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La storia di Gesù di Nazareth, una storia predeterminata da Dio

La storia di Gesù di Nazareth dall’inizio alla fine è un susseguirsi di eventi che si sono verificati affinché la Scrittura fosse adempiuta. Nel leggerla quindi è impossibile non rendersi conto di trovarsi davanti ad una storia predeterminata da Dio.

Cominciamo dalla sua nascita. Gesù nacque da una vergine di nome Maria, in quanto questa giovane rimase incinta per virtù dello Spirito Santo mentre essa era fidanzata ad un uomo della casa e famiglia di Davide chiamato Giuseppe (cfr. Matteo 1:18; Luca 1:26-38). Quindi Gesù non nacque come tutti gli altri uomini. Perché avvenne questo? Perché Dio aveva predeterminato che avvenisse così la nascita del Suo Cristo e difatti lo aveva preannunciato in questi termini per mezzo del profeta Isaia alcuni secoli prima che l’evento si verificasse: “Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figliuolo, al quale sarà posto nome Emmanuele, che, interpretato, vuol dire: «Iddio con noi»” (Matteo 1:23; cfr. Isaia 7:14). D’altronde, Gesù era il Figlio di Dio che era in cielo con Dio da ogni eternità (cfr. Giovanni 1:1), e quindi per venire in questo mondo non poteva essere generato da seme d’uomo, ma doveva essere generato dallo Spirito Santo, e così fu (cfr. Matteo 1:20).

Quindi quando giunse il tempo prestabilito da Dio, quella giovane, rimasta incinta per virtù dello Spirito Santo, diede alla luce il Figliuolo di Dio, ed allora si adempì la Scrittura: “Poiché un fanciullo ci è nato, un figliuolo ci è stato dato, e l’imperio riposerà sulle sue spalle; sarà chiamato Consigliere ammirabile, Dio potente, Padre eterno, Principe della pace” (Isaia 9:5). E Maria lo diede alla luce non nella sua città, cioè Nazareth (perché Maria era di Nazareth, in Galilea), ma in un’altra città e cioè in Betleem, nel territorio della tribù di Giuda, secondo che è scritto: “Or essendo Gesù nato in Betleem di Giudea, ai dì del re Erode …” (Matteo 2:1). Questo evento si verificò in quel luogo perché Dio aveva innanzi determinato che accadesse in quel luogo e aveva rivelato la cosa per mezzo del profeta Michea: “Ma da te, o Bethlehem Efrata, piccola per esser fra i migliai di Giuda, da te mi uscirà colui che sarà dominatore in Israele, le cui origini risalgono ai tempi antichi, ai giorni eterni” (Michea 5:1; cfr. Matteo 2:1-6; Luca 2:6-20). 

Ma come mai Maria si trovava a Betleem, la città di Davide, quando partorì Gesù? Perché era stata costretta a recarvisi con Giuseppe suo marito a causa di un censimento che era stato decretato da parte di Cesare Augusto, in quanto Giuseppe era della casa e famiglia di Davide: “Or in que’ dì avvenne che un decreto uscì da parte di Cesare Augusto, che si facesse un censimento di tutto l’impero. Questo censimento fu il primo fatto mentre Quirinio governava la Siria. E tutti andavano a farsi registrare, ciascuno alla sua città. Or anche Giuseppe salì di Galilea, dalla città di Nazaret, in Giudea, alla città di Davide, chiamata Betleem, perché era della casa e famiglia di Davide, a farsi registrare con Maria sua sposa, che era incinta. E avvenne che, mentre eran quivi, si compié per lei il tempo del parto; ed ella diè alla luce il suo figliuolo primogenito …” (Luca 2:1-7). 

