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L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 20 – il parlare massonico presenti nelle ADI sull’uomo

L’uomo viene presentato non come un essere totalmente depravato, ma come un essere che nasce puro

Come abbiamo visto prima, la Massoneria nega e avversa fortemente la dottrina del peccato originale.
Il massone Lorenzo Fusi, infatti in un suo discorso sul tema «Supremazia della dottrina massonica» , pronunciato nella Loggia Roma di Roma, in seduta d’istruzione massonica, nel 1950, parlando del peccato originale lo chiamò, insieme agli altri dogmi della Chiesa «leggende mitologiche», «imposture», «piedistallo, sia pure d’argilla, sul quale poggia tutta la fede giudaicocristiana. Ed affermò:

«Si tolga questo mito alla credenza cattolica e si vedrà crollare di colpo tutta l’impalcatura dogmatica del cattolicesimo […] (perché) il dogma del peccato originale postula logicamente il dogma della redenzione; la redenzione postula la venuta di un messia redentore, proclamata e preannunciata da una serie di grandi profeti giudaici le cui profezie gli evangelisti trassero ad avvalorare il messianismo cristiano […]. Ma queste verità assolute e immutabili di santa madre chiesa, non sono la Verità verso la quale ci incamminiamo noi. Ben altre verità ci rivelò e ci viene rivelando il progresso del pensiero svincolatosi dai ceppi della tradizione: basti mentovare, per limitarci al solo Evo Moderno, alcuni dei più famosi nomi quali Giordano Bruno, Campanella, Galilei, Keplero, Spinoza, Leibniz, Locke, Vico, Voltaire, per vedere in quali nuovi profeti si proiettò quell’altra non meno divina ispirazione e illuminazione, che fece crollare tutte le pretese verità bibliche» (Ed. L.E.D.A., Roma 1950, pag. 13-14).

E di conseguenza la Massoneria nega che la natura dell’uomo sia depravata. L’importante massone Robert Macoy (1815-1895) ha affermato:

‘La Massoneria non insegna neppure che la natura umana è una cosa depravata, come le rovine di una costruzione una volta fiera. Molti pensano che l’uomo era una volta un essere perfetto ma che attraverso una inimmaginabile catastrofe morale egli diventò corrotto fino all’ultima fibra del suo essere, cosicché senza qualche tipo di aiuto soprannaturale o miracoloso dall’esterno egli non può mai da se stesso fare, o dire, o pensare, o essere alcuna cosa tranne ciò che è deformato, spregevole e orribile’ (H. L. Haywood, The Great Teachings of Masonry [I Grandi Insegnamenti della Massoneria], Richmond. Va.: Macoy Publishers and Supply Co., 1971, pag. 138-139).

Dunque, i massoni non parlano del peccato originale perchè lo rigettano.
E nelle ADI accade la stessa cosa, non parlano della dottrina del peccato originale in quanto la rigettano. Infatti voglio farvi notare questa cosa, e cioè che le ADI quando hanno manipolato ‘Le Dottrine della Bibbia’ di Myer Pearlman, e vi ricordo che questo è avvenuto sotto la presidenza di Francesco Toppi e quindi per suo volere, hanno tolto l’unico riferimento al peccato originale presente nel libro.
Pearlman, nella sezione ‘Debolezza spirituale’ parla del peccato originale dicendo:

‘(b) Inborn sin, or “original sin.” The effect of the Fall was so deep-seated in human nature that Adam, as the father of the race, passed on to his descendants a tendency or bias to sin. Psalm 51:5. This spiritual and moral handicap under which all men are born is known as original sin. The acts of sin that follow during the age of accountability are known as “actual sin.”’ (Myer Pearlman, Knowing the Doctrines of the Bible, 24esima stampa 2007, Gospel Publishing House, Springfield, Missouri USA, pag. 135).
La traduzione è: ‘(b). Il peccato innato, o ‘peccato originale’. L’effetto della Caduta fu così radicato nella natura umana che Adamo, in quanto il padre della razza, trasmise ai suoi discendenti una tendenza o una predisposizione a peccare. Salmo 51:5. Questo handicap spirituale e morale sotto cui tutti gli uomini nascono è conosciuto come peccato originale. Gli atti di peccato che seguono durante l’età della responsabilità sono conosciuti come ‘peccato effettivo’.

