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L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 19 – il parlare massonico presenti nelle ADI sulla Bibbia

La lettera uccide ….

Il Rituale massonico definisce la Massoneria come ‘un particolare sistema di morale, velato nell’allegoria ed illustrato da simboli’. E difatti studiando la Massoneria ci si imbatte in continue allegorie spirituali, che sono basate sulla Cabala. E tra le tante allegorie ci sono quelle che i Massoni traggono dalla Bibbia, che per i Massoni è un libro occulto dove appunto il sistema della Cabala per loro è incorporato in allegorie e simboli. Per cui quando i Massoni leggono la Bibbia, non la prendono in maniera letterale in quanto ritengono che essa contenga degli insegnamenti occulti, che fanno parte per loro della divina sapienza, ma che non sono altro che menzogne.

A conferma di ciò vi propongo alcune parole del massone Albert Pike (che vi ricordo era un massone di alto grado oltre che un satanista) tratte dal suo libro Morals and Dogma (che vi ricordo è considerato da molti massoni ‘la Bibbia della Massoneria’):

‘Gli scritti degli Esseni erano pieni di misticismo, parabole, enigmi e allegorie. Essi applicarono la distinzione tra significato esoterico ed essoterico nella lettura dell’Antico Testamento, come gli Gnostici la applicarono nel Nuovo. Gli stessi scrittori cristiani, e lo stesso Gesù, ritenevano che tutte le Scritture avessero un più alto e recondito significato oltre ad uno esteriore e immediato. Lo troviamo detto come segue, in uno dei Vangeli: “A voi è dato conoscere i misteri del Regno di Dio; ma ai non iniziati tutto ciò è significato per mezzo di parabole; vedendo ciò possono guardare ma non percepire; udendolo, possono ascoltare ma non comprendere …. Ed i discepoli vennero a dirgli: ‘Perchè Tu dici la verità attraverso parabole?’. Egli rispose loro: “Perchè è concesso a voi conoscere i misteri del Regno dei Cieli, ma a loro non lo è.’ “. Paolo, nel quarto capitolo della sua Epistola ai Galati, parlando dei fatti raccontati del Vecchio Testamento, afferma che sono un’allegoria. Nel terzo capitolo della seconda lettera, si proclama Ministro del Nuovo Testamento, incaricato da Dio: “Non della lettera ma dello spirito; perchè la lettera uccide”. Origene e S. Gregorio sostenevano che i Vangeli non dovessero essere presi nel loro senso letterale ed Attanasio ci ammonisce che “se dovessimo interpretare gli scritti sacri secondo la lettera, cadremmo nelle più atroci bestemmie” ‘ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 235-236 – 17° Cavaliere d’Oriente e d’Occidente).

Questa distinzione tra le dottrine esoteriche ed essoteriche, che è una distinzione tipicamente massonica – Pike dice – fu sempre osservata dai Greci fin dai tempi più antichi. Anche la scuola Greco-Ebraica di Alessandria promuoveva questa distinzione, tramite i suoi due noti filosofi Aristobulo e Filone, dai quali la Massoneria ha attinto molto: soprattutto da Filone, alle cui dottrine è vicina la Massoneria. Pike spiega cosa diceva Filone a tale riguardo:

‘Secondo lui, il significato letterale era solo per il volgo. Chiunque abbia meditato sulla filosofia, si sia purificato colla virtù, si sia elevato con la contemplazione a Dio e al mondo intellettuale, e abbia ricevuto la loro ispirazione, penetra oltre la superficialità dell’interpretazione letterale, scopre un ordine di cose completamente differente ed è iniziato ai Misteri, il cui studio elementare o letterale non offre che un’imperfetta immagine. Un fatto storico, una figura, una parola, una lettera, un numero, un rito, un costume, la parabola o la visione di un profeta vela verità più profonde, e chi ha la chiave della scienza interpreterà tutto secondo la luce che possiede. Di nuovo vediamo il simbolismo della Massoneria, e la ricerca del Candidato alla luce. «Che si ritirino con le orecchie chiuse» egli dice «gli uomini vili. Noi trasmettiamo i misteri divini a coloro che hanno ricevuto la sacra iniziazione, a quelli che praticano la vera pietà e non sono schiavi delle vane lusinghe o delle opinioni preconcette dei pagani»’ (Ibid., pag. 218-219).

Prima di andare avanti vorrei che notaste come Pike manipola la verità: dice che secondo Cristo tutta la Scrittura aveva un significato sia esterno che interno, quindi sia rivelato (essoterico o esterno) che nascosto (esoterico o interno), il che non è vero altrimenti Gesù non avrebbe detto a chi gli chiese cosa doveva fare per ereditare la vita eterna

“Nella legge che sta scritto? Come leggi?” (Luca 10:26)

e poi prende ad esempio il fatto che Gesù parlava alle turbe in parabole a conferma di ciò, dimenticando che Gesù parlava alle turbe per non farsi capire e quindi affinchè non si convertissero, ma poi aggiungendo astutamente una parolina alla domanda che gli fecero i discepoli infatti i discepoli gli chiesero come mai parlava alle turbe in parabole, e non come mai annunciava loro la verità in parabole; il che mostra la natura diabolica di Albert Pike. Non parliamo poi di quando Pike afferma che per Paolo ai Galati i fatti raccontati del Vecchio Testamento erano una allegoria: anche qui ha usato l’astuzia del serpente, perchè Paolo afferma un’altra cosa e cioè:

“… sta scritto che Abramo ebbe due figliuoli: uno dalla schiava, e uno dalla donna libera; ma quello dalla schiava nacque secondo la carne; mentre quello dalla libera nacque in virtù della promessa. Le quali cose hanno un senso allegorico; poiché queste donne sono due patti, l’uno, del monte Sinai, genera per la schiavitù, ed è Agar” (Galati 4:22-24).