E’ evidente dunque che fu Dio a mettere in cuore all’imperatore di decretare in quel preciso periodo quel censimento. Non è forse scritto: “Il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace” (Proverbi 21:1)? Quel decreto imperiale era stato dunque predeterminato da Dio per fare nascere il Suo Figliuolo a Betlemme, la città di Davide. 
Anche il fatto che Erode quando vide che i Magi non tornarono a lui a dirgli dove era il fanciullino Gesù – i magi infatti erano arrivati a Gerusalemme dall’Oriente perché avevano veduto la stella e si erano messi a chiedere dov’era il re dei Giudei che era nato perché essi erano venuti per adorarlo, e il re Erode avendo saputo dai capi sacerdoti e dagli scribi che il Cristo doveva nascere in Betleem di Giudea, li aveva chiamati di nascosto e li aveva mandati a Betleem, dicendogli di farglielo sapere quando lo avrebbero trovato che pure lui voleva andare ad adorarlo, ma i magi dopo aver trovato il bambino Gesù ed averlo adorato furono divinamente avvertiti da Dio in sogno di non ripassare da Erode (cfr. Matteo 2:1-12) – mandò ad uccidere tutti i maschi che erano in Betleem e in tutto il suo territorio dall’età di due anni in giù, avvenne perché anch’esso era stato innanzi determinato da Dio e difatti lo aveva predetto Geremia in questi termini: “S’è udita una voce in Rama, un lamento, un pianto amaro; Rachele piange i suoi figliuoli; ella rifiuta d’esser consolata de’ suoi figliuoli, perché non sono più” (Geremia 31:15; cfr. Matteo 2:16-18). 

E che dire del fatto che Giuseppe prese il fanciullino e sua madre e scese in Egitto per dimorarvi fino alla morte di Erode? Anch’esso era stato predeterminato da Dio infatti Dio aveva detto tramite il profeta Osea: “Fin dall’Egitto, chiamai il mio figliuolo” (Osea 11:1; cfr. Matteo 2:13-15). E affinché ciò si adempisse Dio ordinò a Giuseppe prima di scendere in Egitto con il bambino e sua madre e poi a suo tempo di tornare in Israele, secondo che è scritto: “Un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e fuggi in Egitto, e sta’ quivi finch’io non tel dica; perché Erode cercherà il fanciullino per farlo morire. Egli dunque levatosi, prese di notte il fanciullino e sua madre, e si ritirò in Egitto; ed ivi stette fino alla morte di Erode … Ma dopo che Erode fu morto, ecco un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto, e gli disse: Lèvati, prendi il fanciullino e sua madre, e vattene nel paese d’Israele; perché son morti coloro che cercavano la vita del fanciullino. Ed egli, levatosi, prese il fanciullino e sua madre ed entrò nel paese d’Israele” (Matteo 2:13-14,19-21).

E che dire poi del fatto che Giuseppe tornato in Israele, per ordine di Dio, andò ad abitare non in Giudea (dove inizialmente aveva pensato di andare) ma in Galilea e precisamente a Nazareth? Non fu anch’esso innanzi determinato da Dio? Certo, infatti avvenne così perché Gesù doveva essere chiamato Nazareno (Matteo 2:19-23).

Gesù, quando aveva circa trent’anni, fu unto di Spirito Santo perché così Dio aveva predeterminato e difatti aveva preannunciato tramite il profeta Isaia: “Ecco il mio servo, io lo sosterrò; il mio eletto in cui si compiace l’anima mia; io ho messo il mio spirito su lui, egli insegnerà la giustizia alle nazioni” (Isaia 42:1), ed anche: “Lo spirito del Signore, dell’Eterno è su me, perché l’Eterno m’ha unto per recare una buona novella agli umili” (Isaia 61:1), e tramite il salmista aveva detto: “Tu ami la giustizia e odii l’empietà. Perciò Iddio, l’Iddio tuo, ti ha unto d’olio di letizia a preferenza de’ tuoi colleghi” (Salmo 45:7). E così quando Luca afferma che “essendo anche Gesù stato battezzato, mentre stava pregando, s’aprì il cielo, e lo Spirito Santo scese su lui in forma corporea a guisa di colomba …” (Luca 3:21-22), quella discesa dello Spirito sopra Gesù non fu altro che l’adempimento di ciò che Dio aveva predetto secoli prima.