Le ADI hanno invece messo così:

‘b. Il peccato naturale. L’effetto della caduta fu così profonda nella natura umana, che da Adamo tutti gli uomini nascono con la tendenza al peccato (Salmo 51:5); gli atti di peccato che vengono commessi durante l’età della responsabilità sono conosciuti come «peccati propri» (Myer Pearlman, Le Dottrine della Bibbia, Quarta edizione (emendata), ADI-Media, 1996, pag. 110).

Come si può vedere, le ADI hanno sfacciatamente fatto sparire delle parole sul peccato originale dal discorso di Pearlman: peraltro in tutto il libro questa è l’unica volta dove Pearlman parla esplicitamente di peccato originale. La ragione è perchè le ADI detestano sentir parlare dell’uomo come un essere totalmente depravato e corrotto, e il peccato originale rimanda appunto alla completa depravazione dell’uomo, cosa che loro non sopportano. E quindi hanno tolto questo riferimento da questo loro importante libro di dottrina. Sulla natura dell’uomo quindi le ADI hanno assunto una posizione che si avvicina a quella massonica, avendo rigettato il peccato originale. Sostanzialmente hanno la posizione Pelagiana che sostiene tra le altre cose che ogni essere umano nasce senza peccato e diventa peccatore nel commettere un atto peccaminoso (per le ADI pare che diventi peccatore quando è consapevole di trasgredire i comandamenti di Dio)!

Un noto pastore ADI alla domanda di una credente – che gli fu fatta nel contesto di uno studio biblico sul come rispondere ai Cattolici Romani – sulle parole di Davide “Io sono stato formato nella iniquità, e la madre mia mi ha concepito nel peccato” (Salmo 51:5), ha risposto semplicemente dicendo

‘Noi non crediamo nel peccato originale’!

Per le ADI dunque ‘Il peccato originale non esiste’. Come non esisteva per i Pelagiani (e badate che i Massoni sono pelagiani che diffondono il loro pelagianesimo dovunque), così non esiste per le ADI!
E non solo questo, le ADI si sono spinte ad affermare che Dio non imputa la colpa neppure a chi è schiavo del peccato e quindi al peccatore. Ecco cosa ha affermato infatti Raffaele Lucano, pastore della Chiesa ADI di Cornaredo (Milano), in un suo scritto dal titolo ‘Dio ama l’omosessuale?’ presente sul sito di questa Chiesa (http://www.chiesadicornaredoadi.it/):

‘Quindi, se come uomo razionale, desidero fare il bene ma non ci riesco a motivo della schiavitù alla quale sono sottoposto, io non ho alcuna colpa. Effettivamente, Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione, ma condanna l’artefice di tale condizione: il diavolo, Satana. Dio ama il peccatore e odia il peccato’.

Il Lucano infatti dice in sostanza che dato che l’omosessuale non riesce a fare il bene perchè è schiavo del peccato, lui non ha alcuna colpa. E difatti egli dice che ‘Dio non imputa la colpa a chi si trova in tale condizione’! Abisso chiama abisso, dice la Scrittura, e nelle ADI stiamo assistendo a questo.

 

Viene proclamato ed esaltato il ‘libero arbitrio’

La Massoneria proclama il libero arbitrio dell’uomo e lo esalta. Henry C. Clausen, che fu il Gran Comandante Sovrano della Massoneria dell’Antico ed Accettato Rito Scozzese della Giurisdizione del sud degli Stati Uniti, dal 1969 al 1985, ha affermato:

‘… noi del Rito Scozzese crediamo che «l’uomo è l’artefice del proprio destino» (Sommario e Commento di Henry C. Clausen, in Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 51 – 7° Prevosto e Giudice).

