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Le ADI e la nuova Gerusalemme

Le A.D.I. insegnano che il linguaggio usato da Giovanni nell’Apocalisse a riguardo della città santa è figurativo e non corrisponde alla realtà. In sostanza dicono che le cose che dice Giovanni sulla santa città non sono da prendere alla lettera ma simbolicamente. Da qui le loro affermazioni che il muro della città non è in realtà di diaspro e che la piazza della città non è d’oro puro….!! Nel libro di Oswald Sanders dal titolo Essere con Cristo che è stato pubblicato in Italia da ADI-MEDIA, e che al suo interno ha la prefazione di Francesco Toppi che di esso dice: ‘Oswald Sanders ha la grande abilità di riassumere in pochi capitoli con un linguaggio semplice tutta l’escatologia biblica, che altri studiosi hanno trattato in voluminose pubblicazioni … egli ha esposto l’argomento con estrema chiarezza’ (pag. 5), dico, in questo libro troviamo scritto quanto segue a proposito della Nuova Gerusalemme: ‘Un caso di interpretazione in chiave simbolica, che vale la pena citare, viene fatto anche da un altro scrittore evangelico nel libro dal titolo La Rivelazione di Gesù Cristo; lo menziono perché esso sembra accordarsi più con l’intero tenore del libro dell’Apocalisse che con il punto di vista opposto. L’autore sostiene che un’interpretazione letterale risulta inaccettabile a motivo di implicite difficoltà. Bisogna davvero credere che lì esistano vaste masse di oro solido, di cui gli angeli stanno misurando le barre e del quale le strade sono ricoperte? …. Questa opinione non può essere sostenuta coerentemente senza fare violenza al linguaggio figurativo …. ‘i fiumi d’acqua viva’ sono, incontestabilmente una figura dello Spirito Santo (cfr. Giovanni 7:37,38). Ma questa affermazione è indubbiamente simbolica, per analogia, lo sarà quella di un …. albero della vita …. e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. In quanto sarebbe contraddittorio parlare di vita e di guarigione, così come la intendiamo noi, in un contesto di perfezione celeste ….  La sposa – una città. Il leone – un Agnello. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a dei simbolismi ed è ragionevole dedurre che la città è un simbolo della chiesa ideale come Dio l’ha concepita al principio, e come sarà alla fine: ‘senza macchia, senza ruga o cosa alcuna simile, ma santa ed irreprensibile …. Non possiamo interpretare uno scritto simbolico in modo meccanico e letterale …. Porte di perle e strade d’oro sono descrizioni chiaramente figurative e dovrebbero essere considerate tali … (J. Oswald Sanders, Essere con Cristo cosa di gran lunga migliore, ADI-Media Roma 1999, pag. 129-130, 132, 39).

Dunque nelle ADI non viene insegnato che l’oro della Nuova Gerusalemme è realmente oro, come non viene insegnato che il diaspro di cui è fatto il muro della santa città sia veramente diaspro. A conferma di ciò vi racconto una esperienza vissuta da mio fratello molti anni fa. Era convertito da poco e si trovava al funerale di un credente e stando vicino a Germano Giuliani,  pastore di una Chiesa ADI di Milano, non immaginando minimamente quello che Giuliani gli avrebbe detto di lì a poco, cominciò nella sua semplicità a dirgli: ‘Il fratello adesso cammina su strade d’oro, tocca il muro di diaspro ecc.!’, ed ecco la risposta del pastore delle ADI: ‘Rimarrei molto deluso se le cose fossero così!’ e poi gli disse altre cose che nella sostanza si possono riassumere in questa frase: ‘Le cose stanno scritte così solo per far capire ma non sono realmente così!’ al che mio fratello aprì la bocca e gli disse: “Quel che è scritto è scritto!’. Mio fratello rimase a dir poco stupefatto di quelle affermazioni, e la stessa cosa dicasi dei miei genitori e di me che però a quel funerale non ero presente!!

Ma come stanno le cose? Le cose stanno come dice la Scrittura, e cioè che la Nuova Gerusalemme è una città di forma quadrangolare: la sua lunghezza, la sua larghezza e la sua altezza sono uguali, e precisamente la misura di ogni lato è di dodicimila stadi (uno stadio equivale a 185 metri e quindi ogni lato della città è lungo circa 2200 chilometri). Essa è circondata da un grande muro alto centoquarantaquattro cubiti (un cubito è circa 48 centimetri quindi l’altezza è di circa 70 metri) costruito di diaspro che possiede dodici porte: tre per ogni lato, che sono fatte ognuna d’una perla e sono presiedute ciascuna da un angelo e su ognuna d’esse è scritto il nome di una delle dodici tribù d’Israele.