Gesù lasciò Nazareth – dove era stato allevato (cfr. Luca 4:16) – per andare a Capernaum, città sul mare ai confini di Zabulon e di Neftali, perché anche questo era stato innanzi determinato da Dio e Dio aveva preannunciato questo tramite il profeta Isaia in questi termini: “Ma le tenebre non dureranno sempre per la terra ch’è ora nell’angoscia. Come ne’ tempi passati Iddio coprì d’obbrobrio il paese di Zabulon e il paese di Neftali, così ne’ tempi avvenire coprirà di gloria la terra vicina al mare, di là dal Giordano, la Galilea de’ Gentili. Il popolo che camminava nelle tenebre, vede una gran luce; su quelli che abitavano il paese dell’ombra della morte, la luce risplende” (Isaia 8:23-9:1; Matteo 4:13-16). 
Gesù predicò la Buona Novella del Regno di Dio (cfr. Luca 8:1) perché così Dio aveva innanzi determinato, infatti Isaia aveva detto: “Lo Spirito del Signore, dell’Eterno è su me, perché l’Eterno m’ha unto per recare una buona novella agli umili” (Isaia 61:1; Luca 4:17-21). 

Gesù parlò alle turbe in parabole perché così Dio aveva innanzi determinato, infatti aveva detto tramite il profeta Asaf: “Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri de’ tempi antichi” (Salmo 78:2; Matteo 13:34-35). E la ragione per cui Dio aveva determinato ciò, era per impedire a quelli di fuori di vedere e udire come disse per bocca del profeta Isaia: “Udrete co’ vostri orecchi e non intenderete; guarderete co’ vostri occhi e non vedrete; perché il cuore di questo popolo s’è fatto insensibile, son divenuti duri d’orecchi ed hanno chiuso gli occhi, che talora non veggano con gli occhi e non odano con gli orecchi e non intendano col cuore e non si convertano, ed io non li guarisca” (Matteo 13:14-15; Isaia 6:9-10). Queste parole di Isaia furono infatti citate da Gesù quando spiegò ai suoi discepoli perché parlava alle turbe in parabole, infatti disse loro: “Perciò parlo loro in parabole, perché, vedendo, non vedono; e udendo, non odono e non intendono. E s’adempie in loro la profezia d’Isaia che dice …” (Matteo 13:13-14). 
Gesù guarì gli ammalati sempre per lo stesso motivo, perché così Dio aveva innanzi determinato, infatti Matteo dice: “Poi, venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati, affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: Egli stesso ha preso le nostre infermità, ed ha portato le nostre malattie” (Matteo 8:16-17), e ordinò loro di non farlo conoscere affinché si adempisse quello che aveva detto Isaia: “Ecco il mio Servitore che ho scelto; il mio diletto, in cui l’anima mia si è compiaciuta. Io metterò lo Spirito mio sopra lui, ed egli annunzierà giudicio alle genti. Non contenderà, né griderà, né alcuno udrà la sua voce nelle piazze. Ei non triterà la canna rotta e non spegnerà il lucignolo fumante, finché non abbia fatto trionfar la giustizia. E nel nome di lui le genti spereranno” (Matteo 12:18-21: Isaia 42:1-4).
E proseguiamo parlando dell’odio dei Giudei nei confronti di Gesù, perché anch’esso era stato innanzi determinato da Dio infatti Davide aveva detto: “.. m’odiano senza cagione …” (Salmo 69:4). In effetti quando noi leggiamo la storia di Gesù di Nazareth non possiamo non notare come fu odiato dal mondo senza ragione. E perché avvenne questo? Non è forse vero che Gesù andò attorno facendo soltanto del bene, e che non fece torto a nessuno? Certo che Gesù andò attorno facendo del bene, come è certo che non commise violenze e nella sua bocca non ci fu frode alcuna (cfr. Isaia 53:9). Ma Dio aveva decretato che il Suo Figliuolo doveva essere odiato senza ragione, infatti nella notte in cui fu tradito Gesù disse ai suoi discepoli: “Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto tra loro le opere che nessun altro ha fatte mai, non avrebbero colpa; ma ora le hanno vedute, ed hanno odiato e me e il Padre mio. Ma quest’è avvenuto affinché sia adempita la parola scritta nella loro legge: Mi hanno odiato senza cagione” (Giovanni 15:23-25). Dunque, per Gesù, l’odio del mondo verso di Lui che poi lo portò sulla croce, era stato innanzi determinato da Dio. Quella Scrittura doveva adempiersi quindi, e Dio la mandò ad effetto. Dio volse dunque il cuore del popolo d’Israele contro il Suo Figliuolo, affinché i Giudei lo odiassero. D’altronde, questo è quello che Dio aveva fatto già tanti secoli prima con gli Egiziani, secondo che è scritto: “Allora Israele venne in Egitto, e Giacobbe soggiornò nel paese di Cham. Iddio fece moltiplicar grandemente il suo popolo, e lo rese più potente dei suoi avversari. Poi voltò il cuor loro perché odiassero il suo popolo, e macchinassero frodi contro i suoi servitori” (Salmo 105:23-25), affinché si adempissero le parole che Dio aveva detto ad Abrahamo (cfr. Genesi 15:13).

