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La massoneria confutata: DIO

gadu-bibbia-chiese

Dottrina massonica

 

Per diventare membro della massoneria è richiesto al candidato di credere in Dio, ma al candidato non viene mai chiesto in quale dio egli creda: ‘La Massoneria … richiede semplicemente che tu creda in qualche deità, dagli il nome che vuoi … qualsiasi dio tu voglia, così egli è il tuo dio’ (Little Masonic Library, Macoy Publishing, 1977, 4:32).
In una Guida Massonica si legge: ‘Il Monoteismo è il solo dogma della Massoneria. La credenza in un Dio è richiesta ad ogni iniziato, ma la sua concezione dell’Essere Supremo è lasciata alla sua propria interpretazione. La Massoneria non si occupa di distinzioni teologiche. Questa è la base della nostra universalità’ (Grande Loggia dell’Indiana, Indiana Monitor & Freemason’s Guide, Edizione 1993, pag. 41).
I massoni generalmente chiamano la loro deità come il ‘Grande Architetto dell’Universo’ o ‘l’Essere Supremo’. L’abbreviazione G.A.D.U. sta appunto per Grande Architetto dell’Universo, e come dice uno scrittore massone: ‘Ogni massone ha diritto alla sua visione del G.A.D.U., dato che il concetto non è mai stato codificato’ (Lino Sacchi, Massoneria per principianti, pag. 30). Dio quindi viene chiamato il Grande Artefice, il Grande Maestro della Grande Loggia dell’aldilà, Yahweh, Allah, Buddha, Brahma, Vishnu, Shiva, o il Grande Geometra. Va bene qualsiasi nome, in quanto secondo i massoni il nome reale di Dio è stato perso.
Per loro Dio è conosciuto come ‘il senza nome di un centinaio di nomi’ (Henry Wilson Coil, “A Comprehensive View of Freemasonry,” Richmond: Macoy Publishing, 1973, pag 192), e difatti Albert Pike ha affermato che ‘il vero Dio, nella sua essenza, concepito come increato e Unico, non ha nome. Tale era la dottrina di tutti i Saggi ed è così specificatamente dichiarato nella Kabalah’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 279 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto); ed è egualmente ‘presente con il pio Hindù nel tempio, con l’Ebreo nella sinagoga, con il Maomettano nella moschea, e con il Cristiano nella chiesa’ (Albert Mackey, Mackey’s Revised Encyclopedia of Freemasonry, Richmond: Macoy Publishing, 1966, 1:409-410).
Sul sito di una loggia massonica italiana si legge quanto segue: ‘I nomi usati per indicare l’Essere Supremo offrono a uomini di fedi diverse, che altrimenti sarebbero rimasti estranei gli uni agli altri, la possibilità di riunirsi insieme alla gloria del Dio in cui ciascuno di essi crede, senza che i contenuti delle invocazioni possano causare dissensi tra loro. Non esiste un dio massonico: il Dio di un massone è il Dio della religione che egli professa. I massoni si riuniscono nel comune rispetto dell’Essere Supremo che rimane supremo nelle loro confessioni religiose. La Massoneria non tenta in alcun modo di fondere assieme le singole religioni. Non esiste, pertanto, alcun Dio massonico sincretico’ (www.haniel.it).
Il noto massone Albert Pike affermò: ‘… ogni concezione umana di Dio deve essere proporzionata alla sua cultura mentale, e ai suoi poteri intellettuali, e alla sua eccellenza morale. Dio è, come l’uomo lo concepisce, l’immagine riflessa dell’uomo stesso’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 223 – 14° Grande Eletto – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md15.htm).
Oltre a ciò, la Massoneria insegna che Dio è solo amore e che non è in grado di punire: ‘La Massoneria insegna che Dio è infinitamente buono … Noi abbiamo fede nell’Infinito: fede nell’Infinito Amore di Dio; ed è questa fede che deve salvarci. Nessuna dispensazione della Provvidenza di Dio, nessuna sofferenza o privazione è un messaggero di ira: nessuna delle sue circostanze sono indicazioni dell’Ira di Dio. Egli è incapace di rabbia … Gli uomini cattivi non muoiono perchè Dio li odia. Essi muoiono perchè la cosa migliore per loro è che essi debbano morire; e, per quanto cattivi essi sono, è meglio per loro essere nelle mani del Dio infinitamente buono, che in qualsiasi altro luogo’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 718 – 28° Cavaliere del Sole o Principe adepto – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md29.htm).

Alcuni massoni arrivano ad identificare Dio con la creazione. J.D. Buck per esempio ha affermato: ‘Dio non si è mai manifestato per farsi vedere dagli uomini. La creazione è la sua manifestazione …. Tutta la manifestazione della natura è la parola pronunciata della divinità’ (Buck, Mystic Masonry, p.113). Il massone Roberto Ascarelli (1904-1970) diceva: «Siamo tutti parte di un anello che né si apre né si chiude e che è parte integrante di quell’Ente Supremo che noi chiamiamo Grande Architetto dell’Universo» (cfr. Rivista della Massoneria Italiana, 1968, pag. 536). Ed ancora il Maestro Venerabile della Loggia Sabazia, a Savona, il 14 giugno 1969, alla presenza del Gran Maestro del GOI Giordano Gamberini (che era valdese), affermò: «Noi crediamo in Dio quale intelligenza e principio attivo dell’Universo; principio generante e riproduttore, insito in ogni uomo che è parte della stessa monade» (cfr. Valle del Letimbro: Primo Centenario della Risp Loggia Madre «Sabazia» all’Oriente di Savona, Grafica L.P., Genova, pag. 60. Monade, dal greco monos ‘unico’. In filosofia la monade è l’unità minima e indivisibile della sostanza spirituale di cui tutte le cose sono composte). Per cui il fine ultimo dell’iniziazione massonica è la conquista e l’applicazione pratica di una consapevolezza del Sé individuale e universale, in virtù della quale i massoni dovranno – come dice il massone Gorel Porciatti – «cercare Iddio non fuori di (loro), ma dentro di (essi) e nell’Umanità, che ne è la manifestazione e l’interprete, come scrisse il nostro grande Mazzini» (cfr. U. Gorel Porciatti, Simbologia Massonica Gradi Scozzesi, Atanòr, Roma 1948, pag. 308). Insomma, costoro hanno una concezione di Dio di tipo panteistica, come quelli del New Age.

