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La vera vita cristiana secondo un ateo

In un opuscolo, in circolazione alla fine del XIX secolo, scritto da un ateo, si potevano leggere queste parole:

«Se credessi fermamente, come dichiarano milioni di persone, che la conoscenza e la pratica della religione in questa vita influenzino il destino in quella successiva, la fede sarebbe tutto per me.

Abbandonerei ogni divertimento terreno come se fosse spazzatura, qualsiasi preoccupazione umana considerandola follia, e pensieri e sentimenti naturali come vanità.

La religione sarebbe il mio primo pensiero quando apro gli occhi e l’ultima immagine prima di cedere al sonno.

Mi darei da fare soltanto per la sua causa.

Penserei soltanto all’eternità.

Considererei un’anima guadagnata al cielo degna di una vita di sofferenza.

Le conseguenze terrene non fermerebbero la mia mano né chiuderebbero le mie labbra.

Avrei a cuore soltanto l’eternità, e le anime immortali che mi attorniano, che possono essere eternamente felici o eternamente miserabili.

Andrei nel mondo a predicare in ogni momento e il mio messaggio sarebbe: “Che giova all’uomo guadagnare il mondo se poi perde l’anima sua?”» (Tratto dal libro “Charles T. Studd”, di Norman Grubb, ADI-Media, 1998, pag. 27)

Abbiamo appena letto, dal punto di vista di un ateo, come gli increduli si aspettano di veder vivere e quali sentimenti devono avere coloro che si dichiarano credenti.

Tale è il tipo di vita che si aspettano di vedere coloro che sono perduti nei falli e nei peccati in coloro che si dichiarano cristiani. Purtroppo sappiamo che sono veramente pochi coloro che si conducono in tale maniera, come ordinato dalle sacre Scritture.

Cari nel Signore, ricordatevi che non siete stati salvati da Gesù Cristo per vivere nei piaceri della vita, proprio come vivevate prima di diventare figlioli id Dio, come vivono i pagani che non conoscono Iddio e si fanno dominare da ogni concupiscenza; ma voi siete chiamati a camminare in maniera santa e irreprensibile, ed è proprio questa coerenza di condurre la propria vita con quanto è ordinato da Dio nella Sua Parola, che i pagani si aspettano di vedere in tutti i cristiani.

Se un credente vive come vivono quelli del mondo, come si potrà far vedere ai perduti che Cristo abita in lui ed è stato rigenerato a nuova vita? Coloro che vedono che un cristiano vive come fa il mondo, penserà di certo che si trova davanti o a un cristiano ipocrita che finge di essere cristiano, oppure che non esiste il cristianesimo. I cristiani che si conducono in maniera incoerente e contradditoria con quanto è scritto nella Bibbia, armano la mano degli atei e di tutti i nemici di Dio e della Verità.

Dunque, cari nel Signore ricordatevi che i figlioli di Dio devono obbedire sempre fino alla fine al santo comandamento dato da Dio:

«… e, come figliuoli d’ubbidienza, non vi conformate alle concupiscenze del tempo passato quand’eravate nell’ignoranza; ma come Colui che vi ha chiamati è santo, anche voi siate santi in tutta la vostra condotta; poiché sta scritto: Siate santi, perché io son santo.» (1 Pietro 1:14-16)

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

[Tratto dal blog ‘La buona strada’ di G. Piredda]

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