Gesù fu rigettato dai capi sacerdoti, dagli anziani e dai Farisei per il determinato consiglio di Dio, infatti Dio aveva detto: “La pietra che gli edificatori avevano rigettata è divenuta la pietra angolare. Questa è opera dell’Eterno, è cosa maravigliosa agli occhi nostri” (Salmo 118:22-23; Matteo 21:42).
Il fatto che la maggiore parte dei Giudei non credettero in Lui era anch’esso stato predeterminato da Dio infatti Giovanni ha scritto: “E sebbene avesse fatto tanti miracoli in loro presenza, pure non credevano in lui; affinché s’adempisse la parola detta dal profeta Isaia: Signore, chi ha creduto a quel che ci è stato predicato? E a chi è stato rivelato il braccio del Signore? Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia: Egli ha accecato gli occhi loro e ha indurato i loro cuori, affinché non veggano con gli occhi, e non intendano col cuore, e non si convertano, e io non li sani. Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò” (Giovanni 12:37-41)

Gesù entrò in Gerusalemme montato sopra un’asina perché così Dio aveva decretato dover accadere, infatti aveva detto per bocca del profeta Zaccaria: “Esulta grandemente, o figliuola di Sion, manda gridi d’allegrezza, o figliuola di Gerusalemme; ecco, il tuo re viene a te; egli è giusto e vittorioso, umile e montato sopra un asino, sopra un puledro d’asina” (Zaccaria 9:9; Matteo 21:4-7; Giovanni 12:14-15).

Il fatto poi che Giuda Iscariota, uno dei dodici, decise di tradire Gesù, fu anch’esso un evento predeterminato da Dio e che era stato preannunciato in questi termini: “Perfino l’uomo col quale vivevo in pace, nel quale confidavo, che mangiava il mio pane, ha alzato il calcagno contro a me” (Salmo 41:9; Giovanni 13:18), come anche l’ammontare del denaro che i capi sacerdoti diedero a Giuda era stato innanzi determinato da Dio, infatti il profeta aveva detto: “E io dissi loro: ‘Se vi par bene, datemi il mio salario; se no, lasciate stare’. Ed essi mi pesarono il mio salario; trenta sicli d’argento” (Zaccaria 11:12; Matteo 26:14-16), denaro con il quale, dopo che Giuda lo riportò ai capi sacerdoti e agli anziani, fu comprato il campo del vasaio per farne un luogo di sepoltura per i forestieri, fatto questo anch’esso innanzi determinato da Dio in quanto era stato detto: “E l’Eterno mi disse: ‘Gettalo per il vasaio, questo magnifico prezzo al quale m’hanno stimato!’ E io presi i trenta sicli d’argento, e li gettai nella casa dell’Eterno per il vasaio” (Zaccaria 11:12-13; Matteo 27:7-10) 

