalla mano dell’avversario…” (Sal. 107:1-2). Gesù Cristo ha fatto proprio questo; Egli ci ha riscattati dalla potestà del diavolo avendoci riscattato dalle nostre iniquità con il suo proprio sangue. Paolo dice a Tito che Gesù Cristo “ha dato se stesso per noi affin di riscattarci da ogni iniquità…” (Tito 2:14); ed ai Galati che “Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo divenuto maledizione per noi” (Gal. 3:13). Egli quindi è Dio.

Ÿ Dio aveva detto pure che avrebbe consolato il suo popolo infatti Egli disse: “Come un uomo cui sua madre consola, così io consolerò voi, e sarete consolati in Gerusalemme” (Is. 66:13), ed ancora: “L’Eterno sta per consolare Sion, consolerà tutte le sue ruine..” (Is. 51:3). Ma in che maniera li avrebbe consolati? Tramite il suo Unto, perché anche per questo Egli lo avrebbe mandato, per consolare tutti quelli che facevano cordoglio. Gesù ha confermato di essere il Consolatore d’Israele, perché Egli consolò quelli che facevano cordoglio dicendo loro: “Beati voi che ora piangete, perché riderete” (Luca 6:21), ed ancora: “Beati quelli che fanno cordoglio, perché essi saranno consolati” (Matt. 5:4). Lui stesso affermò di essere il Consolatore mandato da Dio, quando disse ai suoi discepoli, prima di essere arrestato: “Io pregherò il Padre, ed Egli vi darà un altro Consolatore, perché stia con voi in perpetuo…” (Giov. 14:16). Perché parlò di un altro Consolatore? Chi era quello precedente? Era lui, Dio benedetto in eterno, ma siccome che Egli stava per dipartirsi per tornare al Padre, promise che avrebbe mandato loro il Consolatore (l’altro Consolatore) che sarebbe rimasto con loro in perpetuo, cioè lo Spirito della verità che procede dal Padre (cfr. Giov. 16:7).

Ÿ Davide disse a Dio: “Tu sei la mia speranza, o Signore, o Eterno” (Sal. 71:5), e Geremia rivolgendosi sempre a Dio dice: “Speranza d’Israele, o Eterno, tutti quelli che t’abbandonano saranno confusi… perché hanno abbandonato l’Eterno” (Ger. 17:13), e dice che i nemici d’Israele dicevano: “Noi non siamo colpevoli poich’essi han peccato contro l’Eterno, dimora della giustizia, contro l’Eterno, speranza de’ loro padri” (Ger. 50:7). Paolo, che vi ricordo era un Giudeo che sapeva molto bene tutto ciò, chiama Cristo “nostra speranza” (1 Tim. 1:2), quindi lui riteneva che Gesù fosse la speranza di tutti coloro che credevano in lui, Giudei credenti quindi inclusi. Quindi, l’apostolo credeva che egli era Dio.

Ÿ Dio, sotto l’Antico Patto, aveva detto che avrebbe mandato il suo messaggero davanti a lui stesso infatti disse tramite Malachia: “Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me” (Mal. 3:1). Ora, noi sappiamo che queste parole si riferiscono a Giovanni il Battista che Dio mandò davanti al suo Cristo, infatti Gesù disse di Giovanni: “Egli è colui del quale è scritto: Ecco, io mando il mio messaggero davanti al tuo cospetto, che preparerà la via dinanzi a te” (Matt. 11:10). Ma se voi notate bene, in Malachia Dio disse che lo avrebbe mandato davanti a se stesso infatti disse: “Egli preparerà la via dinanzi a me”, mentre nella citazione di Malachia fatta da Gesù, Dio dice al suo Unto del suo messaggero: “…Preparerà la via davanti a te”. Quindi anche in questo caso noi giungiamo alla inevitabile conclusione che Gesù Cristo è Dio benedetto in eterno. Zaccaria, il padre di Giovanni, quando profetizzò, disse: “E tu, piccol fanciullo, sarai chiamato profeta dell’Altissimo, perché andrai davanti alla faccia del Signore per preparar le sue vie” (Luca 1:76), e secoli prima Isaia aveva detto: “La voce d’uno grida: ‘Preparate nel deserto la via dell’Eterno, appianate ne’ luoghi aridi una strada per il nostro Dio!” (Is. 40:3), quindi siccome che Giovanni fu mandato da Dio davanti a Gesù Cristo a preparargli la via (Giovanni stesso disse: “Io non sono il Cristo; ma sono mandato davanti a lui” [Giov. 3:28]), di conseguenza noi proclamiamo che Gesù Cristo è il nostro Dio.

Ÿ Gesù un giorno disse ai Giudei: “Abramo, vostro padre, ha giubilato nella speranza di vedere il mio giorno; e l’ha veduto, e se n’è rallegrato” (Giov. 8:56), al che i Giudei gli dissero: “Tu non hai ancora cinquant’anni e hai veduto Abramo?” (Giov. 8:57) e “Gesù disse loro: In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono” (Giov. 8:58). Ora, noi sappiamo che l’Io sono apparve a Mosè al monte Horeb nella fiamma d’un pruno ardente e gli parlò e lo mandò in Egitto a liberare Israele, ma vediamo ora quando l’Io sono apparve al patriarca Abramo, perché Gesù proclamò di avere visto Abramo e che Abramo aveva veduto il suo giorno e se n’era rallegrato. E’ scritto: “L’Eterno apparve ad Abrahamo alle querce di Mamre, mentre questi sedeva all’ingresso della sua tenda durante il caldo del giorno. Abrahamo alzò gli occhi, ed ecco che scòrse tre uomini, i quali stavano dinanzi a lui….” (Gen. 18:1,2). Notate che la Scrittura dice che Abrahamo vide davanti a sé tre uomini. Proseguendo nella lettura di questa visita che ricevette Abrahamo si noterà che due di questi uomini erano due angeli infatti dopo che tutti e tre gli uomini ebbero mangiato quello che Abrahamo aveva loro messo davanti, la Scrittura prima dice: “E quegli uomini, partitisi di là, s’avviarono verso Sodoma..” (Gen. 18:22), e poco dopo: “Or i due angeli giunsero a Sodoma verso sera…” (Gen. 19:1). Quindi, due di quei tre uomini erano due angeli; ma allora chi era il terzo? Esso era l’Eterno, cioè l’Io sono, infatti la Scrittura dopo avere detto che “l’Eterno apparve ad Abrahamo” dice che, dopo che quei due uomini si partirono da Abrahamo, il patriarca “rimase ancora davanti all’Eterno” (Gen. 18:22). Adesso voglio farvi notare un’altra cosa che giudico importante perché essa conferma che quell’uomo che apparve ad Abrahamo era Dio (il Figlio) prima della sua incarnazione. Dopo che i due angeli presero per la mano Lot, sua moglie e le sue due figliuole e li menarono fuori dalla città di Sodoma, la Scrittura dice che “allora l’Eterno fece piovere dai cieli su Sodoma e Gomorra zolfo e fuoco, da parte dell’Eterno” (Gen. 19:24). Notate l’espressione: “L’Eterno fece piovere… da parte dell’Eterno”, perché essa conferma che quell’uomo che fece piovere da parte di Dio fuoco e zolfo su Sodoma era Dio, il Figlio.