E su Il Foglio Massonico (Progetto editoriale a cura delle logge di Palermo della G.L.R.I., Anno V1 – N. 11, pag. 1) in un articolo dal titolo ‘Due parole in libertà: “Prosa sul Libero Arbitrio” viene citata parte della ‘Oratio De Hominis Dignitate’ di Pico della Mirandola che ha esercitato una certa influenza sulla Massoneria. Ascoltate:

‘…Tu senz’essere costretto da nessuna limitazione, potrai determinarla da te medesimo, secondo quell’arbitrio che ho posto nelle tue mani. Ti ho collocato al centro del mondo perché potessi così contemplare più comodamente tutto quanto è nel mondo. Non ti ho fatto del tutto né celeste né terreno, né mortale, né immortale perché tu possa plasmarti, libero artefice di te stesso, conforme a quel modello che ti sembrerà migliore. Potrai degenerare sino alle cose inferiori, i bruti, e potrai rigenerarti, se vuoi, sino alle creature superne, alle divine…’.

 

Ecco perchè nella Massoneria insistono molto nel dire che un uomo entra nella Massoneria (e quindi diventa secondo loro ‘un figlio di luce’) per il suo libero arbitrio, e non perchè qualcuno lo ha costretto. Joseph Fort Newton (1880-1950), un pastore battista nonchè scrittore massone, affermò:

‘Il libero arbitrio denota libertà di scelta, autodeterminazione, mancanza di costrizione’ (http://www.mqmagazine.co.uk/issue-21/p-54.php – ‘Free will denotes liberty of choice, self determination; lack of restraint’).

E non è forse vero che nelle ADI proclamano ed esaltano il cosiddetto libero arbitrio dell’uomo, come fanno nella Massoneria? Ascoltate per esempio quello che ha affermato Francesco Toppi, quando era presidente delle ADI:

‘E’ Dio che pianifica la nostra vita. Il destino però se lo crea l’uomo. Noi non crediamo nella predestinazione’ (Il Tempo, 3 Marzo 1995).

 

Le Chiese ADI dunque presentano un uomo che è ‘libero artefice di sè stesso’, in grado di plasmarsi ‘conforme a quel modello che gli sembrerà migliore’ esattamente come fa la Massoneria. E quando queste Chiese parlano della conversione di un uomo a Cristo, la presentano come il frutto di una scelta umana e non di un scelta divina come invece afferma il Signore Gesù Cristo: “Non siete voi che avete scelto me, ma son io che ho scelto voi, ….. perché non siete del mondo, ma io v’ho scelti di mezzo al mondo, perciò vi odia il mondo” (Giovanni 15:16,19). Per queste Chiese dunque chi nasce di nuovo, nasce di nuovo di sua volontà e non per volontà di Dio come invece dice chiaramente l’apostolo Paolo: “Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia” (Romani 9:16), e Giacomo il fratello del Signore: “Egli ci ha di sua volontà generati mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature” (Giacomo 1:18). Quello che affermano queste Chiese dunque non fa altro che annullare il proponimento dell’elezione di Dio che dipende non dalla volontà dei chiamati ma dalla volontà di Colui che chiama (cfr. Romani 9:11).
Ora, è vero che non è la Massoneria ad avere inventato il cosiddetto libero arbitrio, ma è altresì vero che sotto la spinta dei massoni il libero arbitrio si è diffuso maggiormente nel mondo, e non solo nel mondo ma anche nella Chiesa, visto quanti ce ne sono in mezzo alla Chiesa. E poi è rimarchevole il fatto che le Chiese ADI sostengano sulla natura dell’uomo un concetto antibiblico che persino una religione diabolica come la Massoneria sostiene, per cui possiamo dire che queste Chiese si sono massonizzate. Giudicate voi da persone intelligenti, quello che dico, che credo dovrebbe far riflettere seriamente – ma molto seriamente – i sostenitori del libero arbitrio, anche alla luce del fatto che i Massoni rispettano ed elogiano Satana (o Lucifero come lo chiamano loro) in quanto – come disse il loro pontefice massimo Albert Pike, esso ‘è lo strumento della Libertà o del Libero Arbitrio’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. I, pag. 143 ).
Per cui nella Massoneria esaltare Satana equivale ad esaltare il libero arbitrio, e difatti il massone Giosuè Carducci scrisse l’Inno a Satana proprio per esaltare il libero arbitrio o libero pensiero!! E che cosa fanno tutte quelle Chiese che esaltano il cosiddetto libero arbitrio dell’uomo se non esaltare le menzogne di Satana che lui con la sua astuzia è riuscito ad introdurre nella Chiesa e che hanno fatto dell’uomo il sovrano della sua vita e l’artefice del suo destino, ed hanno reso Dio una sorta di spettatore di quello che avviene sulla terra, senza la benchè minima autorità o facoltà di intervenire nelle decisioni degli uomini facendogli fare questo o quell’altro secondo il beneplacito della sua volontà? Nella pratica non è più Dio che fa quello che vuole, ma l’uomo. Non c’è che dire: queste Chiese si sono massonizzate, ‘detronizzando’ il solo vero Dio, e ‘intronizzando’ l’uomo!