 

Confutazione

 

C’è un solo vero Dio, il Padre del nostro Signore Gesù Cristo

 

La Bibbia condanna una tale concezione di Dio, perchè secondo la sacra Scrittura, che è la Parola di Dio, vi è un solo Dio, il Padre, secondo che è scritto in Isaia: “Io sono il primo e sono l’ultimo, e fuori di me non v’è Dio” (Isaia 44:6) ed ai Corinzi: “… per noi c’è un Dio solo, il Padre …” (1 Corinzi 8:6). E il suo nome è YHWH che si pronuncia ‘Yahweh’ e significa ‘Colui che è’. Nel libro dell’Esodo leggiamo infatti che quando Dio si rivelò a Mosè presso il monte Sinai apparendogli nella fiamma di un pruno ardente e ordinandogli di andare in Egitto a liberare il suo popolo, Mosè chiese a Dio: “Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d’Israele e avrò detto loro: L’Iddio de’ vostri padri m’ha mandato da voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che risponderò loro?” e Iddio gli rispose: “Io sono quegli che sono. Poi disse: ‘Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Io sono m’ha mandato da voi”. Iddio disse ancora a Mosè: Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Eterno, l’Iddio de’ vostri padri, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni” (Esodo 3:13-15). Il termine tradotto in italiano (nella Bibbia Riveduta) con «l’Eterno» in ebraico è Yahweh, che significa ‘Colui che è’. Più precisamente l’ebraico è YHWH, ossia il Tetragramma (dal greco tetra ‘quattro’, e gramma ‘lettera’), perché le vocali furono aggiunte in seguito dai copisti ebrei al fine di facilitare la sua pronuncia. Come però si può leggere, Dio si definì pure l’Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe (e questo perché Egli è l’Iddio dei viventi e non dei morti, dato che per lui vivono tutti) e disse che questa è la sua designazione in perpetuo.
Egli è un Essere spirituale secondo che è scritto: “Iddio è spirito” (Giovanni 4:24), infinitamente potente e saggio secondo che è scritto nei salmi: “…immenso è il suo potere, la sua intelligenza è infinita” (Salmo 147:5), conoscitore di ogni cosa secondo che è scritto: “L’Eterno è un Dio che sa tutto” (1 Samuele 2:3), e presente in ogni luogo secondo che è scritto: “Se salgo in cielo tu vi sei; se mi metto a giacere nel soggiorno dei morti, eccoti quivi” (Salmo 139:8). Egli vede secondo che è scritto: “Gli occhi dell’Eterno sono in ogni luogo, osservando i cattivi ed i buoni” (Proverbi 15:3); sente secondo che è scritto: “… ascolta la preghiera dei giusti” (Proverbi 15:29); parla secondo che è scritto: “Quando fa udire la sua voce v’è un rumor d’acque nel cielo” (Geremia 10:13); ricorda secondo che è scritto: “Egli si ricorda in perpetuo del suo patto…” (Salmo 105:8); è pieno di pietà, di benignità e di misericordia secondo che è scritto: “L’Eterno è pietoso e clemente, lento all’ira e di gran benignità” (Salmo 103:8) ed anche: “..il nostro Dio è misericordioso” (Salmo 116:5); è giusto e perciò premia coloro che fanno ciò che è giusto ai suoi occhi secondo che è scritto: “Egli adempie il desiderio di quelli che lo temono” (Salmo 145:19) e punisce chi lo merita secondo che è scritto: “… rende immediatamente a quelli che l’odiano ciò che si meritano, distruggendoli” (Deuteronomio 7:10); protegge secondo che è scritto: “L’Eterno protegge i semplici” (Salmo 116:6); e guida secondo che è scritto: “…mi guida lungo le acque chete” (Salmo 23:2). Ho enumerato solo alcune delle virtù di Dio e delle cose che Egli fa.