Ÿ Lo stesso Figlio di Dio che ai giorni di Abramo fece cadere zolfo e fuoco sugli empi, secoli dopo, fece scendere lo Spirito Santo sui suoi discepoli in Gerusalemme sempre da parte di Dio. Egli, quando promise lo Spirito Santo, disse ai suoi: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me” (Giov. 15:26); quindi Egli disse che avrebbe fatto scendere lo Spirito su loro da parte del Padre suo. E questo è quello che avvenne il giorno della Pentecoste perché Pietro, quando parlò ai Giudei che si erano radunati nel sentire quel suono somigliante al suono di vento impetuoso che soffia, e che si meravigliavano di sentire parlare dei Galilei in lingue straniere, disse loro: “Questo Gesù, Iddio l’ha risuscitato; del che noi tutti siamo testimoni. Egli dunque, essendo stato esaltato dalla destra di Dio, e avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite” (Atti 2:32-33); quindi fu Gesù Cristo dalla destra del Padre a spandere lo Spirito Santo sui discepoli. Ma che cosa è scritto nel libro del profeta Gioele? E’ scritto: “E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne…” (Atti 2:17; Gioele 2:28); ma qui è Dio che promette di spandere il suo Spirito! Quindi? Quindi Gesù Cristo è Dio!

Ÿ Nel libro dell’Esodo è scritto che quando l’Angelo dell’Eterno apparve a Mosè nella fiamma d’un pruno ardente gli disse: “Io sono l’Iddio di tuo padre, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe” (Es. 3:6). Che Colui che apparve e parlò a Mosè era Dio lo confermò pure Gesù quando disse ai Sadducei: “Quanto poi ai morti ed alla loro risurrezione, non avete voi letto nel libro di Mosè, nel passo del pruno, come Dio gli parlò dicendo: Io sono l’Iddio d’Abramo e l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe?” (Mar. 12:26). Ora, sempre nel passo del pruno, come lo ha chiamato il Signore, è scritto che Dio disse a Mosè: “Io sono quegli che sono” (Es. 3:14), ed anche: “Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Io sono m’ha mandato da voi” (Es. 3:14). Con queste parole Dio ha proclamato di essere ab eterno e in eterno. Nel Vangelo scritto da Giovanni è scritto che Gesù disse ai Giudei: “In verità, in verità vi dico: Prima che Abramo fosse nato, io sono” (Giov. 8:58), facendosi così uguale a Dio perché solo Dio può dire di essere Colui che é. Anche questo confronto di Scritture conferma che Cristo Gesù è Dio e non un dio. Vorrei che notaste che i Giudei quando sentirono proferire queste parole a Gesù presero delle pietre per lapidarlo per bestemmia perché così dicendo, secondo loro, egli toglieva all’invisibile ed eterno Iddio l’onore che gli appartiene. Essi non presero delle pietre per lapidarlo quando poco prima Gesù aveva detto loro: “Abramo, vostro padre, ha giubilato nella speranza di vedere il mio giorno; e l’ha veduto, e se n’é rallegrato” (Giov. 8:56) (confermando la sua preesistenza), tanto è vero che a questa affermazione di Gesù essi gli dissero: “Tu non hai ancora cinquant’anni e hai veduto Abramo?” (Giov. 8:57) (rimanendo meravigliati ma non indignati perché secondo loro in questo caso egli non aveva bestemmiato contro Dio), ma essi presero delle pietre per lapidarlo quando lui parlò in modo da farsi uguale a Dio. Ma d’altronde Gesù disse il vero e non mentì dicendo di esistere da sempre; però i Giudei non lo credettero, e perciò cercarono di ucciderlo.

Ÿ Nel libro del Deuteronomio è scritto che Mosè disse al popolo d’Israele: “L’Eterno, il vostro Dio, è l’Iddio degli dèi, il Signor dei signori” (Deut. 10:17); le parole “Signore dei signori” qui si riferiscono a Dio Padre. Anche Paolo ha confermato che Dio Padre è il Signore dei signori quando dice a Timoteo che l’apparizione del nostro Signore Gesù Cristo “sarà a suo tempo manifestata dal beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signor dei signori, il quale solo possiede l’immortalità ed abita una luce inaccessibile; il quale nessun uomo ha veduto né può vedere; al quale siano onore e potenza eterna. Amen” (1 Tim. 6:15-16). Nel libro dell’Apocalisse questo nome viene dato al Signore Gesù infatti è scritto: “Costoro guerreggeranno contro l’Agnello, e l’Agnello li vincerà, perché egli è il Signor dei signori e il Re dei re” (Ap. 17:14), ed ancora: “E sulla veste e sulla coscia porta scritto questo nome: Re dei re, Signor dei signori” (Ap. 19:16). Ora, come potete vedere il Figlio porta lo stesso nome del Padre e quindi egli é Dio.

Ÿ Nei Salmi Davide disse per lo Spirito: “Coll’aiuto di Dio, io loderò la sua parola” (Sal. 56:4 Diod.), e siccome in un altro luogo dice anche: “Io loderò l’Eterno finché vivrò” (Sal. 146:2), di conseguenza lui credeva che la Parola di Dio era Dio, altrimenti non l’avrebbe lodata. Ora, noi sappiamo che Cristo Gesù è la Parola di Dio che è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo in mezzo agli uomini: il suo nome, come dice Giovanni, “è la Parola di Dio” (Ap. 19:13), e noi facciamo bene nel lodare e glorificare la Parola di Dio perché è Dio, e perché altri prima di noi lo hanno fatto secondo che è scritto: “E i Gentili, udendo queste cose, si rallegravano e glorificavano la parola di Dio” (Atti 13:48). Non è questa un’altra chiara prova che Gesù Cristo è Dio?

Ÿ Nei Salmi è scritto: “O porte, alzate i vostri capi; alzatevi, o porte eterne, e il Re di gloria entrerà. Chi è questo Re di gloria? E’ l’Eterno degli eserciti; egli è il Re di gloria” (Sal. 24:9-10). Paolo dice ai Corinzi che se i principi di questo secolo avessero conosciuto la sapienza misteriosa ed occulta di Dio “non avrebbero crocifisso il Signor della gloria” (1 Cor. 2:8), quindi Cristo Gesù è il Re di gloria, l’Eterno degli Eserciti; in altre parole Egli è Dio.

Ÿ Il profeta Zaccaria disse: “E l’Eterno mi disse: Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo al quale m’hanno stimato! E io presi i trenta sicli d’argento, e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio” (Zacc. 11:13). Come potete vedere, nelle parole del profeta, Dio dice di essere stato stimato trenta sicli d’argento. Nel Vangelo scritto da Matteo troviamo scritto che quando Giuda andò dai capi sacerdoti disse loro: “Che mi volete dare, e io ve lo consegnerò? Ed essi gli contarono trenta sicli d’argento” (Matt. 26:15). In questo caso è detto che Gesù fu stimato trenta sicli d’argento. In seguito, dopo che Giuda glielo dette nelle mani, Giuda prese i trenta sicli d’argento e li riportò ai capi sacerdoti e agli anziani i quali “presero i trenta sicli d’argento, prezzo di colui ch’era stato messo a prezzo, messo a prezzo dai figliuoli d’Israele; e li dettero per il campo del vasaio..” (Matt. 27:9-10). Anche da questo confronto scritturale emerge che Gesù Cristo è Dio.

Ÿ Il profeta Zaccaria disse: “L’Eterno, il mio Dio, verrà, e tutti i suoi santi con lui” (Zacc. 14:5). L’apostolo Paolo dice ai Tessalonicesi: “Il Signor nostro Gesù verrà con tutti i suoi santi” (1 Tess. 3:13); anche Paolo avrebbe potuto dire come Zaccaria: “Il mio Dio, verrà, e tutti i suoi santi con lui”, ma disse una cosa leggermente diversa perché invece di dire: “Il mio Dio”, in questa occasione disse: “Il Signore nostro Gesù”. Ma nella sostanza le cose non cambiano perché l’Iddio di Zaccaria che verrà con tutti i suoi santi è Cristo Gesù. Amen. Paolo ha confermato che Gesù Cristo è il nostro Iddio che verrà dal cielo con tutti i suoi santi quando disse a Tito: “Aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù” (Tito 2:13). Anche le parole di Paolo confrontate con quelle di Zaccaria confermano in maniera inequivocabile che Gesù Cristo è Dio e non un dio come dicono invece i bugiardi.

