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L’adulterio

L’adulterio è la relazione carnale che un marito o una moglie ha fuori dalla sfera matrimoniale. Per esempio se un uomo sposato si giace carnalmente con la moglie del suo prossimo commette adulterio. L’adulterio è comunemente chiamato ‘relazione extraconiugale’.

 

La Scrittura lo condanna in svariate maniere: la legge infatti dice: “Non commettere adulterio” (Es. 20:14), ed ancora: “Se uno commette adulterio con la moglie d’un altro, se commette adulterio con la moglie del suo prossimo, l’adultero e l’adultera dovranno esser messi a morte” (Lev. 20:10). Si noti come secondo la legge coloro che commettono adulterio, secondo il giudizio di Dio, sono degni di morte.

 

Gesù Cristo ha completato il comandamento della legge relativo al non commettere adulterio infatti ha detto: “Voi avete udito che fu detto: Non commettere adulterio. Ma io vi dico che chiunque guarda una donna per appetirla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Matt. 5:27-28).

 

Il Signore Gesù ha anche detto: “Chiunque manda via la moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; e chiunque sposa una donna mandata via dal marito, commette adulterio” (Luca 16:18). Come potete vedere commette adulterio sia chi manda via la moglie e passa a nuove nozze, e sia colui che sposa la donna mandata via. Anche nel caso sia la donna a ripudiare il marito e a passare a nuove nozze c’è adulterio perché Gesù disse: “Se la moglie, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio” (Mar. 10:12). Questo perché la donna maritata è legata al proprio marito per tutto il tempo che egli vive; solo la sua morte le dà il diritto di passare ad un altro uomo. Questo lo spiega bene Paolo ai Romani quando dice: “Infatti la donna maritata è per la legge legata al marito mentre egli vive; ma se il marito muore, ella è sciolta dalla legge che la lega al marito. Ond’è che se mentre vive il marito ella passa ad un altro uomo, sarà chiamata adultera; ma se il marito muore, ella è libera di fronte a quella legge; in guisa che non è adultera se divien moglie d’un altro uomo” (Rom. 7:2-3). Questa è la ragione per cui i fratelli e le sorelle chiamati da Dio quando erano o divorziati o separati non possono sposarsi mentre il loro coniuge è ancora in vita, perché se si sposano commettono adulterio. Guardatevi dunque da tutti coloro che insegnano che un credente divorziato può sposarsi mentre il suo coniuge è ancora in vita; o che insegnano che nel caso un credente manda via la propria moglie per cagione di fornicazione (cioè perché gli è stato infedele) egli ha il diritto di risposarsi, perché essi dicono il falso e istigano all’adulterio le anime.

 

Lo scrittore agli Ebrei dice: “Sia il matrimonio tenuto in onore da tutti, e sia il talamo incontaminato; poiché Iddio giudicherà i fornicatori e gli adulteri” (Ebr. 13:4), e la sapienza afferma che chi tocca la moglie del suo prossimo non rimarrà impunito (cfr. Prov. 6:29); ciò significa che coloro che si contaminano con la moglie del loro prossimo vengono puniti da Dio. Non illudetevi quindi, e non vi fate sedurre da coloro che dicono, per ‘tranquillizzare’ coloro che vogliono sposarsi la moglie del loro prossimo, che anche Davide che era un uomo secondo il cuore di Dio commise adulterio e poi fu perdonato da Dio, perché Davide fu sì perdonato ma fu anche giudicato da Dio per avere commesso adulterio con Bath – Sheba infatti Dio gli disse tramite il profeta Nathan: “Or dunque la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, giacché tu m’hai disprezzato e hai preso per tua moglie la moglie di Uria lo Hitteo. Così dice l’Eterno: Ecco, io sto per suscitare contro di te la sciagura dalla tua stessa casa, e prenderò le tue mogli sotto i tuoi occhi per darle a un tuo prossimo, che si giacerà con esse in faccia a questo sole; poiché tu l’hai fatto in segreto; ma io farò questo davanti a tutto Israele e in faccia al sole” (2 Sam. 12:10-12), e gli fece morire pure il bambino che Bath – Sheba gli aveva partorito (cfr. 2 Sam. 12:14-15,18).

