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La santificazione: sull’idolatria

idoli-chiesa-cattolica-romanaLa sacra Scrittura ci ordina di guardarci dall’idolatria Paolo dice infatti: “Fuggite l’idolatria” (1 Cor. 10:14) e Giovanni alla fine della sua prima epistola dice: “Figliuoletti, guardatevi dagl’idoli” (1 Giov. 5:21). Vediamo ora come si manifesta l’idolatria al fine di comprendere che cosa nella pratica non dobbiamo fare per non diventare agli occhi di Dio degli idolatri.

Al monte Sinai mentre Mosè si trovava sul monte il popolo non vedendolo arrivare disse ad Aaronne: “Orsù, facci un dio, che ci vada dinanzi; poiché, quanto a Mosè, a quest’uomo che ci ha tratto dal paese d’Egitto, non sappiamo che ne sia stato’. E Aaronne rispose loro: ‘Staccate gli anelli d’oro che sono agli orecchi delle vostre mogli, dei vostri figliuoli e delle vostre figliuole, e portatemeli’. E tutto il popolo si staccò dagli orecchi gli anelli d’oro e li portò ad Aaronne, il quale li prese dalle loro mani, e, dopo averne cesellato il modello, ne fece un vitello di getto. E quelli dissero: ‘O Israele, questo è il tuo dio che ti ha tratto dal paese d’Egitto!’ Quando Aaronne vide questo, eresse un altare davanti ad esso, e fece un bando che diceva: ‘Domani sarà festa in onore dell’Eterno!’ E l’indomani, quelli si levarono di buon’ora, offrirono olocausti e recarono de’ sacrifizi di azioni di grazie; e il popolo si adagiò per mangiare e bere, e poi si alzò per divertirsi” (Es. 32:1-6). L’apostolo Paolo prendendo questo esempio di idolatria del popolo d’Israele dice ai Corinzi: “Or queste cose avvennero per servir d’esempio a noi, onde non siam bramosi di cose malvage, come coloro ne furon bramosi; onde non diventiate idolatri come alcuni di loro, secondo che è scritto: Il popolo si sedette per mangiare e per bere, poi s’alzò per divertirsi” (1 Cor. 10:6-7). Ma perché non dobbiamo farci degli idoli per rendergli il culto? Perché gli idoli provocano ad ira e a gelosia il nostro Dio che è ‘il Geloso’ che vuole che il culto sia reso solo a Lui. E difatti il popolo d’Israele facendosi degli idoli nel deserto e rendendogli il culto provocò ad ira e a gelosia Dio secondo che è scritto: “Essi m’han mosso a gelosia con ciò che non è Dio, m’hanno irritato coi loro idoli vani” (Deut. 32:21). Ecco perché Dio disse ad Israele: “Non ti fare scultura alcuna, né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose, e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione…” (Es. 20:4-5) ed ancora: “Or dunque, siccome non vedeste alcuna figura il giorno che l’Eterno vi parlò in Horeb in mezzo al fuoco, vegliate diligentemente sulle anime vostre, affinché non vi corrompiate e vi facciate qualche immagine scolpita, la rappresentazione di qualche idolo, la figura d’un uomo o d’una donna, la figura di un animale tra quelli che son sulla terra, la figura d’un uccello che vola nei cieli, la figura d’una bestia che striscia sul suolo, la figura d’un pesce che vive nelle acque sotto la terra…” (Deut. 4:15-18). Come si può ben vedere tra le sculture e le immagini vietate da Dio ci sono pure quelle di uomini e di donne, a riprova questo che sono idoli non solo le sculture e le immagini che rappresentano degli animali, ma anche quelle che rappresentano un uomo e una donna, quindi anche una statua o una immagine che rappresenta Gesù, Paolo, o Maria sono degli idoli. Come ben sappiamo però i Cattolici romani non li chiamano idoli e non vogliono assolutamente che noi li chiamiamo idoli ma ‘immagini sacre’ perché loro dicono che essi non li adorano ma le venerano perché servono loro a ricordarsi di coloro che quelle statue e immagini rappresentano e imitarne così le virtù. E dato che questo ragionamento potrebbe insinuarsi pure tra di voi, fratelli vi dico che le cose non stanno affatto così; innanzi tutto perché Dio ha ordinato di non farsi scultura e immagine alcuna di qualsiasi cosa o persona o bestia non importa dove esse si trovano, e poi perché Egli ha detto di non servirle il che significa non pulirle, non portarle in giro, non mettergli davanti né candele e né fiori e non offrigli nessun sacrificio e non onorarle in nessuna maniera, tutte cose che una volta che la statua o l’immagine è stata fatta sono inevitabili che avvengono infatti abbiamo visto che gli Israeliti dopo essersi fatti il vitello d’oro lo adorarono e gli offrirono dei sacrifici. E che nessuno fra voi pensi che servendo una statua o un immagine il servizio verrebbe reso a Dio perché ciò non è vero; anzi il servizio verrebbe reso ai demoni che si celano dietro qualsiasi idolo. L’apostolo Paolo ha detto infatti che “le carni che i Gentili sacrificano, le sacrificano ai demonî e non a Dio” (1 Cor. 10:20): la stessa cosa si può dire di qualsiasi servizio o sacrificio reso ad una statua o a una immagine; esso è offerto ai demoni e non a Dio. E quindi dobbiamo fuggire qualsiasi servizio o sacrificio reso ad una immagine o una statua cosiddetta sacra per non provocare a gelosia Dio. A riguardo dei sacrifici agli idoli faccio presente che come credenti siamo chiamati ad astenerci dalle cose sacrificate agli idoli (cfr. Atti 15: 20, 29; 1 Cor. 10:14-31), sia esse frutta, animali, dolci o altro, e questo perché quelle cose sono contaminate nei sacrifici agli idoli essendo offerte ai demoni e non a Dio. E quindi quando arriva la festa del cosiddetto patrono locale o nazionale ci si deve astenere da qualsiasi cosa venga fatta in onore di quell’uomo o di quella donna morti. Fratelli, se in casa vostra conservate ancora delle statue o delle immagini della chiesa cattolica romana, prendeteli e distruggeteli.

Non esistono però solo idoli fatti di legno, di gesso, o di pietra o di carta raffiguranti un animale o un’essere umano ma anche altri tipi di idoli. Per esempio quando un uomo comincia ad amare il denaro egli diventa un idolatra e quindi il denaro diventa il suo idolo; ecco perché Paolo ha detto che l’avaro è un idolatra (cfr. Ef. 5:5). Anche quando un uomo comincia ad amare un suo familiare più di Gesù Cristo egli diventa un idolatra; ecco perché Gesù ha detto: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me” (Matt. 10:37). E la stessa cosa si può dire di chi comincia ad amare il lavoro, o la propria casa, o la macchina o qualsiasi altro oggetto, più di Gesù Cristo. Chi fa così in verità non è degno di Gesù. Quindi per concludere fratelli, non provochiamo ad ira e a gelosia il nostro Dio con nessuna forma di idolatria. Sappiate che gli idolatri non erediteranno il regno di Dio ma saranno gettati nello stagno ardente di fuoco e di zolfo dove saranno tormentati per l’eternità (cfr. 1 Cor. 6:9; Ap. 21:8). Con uno che si dice fratello ed è un idolatra non ci si deve mischiare, anzi neppure mangiare (cfr. 1 Cor. 5:8-12). Temete Dio, fratelli, amatelo con tutto il vostro essere e rendetegli il culto in ispirito e verità fino alla fine dei vostri giorni. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

 

Tratto dal libro “La santificazione” di G. Butindaro

 

 

 

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