Anche l’arresto di Gesù avvenne perché era stato predeterminato da Dio, infatti nella notte in cui fu tradito, Gesù nel Getsemani disse a quel suo discepolo che aveva sfoderato la spada e percosso il servitore del sommo sacerdote, spiccandogli l’orecchio: “Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che prendon la spada, periscon per la spada. Credi tu forse ch’io non potrei pregare il Padre mio che mi manderebbe in quest’istante più di dodici legioni d’angeli? Come dunque si adempirebbero le Scritture, secondo le quali bisogna che così avvenga?” (Matteo 26:52-54). Gesù dunque non pregò il Padre di mandargli gli angeli per liberarlo dalla mano dei suoi nemici che erano venuti ad arrestarlo, perché altrimenti non si sarebbero adempiute le Scritture secondo le quali così doveva accadere! Egli doveva essere arrestato e poi condannato a morte e crocifisso! E badate che il suo arresto si compì nell’ora decretata da Dio, infatti i Giudei avevano più volte cercato di prenderlo ma non c’erano riusciti. Infatti è scritto: “Cercavan perciò di pigliarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso, perché l’ora sua non era ancora venuta” (Giovanni 7:30), e anche: “Queste parole disse Gesù nel tesoro, insegnando nel tempio; e nessuno lo prese, perché l’ora sua non era ancora venuta” (Giovanni 8:20). E vi ricordate quando i capi sacerdoti e i Farisei mandarono delle guardie a pigliarlo, ma queste tornarono senza di lui con grande disappunto dei Farisei e dei capi sacerdoti (cfr. Giovanni 7:32;45)? E quando nel tempio “essi cercavan di nuovo di pigliarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani” (Giovanni 10:39)? Non erano riusciti a prenderlo in quelle circostanze perché la sua ora, quella decretata da Dio, non era ancora giunta. Questo spiega perché Gesù nel Getsemani poco prima di essere arrestato disse ai suoi discepoli: “Ecco, l’ora è giunta, e il Figliuol dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. Levatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino” (Matteo 26:45-46), e disse poi a coloro che vennero ad arrestarlo: “Voi siete usciti con ispade e bastoni come contro ad un ladrone per pigliarmi. Ogni giorno ero fra voi insegnando nel tempio, e voi non mi avete preso; ma ciò è avvenuto, affinché le Scritture fossero adempiute” (Marco 14:48-49). In Luca troviamo scritto: “E Gesù disse ai capi sacerdoti e ai capitani del tempio e agli anziani che eran venuti contro a lui: Voi siete usciti con spade e bastoni, come contro a un ladrone; mentre ero ogni giorno con voi nel tempio, non mi avete mai messe le mani addosso; ma questa è l’ora vostra e la potestà delle tenebre” (Luca 22:52-53). Gesù dunque fu preso dai Giudei perché lo volle Dio e quando lo volle Dio … ossia quando giunse la sua ora! Ecco perché l’apostolo Pietro il giorno della Pentecoste disse ai Giudei a Gerusalemme: “Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste” (Atti 2:22-23). Notate come Pietro dica che Gesù fu dato nelle mani dei Giudei per il determinato consiglio di Dio! Ecco perché Gesù fu preso dai suoi nemici nel Getsemani e non pregò Dio di mandargli gli angeli a liberarlo (Dio però gli mandò un angelo per consolarlo cfr. Luca 22:43): perché sapeva che in quella circostanza si dovevano adempiere le Scritture, e quindi era giunta la sua ora! 