 

Nel libro dei Proverbi vi sono molte esortazioni a fuggire la donna adultera e con esse anche diverse parole che mostrano cosa attende coloro che vanno dalla moglie del loro prossimo; voglio trascriverle al fine di farvi comprendere quanto nocivo sia l’adulterio per chiunque lo commette: “Se la cerchi come l’argento… l’intelligenza ti proteggerà; ti scamperà dalla donna adultera, dalla infedele che usa parole melate, che ha abbandonato il compagno della sua giovinezza e ha dimenticato il patto del suo Dio. Poiché la sua casa pende verso la morte, e i suoi sentieri menano ai defunti. Nessuno di quelli che vanno da lei ne ritorna, nessuno riprende i sentieri della vita” (Prov. 2:4,11-19); “Poiché le labbra dell’adultera stillano miele, e la sua bocca è più morbida dell’olio; ma la fine cui mena è amara come l’assenzio, è acuta come una spada a due tagli. I suoi piedi scendono alla morte, i suoi passi fan capo al soggiorno dei defunti. Lungi dal prendere il sentiero della vita, le sue vie sono erranti, e non sa dove va. Or dunque, figliuoli, ascoltatemi, e non vi dipartite dalle parole della mia bocca. Tieni lontana da lei la tua via, e non t’accostare alla porta della sua casa, per non dare ad altri il fiore della tua gioventù, e i tuoi anni al tiranno crudele; perché degli stranieri non si sazino de’ tuoi beni, e le tue fatiche non vadano in casa d’altri; perché tu non abbia a gemere quando verrà la tua fine, quando la tua carne e il tuo corpo saran consumati, e tu non dica: ‘Come ho fatto a odiare la correzione, e come ha potuto il cuor mio sprezzare la riprensione? come ho fatto a non ascoltare la voce di chi m’ammaestrava, e a non porger l’orecchio a chi m’insegnava? poco mancò che non mi trovassi immerso in ogni male, in mezzo al popolo ed all’assemblea’. Bevi l’acqua della tua cisterna, l’acqua viva del tuo pozzo. Le tue fonti debbon esse spargersi al di fuori? e i tuoi rivi debbon essi scorrer per le strade? Siano per te solo, e non per degli stranieri con te. Sia benedetta la tua fonte, e vivi lieto con la sposa della tua gioventù. Cerva d’amore, cavriola di grazia, le sue carezze t’inebrino in ogni tempo, e sii del continuo rapito nell’affetto suo. E perché, figliuol mio, t’invaghiresti d’un’estranea, e abbracceresti il seno della donna altrui?” (Prov. 5:3-20); “Il precetto è una lampada e l’insegnamento una luce e le correzioni della disciplina son la via della vita, per guardarti dalla donna malvagia, dalle parole lusinghevoli della straniera. Non bramare in cuor tuo la sua bellezza, e non ti lasciar prendere dalle sue palpebre; ché per una donna corrotta uno si riduce a un pezzo di pane, e la donna adultera sta in agguato contro un’anima preziosa. Uno si metterà forse del fuoco in seno senza che i suoi abiti si brucino? camminerà forse sui carboni accesi senza scottarsi i piedi? Così è di chi va dalla moglie del prossimo; chi la tocca non rimarrà impunito. Non si disprezza il ladro che ruba per saziarsi quand’ha fame; se è còlto, restituirà anche il settuplo, darà tutti i beni della sua casa. Ma chi commette un adulterio è privo di senno; chi fa questo vuol rovinar se stesso. Troverà ferite ed ignominia, e l’obbrobrio suo non sarà mai cancellato; ché la gelosia rende furioso il marito, il quale sarà senza pietà nel dì della vendetta; non avrà riguardo a riscatto di sorta, e anche se tu moltiplichi i regali, non sarà soddisfatto” (Prov.6:23-35); “Di’ alla sapienza: ‘Tu sei mia sorella’, e chiama l’intelligenza amica tua, affinché ti preservino dalla donna altrui, dall’estranea che usa parole melate. Ero alla finestra della mia casa, e dietro alla mia persiana stavo guardando, quando vidi, tra gli sciocchi, scòrsi, tra i giovani, un ragazzo privo di senno, che passava per la strada, presso all’angolo dov’essa abitava, e si dirigeva verso la casa di lei, al crepuscolo, sul declinar del giorno, allorché la notte si faceva nera, oscura. Ed ecco farglisi incontro una donna, in abito da meretrice e astuta di cuore, turbolenta e proterva, che non teneva piede in casa: ora in istrada, ora per le piazze, e in agguato presso ogni canto. Essa lo prese, lo baciò, e sfacciatamente gli disse: ‘Dovevo fare un sacrifizio di azioni di grazie; oggi ho sciolto i miei voti; perciò ti son venuta incontro per cercarti, e t’ho trovato. Ho guarnito il mio letto di morbidi tappeti, di coperte ricamate con filo d’Egitto; l’ho profumato di mirra, d’aloè e di cinnamomo. Vieni inebriamoci d’amore fino al mattino, sollazziamoci in amorosi piaceri; giacché il mio marito non è a casa; è andato in viaggio lontano; ha preso seco un sacchetto di danaro, non tornerà a casa che al plenilunio’. Ella lo sedusse con le sue molte lusinghe, lo trascinò con la dolcezza delle sue labbra. Egli le andò dietro subito, come un bove va al macello, come uno stolto è menato ai ceppi che lo castigheranno, come un uccello s’affretta al laccio, senza sapere ch’è teso contro la sua vita, finché una freccia gli trapassi il fegato. Or dunque, figliuoli, ascoltatemi, e state attenti alle parole della mia bocca. Il tuo cuore non si lasci trascinare nelle vie d’una tal donna; non ti sviare per i suoi sentieri; ché molti ne ha fatti cadere feriti a morte, e grande è la moltitudine di quelli che ha uccisi. La sua casa è la via del soggiorno de’ defunti, la strada che scende ai penetrali della morte” (Prov. 7:4-27) .