Ÿ Isaia disse: “Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore, l’Eterno, viene con potenza” (Is. 40:9-10); quindi secondo le parole di Isaia il nostro Dio verrà con potenza. Ora, confrontando le suddette parole del profeta con queste parole di Gesù: “E allora vedranno il Figliuol dell’uomo venir sopra le nuvole con potenza e gran gloria” (Luca 21:27), e queste di Giovanni: “Ecco, egli viene colle nuvole; ed ogni occhio lo vedrà…” (Ap. 1:7), si comprende che Gesù Cristo è il nostro Dio che viene con potenza. Se poi si esaminano le seguenti parole dette dal Signore Gesù a Giovanni: “Io son l’Alfa e l’Omega, dice il Signore Iddio che è, che era e che viene, l’Onnipotente” (Ap. 1:8), si noterà che Colui che viene si definisce l’Alfa e l’Omega e l’Onnipotente; e perciò anche questa è una conferma che Gesù Cristo, il quale deve venire, è Dio.

Ÿ Dio disse tramite il profeta Isaia: “Ogni ginocchio si piegherà davanti a me” (Is. 45:23). L’apostolo Paolo parlando di Gesù dice: “Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra…” (Fil. 2:9-10); quindi Gesù Cristo è Dio perché è davanti a lui che si devono piegare tutte le ginocchia.

Ÿ Il profeta Isaia predisse che Dio stesso avrebbe pasciuto il suo gregge infatti disse: “Dì alle città di Giuda: ‘Ecco il vostro Dio!… Come un pastore, egli pascerà il suo gregge; raccoglierà gli agnelli in braccio, se li torrà in seno, e condurrà pian piano le pecore che allattano” (Is. 40:9,11). Come potete vedere queste parole si riferiscono a Dio, e mettendole a confronto con queste altre parole che disse Michea a proposito del Cristo: “Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per esser fra i migliai di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni… Egli starà là e pascerà il suo gregge colla forza dell’Eterno, colla maestà del nome dell’Eterno, del suo Dio” (Mich. 5:1,3), si può notare che in ambedue le predizioni vi è l’espressione: “Egli pascerà il suo gregge”. Ma mentre in Isaia è detto che Dio avrebbe pasciuto il suo gregge, in Michea è detto che lo avrebbe pasciuto Colui che sarebbe nato in Betleem. Ora, noi sappiamo che Gesù che è chiamato Cristo, benché esistesse da sempre avanti la fondazione del mondo, è nato secondo la carne in Betleem, e che lui è il buon pastore che pasce il gregge di Dio perché egli ha detto: “Io sono il buon pastore” (Giov. 10:11), e Pietro lo chiama il Pastore e Vescovo delle anime nostre (cfr. 1 Piet. 2:25) ed anche “il sommo Pastore” (1 Piet. 5:4); quindi Egli è Dio.

Ÿ In Isaia leggiamo: “Egli renderà a ciascuno secondo le sue opere…” (Is. 59:18), e nel libro dei Proverbi: “E non renderà egli a ciascuno secondo le opere sue?” (Prov. 24:12). Queste parole si riferiscono a Dio. Gesù ha detto: “Il Figliuol dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, ed allora renderà a ciascuno secondo l’opera sua” (Matt. 16:27) ed anche che tutte le chiese conosceranno che lui è colui che darà “a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Ap. 2:23). Ancora una volta, il risultato evidente che scaturisce da questo confronto tra passi dell’Antico e passi del Nuovo Patto è che Gesù Cristo è Dio.

Ÿ Nel libro del profeta Isaia troviamo scritto: “L’Eterno degli Eserciti, quello, santificate! Sia lui quello che temete e paventate! Ed egli sarà un santuario, ma anche una pietra d’intoppo, un sasso d’inciampo per le due case d’Israele…” (Is. 8:13-14). Quindi, secondo il profeta, Dio sarebbe stato una pietra d’intoppo per il popolo d’Israele. L’apostolo Pietro nella sua prima epistola dice riferendosi a Cristo che per gli increduli la pietra angolare eletta e preziosa (cioè Cristo) è “una pietra d’inciampo e un sasso d’intoppo; essi, infatti, essendo disubbidienti, intoppano nella Parola…” (1 Piet. 2:7-8). Da questo confronto emerge che Cristo Gesù, essendo la pietra d’intoppo in cui hanno intoppato gli increduli per decreto divino, è Dio. Notate infatti che in Isaia è detto che gli Israeliti avrebbero intoppato nell’Eterno degli Eserciti, e in Pietro che gli increduli intoppano nella Parola. Quindi la Parola è Dio, l’Eterno degli eserciti, e di conseguenza, dato che Cristo è la Parola fatta carne, Cristo è Dio, e non un dio.

Ÿ Nei Salmi è scritto: “I cieli furon fatti dalla parola dell’Eterno…” (Sal. 33:6), e siccome che Gesù Cristo è la Parola di Dio fattasi carne (“E la Parola è stata fatta carne” [Giov. 1:14]), tanto è vero che il suo nome è la Parola di Dio, egli non può essere un dio inferiore al grande Iddio perché in un altro luogo è scritto che “Nel principio Iddio creò i cieli…” (Gen. 1:1). In altre parole, siccome che la creazione dei cieli viene attribuita sia a Dio che alla Parola di Dio, questa è Dio: e siccome Gesù è la Parola di Dio, egli è Dio.

Ÿ Nei Salmi è scritto: “Io ho detto: Dio mio, non mi portar via nel mezzo dei miei giorni; i tuoi anni durano per ogni età. Tu fondasti ab antico la terra, e i cieli son l’opera delle tue mani. Essi periranno, ma tu rimani; tutti quanti si logoreranno come un vestito; tu li muterai come una veste e saranno mutati. Ma tu sei sempre lo stesso, e gli anni tuoi non avranno mai fine” (Sal. 102:24-27). Queste parole (da “Tu fondasti ab antico la terra…” in poi) nella lettera agli Ebrei vengono applicate dallo scrittore al Figliuolo di Dio perché prima di citarle è detto: “Dice del Figliuolo” (Ebr. 1:8) e poi: “Tu, Signore, nel principio, fondasti la terra…” (Ebr. 1:10). Ora, dato che sappiamo che colui che nel principio creò i cieli e la terra è Dio di conseguenza il Figliuolo é Dio. Ma oltre a questo notate che nel Salmo il salmista prima dice: “Dio mio” (Sal. 102:24) e poi: “Tu fondasti ab antico la terra…” (Sal. 102:25), il che conferma che Gesù Cristo, il Figlio del Padre, è Dio. Vi ricordate che cosa disse Toma a Gesù quando questi apparve anche a lui? Non gli disse forse: “Signor mio e Dio mio” (Giov. 20:28) [14]? Notate perciò come le parole del salmista rivolte al Figliuolo sono le stesse che Toma rivolse a Gesù Cristo dopo che questi risuscitò dai morti: “Dio mio”.