Nella notte in cui fu tradito, Gesù disse ai suoi discepoli su quello che stava per accadergli: “In verità io vi dico che uno di voi, il quale mangia meco, mi tradirà. Essi cominciarono ad attristarsi e a dirgli ad uno ad uno: Sono io desso? Ed egli disse loro: È uno dei dodici, che intinge meco nel piatto. Certo il Figliuol dell’uomo se ne va, com’è scritto di lui; ma guai a quell’uomo per cui il Figliuol dell’uomo è tradito! Ben sarebbe per quell’uomo di non esser nato!” (Marco 14:18-21) Luca riporta le parole di Gesù così:: “Del resto, ecco, la mano di colui che mi tradisce è meco a tavola. Poiché il Figliuol dell’uomo, certo, se ne va, secondo che è determinato; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito!” (Luca 22:21-22). Avete notato? Per Gesù ciò che era stato scritto del Cristo doveva accadergli, perché era stato innanzi determinato da Dio. Per Gesù dunque la sua morte era stata predeterminata da Dio. 
E quando nel Getsemani Gesù fu arrestato, e avvenne che tutti i discepoli, lasciatolo, se ne fuggirono, anche ciò avvenne perché Dio lo aveva innanzi determinato, infatti il profeta Zaccaria aveva detto: “Colpisci il pastore, e sian disperse le pecore!” (Zaccaria 13:7; Matteo 26:31,56).

E poi quando Gesù fu crocifisso, fu crocifisso per il determinato consiglio di Dio, infatti Dio aveva detto per bocca di Isaia: “Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità” (Isaia 53:5), e per bocca di Davide: “Poiché cani m’han circondato; uno stuolo di malfattori m’ha attorniato; m’hanno forato le mani e i piedi” (Salmo 22:16).

E fu crocifisso non da solo, ma assieme a due malfattori e questo perché era stato anche ciò determinato da Dio, secondo che aveva detto il profeta: “E’ stato annoverato fra i trasgressori” (Isaia 53:12; Marco 15:27-28).

Il fatto che mentre Gesù era sulla croce fu vituperato da coloro che passavano di lì, secondo che è scritto: “E coloro che passavano di lì, lo ingiuriavano, scotendo il capo e dicendo: Tu che disfai il tempio e in tre giorni lo riedifichi, salva te stesso, se tu sei Figliuol di Dio, e scendi giù di croce! Similmente, i capi sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d’Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S’è confidato in Dio; lo liberi ora, s’Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio” (Matteo 27:39-43), era stato anch’esso determinato da Dio, infatti Davide aveva detto: “Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini, e lo sprezzato dal popolo. Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Ei si rimette nell’Eterno; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce!” (Salmo 22:6-8).

Le seguenti parole che Gesù pronunciò mentre era sulla croce: “Ho sete” (Giovanni 19:28), furono da lui pronunciate affinché avvenisse questo fatto che Dio aveva innanzi determinato, che Davide descrisse in questa maniera: “Nella mia sete, m’han dato a ber dell’aceto” (Salmo 69:21), che infatti subito dopo che Gesù disse quelle parole si verificò secondo che dice l’apostolo Giovanni: “V’era quivi un vaso pieno d’aceto; i soldati dunque, posta in cima a un ramo d’issopo una spugna piena d’aceto, gliel’accostarono alla bocca. E quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: È compiuto! E chinato il capo, rese lo spirito” (Giovanni 19:29-30).

Le seguenti parole che Gesù pronunciò sulla croce prima di spirare: “Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio” (Luca 23:46), erano state predeterminate da Dio infatti Davide aveva detto: “O Eterno …. Io rimetto il mio spirito nelle tue mani” (Salmo 31:1,5). 

E poi che dire del soldato che quando vide Gesù già morto sulla croce gli forò il costato con una lancia, invece di fiaccargli le gambe come avevano chiesto di fare i Giudei? Non fu anch’esso un evento che era stato predeterminato da Dio? Certo, infatti Gesù non poteva avere alcun osso rotto, secondo che era stato detto: “Egli preserva tutte le ossa di lui, non uno ne è rotto” (Salmo 34:20). Quindi Dio fece sì che a Gesù non fosse rotto alcun osso da quel soldato, che si limitò a forargli il costato con una lancia in quanto Gesù doveva essere trafitto (Salmo 22:17; 34:20; Zaccaria 12:10; Giovanni 19:31-37). 

