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La santificazione: sulla calunnia

Voi fratelli dovete bandire la calunnia. Ma che cosa è la calunnia? La calunnia è un’accusa inventata contro qualcuno per fargli del male. Nelle Scritture abbiamo i seguenti esempi di calunnie lanciate contro degli innocenti per fargli del male:

• La moglie di Potifar quando vide che Giuseppe si rifiutò di giacersi con lei e fuggì da lei lasciandole nelle mani la sua veste lo calunniò dinanzi alla gente di casa sua ed a suo marito infatti è scritto: “Chiamò la gente della sua casa, e le parlò così: ‘Vedete, ei ci ha menato in casa un Ebreo per pigliarsi giuoco di noi; esso è venuto da me per giacersi meco, ma io ho gridato a gran voce. E com’egli ha udito ch’io alzavo la voce e gridavo, m’ha lasciato qui la sua veste, ed è fuggito fuori’. E si tenne accanto la veste di lui, finché il suo signore non fu tornato a casa. Allora ella gli parlò in questa maniera: ‘Quel servo ebreo che tu ci hai menato, venne da me per pigliarsi giuoco di me. Ma com’io ho alzato la voce e ho gridato, egli m’ha lasciato qui la sua veste e se n’è fuggito fuori” (Gen. 39:14-18) 

• Iezabel, la moglie del re Achab, istigò gli anziani e i notabili della città di Naboth a fare calunniare Naboth per poterlo mettere a morte e così far avere ad Achab suo marito la vigna di Naboth (che si trovava presso il palazzo di Achab e che Naboth si era rifiutato di cederla al re) difatti la Scrittura dice: “E scrisse delle lettere a nome di Achab, le sigillò col sigillo di lui, e le mandò agli anziani ed ai notabili della città di Naboth che abitavano insieme con lui. E in quelle lettere scrisse così: ‘Bandite un digiuno, e fate sedere Naboth in prima fila davanti al popolo; e mettetegli a fronte due scellerati, i quali depongano contro di lui, dicendo: ‘Tu hai maledetto Iddio ed il re’; poi menatelo fuor di città, lapidatelo, e così muoia’. La gente della città di Naboth, gli anziani e i notabili che abitavano nella città, fecero come Izebel avea loro fatto dire, secondo ch’era scritto nelle lettere ch’ella avea loro mandate” (1 Re 21:8-11).

• I capi sacerdoti calunniarono Gesù davanti a Pilato dicendogli: “Abbiam trovato costui che sovvertiva la nostra nazione e che vietava di pagare i tributi a Cesare…” (Luca 23:2). Questa era una accusa falsa perché Gesù non sovvertì la nazione giudaica e non vietò mai di pagare i tributi a Cesare anzi a proposito di quest’ultima cosa ordinò di pagarli perché disse: “Rendete dunque a Cesare quel ch’è di Cesare…” (Matt. 22:21).

• Degli uomini subornati (istigati di nascosto a fare cosa contraria al proprio dovere) calunniarono Stefano dicendo: “Noi l’abbiamo udito dir parole di bestemmia contro Mosè e contro Dio” (Atti 6:11).

I calunniatori ossia i falsi testimoni secondo la legge di Mosè quando veniva accertato che la loro testimonianza era falsa ed inventata dovevano essere puniti infatti Dio aveva detto: “Quando un testimonio iniquo si leverà contro qualcuno per accusarlo d’un delitto, i due uomini fra i quali ha luogo la contestazione compariranno davanti all’Eterno, davanti ai sacerdoti e ai giudici in carica in que’ giorni. I giudici faranno una diligente inchiesta; e se quel testimonio risulta un testimonio falso, che ha deposto il falso contro il suo fratello, farete a lui quello ch’egli avea intenzione di fare al suo fratello. Così torrai via il male di mezzo a te” (Deut. 19:16-19). Nel libro dei Proverbi viene riprovato il falso testimonio in questi termini: “Chi spande la calunnia è uno stolto” (Prov. 10:18), “l’empio getta sugli altri vituperio ed onta” (Prov. 13:5), “Con la sua bocca l’ipocrita rovina il suo prossimo” (Prov. 11:9), “Il falso testimonio non rimarrà impunito” (Prov. 19:5).

Come potete vedere da voi stessi la falsa testimonianza proferita contro qualcuno per rovinarlo è condannata dalla Scrittura, e chi la proferisce è uno stolto e non rimarrà impunito. Ma nonostante la Scrittura parli chiaro a tale riguardo; ci sono alcuni in mezzo al popolo di Dio che prendono piacere nel calunniare infatti s’inventano ogni sorta di accuse contro taluni uomini integri che camminano nell’integrità al solo fine di allontanare da loro gli amici e farli apparire agli occhi degli altri dei malfattori. La calunnia per codesta gente è un’arma con la quale pensano di rovinare alcuni e nella quale confidano, ma la calunnia si manifesta prima o poi come tale e perciò cade a terra e coloro che la divulgano vengono svergognati e puniti da Dio come meritano.

 

Tratto dal sito ‘La nuova via‘ 

 

 

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