Quindi le cose che avevano un significato allegorico Paolo le ha specificate ai Galati: e poi non ha detto che erano allegorie queste cose (quasi che Abramo, Agar, Sara, Isacco e Ismaele, fossero personaggi simbolici), ma che avevano un senso allegorico. Per cui non è vero che Paolo afferma che i fatti dell’Antico Testamento erano un allegoria.

Ma andiamo avanti; come avete potuto vedere, dunque, per il massone Pike, le parole della Bibbia hanno un significato sia esterno che interno, sia rivelato che nascosto, sia essoterico che esoterico. E così è per tutti i Massoni, che quindi si accostano alla Bibbia credendo che dietro le sue parole si nascondano particolari significati nascosti, che bisogna impegnarsi a cercare. E guai a prendere alla lettera il Nuovo Testamento: sarebbe una immane catastrofe, si finirebbe con il pronunciare grandi bestemmie, anzi le bestemmie più grandi! Ora, vi domando: ‘E non è forse quello che avviene sostanzialmente nelle Chiese ADI?’ Mi spiego meglio. Non è forse vero che ormai per tanti credenti di queste Chiese pare che la Bibbia sia un libro occulto, dove sono contenuti chissà quali insegnamenti nascosti, che Dio rivela solo a particolari individui – i pastori – che sono dotati di una particolare guida divina, come se essi fossero degli ‘iniziati ai Misteri antichi’? Rifletteteci bene, e vi accorgerete che anche qui c’è una forte somiglianza. Non c’è cosa scritta nella Bibbia che molti predicatori delle ADI non allegorizzano, per cui pressoché tutte le loro predicazioni sono piene zeppe di allegorie che nella stragrande maggioranza sono allegorie che non esistono, senza poi parlare di tutte quelle allegorie che vanno ad annullare il senso letterale della Parola. Da loro c’è sempre da aspettarsi una qualche allegoria!

Con questo non voglio dire che sia sbagliato fare allegorie, perchè in taluni casi è corretto farle e difatti anche Paolo ai Galati fece riferimento ad un significato allegorico. Ma in mezzo alle Chiese ADI i pastori creano del continuo allegorie di ogni genere anche basandosi sul Nuovo Testamento, e ormai chi li ascolta pensa veramente che la Bibbia sia un libro occulto pieno di conoscenza divina nascosta che solo alcuni riescono ad acquisire. E questo dunque scoraggia fortemente chi li ascolta a prendere alla lettera le parole della Bibbia. Ormai, molti credenti nelle ADI hanno veramente perso di vista il senso letterale della Parola di Dio, per cui si aspettano sempre di sentire o scoprire chissà quali insegnamenti nascosti nella Bibbia. Hanno fatto diventare la Bibbia un libro esclusivamente di allegorie e simboli, e quando sentono qualcuno che prende alla lettera la Scrittura, provano fastidio: non solo, lo offendono pure dicendogli “la lettera uccide, ma lo spirito vivifica”. A proposito: ‘Avete notato che anche il massone satanista Albert Pike cita questo versetto biblico per fargli dire quello che lui vuole?’ Ed a proposito di questo passo biblico, ecco come Francesco Toppi lo usa per fargli dire sostanzialmente la stessa cosa che gli fa dire il massone Albert Pike:

‘Occorre prima di tutto ricordare il pericolo di ‘prendere alla lettera’ la Scrittura. Infatti, viene autorevolmente ricordato che “ … la lettera uccide, ma lo spirito vivifica” (II Corinzi 3:6). E’ ‘letteralismo’ cercare di adempiere le forme esteriori descritte dalla Bibbia, senza preoccuparsi del loro profondo significato spirituale. E’ ‘letteralismo’ cercare di ‘copiare’ quello che la Bibbia insegna, riducendo tutto a un formalismo sterile che non ha alcun effetto sull’anima del cristiano. Gli ordini della Scrittura devono essere valutati alla luce di tutto il suo contesto; soltanto così si può essere certi della giusta interpretazione’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, ADI-Media, Seconda Edizione 2004, pag. 182-183).

Dunque, se i Massoni che sono sotto la potestà delle tenebre, e quindi seguono il principe della potestà dell’aria, sono dati a questa ricerca o studio di significati allegorici nella Bibbia, e si studiano di non prendere alla lettera la Scrittura, è evidente che questa è una strategia del diavolo. Fratelli che siete nelle ADI, badate a voi stessi, perchè c’è uno spirito massonico nelle ADI che vi ha portato lontano dalla Sacra Scrittura.

[Tratto dal libro ‘La massoneria smascherata‘ di G. Butindaro]

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