 

Dio è distinto dalla creazione

Questo Dio ha creato dal nulla, mediante la Parola, tutte le cose, secondo che è scritto che “per fede intendiamo che i mondi sono stati formati dalla Parola di Dio; cosicché le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti” (Ebrei 11:3); ed esse sussistono tutte ai Suoi ordini secondo che è scritto: “Tutto sussiste anche oggi secondo i tuoi ordini, perché ogni cosa è al tuo servigio” (Salmo 119:91). Quindi l’universo che noi vediamo non è Dio ma l’opera Sua; Egli sì lo riempie, dice infatti Dio in Geremia: “Non riempio io il cielo e la terra?” (Geremia 23:24), ma rimane sempre distinto da esso essendone il Creatore. Gesù Cristo, il Figlio di Dio che scese dal cielo per rivelarci Dio, in tutti i suoi insegnamenti non accennò mai al panteismo (la dottrina secondo cui ‘Dio è Tutto’ e ‘Tutto è Dio’). Lui, prima di venire in questo mondo, era presso Dio lassù nel cielo, anzi egli era presso Dio ancora prima che ogni cosa fosse fatta, Egli conosceva appieno Dio, ma non identificò mai Dio con l’universo o con il mondo. Difatti quando Egli disse di non giurare, disse di non giurare per il cielo “perché è il trono di Dio” (Matteo 5:34), e neppure per la terra “perché è lo sgabello dei suoi piedi” (Matteo 5:35).
Come potete vedere, Gesù chiamò il cielo il trono di Dio e la terra lo sgabello dei suoi piedi, e noi sappiamo che c’è una grande differenza tra chi siede su un trono e il trono su cui siede, tra lui e lo sgabello dei suoi piedi. Da come parlano i massoni panteisti invece Dio è uno con il trono e lo sgabello dei suoi piedi, ossia per loro dire trono o sgabello dei piedi è lo stesso che dire Colui che vi siede sopra. Questa è follia; in verità dobbiamo dire che dicendosi savi sono diventati stolti! Essi non conoscono Dio. E poi, noi diciamo ancora: Se fosse così come dicono i massoni panteisti perché mai Dio ha detto nella legge: “Vegliate diligentemente sulle anime vostre … affinché, alzando gli occhi al cielo e vedendo il sole, la luna, le stelle, tutto l’esercito celeste, tu non sia tratto a prostrarti davanti a quelle cose e ad offrire loro un culto” (Deuteronomio 4:15,19)? Non è forse appunto perché le cose da lui create non sono Dio, ma solo le opere delle sue mani? Certo, perciò noi dobbiamo adorare e servire il Creatore e non le opere delle sue mani.
Noi quindi, quantunque crediamo che Dio riempie l’universo, non facciamo della natura una divinità, perché crediamo che la natura rimanga sempre distinta dal suo Creatore e subordinata a Lui. La natura non è la Divinità ma porta solo l’impronta della Divinità che l’ha fatta; come dice infatti Paolo “le perfezioni invisibili di lui, la sua eterna potenza e divinità, si vedono chiaramente sin dalla creazione del mondo, essendo intese per mezzo delle opere sue” (Romani 1:20). Dunque, la terra e tutte le piante e tutti gli animali che essa contiene, come anche gli esseri umani che sono sulla terra, il sole, il cielo, le stelle, i pianeti, sono parte della creazione di Dio ma non sono parte del Creatore.
E questo unico e vero Dio nella pienezza dei tempi ha mandato nel mondo il Suo unigenito Figliuolo, Gesù Cristo, per compiere la propiziazione dei nostri peccati, affinché mediante la fede nel Suo nome noi ricevessimo la remissione dei nostri peccati e la nostra parte d’eredità fra i santi: cose queste che la Massoneria, come vedremo fra poco, rigetta categoricamente, manifestandosi perciò ancora una volta per ciò che essa è veramente, vale a dire una istituzione diabolica.

 

Dio si adira ogni giorno e nella sua ira fa morire i malvagi

Per quanto riguarda poi la dichiarazione sulla infinita bontà di Dio e sull’incapacità di Dio di adirarsi e far morire i malvagi, diciamo che è falsa in quanto l’Iddio della Bibbia non è solo buono ma anche giusto e quindi si adira contro i malvagi ed esercita la sua giustizia sulla terra castigandoli anche con la morte quando Lui decreta ciò. La Scrittura dice infatti che Dio è “un giusto giudice, un Dio che s’adira ogni giorno. Se il malvagio non si converte egli aguzzerà la sua spada; egli ha teso l’arco suo e lo tien pronto; dispone contro di lui strumenti di morte; le sue frecce le rende infocate” (Salmo 7:11-13). Ed uno di questi strumenti di morte che Dio dispone contro gli operatori di iniquità è il terremoto infatti la Scrittura afferma: “Per l’ira sua trema la terra” (Geremia 10:10). La ragione di questo furore divino contro i malvagi – che si manifesta anche facendoli morire – è l’odio che Egli nutre verso di loro, secondo che è scritto: “Tu odii tutti gli operatori d’iniquità” (Salmo 5:5). Altro che dire che gli uomini cattivi non muoiono perchè Dio li odia, perchè è proprio il contrario, infatti è scritto: “Certo, tu ucciderai l’empio, o Dio” (Salmo 139:19). Ah, il tempo verrebbe meno se dovessi trascrivere tutti gli esempi biblici di empi messi a morte da Dio. Prendiamone solo due: Er e Onan. Ascoltate cosa dice la Scrittura: “E Giuda prese per Er, suo primogenito, una moglie che avea nome Tamar. Ma Er, primogenito di Giuda, era perverso agli occhi dell’Eterno, e l’Eterno lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: ‘Va’ dalla moglie del tuo fratello, prenditela come cognato, e suscita una progenie al tuo fratello’. E Onan, sapendo che quella progenie non sarebbe sua, quando s’accostava alla moglie del suo fratello, faceva in modo d’impedire il concepimento, per non dar progenie al fratello. Ciò ch’egli faceva dispiacque all’Eterno, il quale fece morire anche lui” (Genesi 38:6-10). Al bando dunque le ciance del satanista Albert Pike, che con i suoi sofismi e vani ragionamenti presenta un Dio diverso da quello della Bibbia. Nessuno dei suoi seguaci e ammiratori vi seduca.