 

Ma mentre per la sapienza l’adulterio è da fuggire, per la stoltezza è da ricercare infatti oggi ci sono molti che si dicono savi, ma che in realtà sono stolti, che lo consigliano perché lo ritengono salutare e apportatore di benefici alla vita coniugale. Viviamo veramente in mezzo ad una generazione perversa e peccatrice che chiama bene ciò che Dio chiama male! Ma noi sappiamo che la stoltezza ha la bocca chiusa e che le sue opere non la giustificano affatto perché sono opere infruttuose la cui fine è la morte. I fatti parlano chiaro; coloro che commettono adulterio con la moglie del loro prossimo sono infelici, vivono nella paura, sono pieni di guai di ogni tipo (c’è chi ha subito disfunzioni cardiache e chi ha contratto malattie veneree, c’è chi viene ricattato, chi viene minacciato, chi viene sfruttato, chi abbandona la sposa della sua giovinezza ed i suoi figli); molti di loro muoiono colpiti dal marito o da un’amante della donna adultera e si ritrovano in un attimo nel soggiorno dei morti in mezzo alle fiamme. Che dire? Bisogna riconoscere che le parole della sapienza sono veraci; noi ne vediamo l’adempimento in coloro che rifiutano di dare retta alla Parola di Dio.

 

Quindi, riassumendo; devono fuggire la donna adultera sia coloro che ancora non sono sposati, e sia coloro che sono già sposati perché essa mena l’uomo alla rovina. Sì, è vero che l’adulterio apparentemente sembra qualcosa di innocuo e molto piacevole perché così il diavolo lo fa apparire nei film e su molte riviste mondane, ma sappiate che dietro questa sua parvenza si nasconde l’amarezza e la morte. Non può essere altrimenti, perché la Scrittura lo definisce peccato e attesta in maniera chiara che “il salario del peccato è la morte” (Rom. 6:23). Non illudetevi; non fatevi ingannare dal peccato! Fuggite la donna adultera che sta in agguato contro di voi, anche nel locale di culto talvolta.

 

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