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L’invocazione dei santi è dal diavolo

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La Chiesa Cattolica Romana insegna che i Cristiani si devono rivolgere in preghiera ai santi che sono in cielo (nella lista dei santi stilata dalla Chiesa papista però ce ne sono tanti che non sono in cielo perché erano dei peccatori che poi sono stati canonizzati santi dai papi) perché essi intercedono per loro presso Dio, infatti il concilio di Trento ha decretato quanto segue: ‘Il santo sinodo comanda a tutti i vescovi e a quelli che hanno l’ufficio e l’incarico di insegnare, che (…) prima di tutto istruiscano diligentemente i fedeli sull’intercessione dei santi, sulla loro invocazione (….) insegnando che i santi, regnando con Cristo, offrono a Dio le loro orazioni per gli uomini; che è cosa buona ed utile invocarli supplichevolmente e ricorrere alle loro orazioni, alla loro potenza e al loro aiuto, per impetrare da Dio i benefici, per mezzo del suo figlio Gesù Cristo, nostro Signore…’ (Concilio di Trento, Sess. XXV). E questo è quello che fanno i preti infatti insegnano ai cattolici: ‘Preghiamoli di intercedere per noi’.
Questo è un insegnamento falso in quanto la Scrittura ci ordina di pregare Dio Padre, e lo dobbiamo fare questo nel nome di Gesù Cristo, ossia appoggiandoci sulla sua mediazione perché lui è il solo mediatore tra Dio e noi secondo che è scritto: “V’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo..” (1 Timoteo 2:5), e: “Quel che chiederete nel mio nome, lo farò” (Giovanni 14:13), ed anche: “In verità, in verità vi dico che quel che chiederete al Padre, Egli ve lo darà nel nome mio. Fino ad ora non avete chiesto nulla nel nome mio: chiedete e riceverete, affinché la vostra allegrezza sia completa” (Giovanni 16:23,24), ed ancora: “…affinché tutto quel che chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve lo dia” (Giovanni 15:16). Quindi è contrario alla sana dottrina sia rivolgersi in preghiera ai santi che sono in cielo e sia pregare Dio appoggiandoci sulla loro mediazione.
Alla luce di ciò, è impossibile avere comunione con i Cattolici Romani, perché mentre noi ci rivolgiamo all’Iddio vivente e vero nel nome di Colui che morì, risuscitò e vive in eterno, essi si rivolgono ai morti, che la Scrittura dice non sanno nulla (Ecclesiaste 9:5) e quindi non possono né vederci e neppure ascoltarci, e perciò quello che i Cattolici Romani fanno è peccato. Ma oltre a questo peccato ne commettono un altro che è quello di prostrarsi davanti alle statue e alle immagini che rappresentano questi uomini e queste donne che loro invocano e di servirle, perché Dio dice: “Non ti fare scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù ne’ cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra; non ti prostrare dinanzi a tali cose e non servir loro, perché io, l’Eterno, l’Iddio tuo, sono un Dio geloso che punisco l’iniquità dei padri sui figliuoli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso benignità, fino alla millesima generazione, verso quelli che m’amano e osservano i miei comandamenti” (Esodo 20:4-6).
Peraltro i Cattolici Romani definendo i santi che sono in cielo dei potenti ed efficaci intercessori in realtà sminuiscono e fanno passare per irrilevante la mediazione che Gesù Cristo compie alla destra del Padre in favore dei suoi discepoli sulla terra.
I Cattolici Romani sono quindi degli idolatri, che camminano nelle tenebre. E noi abbiamo il dovere non solo di riprovare il loro culto ai santi, ma anche quello di ammonirli e di esortarli a ravvedersi e convertirsi e credere nel Signore Gesù Cristo, affinché siano salvati ed escano dal mezzo della Chiesa Cattolica Romana che con le sue eresie di perdizione mena le anime nelle fiamme dell’inferno.
Chi ha orecchi da udire, oda

 

Giacinto Butindaro

Tratto da: http://giacintobutindaro.org/

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