 

Chi si nasconde dietro il Grande Architetto dell’Universo di cui parla la Massoneria

 

Ma se l’Iddio di cui parla la Massoneria – che vi ricordo i massoni chiamano Grande Architetto dell’Universo – non è l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, chi è allora? E’ il Principio Creatore che è identico al Principio Generativo degli Indù e degli antichi Egizi, che era simboleggiato anticamente dal linga (il membro riproduttivo dell’uomo) e che è una energia, una forza, che viene concepita come la natura divina, come la deità immanente nella natura.
Che sia così è confermato dal massone Gorel Porciatti che afferma che «le due colonne del Tempio ricordano quelle del vestibolo del Tempio di Salomone (1 Re 7, 21), l’una alla parte sinistra dell’entrata del Tempio dal nome “Bohaz” che significa “la forza, la fermezza”; l’altra a destra dal nome “Jackin” che significa “la stabilità, che Dio l’ha fermata” (significato letterale delle parole) […]. Questo binario fondamentale rappresenta il duplice aspetto del principio animatore di tutte le cose: il Fuoco che si accende in tutti gli esseri e ne assicura la crescenza, lo sviluppo, la potenza, ed è raffigurato dalla colonna “Bohaz”; il Vento, cioè l’Aria che tutto avvolge e tutto circonda e tutto riceve nel suo seno, che dà la possibilità della vita universale, è raffigurata dalla colonna Jackin. Le due colonne compendiano i due essenziali principî dell’Universo secondo le dottrine esoteriche e secondo ogni filosofia vivente. La colonna B\ è Agni dell’antichissimo culto vedico, l’Eterno Mascolino, l’Intelletto creatore, lo spirito puro; la colonna J\ è Soma, l’Eterno Femminino, l’Anima del mondo o sostanza eterea, matrice di tutti i mondi visibili e invisibili ad occhio umano, natura o materia sottile nelle sue infinite trasformazioni. Le proporzioni delle colonne del Tempio di Salomone quali ci sono tramandate dalla Bibbia conferiscono loro un aspetto fallico che le ravvicina a numerosi monumenti fenici consacrati al potere generatore maschile, e il capitello terminantesi in calotta emisferica circondato da un doppio ordine di melagrane completa il simbolo della generazione» (cfr. U. Gorel Porciatti, Simbologia Massonica: Massoneria Azzurra, pag. 51-52). Roberto Ascarelli, ebreo e quindi conoscitore della lingua ebraica, Presidente della Gran Loggia d’Italia di Rito Simbolico Italiano, in un volume di suoi Scritti e discorsi pubblicato nel 1971, ha affermato in maniera esplicita: «Il mondo, per il suo futuro, e cioè nella sua eternità, ha bisogno di procreare. Lo “Iod” ebraico, che corrisponde grosso modo alla “J” di “Jachin”, è il simbolo del sesso maschile; il “Bed”, che corrisponde grosso modo alla “B” di “Booz”, corrisponde al simbolo femminile, perché “Bed” significa “casa”, da cui l’idea di ricettacolo, caverna, utero. Se vogliamo ancora una curiosa conferma magica di questa interpretazione e teniamo presenti unicamente le consonanti, ben sapendo che in ebraico non si scrivono le vocali, e scriviamo “Jachin” con un “caph” (“c” dura) e un “nun”, e leggiamo a rovescio, troviamo che il “nun” e il “caph” sono il segno scritto del coito e della copula, mentre scrivendo il “Bed” (b) e il “Zain” (z) e li leggiamo a rovescio, abbiamo il segno scritto dell’organo fecondatore, il fallo» (cfr. R. Ascarelli, Scritti e discorsi, pag. 132. Leggere al contrario è una pratica tipica dell’interpretazione magica cabalistica). Albert Pike, accenna a questo significato fallico che hanno le due colonne del tempio massonico, quando, parlando agli Apprendisti, dice in merito a queste due colonne: ‘Siete entrati nella Loggia, passando fra due colonne. Esse rappresentano le Colonne che stavano nel portico del Tempio, ai lati della grande porta orientale. Queste colonne di bronzo, secondo il Primo e il Secondo Libro dei Re, confermati da Geremia, erano alte 18 cubiti, con un capitello alto 5 cubiti, e il piedistallo di ognuna era di 4 cubiti di diametro. Un cubito è circa 60 centimetri. I capitelli erano arricchiti da mele granate di bronzo, coperte da una rete e adornate con corone di bronzo, e sembra che imitassero la forma del pericarpo del loto o del giglio Egiziano, un simbolo sacro per gli Hindù e per gli Egizi. La colonna sulla destra o al Sud è detta, stando alla traduzione usualmente accolta dalla parola ebraica, JACHIN, e quella sulla sinistra, BOAZ. I nostri traduttori dicono che la prima parola significa: «Egli fonderà» e la seconda «In essa è la forza». Esse erano le imitazioni fatte da Khurum, l’artista di Tiro, delle grandi colonne, consacrate ai Venti e al Fuoco, poste all’ingresso del famoso Tempio di Malkart, nella città di Tiro. Abitualmente nelle Logge del Rito di York si vede un globo celeste su una colonna e un globo terrestre sull’altra; ma questo non è giustificato se si tratta di imitazioni delle due Colonne originali del Tempio. Limitiamo per ora a questi elementari concetti il significato simbolico delle colonne, aggiungendo soltanto che gli Apprendisti accettati custodiscono i loro attrezzi nella colonna JACHIN, dandovi l’etimologia e il significato letterale dei due nomi. JACHIN – era probabilmente pronunciato «Yaka-yan», e significava, come participio, «Colui che fortifica», e quindi che è saldo, stabile, onesto. BOAZ – significa