Ÿ Nel centodiciannovesimo Salmo è scritto in riferimento a Dio il Creatore di tutte le cose: “La tua fedeltà dura d’età in età; tu hai fondato la terra ed essa sussiste. Tutto sussiste anche oggi secondo i tuoi ordini, perché ogni cosa è al tuo servigio” (Sal. 119:90-91). Ora, abbiamo visto dal precedente confronto che le parole “tu hai fondato la terra” che si riferiscono a Dio si riferiscono anche al Figlio; ora vediamo come anche le parole “tutto sussiste anche oggi secondo i tuoi ordini” che si riferiscono a Dio si riferiscono anche al Figliuolo. L’apostolo Paolo nella sua lettera ai Colossesi dice del Figliuolo: “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui; ed egli è avanti ogni cosa, e tutte le cose sussistono in lui” (Col. 1:16-17), e lo scrittore agli Ebrei conferma ciò dicendo che Dio ha creato i mondi mediante il suo Figliuolo “il quale, essendo lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e sostenendo tutte le cose con la parola della sua potenza, quand’ebbe fatta la purificazione dei peccati, si pose a sedere alla destra della Maestà ne’ luoghi altissimi” (Ebr. 1:3). Quindi sia nella lettera ai Colossesi che in quella agli Ebrei è detto che il Figliuolo sostiene tutte le cose, il che equivale a dire come è scritto nei Salmi che tutte le cose sussistono agli ordini del Figliuolo di Dio. Ora, se Egli non fosse l’Onnipotente Dio come potrebbe sostenere tutte le cose? Certamente non potrebbe, ma appunto perché Egli é l’Onnipotente Dio può farlo.

Ÿ Nei Salmi è detto: “Tu sei salito in alto, hai menato in cattività dei prigioni, hai preso doni dagli uomini, anche dai ribelli, per far quivi la tua dimora, o Eterno Iddio” (Sal. 68:18). Nella lettera agli Efesini Paolo applica queste parole a Cristo infatti dice: “Or questo è salito che cosa vuol dire se non che egli era anche disceso nelle parti più basse della terra? Colui che è disceso, è lo stesso che è salito al disopra di tutti i cieli, affinché riempisse ogni cosa” (Ef. 4:9-10). Quindi, Cristo, dato che è colui che salito in alto ha menato in cattività i prigioni, è Dio.

Ÿ Dio disse tramite Isaia: “Io ho fatto sparire le tue trasgressioni come una densa nube, e i tuoi peccati, come una nuvola..” (Is. 44:22). Ma non disse forse Giovanni di Gesù: “Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo” (Giov. 1:29)? Quindi, siccome è stato Gesù a fare sparire tutti i nostri vecchi peccati come una nuvola, Egli è Dio.

Ÿ Nei Salmi Davide dice: “Egli è quel che ti perdona tutte le tue iniquità” (Sal. 103:3), ed anche: “Io ho detto: Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno; e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato” (Sal. 32:5). Quindi è solo Dio che può perdonare all’uomo i suoi peccati; solo lui può rimettergli i suoi peccati. Marco dice che Gesù disse a quell’uomo paralitico portato da quattro: “Figliuolo, i tuoi peccati ti sono rimessi” (Mar. 2:5). Al che alcuni degli scribi che erano lì presenti ragionarono in cuore loro dicendo: “Perché parla costui in questa maniera? Egli bestemmia! Chi può rimettere i peccati, se non un solo, cioè Dio?” (Mar. 2:7). Ma Gesù conosciuti i loro pensieri disse loro: “Perché fate voi cotesti ragionamenti ne’ vostri cuori? Che è più agevole, dire al paralitico: I tuoi peccati ti sono rimessi, oppur dirgli: Lèvati, togli il tuo lettuccio e cammina? Ora, affinché sappiate che il Figliuol dell’uomo ha potestà in terra di rimettere i peccati: Io tel dico (disse al paralitico), lèvati, togli il tuo lettuccio, e vattene a casa tua” (Mar. 2:8-11). Come potete vedere Gesù Cristo aveva il potere di rimettere i peccati. Perciò Gesù non poteva non essere Dio oltre che uomo. Se lui fosse stato solo un uomo allora sì che avrebbe bestemmiato, ma il fatto è che Egli era, oltre che vero uomo, anche vero Dio e perciò aveva il potere di rimettere i peccati agli uomini. Ancora oggi Cristo Gesù rimette i peccati a coloro che credono in lui perché Egli é Dio.

Ÿ Il profeta Geremia disse: “Ma l’Eterno è il vero Dio, egli é l’Iddio vivente, e il re eterno” (Ger. 10:10). Giovanni nella sua prima epistola dice: “E noi siamo in Colui che è il vero Dio, nel suo Figliuolo Gesù Cristo. Quello è il vero Dio e la vita eterna” (1 Giov. 5:20). Ora, noi sappiamo che c’é un solo vero Dio; questo lo attestò pure il Figliuolo di Dio nei giorni della sua carne quando rivolgendosi al Padre suo disse: “E questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giov. 17:3); quindi come è possibile che Giovanni chiami Gesù Cristo “il solo vero Dio”? Per certo non ci possono essere due veri Dii perché questo contrasterebbe la verità; quindi il fatto che Giovanni abbia chiamato il Figliuolo il solo vero Dio conferma che Egli é Dio. Il Padre e il Figliuolo sono uno.

Ÿ Dio disse tramite il profeta Geremia: “Il cuore è ingannevole più d’ogni altra cosa, e insanabilmente maligno; chi lo conoscerà? – Io, l’Eterno, che investigo il cuore, che metto alla prova le reni, per retribuire ciascuno secondo le sue vie, secondo il frutto delle sue azioni” (Ger. 17:9-10). Gesù Cristo disse all’angelo della chiesa di Tiatiri: “Ecco, io getto lei sopra un letto di dolore, e quelli che commettono adulterio con lei in una gran tribolazione, se non si ravvedono delle opere d’essa. E metterò a morte i suoi figliuoli; e tutte le chiese conosceranno che io son colui che investigo le reni ed i cuori; e darò a ciascun di voi secondo le opere vostre” (Ap. 2:22-23). Quindi Gesù, essendo Colui che investiga il cuore e mette alla prova le reni e retribuisce ciascuno secondo le sue opere, é Dio perché possiede le stesse caratteristiche che Dio tramite il profeta disse di avere.

Ÿ Il profeta Geremia disse: “Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno!” (Ger. 17:7). Non è la sola citazione dell’Antico Testamento che proclama la benedizione di coloro che hanno fede in Dio; ma voglio citare solo questa. Ora, noi siamo tutti figliuoli di Dio perché crediamo in Cristo Gesù secondo che è scritto: “Siete tutti figliuoli di Dio, per la fede in Cristo Gesù” (Gal. 3:26), e siamo benedetti secondo che è scritto: “Talché coloro che hanno la fede, sono benedetti col credente Abramo” (Gal. 3:9); quindi Gesù è Dio e non solo un uomo perché se noi avessimo riposto la nostra fiducia solo in un uomo per certo non saremmo benedetti. Noi non saremmo benedetti se avessimo riposto la nostra fiducia solo in un uomo perché Geremia disse anche: “Maledetto l’uomo che confida nell’uomo” (Ger. 17:5). Ecco perché Gesù poté dire ai suoi discepoli: “Abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me” (Giov. 14:1), perché Egli era Dio assieme al Padre. Pensate voi che se Gesù fosse stato solo un uomo avrebbe mai detto ai suoi discepoli di riporre la loro fiducia anche in lui? No, perché in tale caso invece che renderli benedetti li avrebbe resi maledetti. Ma proprio perché egli era Dio poté ordinare loro di avere fiducia anche in Lui oltre che in Dio Padre.