 

Viene diffusa la fede nell’uomo

Albert Pike, massone e satanista, ha scritto nel suo Morals and Dogma:

‘La Massoneria ed il Massone debbono sempre lavorare per diffondere fede nell’uomo, ….’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 1, pag. 136 – 3° Maestro Massone),

ed anche:

‘Dobbiamo anche avere fede in noi stessi, nei nostri compagni e nella gente ….’ (Albert Pike, Morals and Dogma, pag. 30 – 2° Compagno d’Arte – http://www.sacred-texts.com/mas/md/md03.htm).

E non è forse quello che fanno nelle ADI? Non è forse vero che tanti pastori sia con le loro parole che con le loro opere incoraggiano i credenti ad avere fede nell’uomo? Quando dei pastori trascinano una denominazione all’ombra dello Stato, o meglio a fare una intesa con lo Stato, che nella sostanza non è altro che un alleanza con lo Stato; o quando si mettono a far ‘discretamente’ ed ‘elegantemente’ politica (come ha fatto per esempio Paolo Lombardo a Catania nel novembre del 2010 in occasione di un culto evangelistico durante il quale ha chiamato sul palco un politico del posto e gli ha fatto fare un discorso) per appoggiare un determinato candidato politico da cui poi avere favori, non stanno forse diffondendo fede nell’uomo anziché fede in Dio? E che dire del fatto che in una maniera o nell’altra nelle ADI i credenti vengono incitati a confidare in persone importanti che contano nella società per avere questa o quell’altra cosa? Cosa hanno fatto infatti Gorietti, Bracco e gli altri nel dopoguerra se non confidare nell’uomo per ottenere la fine della persecuzione?
Sì, fratelli, nelle ADI i santi nella pratica vengono esortati ad avere fede nel braccio dell’uomo, anziché nel braccio di Dio. Costoro sono quelli che “scendono in Egitto in cerca di soccorso, e s’appoggian su cavalli, e confidano ne’ carri perché son numerosi, e ne’ cavalieri, perché molto potenti, ma non guardano al Santo d’Israele, e non cercano l’Eterno!” (Isaia 31:1), perchè hanno deciso di violare l’ordine divino: “Non confidate nei principi, né in alcun figliuol d’uomo, che non può salvare” (Salmo 146:3). Giudicate voi quello che dico da persone intelligenti.
E che dire del fatto che molti se non tutti i pastori ADI incoraggiano ed esortano gli ammalati ad avere fede nell’uomo, anziché in Dio? Non è forse vero infatti che per la guarigione i credenti vengono incitati a chiamare i medici e farsi prescrivere le medicine (che peraltro fanno male all’organismo, cosa questa che gli stessi medici affermano chiaramente), anzichè a fare quello che dice Giacomo il fratello del Signore nella sua epistola: “C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi” (Giacomo 5:14-15). I fatti parlano dunque molto chiaro, nelle ADI viene diffusa la fede nell’uomo.
C’è dunque una chiara influenza massonica nelle ADI, o comunque si è fatto strada il pensiero massonico, pensiero che è diabolico e quindi condannato dalla Parola di Dio che dice molto chiaramente: “Così parla l’Eterno: Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio, e il cui cuore si ritrae dall’Eterno! Egli è come una tamerice nella pianura sterile; e quando giunge il bene, ei non lo vede; dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti” (Geremia 17:5-6). Avete notato? Chi confida nell’uomo dimora in luoghi aridi, nel deserto, in terra salata, senza abitanti: e questa è la condizione dei massoni quindi i quali confidano nell’uomo, e la condizione in cui il diavolo anche tramite di essi vuole trascinare la Chiesa.
Quindi, fratelli nel Signore, vegliate e pregate per non cadere vittima di questa seduzione satanica presente anche nelle ADI. Tenete davanti a voi sempre la Parola che dice: “Benedetto l’uomo che confida nell’Eterno, e la cui fiducia è l’Eterno! Egli è come un albero piantato presso all’acque, che distende le sue radici lungo il fiume; non s’accorge quando vien la caldura, e il suo fogliame riman verde; nell’anno della siccità non è in affanno, e non cessa di portar frutto” (Geremia 17:7-8).

