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Il gran risveglio sulle colline di Khasya

pinus_kesiya_forest_mtugoUn pomeriggio mi chiamò un’amica; aveva passato parecchi anni in India, dove aveva imparato le sue lezioni e maturato la sua esperienza. “Ho fatto parte del Grande Risveglio”, mi disse. “Io c’ero quando iniziò sulle colline di Khasya. Te lo racconterò”. Restammo insieme fino a mezzanotte parlando del potente lavoro del Sangue dell’Agnello e dello Spirito Santo mandato per risvegliare. Aveva una grande storia da raccontarmi che non avrei più dimenticato. Il suo volto si illuminò, mentre parlava degli avvenimenti meravigliosi che vide e sentì. Era il periodo del risveglio del Galles e con la posta arrivavano lettere che raccontavano di come Dio stava utilizzando un uomo per smuovere i principati; i peccatori erano convinti di peccato, interi villaggi e città furono convertiti e lo Spirito Santo stava lavorando con potenza. Erano stati presi da una fame e una sete per Dio. La missione alla quale appartenevano faceva parte della stessa chiesa del Galles coinvolta nel risveglio. In poco tempo realizzarono che questo era anche per loro e che la preghiera era vitale. Sentirono la potenza di Dio nelle lettere che ricevevano e niente avrebbe potuto soddisfarli tranne ottenere il risveglio.

La pentecoste era il loro bisogno, la pentecoste era quello che chiedevano e fu quello che ottennero. In una piccola cappella, dove pochi cristiani si ritrovavano per pregare, improvvisamente sentirono una potenza incredibile a cui tutti si arresero. Le loro voci divennero una sola e il rumore era così forte che i pagani del villaggio accorsero per vedere cosa succedeva e furono presi da gran timore. “Cosa è stata questa potenza?” chiesero. “Perché questi uomini sono con la faccia a terra?” Mentre parlavano di quello che stava accadendo, furono ammutoliti dallo Spirito Santo che si stava muovendo su di loro e incominciarono a piangere perché volevano essere salvati.

Il risveglio si espandeva da una stazione missionaria all’altra e la gloria di Dio fu rivelata a tutti. Per tutta la notte si continuò a cantare, a pregare e a lodare Dio. I missionari furono risvegliati e ottennero una vita nuova e questa mia amica missionaria mi disse:

“Non ho mai visto una gloria così, dovunque andassimo vedevamo lo Spirito Santo all’opera e ci ritrovavamo per raccontarci quello che sapevamo. Avevamo letto del risveglio in Galles, ma noi lo provammo sulle colline di Khasya. Il fuoco ci sciolse e ci unì tutti insieme; vedemmo il Signore e fu glorioso camminare con Lui”.

“Mi sembrava di essere in paradiso; il Signore mi aveva fatto provare un’estasi di gioia indescrivibile e un amore che non potevo esprimere. Io sapevo d’averlo trovato e Lui aveva trovato me, e lo Spirito Santo era arrivato per immergermi in Lui così d’abitare in Cristo per sempre”.

“Durante la  notte uscii dal mio letto e mi inginocchiai davanti al Signore per adorarlo e lodarlo. Il mio cuore era soddisfatto e la Sua presenza riempiva la stanza. L’indomani mattina prima di fare colazione, ci sedemmo attorno al tavolo cantando al Signore. Tutti i nostri discorsi erano su di Lui. Egli era venuto a noi in un modo intimo e reale. Dio ci aveva parlato e parlava ad altri attraverso noi. Ogni giorno ci arrivava notizia che altri venivano aggiunti alla Chiesa. La convinzione di peccato e il pentimento erano reali, e sapevamo di essere vissuti per quel tempo e tutto il mio essere gridava, ‘Gloria all’Altissimo!’ “

Mary Warburton Booth

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