Ÿ Il profeta Isaia disse del Cristo: “Ecco, la vergine concepirà, partorirà un figliuolo, e gli porrà nome Emmanuele..” (Is. 7:14) ed anche: “Poiché un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci é stato dato, e l’imperio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace” (Is. 9:5). Ora, noi sappiamo che Gesù è il fanciullo che nacque a Betlemme da una donna vergine di nome Maria (cfr. Matt. 1:18-25; Luca 1:26-38; 2:1-7), e sempre Lui è il Figliuolo che ci è stato dato perché quale Figliuolo di Dio egli era presso il Padre suo avanti la fondazione del mondo e nella pienezza dei tempi Dio l’ha dato per le nostre trasgressioni (cfr. Giov. 3:16; Gal. 4:4). Fu detto che l’imperio sarebbe riposato sulle sue spalle quindi che lui sarebbe stato a capo del regno e questo si è adempiuto perché il regno è stato dato a Cristo Gesù. Le seguenti parole di Gesù ai suoi discepoli confermano ciò: “Io dispongo che vi sia dato un regno, come il Padre mio ha disposto che fosse dato a me” (Luca 22:29), e: “Ogni potestà m’é stata data in cielo e sulla terra” (Matt. 28:18). Anche l’apostolo Paolo conferma che il regno di Dio è di Cristo Gesù quando dice agli Efesini: “Poiché voi sapete molto bene che niun fornicatore o impuro, o avaro (che è un idolatra), ha eredità nel regno di Cristo e di Dio” (Ef. 5:5); e Pietro fa lo stesso quando dice: “Facendo queste cose, non inciamperete giammai, poiché così vi sarà largamente provveduta l’entrata nel regno eterno del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo” (2 Piet. 1:10-11); quindi siccome noi sappiamo che c’é un solo regno celeste che è di Dio e sul quale regna solo Dio (secondo che é scritto: “In verità, in verità io ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio” (Giov. 3:5), ed altrove: “All’Eterno appartiene il regno” [Sal. 22:28]), e gli apostoli dicono che esso è di Cristo Gesù, Cristo è Dio. D’altronde non disse forse Gesù: “Tutte le cose che ha il Padre, son mie” (Giov. 16:15)? Se poi esaminiamo i nomi con i quali Isaia disse sarebbe stato chiamato il Cristo allora vedremo che essi sono propri di Dio e di nessun altro.

Emmanuele che interpretato vuole dire ‘Iddio con noi’. Nei Salmi è detto: “L’Eterno degli eserciti è con noi” (Sal. 46:11), e siccome che solo Dio può dire di essere con tutti noi figliuoli di Dio che ci troviamo ai quattro canti della terra perché Egli é onnipresente e Gesù ha detto: “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente” (Matt. 28:20), egli non può non essere Dio, perché altrimenti non avrebbe potuto dire di essere sempre con noi.

Consigliere ammirabile. Ora, nei Salmi è scritto che Dio disse a Davide: “Io ti consiglierò” (Sal. 32:8), e Davide stesso nel sedicesimo salmo disse: “Io benedirò l’Eterno che mi consiglia” (Sal. 16:7); quindi Dio era il consigliere di Davide. Del fanciullo che sarebbe nato fu detto che sarebbe chiamato Consigliere, e difatti Cristo Gesù è il nostro Consigliere. A conferma di ciò sottopongo alla vostra attenzione le seguenti parole che il Figlio di Dio rivolse all’angelo della chiesa di Laodicea: “Poiché tu dici: Io son ricco, e mi sono arricchito, e non ho bisogno di nulla, e non sai che tu sei infelice fra tutti, e miserabile e povero e cieco e nudo, io ti consiglio di comprare da me dell’oro affinato col fuoco, affinché tu arricchisca; e delle vesti bianche, affinché tu ti vesta e non apparisca la vergogna della tua nudità; e del collirio per ungertene gli occhi, affinché tu vegga” (Ap. 3:17-18). Come potete vedere da voi stessi Gesù Cristo consigliò all’angelo della chiesa di Laodicea di fare alcune cose per il bene dell’anima sua; quindi questo conferma che Egli è il Consigliere della Chiesa di Dio; egli è l’Iddio che ci consiglia e perciò ciascuno di noi può dire: ‘Io benedirò Cristo Gesù, il Signore che mi consiglia’.

Dio potente. Sotto l’Antico Patto Geremia chiamò così il Creatore di tutte le cose infatti gli disse: “Ah, Signore, Eterno! Ecco, tu hai fatto il cielo e la terra con la tua gran potenza e col tuo braccio disteso; non v’é nulla di troppo difficile per te; tu usi benignità verso mille generazioni, e retribuisci l’iniquità dei padri in seno ai figliuoli, dopo di loro; tu sei l’Iddio grande, potente, il cui nome è l’Eterno degli eserciti” (Ger. 32:17-18). Anche Isaia chiamò così Dio quando disse: “Un residuo, il residuo di Giacobbe, tornerà all’Iddio potente” (Is. 10:21). Quindi siccome che non vi possono essere due dii che si possano chiamare ambedue ‘Dio potente’ perché c’è un solo Dio potente, Cristo Gesù, Colui che nacque da Maria a Betlemme, è Dio. Egli mentre era sulla terra lo ha dimostrato ampiamente di essere l’Iddio potente, e tuttora lo sta dimostrando perché salva, guarisce, battezza con lo Spirito Santo, e opera potentemente in noi ciò che è gradito nel cospetto di Dio secondo che dice Paolo ai Corinzi: “Cristo che verso voi non è debole, ma è potente in voi” (2 Cor. 13:3).

Padre eterno. Nessuna creatura avrebbe potuto portare un simile nome perché esso s’addice solo a Dio. Gesù è chiamato Padre eterno perché egli quale Figlio di Dio è eterno, cioè senza inizio di giorni e senza fine di vita, e poi perché noi credenti essendo stati generati da Lui gli veniamo figliuoli. Ricordatevi a tale proposito che Gesù chiamò i suoi discepoli non solo fratelli ma anche figliuoletti (“Figliuoli, avete voi del pesce?” (Giov. 21:5), e: “Figliuoletti, è per poco che sono ancora con voi” (Giov. 13:33). Il profeta aveva detto di lui: “Egli sarà un padre per gli abitanti di Gerusalemme e per la casa di Giuda” (Is. 22:21), ed in verità Egli lo è un padre per tutti noi. Badate che con questo non vogliamo dire che Cristo Gesù è il Padre perché in tale caso negheremmo l’esistenza della prima persona della Trinità, cioè del Padre, ma solo che egli è un padre per tutti noi.

Principe della pace. Chi è colui che dà la pace? Dio, secondo che è scritto in Isaia: “O Eterno, tu ci darai la pace” (Is. 26:12); e per questo Egli è chiamato “l’Iddio della pace” (Rom. 16:20). Ma Isaia disse del fanciullo che sarebbe nato dalla vergine che sarebbe stato chiamato Principe della pace, quindi anche lui avrebbe dato la pace. E questo fece Gesù, infatti disse ai suoi discepoli: “Io vi lascio pace; vi do la mia pace” (Giov. 14:27). Quindi, siccome che solo Dio può dare pace all’anima afflitta e Isaia disse che Egli ci avrebbe dato la pace, Gesù Cristo è Dio.

Ÿ Dio disse tramite Isaia: “Io sono l’Eterno; tale è il mio nome; e io non darò la mia gloria ad un altro, né la lode che m’appartiene, agl’idoli” (Is. 42:8). Gesù, prima di essere arrestato, nella preghiera che fece al Padre suo disse: “Ed ora, o Padre, glorificami tu presso te stesso della gloria che avevo presso di te avanti che il mondo fosse” (Giov. 17:5); questo lo disse perché egli voleva che il Padre gli restituisse quella gloria di cui Lui, quale Figlio di Dio coeterno col Padre, si era privato per un breve tempo assumendo la forma di un servo e divenendo simile agli uomini per morire sulla croce annoverato tra i malfattori. Più avanti nella preghiera Gesù disse anche: “Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazione del mondo” (Giov. 17:24); quindi da ciò si comprende che Dio ha dato la sua gloria al suo Figliuolo, e siccome che la gloria appartiene solo a Dio (secondo che è scritto: “A te appartengono il regno, la potenza e la gloria, in sempiterno. Amen” [Matt. 6:13]) si deduce che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è l’Iddio a cui appartiene la gloria. L’Agnello è ora circondato di gloria in cielo; Giovanni nel libro della Rivelazione dice tra le altre cose: “E vidi, e udii una voce di molti angeli attorno al trono e alle creature viventi e agli anziani; e il numero loro era di miriadi di miriadi, e di migliaia di migliaia, che dicevano con gran voce: Degno è l’Agnello che è stato immolato di ricever la potenza e le ricchezze e la sapienza e la forza e l’onore e la gloria e la benedizione” (Ap. 5:11-12); e siccome che poco prima egli aveva visto i ventiquattro anziani prostrarsi davanti a Dio Padre che era seduto sul trono ed adorarlo dicendo: “Degno sei, o Signore e Iddio nostro, di ricever la gloria e l’onore e la potenza…” (Ap. 4:11), e tra le cose che anche l’Agnello è degno di ricevere al pari di Dio ci sono pure la gloria, l’onore e la potenza si deve affermare che Gesù é Dio benedetto in eterno.