 

Fede nei medici per ottenere la guarigione

Questo paragrafo si ricollega al precedente in quanto tratta la guarigione.
Come ho detto prima, l’obbiettivo della massoneria è unire fede e scienza, e la scienza deve servire come base per la formazione della nazione. Per i massoni questa è una missione, e – a prescindere il loro credo religioso – si impegnano fortemente con lo scopo di costruire la nazione dove risiedono ognuno attraverso le proprie qualità e attività. E naturalmente per fare ciò cercano di far accettare alle Chiese le moderne teorie scientifiche che vanno ad annullare la Parola di Dio, e come abbiamo visto prima ci sono riusciti anche con le ADI che infatti ora insegnano la gap-theory (chiamata anche Teoria Restituzionista) e la teoria secondo cui la terra ha alcune migliaia di milioni di anni, teorie queste che secondo loro gli permettono di affermare che la fede nella Parola di Dio non contrasta con la scienza! Le ADI perciò hanno anch’esse l’obbiettivo della Massoneria.
Ma nelle ADI questo tentativo di unire fede e scienza lo si riscontra anche in quello che insegnano sulla guarigione, perchè le ADI mentre da un lato insegnano che Dio guarisce tramite la preghiera, l’unzione dell’olio e l’imposizione delle mani, e a tal proposito insegnano l’attualità dei doni di guarigioni, dall’altro insegnano che Dio guarisce anche tramite le medicine in quanto si usa delle medicine per guarire la persona malata (alcuni pastori arrivano ad affermare che ‘il credente prega prima di assimilarle e Dio le benedice’), in quanto

‘Dio stesso ha dato sapienza e intelligenza all’uomo per risolvere il grave problema del dolore fisico e delle infermità’ (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, Vol. I, Seconda edizione, 2004, pag. 139).

Per altro l’apostolo Paolo, che guariva gli ammalati, ci fanno sapere le ADI, prese lui stesso delle medicine perché Luca ‘certamente quando la ‘… scheggia nella carne …’ diveniva più dolorosa gli avrà somministrato qualche calmante’ (Ibid., pag. 139).

Nel libro Lineamenti Dottrinali ADI, a proposito del ricorrere alle medicine, viene detto:

‘Non ci opponiamo alla scienza medica, né condanniamo il ricorso ad essa e ringraziamo Iddio per tutti i suoi successi. Proclamiamo soltanto che, quando l’uomo non può più nulla, Dio può ancora tutto e, per questo, preghiamo per i malati disposti a credere alla guarigione per la fede nel nome di Cristo Gesù, il Signore’ (Lineamenti dottrinali ADI, pag. 29).

Questa è la ragione per cui le ADI favoriscono ed appoggiano la scienza medica finanziariamente, in quanto una parte delle loro entrate tramite l’8 per mille, le devolvono all’Associazione Italiana contro la leucemia (ROMAIL), e all’Associazione Ricerca contro il Cancro, Milano (A.I.R.C.). Cfr. Francesco Toppi, E mi sarete testimoni, 1999, pag. 167.

