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I calunniatori

che-bugiardi

Fratelli nel Signore, mi sono trovato costretto a scrivervi sui calunniatori e le loro calunnie perchè in questi ultimi tempi si stanno moltiplicando contro di noi.

E per spiegarvi la ragione per cui molti ricorrono alla calunnia o alla diffamazione contro di noi, voglio ricordarvi queste parole scritte negli Atti degli Apostoli:

“Or Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva gran prodigî e segni fra il popolo. Ma alcuni della sinagoga detta dei Liberti, e de’ Cirenei, e degli Alessandrini, e di quei di Cilicia e d’Asia, si levarono a disputare con Stefano; e non potevano resistere alla sapienza e allo Spirito con cui egli parlava. Allora subornarono degli uomini che dissero: Noi l’abbiamo udito dir parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio. E commossero il popolo e gli anziani e gli scribi; e venutigli addosso, lo afferrarono e lo menarono al Sinedrio; e presentarono dei falsi testimoni, che dicevano: Quest’uomo non cessa di proferir parole contro il luogo santo e contro la legge. Infatti gli abbiamo udito dire che quel Nazareno, Gesù, distruggerà questo luogo e muterà gli usi che Mosè ci ha tramandati” (Atti 6:8-14).

Dunque, come potete vedere, quei Giudei ribelli nel momento che si accorsero di non poter resistere alle parole di Stefano che erano parole sagge inconfutabili, istigarono degli uomini che accusarono Stefano di qualche cosa che egli non aveva fatto e detto. Subornare infatti significa ‘istigare qualcuno a violare un proprio dovere’ o ‘corrompere un testimone o un perito attraverso promesse e offerte di denaro’.

Lo scopo era quello di portare Stefano davanti al Sinedrio e farlo condannare a morte, perchè per la bestemmia contro Dio c’era la pena di morte secondo la legge di Mosè (Numeri 24:10-16). E riuscirono nel loro intento, infatti poi alla fine Stefano fu lapidato.

E non sta forse accadendo ancora oggi la stessa cosa? Non è forse vero che ci sono di quelli che essendosi visti confutati pubblicamente, e quindi non avendo nulla di biblicamente convincente da ribattere, hanno ricorso alla calunnia o diffamazione contro chi li ha confutati, ed hanno messo in giro accuse inventate – perchè le calunnie non sono altro che accuse inventate per diffamare o screditare qualcuno – che quindi non si basano su delle prove? D’altronde, la calunnia o la diffamazione è un’arma che i ribelli e i seduttori di menti hanno sempre usato nei confronti di coloro che gli hanno turato la bocca e questo per tenere lontane le persone dalla verità che essi invece nascondono o contrastano.

Non è forse vero che i Giudei ribelli, in particolare gli scribi e i Farisei, calunniarono anche Gesù dicendo che cacciava i demoni per l’aiuto di Beelzebub (Matteo 12:24), che era un mangione e un beone e un amico dei pubblicani e dei peccatori (Matteo 11:19), che era lui stesso un peccatore (Giovanni 9:24), uno che traviava la moltitudine (Giovanni 7:12), e finanche uno che vietava di pagare i tributi a Cesare (Luca 23:2)?

E non è forse vero che anche l’apostolo Paolo e i suoi collaboratori furono calunniati da taluni che gli attribuirono la massima «facciamo il male affinché ne venga il bene» (Romani 3:8)?
Quindi, la cosa non ci meraviglia affatto.

Ribadiamo quindi che i calunniatori si riconoscono da questo, e cioè che a sostegno delle loro accuse non portano nessuna prova, o magari portano prove false come per esempio testimoni falsi, e questo perchè le cose di cui loro accusano le loro vittime, non sono vere e perciò non possono essere provate.

E quindi costoro sono degli stolti, secondo che è scritto:

“Chi spande la calunnia è uno stolto” (Proverbi 10:18).

Anzi, diciamo anche questo: costoro sono quelli che fanno l’opera del diavolo che è il calunniatore, difatti la parola greca ‘diabolos’ tradotta in italiano con diavolo significa ‘calunniatore’ o ‘colui che divide’.

Ecco dunque chi sono coloro che fanno l’opera dell’accusatore dei fratelli, quelli che lanciano accuse inventate, non provate, che hanno come obbiettivo premeditato quello di distruggere la reputazione del calunniato e di allontanare le persone da lui.

A riguardo di queste persone, vi ricordo che secondo la legge di Mosè, che è santa, giusta e buona, coloro che calunniavano il loro prossimo, una volta appurata la loro calunnia o diffamazione, dovevano essere puniti dai giudici.

Per esempio la legge dice:

“Quando un testimonio iniquo si leverà contro qualcuno per accusarlo d’un delitto, i due uomini fra i quali ha luogo la contestazione compariranno davanti all’Eterno, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in que’ giorni. I giudici faranno una diligente inchiesta; e se quel testimonio risulta un testimonio falso, che ha deposto il falso contro il suo fratello, farete a lui quello ch’egli avea intenzione di fare al suo fratello. Così torrai via il male di mezzo a te. Gli altri l’udranno e temeranno, e d’allora in poi non si commetterà più in mezzo a te una simile malvagità. L’occhio tuo non avrà pietà: vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (Deuteronomio 19:16-21),

ed anche:

“Se un uomo sposa una donna, coabita con lei e poi la prende in odio, l’accusa di cose turpi e la diffama, dicendo: ‘Ho preso questa donna, e quando mi sono accostato a lei non l’ho trovata vergine’, il padre e la madre della giovane prenderanno i segni della verginità della giovane e li produrranno dinanzi agli anziani della città, alla porta; e il padre della giovane dirà agli anziani: ‘Io ho dato la mia figliuola per moglie a quest’uomo; egli l’ha presa in odio, ed ecco che l’accusa di cose infami, dicendo: Non ho trovata vergine la tua figliuola; or ecco qua i segni della verginità della mia figliuola’. E spiegheranno il lenzuolo davanti agli anziani della città. Allora gli anziani di quella città prenderanno il marito e lo castigheranno; e siccome ha diffamato una vergine d’Israele, lo condanneranno a un’ammenda di cento sicli d’argento, che daranno al padre della giovane. Ella rimarrà sua moglie ed egli non potrà mandarla via per tutto il tempo della sua vita” (Deuteronomio 22:13-19).

Peraltro anche secondo le leggi dello Stato, la calunnia è un reato e viene punito.

E badate che quand’anche non fossero puniti da un giudice terreno, sicuramente i calunniatori o diffamatori verranno puniti da Dio, perchè è scritto che “l’Eterno è lento all’ira, è grande in forza, ma non tiene il colpevole per innocente” (Nahum 1:3).

I calunniatori quindi devono sapere che arriva il giorno in cui Dio renderà loro secondo le loro opere, il che significa che il male fatto dalle loro lingue ricadrà sul loro capo.

Dunque, fratelli, nel momento in cui sentite delle specifiche accuse contro qualcuno e l’accusatore non è in grado o si rifiuta di fornire le prove a sostegno delle sue accuse, o fornisce prove false e testimoni falsi, dovete sapere che siete davanti ad un calunniatore o diffamatore, e quindi lo dovete immediatamente togliere dal vostro mezzo, perchè è scritto che con uno che chiamandosi fratello è un oltraggiatore non dobbiamo neppure mangiare ma deve essere tolto di mezzo a noi (1 Corinzi 5:9-12).

Non abbiate niente a che fare con i calunniatori.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

tratto da: http://giacintobutindaro.org/2011/12/20/i-calunniatori/

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