Ÿ Dio disse tramite Isaia: “Io sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non v’è Dio” (Is. 44:6). Gesù, quando apparve a Giovanni sull’isola di Patmo, gli disse: “Non temere; io sono il primo e l’ultimo, e il Vivente…” (Ap. 1:17-18); quindi, dato che non ci sono ‘due primi e due ultimi’ Gesù Cristo è Dio. Gesù non disse di essere il secondo (in questo caso sarebbe stato come dire che egli era stato creato avanti la fondazione del mondo), ma disse di essere il primo, facendosi così uguale a Dio suo Padre. Presunzione forse? Per tutti noi che lo abbiamo conosciuto no, perché Egli in verità è il solo vero Dio che é ab eterno in eterno. “In lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità” (Col. 2:9), come dice Paolo ai Colossesi, e per questo Egli è degno di essere adorato da noi che siamo sulla terra e dagli angeli che sono in cielo (secondo che è scritto: “Tutti gli angeli di Dio l’adorino” [Ebr. 1:6]). Quando Gesù risuscitò dai morti avvenne che sia le donne che lo videro e sia gli undici discepoli lo adorarono; ora, se egli fosse stato un angelo o un’altra creatura di Dio, certamente li avrebbe ammoniti dicendo loro: ‘Guardatevi dal farlo, adorate Iddio’, ma Egli accettò la loro adorazione perché ne era degno, essendo il loro Dio. Ma Egli è pure il nostro Dio, per questo noi gli rendiamo la lode e la gloria; Egli è chiamato Emmanuele che significa “Iddio con noi” ed è veramente sempre con noi; Egli è chiamato Consigliere perché ci consiglia del continuo; il suo nome è Ammirabile (Meraviglioso) perché egli è l’Iddio che fa meraviglie; Egli è chiamato Dio potente perché possiede il potere di compiere qualsiasi cosa che chiediamo nel suo nome; Egli è chiamato Padre eterno e noi siamo i suoi figliuoletti che ha generati. Di lui voglio parlare, il suo nome voglio cantare, il suo nome voglio esaltare perché mi ha amato e ha dato se stesso anche per me. Al nostro grande Iddio e Salvatore Gesù Cristo sia la gloria ora e in eterno. Amen.

Ulteriori prove scritturali che confermano la divinità di Gesù Cristo

Ÿ Giovanni dice: “Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa é stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta…. E la Parola è stata fatta carne ed ha abitato per un tempo fra noi, piena di grazia e di verità” (Giov. 1:1-3;14). E siccome è detto chiaramente che la Parola era Dio e che la Parola è stata fatta carne, noi dichiariamo che Dio è stato manifestato in carne nella persona di Cristo Gesù. Le seguenti parole scritte nei Salmi: “I cieli furon fatti dalla parola dell’Eterno” (Sal. 33:6), confermano ciò che Giovanni ha detto (“La Parola era Dio” [Giov. 1:1]) perché noi sappiamo che i cieli sono stati fatti da Dio secondo che è scritto: “Nel principio Iddio creò i cieli e la terra” (Gen. 1:1); perciò se la Parola di Dio non fosse stata Dio essa non avrebbe potuto creare i cieli.

Ÿ Giovanni il Battista disse: “Chi crede nel Figliuolo ha vita eterna” (Giov. 3:36), perciò tutti coloro che credono in Cristo Gesù hanno la vita eterna. Gesù invece ha detto: “In verità, in verità io vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita” (Giov. 5:24), facendo capire che per ricevere la vita eterna bisogna credere in Dio. Ma allora qualcuno dirà: ‘In chi bisogna credere per avere la vita eterna? In Cristo Gesù perché Egli è Dio assieme al Padre e ci ha riferito le parole del Padre suo e perché colui che crede in lui automaticamente crede in Dio che lo ha mandato perché Gesù disse: “Chi crede in me, crede non in me, ma in Colui che mi ha mandato” (Giov. 12:44).

Ÿ Gesù disse: “Io ed il Padre siamo uno” (Giov. 10:30). Non è forse chiaro il significato di queste parole dette da Gesù? Lui ed il Padre benché siano due persone distinte sono Dio [15]. I Testimoni di Geova dicono invece che queste parole significano solo che il Figliuolo ed il Padre sono uno nell’accordo e nel proposito. Ma noi diciamo: ‘Se fosse solo questo il significato delle parole di Gesù perché i Giudei subito dopo che egli le pronunziò presero delle pietre per lapidarlo?’ Non è forse un’altra, e precisamente perché egli si faceva uguale a Dio, la ragione per cui essi presero delle pietre per lapidarlo? Sì, infatti è scritto che i Giudei gli dissero: “Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio” (Giov. 10:33). Il fatto di dichiararsi solo d’accordo con Dio non avrebbe scatenato l’ira di quei Giudei increduli.

Ÿ Gesù rispose a quell’uomo che lo aveva chiamato “Maestro buono” (Mar. 10:17): “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, tranne uno solo, cioè Iddio” (Mar. 10:18). Ora, qualcuno dirà: ‘Perché prendere questo passo per attestare che Gesù è Dio? Per questo motivo, perché Gesù non rifiutò di essere chiamato buono, ma chiese solo a quell’uomo perché lo chiamasse buono dato che solo Dio è buono. E quindi, dato che Dio solo è buono il Maestro è Dio, perché Egli è buono. Se Gesù non fosse stato buono certamente avrebbe detto a quell’uomo di chiamare buono solo Dio, e perciò implicitamente si sarebbe dichiarato solo un uomo. Ma proprio perché Egli era una stessa cosa con Dio Padre, Egli era buono. Quindi, noi facciamo bene a chiamarlo Maestro buono, perché Egli è Dio.

Ÿ Paolo disse di Gesù Cristo ai Colossesi che “in lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza” (Col. 1:19). Ed è proprio in virtù del fatto che in Cristo abitò tutta la pienezza della Divinità che noi abbiamo potuto ricevere da lui grazia sopra grazia infatti Giovanni dice: “E’ della sua pienezza che noi tutti abbiamo ricevuto, e grazia sopra grazia” (Giov. 1:16). In altre parole noi non avremmo potuto ricevere da Cristo né la salvezza, né la vita, né la pace e nessun altra benedizione se in Lui non avesse dimorato la pienezza della Deità, ovvero se Egli non fosse stato Dio.

Ÿ L’apostolo Paolo disse ai Romani: “Dai quali (dagli Israeliti) è venuto, secondo la carne, il Cristo, che è sopra tutte le cose Dio benedetto in eterno. Amen” (Rom. 9:5). Quindi Cristo Gesù, benché fu trovato nell’esteriore come un uomo, é l’Iddio che è benedetto per l’eternità.