solido, forte, potente, rifugio, fonte di forza, ma assume la forma del gerundio latino: Roborando, cioè Rincorando. La prima parola significa anche «egli fonderà», oppure «egli pianterà in posizione eretta». Probabilmente significava Energia attiva e vivificante; la seconda, BOAZ, significava anche Stabilità, Permanenza, nel senso passivo’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 1, pag. 32-33 – 1° Apprendista Libero Muratore). Quindi queste due colonne, hanno un grande significato simbolico, in quanto rappresentano il principio attivo (elemento maschile) e quello passivo (elemento femminile). E secondo Pike questa Energia Attiva o Elemento Attivo è il Principio Creatore o il fallo, infatti egli emanò, da Charleston, il 20 marzo 1876, un Decreto nel quale, tra l’altro affermava: «L’espressione “Principio Creatore” non è affatto una frase nuova: essa non è che un’antica parola rediviva. I numerosi e formidabili avversari della Massoneria diranno, e ne avranno il diritto, che il nostro principio creatore è identico al principio generatore degli indiani e degli egizi, e che potrebbe venir convenientemente simboleggiato, come anticamente era, col Linga, col Phallus, e col Priapo. Patha-Torè, dice Matter nella sua “Storia dello Gnosticismo”, non è che un’altra modificazione del Phta. Sotto questa forma è “principio creatore”, o meglio, “principio generatore”. Questo Phta, questo Dio Phallico, tenendo il priapo in una mano, e brandendo con l’altra il flagello, era effettivamente il “Padre delle origini”, il Principio Creatore degli antichi egizi» (Rivista della Massoneria Italiana, del 1º settembre 1876, pag. 4).
Il simbolismo fallico si trova oltre che nelle colonne del tempio, anche nella squadra e il compasso (che è un altro importante simbolo massonico) che assieme al libro sacro costituiscono ‘le tre grandi luci’ della Massoneria. Infatti il significato di queste ‘due luci’ è questo: la Squadra rappresenta il principio generativo femminile (e quindi il principio passivo), mentre il Compasso rappresenta il principio generativo maschile (e quindi il principio attivo). E difatti Albert Pike, parlando di un simbolo ermetico che apparve una prima volta nell’Athos Philosophorum di Basilio Valentino stampato a Francoforte nel 1613, ha affermato: ‘La figura maschile tiene nella mano il compasso che rappresenta il principio generativo dell’uomo, mentre la figura femminile sorregge la squadra quale simbolo della procreazione della donna’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 280 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto), e poi dice: ‘Il Compasso perciò è il simbolo ermetico della Deità creativa e la Squadra della Terra feconda’ (Ibid., pag. 281). Notate come Pike dica che il principio generativo dell’uomo è la Deità creativa. Ecco perchè sempre Pike dice ai massoni del 32° che ‘tutti i simboli, sia per gli Apprendisti che per i Maestri, per i Cavalieri e per i Principi, sono riconducibili al Compasso e alla Squadra’ (Ibid., pag. 284), perchè il compasso è il simbolo della Divinità dei massoni!
Nella Massoneria, il simbolismo fallico si trova anche nella lettera G nel centro della stella fiammeggiante a cinque punte. Per il massone Gorel Porciatti non sembra esservi alcun dubbio sulle relazioni tra il simbolismo fallico e la suddetta «G»: «Nel Pentagramma, che figura soltanto al secondo poi al 3º Grado la cosa è diversa: nel secondo siamo nel regno della Natura che geometrizza tutto, quindi il solo significato della “G” è “Geometria”, così come indica il nostro rituale; nel 3º Grado, i Misteri della Natura vengono approfonditi e viene raggiunta la certezza che in essa nulla si crea, ma che tutto si genera, e perciò […] il significato della “G” è Generazione. Concludiamo perciò che in seno al Pentagramma la lettera “G” significa “Geometria” per i Compagni e “Generazione” per i Maestri che sanno come dalla morte venga la vita, come il seme che muore generi la pianta che nasce» (cfr. U. Gorel Porciatti, Simbologia Massonica: Massoneria Azzurra, pag. 114 – http://www.centrosangiorgio.com/).
Ecco dunque cosa bisogna intendere per il Grande Architetto dell’Universo: il fallo, che è il «vero principio creatore per la Massoneria» o «la Deità creativa». La Massoneria non è altro quindi che l’antico culto fallico ben mascherato. Nessun Massone vi seduca con vani ragionamenti, perchè anche quando i Massoni parlano del nome ebraico di Dio, o dell’Ineffabile Nome (che loro presentano come la Parola Perduta del Maestro), fanno dei riferimenti velati proprio al culto fallico perchè gli danno una arbitraria interpretazione fallica, in quanto – lo ripeto – nella Massoneria la Deità creativa è il principio generativo dell’uomo.
