Pages Menu
TwitterFacebook
Categories Menu

Posted by | 0 comments

I nemici della croce che sono in mezzo alla Chiesa

 

L’apostolo Paolo scrive ai santi di Filippi:

“Siate miei imitatori, fratelli, e riguardate a coloro che camminano secondo l’esempio che avete in noi. Perché molti camminano (ve l’ho detto spesso e ve lo dico anche ora piangendo), da nemici della croce di Cristo; la fine de’ quali è la perdizione, il cui dio è il ventre, e la cui gloria è in quel che torna a loro vergogna; gente che ha l’animo alle cose della terra” (Filippesi 3:17-19).


La maniera in cui Paolo introduce nella sua epistola i nemici della croce ci mostra che essi erano in mezzo alla Chiesa, e che siccome i santi avrebbero potuto rimanere ingannati da essi e mettersi ad imitarli, Paolo li scongiura a non imitarli affatto ma ad imitare lui e i suoi collaboratori che invece si conducevano in maniera degna del Vangelo di Cristo e quindi erano un esempio da imitare per tutta la fratellanza. Ecco perchè Paolo poteva dire ai santi di Corinto:

“Noi non diamo motivo di scandalo in cosa alcuna, onde il ministerio non sia vituperato; ma in ogni cosa ci raccomandiamo come ministri di Dio per una grande costanza, per afflizioni, necessità, angustie, battiture, prigionie, sommosse, fatiche, veglie, digiuni; per purità, conoscenza, longanimità, benignità, per lo Spirito Santo, per carità non finta; per la parola di verità, per la potenza di Dio; per le armi di giustizia a destra e a sinistra, in mezzo alla gloria e all’ignominia, in mezzo alla buona ed alla cattiva riputazione; tenuti per seduttori, eppur veraci; sconosciuti, eppur ben conosciuti; moribondi, eppur eccoci viventi; castigati, eppur non messi a morte; contristati, eppur sempre allegri; poveri, eppure arricchenti molti; non avendo nulla, eppur possedenti ogni cosa!” (2 Corinzi 6:3-10),

ed a quelli di Filippi:

“Le cose che avete imparate, ricevute, udite da me e vedute in me, fatele; e l’Iddio della pace sarà con voi” (Filippesi 4:9).


Non era la prima volta che Paolo avvertiva i santi di Filippi dai nemici della croce di Cristo, e difatti dice che glielo aveva detto spesso, e questa volta glielo diceva piangendo, il che sta a mostrare il vero amore di cui era pieno il cuore di Paolo verso i santi, perchè lui ci teneva ai santi, al loro benessere spirituale. Queste lacrime di Paolo ci ricordano che lui serviva Dio anche con le lacrime.


Ma chi sono questi ‘molti che camminano da nemici della croce di Cristo’? Ovviamente persone che si dichiarano Cristiani o discepoli di Cristo, e quindi parlano di Gesù ma rifiutano di seguire le orme di Gesù Cristo e quindi di osservare i suoi insegnamenti. Notate infatti che Paolo dice che “camminano da nemici della croce di Cristo” ossia ‘si comportano da nemici della croce di Cristo’. Quindi fanno professione di seguire e servire Cristo, ma nei fatti rinnegano ciò conducendosi da nemici della croce di Cristo e quindi sono nemici di Cristo, perchè i nemici della croce di Cristo sono per forza di cose nemici di Cristo.


E costoro effettivamente lo sono perchè Paolo dice di loro che il loro dio è il ventre, e quindi non servono l’unico vero Dio, l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, ma il loro stomaco, e quindi amano e servono Mammona. E se amano e servono Mammona, vuol dire che disprezzano Dio, perchè Gesù ha detto:

“Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona” (Matteo 6:24).

Costoro sono “uomini corrotti di mente e privati della verità, i quali stimano la pietà esser fonte di guadagno” (1 Timoteo 6:5), e che languono intorno a questioni e dispute di parole, dalle quali nascono invidia, contenzione, maldicenza, cattivi sospetti, e acerbe discussioni, perchè essi insegnano una dottrina diversa e non si attengono alle sane parole di Cristo Gesù e alla dottrina che è secondo pietà. Ecco perchè con costoro non c’è alcuna comunione, perchè non insegnano e non praticano la sana dottrina di Dio che è secondo pietà. Si sono fatti una dottrina tutta loro, che soddisfa e giustifica la loro cupidigia e che procede dal diavolo. Cercano ovviamente di farla passare per dottrina di Dio per poter ingannare gli uomini, ma coloro che conoscono Dio ed hanno intendimento sanno che la loro dottrina non è da Dio.


Paolo definisce costoro anche “gente che ha l’animo alle cose della terra”, e non potrebbe essere altrimenti visto e considerato che servono il loro ventre. E quindi essi non hanno l’animo alle cose di sopra come comanda di fare la Scrittura:

“Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra; poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3:2-3).