Ÿ Paolo dice a Tito: “Aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Iddio e Salvatore, Cristo Gesù…” (Tito 2:13). Ora, il profeta Daniele chiamò Dio “il grande Iddio”, infatti dopo che parlò al re Nebucadnetsar gli disse: “Il grande Iddio ha fatto conoscere al re ciò che deve avvenire d’ora innanzi” (Dan. 2:45); Geremia fece lo stesso infatti disse: “Tu sei l’Iddio grande” (Ger. 32:18); Davide riconobbe che solo Dio è grande quando disse: “Sì, io conosco che l’Eterno è grande” (Sal. 135:5); quindi se Paolo ha chiamato Gesù “il nostro grande Iddio” significa che lui credeva fermamente che Cristo è Dio. Se Gesù non fosse stato Dio, e perciò se egli non fosse stato uguale a Dio, Paolo non lo avrebbe giammai chiamato “il nostro grande Iddio”, perché in tale modo avrebbe definito una creatura Dio, rendendosi colpevole di idolatria. Ricordatevi che Paolo era un Giudeo di nascita che sapeva molto bene che Dio aveva detto: “Non avere altri dii nel mio cospetto” (Es. 20:3), e perciò non si sarebbe mai permesso, se Gesù Cristo fosse stato solo un uomo, di chiamarlo “il nostro grande Iddio”. Anche il fatto che Paolo abbia chiamato Gesù Cristo “il nostro Salvatore” mostra che Egli credeva che Egli era Dio. Egli sapeva che Dio aveva detto tramite Isaia: “Non v’é Salvatore fuori di me” (Is. 45:21), eppure Egli non chiamò “nostro Salvatore” solo Dio Padre (in Tito dice: “La predicazione che è stata a me affidata per mandato di Dio, nostro Salvatore” [Tito 1:3], e a Timoteo dice: “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per comandamento di Dio nostro Salvatore” [1 Tim. 1:1], e: “Abbiamo posto la nostra speranza nell’Iddio vivente, che é il Salvatore di tutti gli uomini, principalmente dei credenti” [1 Tim. 4:10]) ma anche il suo Figliuolo Gesù Cristo secondo che è scritto in Tito: “Grazia e pace da Dio Padre e da Cristo Gesù, nostro Salvatore” (Tito 1:4).

Ÿ L’apostolo Pietro ha chiamato anche lui Gesù Cristo “il nostro Dio e Salvatore”, infatti all’inizio della sua seconda epistola è scritto: “Simon Pietro, servitore e apostolo di Gesù Cristo, a quelli che hanno ottenuto una fede preziosa quanto la nostra nella giustizia del nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo” (2 Piet. 1:1). Anche lui come Paolo sapeva che esiste solo un Dio ed un solo Salvatore ma chiamò il Cristo che lui aveva conosciuto anche nei giorni della sua carne “nostro Dio e Salvatore”, perché Egli lo è.

Ÿ Nel libro degli Atti degli apostoli tra le parole che Paolo rivolse agli anziani della chiesa di Efeso vi sono queste: “Badate a voi stessi e a tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha costituiti vescovi, per pascere la chiesa di Dio, la quale egli ha acquistata col proprio sangue” (Atti 20:28). Ora, in queste parole è detto che Dio ha acquistato la sua chiesa con il suo sangue, il che a prima vista parrebbe incredibile perché sappiamo che non è Dio che è morto sulla croce ed ha versato il suo sangue per noi, ma il suo unigenito Figliuolo. Ma esaminando attentamente questo passo e confrontandolo con altri passi della Scrittura noteremo che qui Paolo si riferisce al Figliuolo di Dio e non a Dio il Padre il quale nei giorni della carne del suo Figliuolo continuava ad essere assiso sul suo trono nel cielo. Ricordatevi che quando Toma disse a Gesù: “Signor mio e Dio mio” (Giov. 20:28), ammise implicitamente che il suo Dio era morto sulla croce, che aveva sparso il suo sangue per comprarci con esso, e poi era risorto; ma badate che non è che con quelle parole ammise che Dio Padre era morto sulla croce; dico questo per farvi comprendere che c’è sempre da fare una chiara distinzione tra Dio Padre e Dio Figliuolo. Sono due persone unite e della medesima sostanza da ogni eternità, ma nello stesso tempo diverse tra loro e devono essere nominate separatamente al fine di non scambiare l’una per l’altra. In conclusione, Gesù Cristo è l’Iddio che, secondo le parole di Paolo, ha comprato la sua chiesa con il suo sangue.

Ÿ Nella epistola agli Ebrei é scritto: “Dice del Figliuolo: Il tuo trono, o Dio, é ne’ secoli dei secoli..” (Ebr. 1:8). Anche da queste parole tratte dal quarantacinquesimo salmo si comprende chiaramente che il Figliuolo é Dio, e non un dio.

Ÿ Sempre in questa lettera è scritto: “E quando di nuovo introduce il Primogenito nel mondo, dice: Tutti gli angeli di Dio l’adorino” (Ebr. 1:6). Ora, noi sappiamo che gli angeli adorano solo Dio secondo che è scritto: “L’esercito de’ cieli t’adora” (Neh. 9:6); quindi, siccome gli angeli sanno che si deve adorare solo Dio (l’angelo di Gesù che apparve a Giovanni sull’isola di Patmo, quando vide che Giovanni si prostrò davanti a lui per adorarlo gli disse: “Guàrdati dal farlo… Adora Iddio!” [Ap. 22:9]) essi sanno e riconoscono che Gesù Cristo è Dio. E poi se Dio Padre ha ordinato ai suoi angeli di adorare il suo Figliuolo vuole dire che Egli stesso riconosce in Cristo Gesù la seconda persona della Divinità. Se Gesù non fosse Dio, il Padre non avrebbe giammai ordinato ai suoi angeli di adorarlo.

Ÿ Matteo dice che i magi “entrati nella casa, videro il fanciullino con Maria sua madre; e prostratisi, lo adorarono…” (Matt. 2:11). Queste parole attestano che Gesù era Dio anche quando era in fasce, perché i magi venuti dall’Oriente gli rivolsero l’adorazione dovuta solo a Dio.

Ÿ Lo stesso apostolo dice alla fine del Vangelo da lui scritto che le donne accostatesi a Gesù risorto “gli strinsero i piedi e l’adorarono” (Matt. 28:9), e poi che i discepoli “andarono in Galilea sul monte che Gesù avea loro designato. E vedutolo, l’adorarono” (Matt. 28:16-17). Ora, siccome che è scritto nella legge: “Adora il Signore Iddio tuo, ed a lui solo rendi il culto” (Matt. 4:10), di conseguenza Cristo era Dio. Se il Figliuolo non fosse stato Dio non solo Egli non sarebbe stato degno di essere adorato, ma anche avrebbe Egli stesso ripreso sia le donne che i suoi discepoli quando lo adorarono. Ricordatevi che Gesù non si tirò mai indietro dal riprendere i suoi quando questi lo meritarono; Egli sgridò Giacomo e Giovanni quando gli chiesero se voleva che dicessero di fare scendere il fuoco dal cielo per divorare quei Samaritani che non lo avevano ricevuto perché era diretto a Gerusalemme (cfr. Luca 9:51-56); e riprese Pietro perché questi non voleva che lui soffrisse e morisse (cfr. Matt. 16:22-23). Quindi se i suoi discepoli, adorandolo, si fossero resi colpevoli di idolatria Gesù li avrebbe sgridati e gli avrebbe detto: ‘Adorate Iddio!’; il fatto invece che Egli accettò la loro adorazione conferma che Gesù era Dio e non solo uomo.

Ÿ Paolo dice ai Filippesi: “Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini….” (Fil. 2:5-7). In questa maniera Paolo ha confermato sia che Cristo Gesù era uguale a Dio, e sia che Egli come Figliuolo di Dio era presso il Padre avanti la fondazione del mondo.

