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Il Consiglio Generale delle ADI ha deciso che le ADI devono prendere anche loro le quote inespresse dell’8 per mille

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Il 1 dicembre 2011, nei locali dell’Istituto Evangelico Betania – Emmaus, Via Monte Amiata, 21/23, Fonte Nuova (Roma), si è tenuta la Riunione Plenaria del Consiglio Generale e dei Comitati di Zona delle Chiese Cristiane Evangeliche delle Assemblee di Dio in Italia, presenti tra gli altri il presidente delle ADI Felice Antonio Loria, il segretario Davide Di Iorio, il vicepresidente Vincenzo Specchi, e il tesoriere Giuseppe Tilenni.

Nel verbale che è stato redatto viene detto che

‘il Seggio di Presidenza spiega che le contribuzioni delle Chiese al Fondo Missioni sono odierna in passivo. I Conduttori a tempo pieno spesso s’impegnano eccessivamente in costosi luoghi di culto ed attrezzature e alle necessità personali d’integrazione del sussidio ricevuto dall’Opera’,

e che quindi

‘l’Assemblea conviene che è necessaria una contribuzione annuale delle Chiese proporzionale al numero di Credenti e dà incarico al Consiglio Generale di preparare un documento di proposta per il prossimo Convegno Pastorale’.

Vorrei che notaste come sostanzialmente viene detto che nelle ADI c’è uno spreco di denaro da parte dei pastori a tempo pieno in quanto costruiscono costosi locali di culto e comprano costose attrezzature! 

Inoltre – tra le altre cose – il Consiglio Generale delle ADI ha deciso di modificare l’Intesa con lo Stato su due punti (di cui uno è particolarmente importante perchè riguarda la loro posizione sulle scelte non espresse sull’8 per mille da parte dei contribuenti), infatti sempre in questo verbale si legge:

‘L’Assemblea approva all’unanimità D) Comunicazione dell’approvazione del Consiglio dei Ministri della modifica dell’Intesa con lo Stato Intesa tra la Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia (ADI), modificativa dell’Intesa firmata il 29 dicembre 1986 ed approvata con legge 22 novembre 1988, n. 517, “Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e le Assemblee di Dio in Italia” Preambolo – La Repubblica italiana e le Assemblee di Dio in Italia (ADI), visto l’art. 29 dell’intesa stipulata in data 29 dicembre 1986 ed approvata con legge 22 novembre 1988, n. 517; considerata l’opportunità di procedere alla sua modificazione; convengono di modificare l’intesa firmata il 29 dicembre 1986 con le seguenti disposizioni. Articolo 1 (Ripartizione della quota del gettito dell’IRPEF) 1. Al comma 1 dell’articolo 23 dell’intesa stipulata in data 29 dicembre 1986, le parole: “interventi sociali ed umanitari” sono sostituite dalle parole: “interventi sociali, assistenziali ed umanitari in Italia e all’estero”. 2. Il comma 2 dell’articolo 23 dell’intesa stipulata in data 29 dicembre 1986, è sostituito dal seguente: «2. Le destinazioni di cui al comma precedente vengono stabilite sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi, nel cui modulo le ADI verranno indicate con la denominazione “Chiese Cristiane E-vangeliche Assemblee di Dio in Italia – ADI”. In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, l’attribuzione delle somme relative viene effettuata in proporzione alle scelte espresse».

Quindi oltre ad avere aggiunto gli interventi ‘assistenziali’, il Consiglio Generale delle ADI ha modificato il precedente comma 2 dell’articolo 23 che diceva:

‘Le destinazioni di cui al comma 1 vengono stabilite sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi. In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, le ADI dichiarano di rinunciare alla quota relativa a tali scelte in favore della gestione statale, rimanendo tale importo di esclusiva pertinenza dello Stato‘ e lo ha reso così: ‘Le destinazioni di cui al comma precedente vengono stabilite sulla base delle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi, nel cui modulo le ADI verranno indicate con la denominazione “Chiese Cristiane E-vangeliche Assemblee di Dio in Italia – ADI”. In caso di scelte non espresse da parte dei contribuenti, l’attribuzione delle somme relative viene effettuata in proporzione alle scelte espresse‘.

Che dire? C’era da aspettarselo prima o poi. La sete di denaro infatti è enorme anche nelle ADI, e quindi in questa maniera potranno appieno soddisfarla perchè dalle quote inespresse arriveranno molti più soldi nelle casse delle ADI e diventeranno più ricche finanziariamente e il loro impero si espanderà.

Ben diceva l’apostolo Paolo:

“Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori” (1 Timoteo 6:9-10).

Fratelli che frequentate chiese ADI, questa è l’ennesima prova che le ADI stanno andando di male in peggio. Uscitevene e separatevene, per il vostro bene. Perchè costoro non ricercano il frutto che abbondi a conto vostro, ma i soldi.

Chi ha orecchi da udire, oda

Giacinto Butindaro

P.S. Per capire cosa è realmente l’8 per mille e il meccanismo con cui lo Stato italiano, attraverso la scelta dei contribuenti, devolve l’8‰ dell’intero gettito fiscale IRPEF allo Stato e ad alcune confessioni religiose, leggi questo mio scritto confutatorio ‘L’Intesa con lo Stato e l’8 per mille, ovvero quando la Chiesa fa il male per ricavarne del bene’.

[Tratto da: giacintobutindaro.org]

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