Quindi per ottenere la guarigione, le ADI insegnano ad avere fiducia nei medici.
Ora, questa posizione è contraddittoria perché si dice una cosa e il contrario di quella cosa. Infatti se il Signore guarisce ancora, che bisogno ha un Cristiano delle medicine per guarire? Nessuno. In altre parole, se il Signore è potente a guarire un Cristiano da ogni malattia, secondo che è scritto: “Egli è quel che ti perdona tutte le tue iniquità, che sana tutte le tue infermità” (Salmo 103:4), e la guarigione, come la salvezza, si ottiene soltanto per fede in Cristo, secondo che è scritto: “E per la fede nel suo nome, il suo nome ha raffermato quest’uomo che vedete e conoscete; ed è la fede che si ha per mezzo di lui, che gli ha dato questa perfetta guarigione in presenza di voi tutti” (Atti 3:16), che bisogno ha il Cristiano che ha piena fiducia nella potenza guaritrice di Cristo di prendere delle medicine? Nessuno.
E poi, se le cose stanno così come dicono le ADI, dovremmo concludere che Dio ha bisogno dell’aiuto dell’uomo per guarire gli ammalati, e per aiuto mi riferisco alle medicine prodotte dall’uomo. Ma questo si oppone nettamente all’insegnamento biblico, secondo cui Dio per guarire gli ammalati non ha per nulla bisogno di questi mezzi, ha solo ‘bisogno’ della fede del malato. Ma io dico: ‘Ma quando Gesù era sulla terra, come venivano guariti gli ammalati da Lui?’ Dalla potenza del Signore che era con Lui più le medicine che i malati prendevano allora? Non mi risulta una cosa del genere, perché gli ammalati venivano guariti soltanto mediante la loro fede in Cristo, infatti Gesù disse alla donna che aveva avuto un flusso di sangue per dodici anni, e che aveva confidato per tanti anni nei medici senza migliorare anzi era piuttosto peggiorata ma quando toccò il lembo della Sua veste fu guarita all’istante: “La tua fede ti ha guarita” (Matteo 9:22) e non: ‘La tua fede più le medicine ti hanno guarito’. E potrei prendere pure come esempio quegli ammalati che furono guariti dagli apostoli dopo che Gesù fu assunto in cielo, per dimostrare che essi guarirono soltanto mediante la loro fede in Cristo (Atti 5:16; 28:9), senza bisogno di assumere medicine di nessun genere. Ma d’altronde tutto questo avvenne perché è scritto che Egli ha portato le nostre malattie (cfr. Matteo 8:17) e per le lividure di Cristo noi abbiamo avuto guarigione (cfr. Isaia 53:5).
E poi ancora, come si fa a dire ‘che, quando l’uomo non può più nulla, Dio può ancora tutto e, per questo, preghiamo per i malati disposti a credere alla guarigione per la fede nel nome di Cristo Gesù, il Signore’ senza scontrarsi con la Parola di Dio che afferma: “C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi” (Giacomo 5:14-15)? Perché parlo di scontro? Perché Giacomo non dice che il malato deve chiamare gli anziani affinché preghino su di lui solo quando è affetto da una malattia per la cui guarigione l’uomo non può più nulla o una malattia grave, ma per ogni malattia, quindi anche una febbre. Il Cristiano in altre parole non deve aspettare di essere colpito da una grave o incurabile malattia per riporre tutta la sua fiducia in Cristo per la guarigione, ma deve riporre la sua fiducia in Cristo anche quando è colpito da una malattia curabile dagli uomini. Purtroppo però le ADI hanno ricorso al suddetto sofisma, per non apparire fanatici, infatti per loro quei credenti che rifiutano di ricorrere alle medicine per guarirsi o che sconsigliano di prendere medicine (anche perché fanno male, e infatti bisogna ricordarsi a tale proposito che la donna dal flusso di sangue “molto avea sofferto da molti medici, ed avea speso tutto il suo senz’alcun giovamento, anzi era piuttosto peggiorata” Marco 5:26) sono dei fanatici o estremisti da evitare!!! Un fratello mi ha raccontato che lui per avere testimoniato durante un culto che Dio lo aveva guarito senza che lui prendesse alcuna medicina, il pastore lo ha chiamato in disparte dopo il culto per ammonirlo, dicendogli che non si deve parlare così!! Eppure questo fratello aveva dato a Dio tutta la gloria per la sua propria guarigione!