Il muro della città possiede dodici fondamenti sui quali stanno scritti i nomi dei dodici apostoli dell’Agnello. Il primo fondamento è di diaspro, il secondo di zaffiro, il terzo di calcedonio, il quarto di smeraldo, il quinto di sardonico, il sesto di sardio, il settimo di crisolito, l’ottavo di berillo, il nono di topazio, il decimo di crisopazio, l’undicesimo di giacinto e il dodicesimo di ametista. La piazza della città è d’oro puro simile a vetro trasparente. In mezzo alla piazza della città c’è l’albero della vita che dà dodici raccolti e porta il suo frutto ogni mese. In seno a questa città sarà il trono di Dio e dell’Agnello e tutti coloro che hanno lavato le loro vesti nel sangue dell’Agnello vi entreranno e serviranno Dio per l’eternità. Questa città non ha bisogno nè di luce di lampada e nè di luce di sole perchè essa è illuminata dalla gloria di Dio e l’Agnello è il suo luminare (Apocalisse capitoli 21-22). Questa è la città il cui architetto e costruttore è Dio e che il patriarca Abrahamo aspettava, questa è la città futura che noi credenti aspettiamo.

Possiamo noi dire che se le cose fossero così come sono scritte da Giovanni nell’Apocalisse rimarremo delusi? Affatto perchè – come si può ben vedere – Dio ha progettato e costruito questa città in maniera tale da non deludere nessuno di coloro che vi entreranno. Ma domandiamoci: Ma se nel contemplare le meraviglie di Dio presenti sulla terra e in cielo – che noi sappiamo un giorno passeranno – non rimaniamo delusi ma bensì meravigliati, come possiamo pensare di rimanere delusi nel vedere quella città gloriosa così come è descritta da Giovanni? Ed ancora: Se già nel leggere le parole di Giovanni sulla città santa siamo oltremodo consolati, e rallegrati, quanto più lo saremo quando entreremo per le porte di quella città e cammineremo in mezzo a quella piazza d’oro puro?  Noi non rimaniamo delusi quando leggiamo la descrizione della città santa fatta da Giovanni, ma contenti perchè Giovanni ha scritto all’inizio di questo libro che sono beati coloro che leggono e ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose scritte in essa, e perciò non possiamo rimanere neppure delusi neppure quando la vedremo personalmente e vi entreremo per godervi l’eternità. A quei fratelli che si preoccupano di trovare le cose così come stanno scritte e di sperimentare una amara delusione diciamo: Non vi preoccupate, vedrete che non rimarrete affatto delusi nel trovarla fatta esattamente così!