E poi c’è pure la spartizione delle vesti di Gesù e il tiraggio a sorte sulla sua tunica, che fecero i soldati presso la croce, che sono anch’essi eventi che erano stati predeterminati da Dio avendo Davide detto: “Spartiscon fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste” (Salmo 22:18; Giovanni 19:23-24)

Anche il seppellimento del corpo di Gesù in una tomba nuova che apparteneva ad un uomo ricco (cfr. Matteo 27:57-60), fu un evento predeterminato da Dio in quanto il profeta Isaia aveva detto del Cristo: “Gli avevano assegnata la sepoltura fra gli empi, ma nella sua morte, egli è stato col ricco, perché non aveva commesso violenze né v’era stata frode nella sua bocca” (Isaia 53:9).

E che dire della resurrezione di Cristo Gesù? Non era stata anch’essa predeterminata da Dio? Non aveva forse detto Davide per lo Spirito Santo: “Io ho sempre posto l’Eterno davanti agli occhi miei; poich’egli è alla mia destra, io non sarò punto smosso. Perciò il mio cuore si rallegra e l’anima mia festeggia; anche la mia carne dimorerà al sicuro; poiché tu non abbandonerai l’anima mia in poter della morte, né permetterai che il tuo santo vegga la fossa. Tu mi mostrerai il sentiero della vita; vi son gioie a sazietà nella tua presenza; vi son diletti alla tua destra in eterno” (Salmo 16:8-11)? Ecco perché l’apostolo Pietro dirà poi ai Giudei: “….ma Dio lo risuscitò, avendo sciolto gli angosciosi legami della morte, perché non era possibile ch’egli fosse da essa ritenuto” (Atti 2:24), perché dovevano adempiersi le parole profetiche di Davide. 

Possiamo dunque dire con ogni franchezza – e la Parola di Dio ci autorizza a farlo – che non avvenne nulla nella vita di Gesù che Dio non avesse innanzi determinato. Rifiutarsi dunque di credere nella predeterminazione degli eventi da parte di Dio nella vita di Gesù Cristo è una follia! 

Non era stato predeterminato che egli fosse odiato e condannato a morte? Non era stato predeterminato che egli morisse crocifisso? Come si possono spiegare queste cose se non attribuendo il loro accadimento alla potenza e alla sapienza di Dio, e quindi alla Sua sovranità che esercita in maniera irresistibile? Non è forse quello che fecero gli antichi discepoli del Signore quando dissero a Dio: “E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero” (Atti 4:27-28)? E Pietro non disse forse ai Giudei: “Uomini israeliti, udite queste parole: Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigî e segni che Dio fece per mezzo di lui fra voi, come voi stessi ben sapete, quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste ….” (Atti 2:22-23)? Certo all’inizio i discepoli non intesero ciò infatti quando Gesù aveva detto loro: “Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini” (Luca 9:44), “essi non capivano quel detto ch’era per loro coperto d’un velo, per modo che non lo intendevano” (Luca 9:45), come non intesero cosa volesse dire Gesù quando diceva che doveva risuscitare dai morti, infatti quando Gesù disse loro: “Il Figliuol dell’uomo sta per esser dato nelle mani degli uomini ed essi l’uccideranno; e tre giorni dopo essere stato ucciso, risusciterà” (Marco 9:31), Marco dice che “essi non intendevano il suo dire e temevano d’interrogarlo” (Marco 9:32). Ma quando Gesù fu risuscitato, Egli aprì loro la mente per intendere le Scritture che lo concernevano (cfr. Luca 24:45), per cui capirono che queste cose erano state scritte di lui e che Dio le aveva fatte accadere. La sua crocifissione e la sua resurrezione erano state innanzi determinate dal consiglio di Dio e quindi non potevano non verificarsi! 