Dirò di più, per alcuni nelle ADI, coloro che ricorrono solo al Signore per la loro guarigione, non importa che male abbiano, tentano Dio. Io mi domando se costoro leggono la Bibbia, perché a questo punto non posso che pensare che non la leggono, perché se c’è una cosa che non fa un figliuolo di Dio quando confida con tutto il suo cuore nel Signore per ottenere da Lui la guarigione o qualsiasi altro beneficio è tentare Iddio. Ma se la Bibbia dichiara che l’uomo che confida nel Signore è beato, come si fa a definire un credente che rifiuta di prendere medicine perché rifiuta di confidare nell’uomo, uno che tenta Iddio? Purtroppo queste sono le conseguenze di questa posizione ambigua delle ADI sulla guarigione, che ripeto, è stata da loro assunta, per non apparire dei fanatici e settari. Questa posizione è molto simile a quella di molte Chiese Evangeliche che hanno fatto loro il motto ‘aiutati, che Dio ti aiuta’, che tradotto significa: ‘Prendi prima le medicine, e poi vedrai che Dio ti aiuterà!’. Ma si badi che le ADI si guardano bene dal dire che avallano questo motto, anzi sono capaci pure di confutarlo, ma all’atto pratico lo avallano, eccome se lo avallano.
La posizione delle ADI è dunque ambigua sulla guarigione, e non netta, e a motivo di questa sua ambiguità contraddice l’insegnamento biblico. Francesco Toppi arriva addirittura ad affermare con certezza che Paolo prendeva i calmanti che gli dava Luca: assurdo e ridicolo. Ma nelle ADI arrivano a far dire all’occorrenza alla Bibbia cose assurde e ridicole pur di dare una parvenza di ortodossia dottrinale a posizioni sbagliate! E questo avviene a causa della presenza di uno spirito massonico nelle ADI che piano piano ha portato molti nelle ADI a confidare nell’uomo anziché in Dio, proprio quello che vuole la Massoneria! E non solo, ha portato costoro a sprezzare e giudicare coloro che invece si attengono alla Parola di Dio confidando in Dio anziché nei medici.
Senza poi parlare degli aiuti economici dati dalle ADI alle Associazioni sopra citate, che combattono la leucemia e il cancro, che se da un punto di vista umano possono apparire lodevoli, dal punto di vista biblico sono da biasimare perché un credente non può mettersi a fare delle offerte a dei medici che sono impegnati a trovare una soluzione per queste gravi malattie, che noi sappiamo possono essere guarite dalla potenza di Dio per la fede in Gesù Cristo. Ma ve lo immaginate Gesù che diceva a Giuda Iscariota, che teneva la borsa, di prendere del danaro dalla borsa e darlo a qualche medico dei suoi giorni che era impegnato a trovare dei rimedi a certe malattie incurabili? Io sinceramente no. O ve lo immaginate l’apostolo Paolo che mentre era in Grecia dava delle offerte a dei gruppi di medici dell’Acaia impegnati a sconfiggere delle malattie incurabili? Io no, neppure questo riesco ad immaginare. Peraltro anche i Massoni aiutano economicamente i centri che combattono o che compiono ricerche contro il cancro o altre malattie. Per esempio negli USA c’è la Kansas Masonic Foundation (Fondazione Massonica del Kansas) che fino ad ora ha donato milioni di dollari per la ricerca contro il cancro (cfr. http://www.kmfonline.org/content/view/34/25/).
Vorrei ora fare una breve riflessione su queste parole trascritte nel libro delle Cronache: “Il trentanovesimo anno del suo regno, Asa ebbe una malattia ai piedi; la sua malattia fu gravissima; e, nondimeno, nella sua malattia non ricorse all’Eterno, ma ai medici” (2 Cronache 16:12).
Il re Asa quindi anche nella sua malattia non si appoggiò su Dio ma sugli uomini, non confidò in Dio ma negli uomini, le parole ‘non ricorse all’Eterno, ma ai medici’ non lasciano spazio ad altre interpretazioni.