Ma voglio proseguire citando a conferma di quanto dice la Sacra Scrittura parte della testimonianza di Boris Pilipchuk, un nostro fratello tornato in vita dopo essere morto ed andato in cielo, il fatto è avvenuto alcuni anni fa in Ucraina. Ecco quello che dice Boris a partire dal momento in cui il suo cuore cessò di battere mentre si trovava in ospedale per una emorragia celebrale che lo aveva colpito all’improvviso: ‘Io mi sentii come se ero cosciente. Io cominciai a vedere con i miei propri occhi, quello che accadde dopo un colpo interno nel corpo. Cominciai a vedere tutte le cose come dall’alto. La mia anima uscì fuori da me e guardai al mio corpo. I medici con i loro lunghi vestiti bianchi si erano radunati attorno a me. Numerose apparecchiature furono collegate al mio corpo. I medici tentarono di portarmi ad una condizione normale, essi corsero attorno e applicarono ogni possibile provvedimento. Ma tutti i loro sforzi non servirono a nulla. Allora io cominciai ad ascendere dalla terra. La terra diventò sempre più piccola. Essa diventò così piccola, e poi essa sparì completamente. La mia trasportazione fu accompagnata da un continuo fischio nelle mie orecchie. Poi io finii in un luogo straordinario, che era così illuminato che io cominciai a sentirmi bene. Vidi una scala fatta d’oro, che emanava dei raggi di gloria. La scala era piuttosto larga. Su entrambi i lati della scala c’erano delle sbarre d’oro lungo le quali, dal fondo fino alla cima, c’erano degli angeli alati vestiti di bianco, con delle cinture d’oro. I loro capelli erano bianchi, le loro facce splendevano tanto, come il lampo, i loro occhi erano come due lanterne. Essi avevano delle facce umane. Il colore delle loro mani e delle loro gambe era come quello di schegge di rame risplendente. Esteriormente gli angeli erano come gli uomini. Attorno alla scala e sotto di essa, stavano in piedi un gran numero di angeli di cui non posso descrivere il numero. Questi angeli erano senza ali. Tutti gli angeli stavano cantando dei salmi. E sorprendentemente io non sapevo in che lingua essi stavano cantando, ma in quel momento io compresi totalmente le parole del salmo. Essi cantarono: ‘O Signore tu sei degno di tutta la gloria e di tutta la lode. Tu, Signore, creasti i cieli e la terra. Tu sei degno della nostra lode!’ Poi vidi una luce straordinaria alla fine della scala. Ma la luce non era come quella del sole o di una saldatrice, la quale ha un effetto dannoso sugli occhi. La luce era straordinariamente intensa ma non faceva male agli occhi, era calda, calmante, piena di gioia e di pace. Io ero pieno di gioia, fino al punto che le semplici parole non possono descrivere come io mi sentivo. La mia gioia continuò ad aumentare e non ci fu nessun limite alla gioia che provai. Io non so come descrivere in parole questa visione e questa sensazione, ma vorrei che voi immaginaste l’immagine che mi mostrò il Signore. Più tardi, io sentii una voce che veniva dal posto dove si trovava la meravigliosa luce, che disse: ‘Figlio mio, vieni a me e io ti mostrerò qualcosa. Io ti aiuterò’. Dal mezzo del gran numero di angeli, due angeli vennero dietro di me. Uno stette alla mia sinistra e l’altro alla mia destra, proprio a poca distanza da me. Io non voltai indietro la mia testa, io non guardai dietro a me e non guardai attorno a me, ma pareva che io potevo guardare a 360 gradi attorno a me. Io non ero nervoso e non provai nessuna forma di disagio. Ero completamente calmo e così felice fino al punto che non posso descrivere come mi sentii né allora e neppure adesso. Io non feci nessuna domanda a nessuno, come, ‘Dove mi trovo? Che cosa mi è accaduto? Che cosa accadrà più tardi?’ Io mi sentivo completamente fiducioso in me stesso, come se stavo in un posto familiare. Io mi sentii come se vivessi permanentemente in quel luogo. Poi lo Spirito Santo mi trasferì in una vasta pianura, nella quale saltellavano dei cavalli molto belli. Nel centro del campo, c’era una grandissima città a forma di cubo. Quando la notai cominciai ad avvicinarmi ad essa. Ma io mi appressai alla città in una maniera differente, non come un uomo cammina normalmente sul terreno. Io mi spostai senza che i miei piedi toccassero terra, era come se io stessi scivolando. Gli angeli mi accompagnarono. Più vicino alla città mi appressavo, e più intenso fu il piacere che sperimentai da quello che io vidi. C’erano dei muri molto alti, che erano multipli in numero e di differenti colori. C’erano in tutto 12 colori che emanavano raggi e brillavano come una luce risplendente. (Più tardi, dopo la mia resurrezione, quando studiai i capitoli 21-22 del libro dell’Apocalisse nella Bibbia, io trovai una conferma di quello che avevo visto). Vidi il fondamento della città, che era fatto di 12 pietre preziose di questo mondo. Vidi una porta di perla, tre porte su ogni muro. La porta di perla era molto grossa, più alta di due metri. Io non misurai le porte, ma secondo me una perla era più grande di due metri. Io