Alla luce di quello che dice la Bibbia quindi, il dio della Massoneria è sicuramente una entità spirituale malvagia. E difatti è Satana, in quanto Albert Pike ha detto: ‘… la Religione Massonica dovrebbe essere, da noi tutti iniziati dei gradi alti, mantenuta nella purità della Dottrina Luciferina. Se Lucifero non fosse Dio, Adonay [l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù] le cui opere provano la sua crudeltà, perfidia, e odio verso l’uomo, le sue barbarie e la sua repulsione per la scienza, [dico] Adonay e i suoi preti lo calunnierebbero? Sì, Lucifero è Dio, e sfortunatamente Adonay è anche Dio. Perchè l’eterna legge è che non c’è nessuna luce senza ombra, nessuna bellezza senza bruttezza, nessun bianco senza nero, perchè l’assoluto può esistere solo come due dii; l’oscurità essendo necessaria affinché la luce serva come suo smacco come il piedistallo è necessario alla statua, e i freni alla locomotiva. ….. Perciò la dottrina del Satanismo è una eresia; e la vera e pura religione filosofica è la credenza in Lucifero, l’eguale di Adonay; ma Lucifero, Dio della Luce e Dio del Bene, sta combattendo per l’umanità contro Adonay, il Dio delle Tenebre e del Male’ (A.C. De La Rive, La Femme et l’Enfant dans la Franc-Maconnerie Universelle, pag. 588; Lady Queenborough [uno pseudonimo di Edith Starr Miller], Occult Theocrasy, pp. 220-221; Keith Harris, The Masonic/Christian conflict explained, pag. 78; Jack Harris, Freemasonry: The Invisibile Cult In Our Midst, [La Frammassoneria: Il Culto Invisibile Nel Nostro Mezzo], Whitaker House, 1983, pag. 24-25).
Ecco dunque che Pike ci dice che Lucifero è il Dio della luce, e difatti Lucifero viene definito il Portatore di Luce da Pike. Ascoltate cosa afferma in Morals and Dogma: ‘L’Apocalisse è, per quelli che ricevono il 19° Grado, l’Apoteosi di quella Fede Sublime che aspira soltanto a Dio e disprezza tutte le pompe e i lavori di Lucifero. Lucifero, il Portatore di Luce! Strano e misterioso nome da dare allo Spirito delle Tenebre! Lucifero, il figlio del Mattino! E’ lui che porta la Luce, e con i suoi insopportabili splendori acceca i deboli, i sensuali e gli egoisti? Non ne dubitate! Perchè le tradizioni sono piene di Rivelazioni e Ispirazioni Divine, e l’Ispirazione non appartiene soltanto a un’epoca o a una credenza. Anche Platone e Filone, erano ispirati’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 13 – 19° Gran Pontefice). Notate come il massone Pike dica chiaramente che Lucifero porta la luce. Non fatevi ingannare dal fatto che Pike dice che Lucifero con i suoi insopportabili splendori acceca i deboli, i sensuali e gli egoisti, perchè dovete tenere bene a mente che i veri massoni – prendete per esempio i 33° come Albert Pike – non sono considerati nè deboli, nè sensuali e neppure egoisti, e quindi gli insopportabili splendori di Lucifero non possono accecare pure loro, anzi li illuminano. E non fatevi trarre in inganno neppure dal fatto che egli parla di disprezzo verso tutte le pompe e i lavori di Lucifero, perchè questo è il tipico modo di parlare di Pike, ambiguo e doppio all’occorrenza, che si propone di ingannare i ‘profani’ cioè i non-massoni a cui la Massoneria nasconde gelosamente i propri segreti e che intenzionalmente svia perchè pretendono di interpretare la Massoneria; e finanche i massoni dei primi tre gradi che secondo Pike devono essere indotti in errore tramite false spiegazioni. Il culto o il servizio a Lucifero, in effetti è tra quelle verità della Massoneria che Pike afferma che la Massoneria ‘accenna, in modo oscuro; o interpone una nuvola tra esse e gli occhi, che ne verrebbero abbagliati’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 167 – 14° Grande Eletto). E difatti, tenete bene a mente che Pike afferma che ‘la Luce è l’equilibrio tra le tenebre e l’accecante raggio del Sole’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 276 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto), perchè non si può ‘pretendere di ricevere la Luce da una fonte che risplende senza ombra’ (Ibid., pag. 278). E quindi in fin dei conti anche ‘lo Spirito delle Tenebre’ è parte della luce! Tanto è vero che nell’edizione Italiana di Morals and Dogma in una nota vengono citate le seguenti parole del mago Giuliano Kremmerz: ‘La Luce per eccellenza è Dio e i Diavoli’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Vol. 2, pag. 216 – 17° Cavaliere d’Oriente e d’Occidente). Ma poi, se si considera che Pike afferma che Platone e Filone erano ispirati, ed essi erano due filosofi che con le loro menzogne tennero e continuano a tenere le anime lontano dalla verità, e portarono e continuano a portare all’inferno tante anime; si può ben capire come dietro la Massoneria si nasconda abilmente il diavolo. Che le cose stanno così, e cioè che il dio della massoneria è Satana o il Serpente Antico, è confermato ancora da Albert Pike, il quale bestemmia contro Dio riferendosi a lui come ‘i Demoni’ che vietarono ad Adamo di mangiare il frutto della conoscenza del bene e del male; mentre dipinge il serpente (cioè Satana) come ‘un Angelo di Luce’ che indusse Adamo a trasgredire il comando de ‘i Demoni’ ed in questa maniera diede ad Adamo ‘il mezzo della vittoria’, per cui Pike chiama il peccato di Adamo ed Eva il mezzo della vittoria su Dio (cfr. Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 567 – 26° Principe di Compassione – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md27.htm). In altre parole, tramite la sua ribellione a ‘i Demoni’, che Adamo compì perchè vi fu indotto da un angelo di luce, Adamo fu illuminato e iniziato alla vera religione che ovviamente è la Massoneria! E a Pike gli fa eco Oswald Wirth (1860-1943), un occultista massone del 33° grado, iniziato della Grande Loggia di Francia, che ebbe un ruolo molto importante tra i massoni francesi scrivendo molti libri in francese sulla Massoneria, il quale ebbe a dire a proposito del serpente che sedusse Eva nel giardino dell’Eden: ‘Il serpente seduttore, che ci incita a mangiare il frutto dall’albero della conoscenza del bene e del male, simboleggia un istinto particolare. Esso si allontana dall’istinto conservatore e rappresenta un impulso più nobile e sottile, il cui scopo è quello di rendere l’uomo consapevole del suo bisogno di salire nella scala degli esseri. Questo impulso segreto è il promotore di tutto il progresso, e di tutte le conquiste che espandono la sfera di azione sia degli individui che dei gruppi. Ciò spiega perchè il Serpente che ispira la disobbedienza, l’insubordinazione e la rivolta, fu considerato maledetto dalle antiche teocrazie, mentre nello stesso tempo fu onorato tra gli iniziati, che ritenevano che non ci potesse essere nulla di più sacro di quelle aspirazioni che ci portano sempre più vicini agli Dèi, che sono visti come poteri razionali, incaricati di portare l’ordine fuori dal caos e di governare il mondo’ (Oswald Wirth, Le Livre du Compagnon, Paris, Ed. Dorbon Aîné, 1927, pag. 74; citato in Leon de Poncins, Freemasonry and the Vatican [La Massoneria e il Vaticano], pag. 87-88). Quindi, dietro questo culto che i Massoni rendono al Grande Architetto dell’Universo, non c’è altro che il culto a Satana il Serpente Antico che viene visto come il simbolo dell’istinto nobile che è il promotore del progresso umano: solo che questo loro servizio a Satana viene dissimulato molto abilmente nella Massoneria. E difatti Domenico Margiotta, un ex massone del 33° convertitosi al Cattolicesimo ha scritto: ‘Il Segreto dei segreti dell’alta Massoneria è la deificazione di Satana dissimulata sotto il titolo di Grande Architetto dell’Universo’ (http://holywar.org/italia/ds_mondialismo/testi/pdmcc41.htm).
Ma ci sono altre prove che dimostrano senza ombra di dubbio che la Massoneria è un culto o servizio a Satana.
Innanzi tutto c’è una scritta satanica in latino scritta sulla copertina del diabolico libro di Albert Pike Morals and Dogma, che vi ricordo i Massoni la considerano la ‘Bibbia’ della Massoneria. La scritta dice ‘Deus Meumque Jus’ che tradotto letteralmente significa ‘Dio e il Mio Diritto’. Un ex satanista ed Illuminato di nome Doc Marquis dice che questa dichiarazione è una dichiarazione molto caratteristica all’interno del Satanismo. Primo, significa che i massoni possono dipendere sul loro dio, per stabilire il loro diritto e la loro giustizia; e secondo che dato che il dio della massoneria è Lucifero, i Massoni stanno dicendo che essi stanno ‘usando metodi occulti’, attraverso Lucifero, per conseguire i loro Diritti e la loro Giustizia. Il Marquis prosegue dicendo che questa frase è molto potente e molto pericolosa in seno al Satanismo. Se un Satanista vede questa frase in Latino sul libro di Pike, egli sa che il materiale all’interno è satanico, ancora prima di mettersi a leggerlo (http://www.cuttingedge.org/free11.html).
E poi c’è questa dichiarazione fatta da un Massone del 33° grado di nome Manly P. Hall (1901-1990): ‘Il giorno viene quando i Compagni d’Arte devono conoscere e applicare la loro conoscenza. La chiave perduta al loro grado è la padronanza dell’emozione, che pone l’energia dell’universo ai loro ordini. L’uomo può solo aspettare che gli venga affidato un grande potere provando la sua abilità di usarlo in maniera costruttiva e disinteressata. Quando il Massone impara che la chiave al guerriero sul blocco è l’appropriata applicazione della dinamo della potenza divina, egli ha imparato il mistero della sua Arte. Le energie in ebollizione di Lucifero sono nelle sue mani, e prima che egli possa muovere un passo in avanti e verso l’alto, egli deve dimostrare la sua abilità nell’applicare l’energia in maniera appropriata. Egli deve seguire le orme del suo antenato Tubal-Cain, che con la potente forza del dio della guerra martellò la sua spada in un vomere’ [Manly P. Hall, The Lost Keys of Freemasonry or The Secret of Hiram Abiff [Le Chiavi perdute della Massoneria o Il Segreto di Hiram Abiff], Macoy Publishing and Masonic Supply Company, Inc., Richmond, Virginia, p. 48). Credo dunque che non ci sia alcun dubbio sulla natura della Massoneria, e sul suo fine che è quello di portare gli uomini ad adorare e servire Satana, che è quello che fanno già i massoni del 33° grado!
Una cosa dunque è certa, il dio della Massoneria non è affatto l’Iddio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, infatti il massone Henry Wilson Coil afferma: ‘Gli uomini devono decidere se vogliono un Dio come l’antico Ebreo Jahweh, un Dio tribale e partigiano, con cui essi possono parlare e discutere e da cui essi possono nascondersi se necessario, o uno Spirito Divino infinito, eterno, universale, senza denominazione, e internazionale, così vastamente rimosso dal granello chiamato uomo, che Egli non può essere conosciuto, nominato, o avvicinato’ (Henry Wilson Coil, Coil’s Masonic Encyclopedia, New York, Macoy, 1961, pag. 516). Dunque, nessun massone vi seduca, perchè il loro dio non ha niente a che vedere con il nostro Dio, che è il solo vero Dio, perchè il loro dio è Satana, il principe della potestà dell’aria, quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli tra i quali ci sono i Massoni.