E dopo che Gesù apparve ai suoi discepoli per molti giorni, Gesù fu assunto in cielo dove si pose a sedere alla destra di Dio, affinché si adempisse la Scrittura che dice: “L’Eterno ha detto al mio Signore: Siedi alla mia destra finché io abbia fatto de’ tuoi nemici lo sgabello dei tuoi piedi” (Salmo 110:1; cfr. Atti 2:34), e Gesù, una volta sedutosi alla destra di Dio, sparse lo Spirito Santo, come aveva promesso lui stesso ai suoi discepoli dicendo nella notte che fu tradito: “Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me …” (Giovanni 15:26), e poco prima di ascendere in cielo: “Giovanni battezzò sì con acqua, ma voi sarete battezzati con lo Spirito Santo fra non molti giorni” (Atti 1:5); e questo affinché si adempisse la Scrittura che dice: “E, dopo questo, avverrà che io spanderò il mio spirito sopra ogni carne, e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profetizzeranno, i vostri vecchi avranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni; E anche sui servi e sulle serve, spanderò in quei giorni il mio spirito” (Gioele 2:28-29). Gesù Cristo è dunque ora in cielo dove angeli, principati e potenze gli sono sottoposti. Lo scrittore agli Ebrei dice infatti: “Difatti, non è ad angeli ch’Egli ha sottoposto il mondo a venire del quale parliamo; anzi, qualcuno ha in un certo luogo attestato dicendo: Che cos’è l’uomo che tu ti ricordi di lui o il figliuol dell’uomo che tu ti curi di lui? Tu l’hai fatto di poco inferiore agli angeli; l’hai coronato di gloria e d’onore; tu gli hai posto ogni cosa sotto i piedi. Col sottoporgli tutte le cose, Egli non ha lasciato nulla che non gli sia sottoposto. Ma al presente non vediamo ancora che tutte le cose gli siano sottoposte; ben vediamo però colui che è stato fatto di poco inferiore agli angeli, cioè Gesù, coronato di gloria e d’onore a motivo della morte che ha patita, onde, per la grazia di Dio, gustasse la morte per tutti. Infatti, per condurre molti figliuoli alla gloria, ben s’addiceva a Colui per cagion del quale son tutte le cose e per mezzo del quale son tutte le cose, di rendere perfetto, per via di sofferenze, il duce della loro salvezza” (Ebrei 2:5-10). E tutti gli angeli di Dio lo adorano, secondo che è scritto: “Tutti gli angeli di Dio l’adorino!” (Ebrei 1:7). Dunque Gesù Cristo è coronato di gloria e di onore a motivo della morte che patì, morte che era stato predestinato a patire per amore nostro, per salvarci. Ed a proposito di questa gloria di cui Gesù è stato coronato in cielo dopo la sua morte, è bene ricordare che era stata preannunciata anch’essa dai profeti, esattamente come la sua morte. Infatti l’apostolo Pietro dice nella sua prima epistola: “Questa salvezza è stata l’oggetto delle ricerche e delle investigazioni dei profeti che profetizzarono della grazia a voi destinata. Essi indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire. E fu loro rivelato che non per se stessi ma per voi ministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno evangelizzato per mezzo dello Spirito Santo mandato dal cielo; nelle quali cose gli angeli desiderano riguardare bene addentro” (1 Pietro 1:10-12)

Dunque, anche in questo caso vediamo come qualcosa che si è verificato era stato già predeterminato da Dio. Ecco perché Gesù nella notte in cui fu tradito disse al Padre: “Padre, io voglio che dove son io, siano meco anche quelli che tu m’hai dati, affinché veggano la mia gloria che tu m’hai data; poiché tu m’hai amato avanti la fondazion del mondo” (Giovanni 17:24), perché Gesù conosceva la gloria che doveva seguire la sua morte di cui avevano parlato i profeti! E quando dunque venne l’ora in cui doveva passare da questo mondo al Padre, vi passò, perché così Dio aveva innanzi determinato. A Dio sia la gloria in Cristo Gesù ora e in eterno. Amen

 

Giacinto Butindaro

 

Gloria al santo nome del nostro Signore Gesù Cristo, che è DIO benedetto in eterno.

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