Vogliono arricchire, vogliono darsi alle concupiscenze mondane, perchè camminano secondo i desideri della carne che sono contrari a quelli dello Spirito. (Lo Spirito di Dio infatti ci spinge e conduce ad essere contenti delle cose che abbiamo, ad astenerci dalle concupiscenze mondane, per vivere in questo mondo temperatamente, giustamente e piamente, ma la carne rigetta il sentimento dello Spirito e spinge a comportarsi in maniera contraria). E costoro rigettano la croce di Cristo in quanto la croce di Cristo non ci parla solo della morte di Gesù per i nostri peccati ma anche della morte del cristiano al mondo, e quella del mondo per il Cristiano, come dice Paolo:

“Ma quanto a me, non sia mai ch’io mi glorî d’altro che della croce del Signor nostro Gesù Cristo, mediante la quale il mondo, per me, è stato crocifisso, e io sono stato crocifisso per il mondo” (Galati 6:14),

e quindi ci parla del rifiuto di conformasi al mondo e di amarlo, mentre costoro non ne vogliono sentire parlare di non conformarsi al mondo e di non amarlo. Sono conformisti e amanti del mondo, e si oppongono a tutti quei Cristiani che parlano di rinunzie da fare per amore di Cristo i quali vengono da costoro etichettati come ‘legalisti’, ‘fanatici’ e ‘esagerati’. Ecco dunque perchè hanno in avversione la croce di Cristo, perchè vogliono servire il peccato ed essere così amici del mondo. Non fatevi ingannare dal fatto che nei loro discorsi talvolta menzionano la croce di Cristo, perchè nei fatti loro quella croce la disprezzano ed avversano profondamente e con essa disprezzano e avversano anche quelli che si gloriano della croce di Cristo e camminano da amici di essa, ossia camminano seguendo le orme degli apostoli.


E che sia così è confermato pienamente dal fatto che questi ribelli non vogliono che la Chiesa sia perseguitata per la croce di Cristo. Sì, essi parlano della croce ma non vogliono che i santi siano perseguitati a motivo della croce di Cristo, e questo perchè loro in effetti la disprezzano e quindi non ne vogliono proprio sentire parlare di persecuzioni da subire per la croce di Cristo, e men che meno di doversi compiacere in esse, come diceva che faceva l’apostolo Paolo:

“Per questo io mi compiaccio in debolezze, in ingiurie, in necessità, in persecuzioni, in angustie per amor di Cristo; perché, quando son debole, allora sono forte” (2 Corinti 12:10).

Essi considerano la persecuzione contro i Cristiani un disonore o una cosa inammissibile per la Chiesa perchè sono nemici della croce di Cristo, perchè se fossero amici della croce si glorierebbero e si rallegrerebbero che i santi vengono perseguitati a cagione di Cristo, e considererebbero un onore l’essere perseguitati a cagione della croce di Cristo. Ma appunto, il loro carattere di nemici della croce di Cristo impedisce loro di comportarsi come gli apostoli che quando furono battuti a motivo della croce, “se ne andarono dalla presenza del Sinedrio, rallegrandosi d’essere stati reputati degni di esser vituperati per il nome di Gesù” (Atti 5:40), e esortavano i santi perseguitati a rallegrarsi a motivo delle persecuzioni che subivano, come Pietro per esempio che diceva agli eletti:

“Anzi, in quanto partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevene, affinché anche alla rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi giubilando. Se siete vituperati per il nome di Cristo, beati voi! perché lo Spirito di gloria, lo Spirito di Dio, riposa su voi. Nessun di voi patisca come omicida, o ladro, o malfattore, o come ingerentesi nei fatti altrui; ma se uno patisce come Cristiano, non se ne vergogni, ma glorifichi Iddio portando questo nome” (1 Pietro 4:13-16).


Paolo dice di costoro che la loro gloria è in quel che torna a loro vergogna, e questo perchè questa gente si gloria di cose di cui invece bisogna vergognarsi. Sono persone dalla faccia tosta, spudorati, temerari, che invece di vergognarsi si vantano delle loro cose storte e perverse che insegnano e fanno.
Ed infine Paolo dice di costoro che la loro fine è la perdizione. Perchè questo? Perchè servendo il loro ventre e avendo l’animo alle cose della terra, mostrano che disprezzano Dio e la Sua Parola. Costoro sono certamente amici del mondo, per cui sono nemici di Dio, in quanto la Scrittura dice:

“O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4).

E che fine faranno i nemici di Dio? Ce lo dice la Scrittura in questi termini:

“Poiché, ecco, i tuoi nemici, o Eterno, ecco, i tuoi nemici periranno” (Salmo 92:9) ed ancora: “O Eterno, la tua mano è levata, ma quelli non la scorgono! Essi vedranno lo zelo che hai per il tuo popolo, e saranno confusi; il fuoco divorerà i tuoi nemici” (Isaia 26:11).


Guardatevi e ritiratevi dai nemici della croce di Cristo, a cagione dei quali la via della verità viene diffamata.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

tratto da: http://giacintobutindaro.org/2013/02/12/i-nemici-della-croce-che-sono-in-mezzo-alla-chiesa/

Rispondi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo:
Leggi altro:
OLYMPUS DIGITAL CAMERA
Giudizio di DIO su Oklahoma City

‘Il violento tornado...

bibbia
Riflessione su passaggi biblici: 1 Tm 2:4

  "il quale vuole ch...

lode1
Il sacrificio della lode

"Per mezzo di lui, d...

Chiudi