 

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Foto: l’interno della House of the Temple a Washington, il quartiere generale del Rito Scozzese Antico ed Accettato. Osservate in alto presso le due colonne dei serpenti a destra e a sinistra. E come noi sappiamo Satana nella Bibbia è chiamato ‘il Serpente Antico’. Questa è un’ulteriore conferma della natura satanica della Massoneria, in quanto tiene in alta considerazione il Serpente seduttore di tutta l’umanità.

IL NOME DI DIO

 

Dottrina massonica

Come abbiamo visto, la Massoneria afferma che il vero nome di Dio è andato perduto, ma questo viene detto solo nella Massoneria Azzurra cioè quella dei primi tre gradi, perchè nel grado dell’Arco Reale del Rito di York (che è uno dei riti di perfezionamento massonico più diffuso al mondo), questo nome viene rivelato, ed è ‘Jahbulon’. ‘Jah’ sta per Jahweh, a cui viene aggiunto ‘Bel’ o ‘Bul’ che sta per Baal l’antico dio dei Cananei, e poi ‘On’ sta per Osiris, il dio degli Egizi.
Nella Coil’s Masonic Encyclopedia viene detto che ‘Jah, Bel, e On appaiono nel rituale Americano del grado dell’Arco Reale sulla supposizione che Jah era il nome Siriaco di Dio, Bel (Bal) il nome del dio Caldeo, e On quello del dio Egizio’ (pag. 516).

 

Confutazione

Guai a loro: hanno unito il nome santo di Dio a quello del dio Baal e del dio Osiris

Ecco dunque un’ulteriore conferma che la Massoneria adora un dio straniero, un dio che non ha niente a che fare con l’Iddio di cui parla la Bibbia e che noi abbiamo conosciuto.
Faccio presente in merito a Baal, una di queste divinità straniere inserite in questo presunto vero nome di Dio, che Dio ha in avversione sia Baal che tutti coloro che gli rendono il culto, secondo che è scritto: “Dirai così: Ascoltate la parola dell’Eterno, o re di Giuda, e abitanti di Gerusalemme! Così parla l’Eterno degli eserciti, l’Iddio d’Israele: Ecco, io fo venire sopra questo luogo una calamità, che farà intronar gli orecchi di chi n’udrà parlare; poiché m’hanno abbandonato, hanno profanato questo luogo, e vi hanno offerto profumi ad altri dèi, che né essi, né i loro padri, né i re di Giuda hanno conosciuti, e hanno riempito questo luogo di sangue d’innocenti; hanno edificato degli alti luoghi a Baal, per bruciare nel fuoco i loro figliuoli in olocausto a Baal; cosa che io non avevo comandata, della quale non avevo parlato mai, e che non m’era mai venuta in cuore. Perciò, ecco, i giorni vengono, dice l’Eterno, che questo luogo non sarà più chiamato ‘Tofet’, né ‘la valle del figliuolo d’Hinnom’, ma ‘la valle del Massacro’. ” (Geremia 19:3-6), ed anche: “Ecco, voi mettete la vostra fiducia in parole fallaci, che non giovano a nulla. Come! Voi rubate, uccidete, commettete adulterî, giurate il falso, offrite profumi a Baal, andate dietro ad altri dèi che prima non conoscevate, e poi venite a presentarvi davanti a me, in questa casa sulla quale è invocato il mio nome, e dite: ‘Siamo salvi!’ – e ciò per compiere tutte queste abominazioni?! È ella forse, agli occhi vostri, una spelonca di ladroni questa casa sulla quale è invocato il mio nome? Ecco, tutto questo io l’ho veduto, dice l’Eterno” (Geremia 7:8-11), ed ancora: “Poiché, o Giuda, tu hai tanti dèi quante sono le tue città; e quante sono le strade di Gerusalemme, tanti altari avete eretti all’infamia, altari per offrir profumi a Baal” (Geremia 11:13).
Il culto a Baal è idolatria, e i Massoni dunque si rendono colpevoli di idolatria rendendo il culto a Baal. Essi violano il primo comandamento che afferma: “Non avere altri dii nel mio cospetto” (Esodo 20:3).
Peraltro mettendo Yahweh, che è il nome di Dio, assieme a quello di alcune divinità straniere, la Massoneria ha violato anche il comando: “Non usare il nome dell’Eterno, ch’è l’Iddio tuo, in vano; perché l’Eterno non terrà per innocente chi avrà usato il suo nome in vano” (Esodo 20:7). Dunque i Massoni hanno rigettato il solo vero Dio e rendono il culto ad un falso dio, a un dio che si sono creati basandosi sulle religioni pagane antiche, e dietro il quale c’è Satana, e per questo porteranno la pena della loro iniquità in eterno. Come ha detto giustamente qualcuno: ‘Quello che questi uomini fanno, è adorare un dio demoniaco tanto lontano dal vero Dio che sicuramente questa adorazione profana la santità di Dio e assicura a chi pronuncia il suo nome in una tale cerimonia un veloce viaggio fino all’inferno’.

 

Tratto dal libro ‘La massoneria smascherata’ di G. Butindaro

 

 

 

 

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