vidi solo sei porte, perché il Signore mi condusse nella città attraverso uno dei suoi angoli. Io vidi i due lati del cubo. Poi il Signore mi condusse attraverso una delle porte dentro la città, come noi passammo attraverso le porte io vidi due iscrizioni. Una di esse era sopra la porta e la seconda era sotto la porta. Uno dei nomi delle tribù di Israele era scritto sopra la porta, e sotto la porta era scritto il nome di un Apostolo. Sfortunatamente io non so quale è la porta attraverso la quale il Signore mi condusse dentro la Nuova Gerusalemme, ma ora mi piacerebbe saperlo. Quando entrai nella città attraverso le porte, io stetti immobile in ammirazione: La città era fatta completamente d’oro. L’oro era puro e io in precedenza non avevo mai visto un tale splendore. Io avevo visto quanto risplendevano gli oggetti d’oro nei negozi di gioielli, ma questo splendore non era paragonabile a quello splendore che io vidi in quel momento. Strade d’oro, case d’oro, porte d’oro – tutto era fatto d’oro, trasparente come il vetro. Io non avrei mai potuto immaginare che l’oro potesse apparire trasparente e così puro. Io lessi questo nella parola di Dio, ma non lo potevo in realtà immaginare, questa questione mi era nascosta. Io non potevo proprio immaginare come un metallo duro potesse essere trasparente. Ora che lo vidi, io volevo proprio toccarlo. Io toccai i muri, entrai in alcune case e scrutai tutto. Io non domandai agli angeli dove dovevo andare da questo posto. Sembrava che io conoscessi la strada. Io ero sopraffatto da una tale sensazione come se mi trovavo in un luogo tutto mio. Mentre continuai per la mia strada all’interno della città, vicino al centro, io vidi un grande albero in un posto. L’albero aveva dei frutti a forma di pera su di esso. La grandezza del frutto era circa la grandezza di due pugni di media grandezza messi assieme. Le foglie sull’albero mi ricordarono le foglie di un albero di tiglio [lime tree], solo che esse erano più grandi e come delle foglie di bardana [burdock]. Quando arrivai vicino all’albero, io volli prendere un frutto da esso e cominciai a stendere la mano per prenderne uno. Improvvisamente con entusiasmo, fui sorpreso che la mano che avevo disteso non era come una mano normale ma era trasparente. Quando stavo per cogliere un frutto, l’angelo che stava a poca distanza dietro di me, sul fianco destro, stese la sua mano e mi fermò. Gesticolando con il suo dito, egli mi disse che per ora io non dovevo cogliere il frutto. Poi accadde qualcosa che non mi aspettavo; senza nessuna specie di dispiacere e di delusione per l’azione dell’angelo, io lasciai l’albero. Parlando in maniera generale, all’interno della città, io non sperimentai mai nessun tipo di disagio o di confusione. Quando lasciai l’albero, io vidi una luce straordinariamente risplendente al centro della città. Fu molto interessante che io non vidi nessuna ombra né prodotta dagli alberi e neppure dalle case. Non c’erano ombre in quel luogo e non c’erano neppure delle lampade. Io non vidi il sole e neppure qualche oggetto che dava luce, ma la luce era straordinariamente risplendente e così piacevole agli occhi, fino al punto che io ero felicissimo oltre misura. Io non posso descrivere adeguatamente con parole l’insolita e straordinaria condizione della mia anima ….Quando io vidi il centro dell’illuminazione, io piegai il mio capo e sentii uno schiacciante stimolo a piegare le mie ginocchia, ma l’angelo mi sostenne e sentii una voce: ‘Figlio mio, io ti ho mostrato tutto quello che ti è necessario in questo tempo, e ora tu devi tornare, per proclamare la Mia Gloria, il mio potere e il mio dominio, per proclamare tutto quello che hai visto e sentito’. Allora io cominciai a pregare e a implorare il Signore, chiedendogli di farmi rimanere in quel posto, dove mi trovavo. Io gridai: ‘Signore, io non voglio ritornare’. Ma il Signore mi disse: ‘Tu hai una moglie e tre bambini. Tu devi ritornare per loro, perché ancora non è giunto il tempo per te di stare qua’. Allora io cominciai di nuovo a implorare il Signore: ‘Signore, io non voglio ritornare. Permettimi di rimanere vicino a Te’. Ma il Signore mi disse: ‘Figlio mio, sii mansueto e temperato, non mormorare, torna indietro. Tu devi proclamare la Mia Gloria’ (Tratta da: http://www.word-of-faith-ch.org/eng/church/svid/svid2.htm). Il fratello Boris poi è tornato nel suo corpo, producendo grande sconcerto nell’ospedale in cui era stato ricoverato e posto nella camera mortuaria una volta che era stata accertata la sua morte.

Quindi, io vi esorto fratelli a rigettare e a confutare l’interpretazione allegorica che vi viene proposta sulla Nuova Gerusalemme, perché essa è una vera città, essa è quella città che Abramo aspettava, “che ha i veri fondamenti e il cui architetto e costruttore è Dio” (Ebrei 11:10).

 

Tratto da “Le A.D.I hanno tolto il fuoco dall’inferno e la nuova Gerusalemme dal paradiso” di G. Butindaro

 

 

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