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Io esalto e predico Gesù di Nazareth, il Cristo di Dio

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Gesù di Nazareth era conosciuto come il falegname, non portava vestimenti magnifici, non viveva nelle delizie, e non aveva dove posare il capo, perché era povero, e non aveva fatto studi, ma parlò come nessun altro ha mai parlato, fece cose che nessun altro ha mai fatto, non conobbe peccato e portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce ed “ha distrutto la morte e ha prodotto in luce la vita e l’immortalità mediante l’Evangelo” (2 Timoteo 1:10), ed ora è seduto alla destra di Dio nei luoghi altissimi, perché dopo essere risuscitato dai morti ed essere apparso ai suoi discepoli, Dio lo fece “sedere alla propria destra ne’ luoghi celesti, al di sopra di ogni principato e autorità e potestà e signoria, e d’ogni altro nome che si nomina non solo in questo mondo, ma anche in quello a venire” (Efesini 1:20-21). E in cielo tutti gli angeli di Dio lo adorano per ordine di Dio Padre, perché Gesù è Dio. Ecco chi è Gesù, il Cristo di Dio, che benché noi non abbiamo veduto, noi amiamo; nel quale credendo, benché ora non lo vediamo, noi gioiamo d’un’allegrezza ineffabile e gloriosa, ottenendo il fine della fede: la salvezza delle anime (cfr. 1 Pietro 1:8-9).

Io lo esalto dunque, perché è stato grazie alla sua morte sulla croce, al suo sangue che ha sparso sulla croce, che io ora sono salvato dai miei peccati, giustificato e riconciliato con Dio di cui prima ero un nemico nella mia mente e nelle mie opere malvagie: sì, perché anch’io ero in quel tempo un figliuolo d’ira come gli altri.

Ed oltre a ciò, lo predico, sì predico Cristo e Lui crocifisso – come faceva il nostro caro fratello Paolo – perché la parola della croce è potenza di Dio per la salvezza di ognuno che crede (cfr. Romani 1:16), perché “in nessun altro è la salvezza; poiché non v’è sotto il cielo alcun altro nome che sia stato dato agli uomini, per il quale noi abbiamo ad esser salvati” (Atti 4:12).

A Cristo Gesù, l’Unigenito venuto da presso al Padre per essere la propiziazione per i nostri peccati, siano la gloria e l’imperio nei secoli dei secoli.

Amen

[Tratto dalla bacheca facebook di Giacinto Butindaro]

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