Ÿ Nella lettera agli Ebrei è scritto: “Ma voi siete venuti… a Dio, il Giudice di tutti” (Ebr. 12:22,23). Dio in questo caso è chiamato il Giudice di tutti; ma anche il Figliuolo è il Giudice di tutti perché Pietro ha detto di lui “ch’egli è quello che da Dio è stato costituito Giudice dei vivi e dei morti” (Atti 10:42). Perciò dato che sappiamo che il giudicio appartiene all’Eterno, cioè al solo e vero Dio, e a nessun’altro, Gesù Cristo è Dio.

Gesù quale Figliuol dell’uomo fu fatto poco minor di Dio

Come voi ben sapete Gesù Cristo è chiamato il Figliuol dell’uomo perché egli, pur essendo il Figlio di Dio, nacque secondo la carne da una donna. Egli, oltre ad essere il vero Dio secondo che è scritto: “In lui si compiacque il Padre di far abitare tutta la pienezza” (Col. 1:19), era anche un vero uomo, con un corpo umano come il nostro. Quindi, avendo egli un corpo come il nostro, doveva mangiare, bere, dormire, come noi. Ora, la natura umana di Gesù Cristo emerge dalle seguenti Scritture che noi paragoneremo con delle altre che si riferiscono a Dio e ciò al solo fine di farvi comprendere che Gesù come Figliuol dell’uomo era di poco minore a Dio secondo che è scritto nei Salmi: “Tu l’hai fatto poco minor di Dio” (Sal. 8:5).

Ÿ Giovanni dice: “Gesù dunque, stanco del cammino, stava così a sedere presso la fonte” (Giov. 4:6), quindi Gesù si stancò. Ma noi sappiamo che in Isaia é scritto di Dio che “Egli non s’affatica e non si stanca” (Is. 40:28); ma questo non ci spinge a dire che Gesù nei giorni della sua carne non era Dio, perché quella sua stanchezza era dovuta al fatto che Egli aveva un corpo umano soggetto a dei limiti.

Ÿ Matteo dice: “Ed essendo egli entrato nella barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco farsi in mare una così gran burrasca, che la barca era coperta dalle onde; ma Gesù dormiva” (Matt. 8:23-24); mentre nei Salmi è detto che “colui che protegge Israele non sonnecchierà né dormirà” (Sal. 121:4). Ora, sulla barca, in quell’occasione il Figlio di Dio dormiva e questo perché aveva un corpo che si stancava ed aveva bisogno di riposo. Notate che Matteo dice che Gesù dormiva, ma non che Dio dormiva perché Dio non può mettersi a dormire. Ma benché Gesù dormì noi non diciamo che Gesù non era Dio e questo perché sappiamo che il Figliuolo, essendo nell’esteriore come uomo, aveva bisogno pure di dormire.

Ÿ Gesù disse: “Ma quant’é a quel giorno ed a quell’ora nessuno li sa, neppure gli angeli dei cieli, neppure il Figliuolo, ma il Padre solo” (Matt. 24:36). Ora, noi sappiamo che “l’Eterno è un Dio che sa tutto” (1 Sam. 2:3), quindi come mai Gesù Cristo che era Dio disse di non sapere né il giorno e né l’ora della sua seconda venuta? La ragione è perché egli era anche un uomo.

Non c’é quindi da meravigliarsi se Gesù prima di morire disse ai suoi discepoli: “Se voi m’amaste, vi rallegrereste ch’io vo al Padre, perché il Padre é maggiore di me” (Giov. 14:28), perché Egli come Figliuol dell’uomo era inferiore a Dio Padre secondo che é scritto nei Salmi: “Tu l’hai fatto poco minor di Dio” (Sal. 8:5), ed in quest’occasione parlò come Figliuol dell’uomo. Le suddette parole dunque che i Testimoni di Geova prendono per negare la divinità di Gesù Cristo ossia: “Il Padre è maggiore di me…” ricevono da loro una errata interpretazione perché queste parole di Gesù messe a confronto con molte altre parole di Gesù, con delle parole degli apostoli e con quelle dei profeti attestanti in una maniera o nell’altra la sua divinità annullano palesemente quella loro interpretazione. Certo, ogni qualvolta parliamo della natura umana che assunse il Figlio di Dio pur rimanendo Dio tutti i giorni della sua carne, riconosciamo di parlare di qualcosa che non comprendiamo appieno; ma ciò non ci impedisce affatto né di crederlo e neppure di proclamarlo. “Senza contraddizione, grande é il mistero della pietà” (1 Tim. 3:16). A Cristo Gesù, nostro Dio e Salvatore, sia la gloria ora e in eterno. Amen. (tratto dal sito ‘la nuova via’)

7 Comments

  1. gracias hermano
    que Dios te bendiga.
    cuidate mucho!!

  2. Ciao. Aggiungi anche me nela tua lista nera. Citi Scritture a raffica per sostenere le tue idee preconfezionate. Paolo scrive in 1Timoteo che vi è un solo Dio ed un solo mediatore fra Dio e gli Uomini, Cristo Gesù, uomo. Questo bisogna testimoniare nel tempo.
    Lo chiama mediatore e uomo. Tu testimoni altro. Non corrispondi ai fatti.

    • Gesù era vero uomo e vero DIO benedetto in eterno, uno con il Padre. Leggiti bene la confutazione nell’articolo.

  3. Invito il titolare di questo spazio web ad argomentare nel sito che lui critica perchè facile parlarsi sa soli. Per criticare occorre avere argomentazioni serie. In ogni caso ci deve anche essere rispetto per il credo altrui. Così sembra uno che se la suona e se la canta da solo.

    Costui deve dimostrare dove stanno i vani ragionamenti e se i suoi sono migliori. Poi ognuno è libero di chiacchierare anche sul web… e per libertà di pensiero e di credo … ognuno creda ciò che gli sembra giusto. Saluti

    • Qualsiasi ragionamento che si eleva contro la divinità di Cristo è un VANO RAGIONAMENTO perchè Gesù Cristo è DIO benedetto in eterno, e ciò, è attestato dalla somma della Parola di DIO.Comunque non si può credere a quello che ci ‘sembra giusto’ ma bisogna credere fermamente a quello che è scritto nella somma della parola di DIO. Al bando le ciance e le parole inutili! Bisogna andare e rimanere nella Sacra Scrittura.

      • Salve, io sono un teologo cattolico e biblista, in quanto tale riconosco la divinità di Gesù Cristo. Ma non posso fare a meno di chiedermi perchè si debba sempre porre l’accento su ciò che divide! Abbiamo una Scrittura che ci unisce? Guardiamo a quella con umiltà e senza la presunzione di possedere la verità. Non serve a nulla estrapolare una frase della Scrittura dal suo contesto per sostenere una tesi piuttosto che un’altra … questo è solo un violentare la Scrittura stessa. Forse sarebbe il caso di arrivare ad un confronto semplice, pacifico e soprattutto rispettosi gli uni degli altri. Leggere e comprendere insieme la Scrittura, fiduciosi che essa sa parlare all’uomo, la crescita viene sempre dal sapersi confrontare … Le parole di nessun uomo possono essere definite ciance o parole inutili … fossero anche parole sbagliate … sempre, in qualsiasi caso l’incontro con “l’altro” deve essere occasione per entrambi. Altrimenti rischiamo di allontanarci gli uni dagli altri e mi pare che questo non sia rispondente alla parola evangelica.

        • Salve, non è possibile essere uniti quando ci sono delle eresie e delle menzogne contro la verità. L’unione è possibile soltanto quando la parola di DIO è amata per INTERA e non soltanto per qualche dottrina.
          E certamente le parole contro la verità sono ciance e parole inutili perché nulla si può contro la verità. Anzi le parole contro la verità, oltre ad essere ciance, sono pure dannose perché possono portare altre persone ad accettarle e a crederle.
          Gesù non è venuto solo ad unire ma anche a dividere. Ed è necessario che fra i credenti ci sia divisione affinché siano manifestati coloro che sono approvati.

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