Ho detto ‘anche nella sua malattia’ perché questo stesso re, tre anni prima quando Baasa, re d’Israele, salì contro Giuda invece di appoggiarsi sull’Eterno si era appoggiato anche allora sugli uomini e per questo suo comportamento Dio gli mandò il veggente Hanani per riprenderlo con queste parole: “Poiché tu ti sei appoggiato sul re di Siria invece d’appoggiarti sull’Eterno, ch’è il tuo Dio, l’esercito del re di Siria è scampato dalle tue mani. Gli Etiopi ed i Libî non formavan essi un grande esercito con una moltitudine immensa di carri e di cavalieri? Eppure l’Eterno, perché tu t’eri appoggiato su lui, li diede nelle tue mani. Poiché l’Eterno scorre collo sguardo tutta la terra per spiegar la sua forza a pro di quelli che hanno il cuore integro verso di lui. In questo tu hai agito da insensato; poiché, da ora innanzi, avrai delle guerre’ (2 Cronache 16:7-9).
Si noti come Dio gli disse: “In questo tu hai agito da insensato” per capire come, agli occhi di Dio, il re Asa si era comportato da stolto. Certo, perché Asa aveva un grande Iddio che molti anni prima aveva spiegato la sua forza a suo favore contro il re degli Etiopi che gli aveva mosso guerra con un esercito di un milione di uomini che era quasi il doppio di quello di Asa, eppure Dio diede la vittoria ad Asa. Asa quindi sapeva cosa significava confidare in Dio in mezzo alla distretta; sapeva che Dio risponde alle preghiere di coloro che lo temono, sapeva che Dio si lascia trovare da coloro che lo cercano con tutto il cuore tanto è vero che dopo che Dio diede la vittoria a Giuda contro gli Etiopi, gli abitanti di Giuda e di Beniamino con a capo Asa fecero un giuramento secondo il quale chi non avrebbe cercato Dio doveva essere messo a morte (cfr. 2 Cronache 15:13) e si rallegrarono perché “avean cercato l’Eterno con grande ardore ed egli s’era lasciato trovare da loro” (2 Cronache 15:15).
Eppure quando Asa fu malato confidò nei medici anziché in Dio. Certo, per i re d’allora era normale ricorrere ai medici nella malattia, ma la Scrittura fa capire che Asa non si comportò in maniera avveduta ricorrendo ai medici perché il ricorso ai medici escluse il ricorso a Dio.
Possiamo dire che il re Asa nella malattia si comportò in una maniera simile al re Achazia che quando restò ammalato anziché consultare l’Iddio d’Israele per sapere se si sarebbe riavuto dalla sua malattia mandò a consultare Baal-Zebub dio di Ekron (cfr. 2 Re 1:1-2), la qual cosa fece infuriare Dio che tramite Elia gli disse: “‘Così dice l’Eterno: – Poiché tu hai spediti de’ messi a consultar Baal-Zebub, dio d’Ekron, quasi che non ci fosse in Israele alcun Dio da poter consultare, perciò tu non scenderai dal letto sul quale sei salito, ma per certo morrai’ (2 Re 1:16). E Achazia morì, secondo la parola dell’Eterno pronunziata da Elia. Come si può vedere anche in questo caso il ricorrere a Baal-Zebub escluse il ricorrere a Dio, la fiducia in Baal-Zebub escluse la fiducia in Dio, e per questo Dio fece morire Achazia.
Quanto fu diverso invece il comportamento di un altro re, e cioè Ezechia, che quando fu malato a morte ricorse a Dio. Ecco quanto dice la Scrittura: “In quel tempo, Ezechia fu malato a morte; egli pregò l’Eterno, e l’Eterno gli parlò, e gli concesse un segno” (2 Cronache 32:24), ed ancora: “In quel tempo, Ezechia fu malato a morte. Il profeta Isaia, figliuolo di Amots, si recò da lui, e gli disse: ‘Così parla l’Eterno: – Metti ordine alle cose della tua casa; perché tu sei un uomo morto; non vivrai’. – Allora Ezechia volse la faccia verso il muro, e fece una preghiera all’Eterno, dicendo: ‘O Eterno, te ne supplico, ricordati come io ho camminato nel tuo cospetto con fedeltà e con integrità di cuore, e come ho fatto ciò ch’è bene agli occhi tuoi’. Ed Ezechia dette in un gran pianto. Isaia non era ancora giunto nel centro della città, quando la parola dell’Eterno gli fu rivolta in questi termini: ‘Torna indietro, e di’ ad Ezechia, principe del mio popolo: – Così parla l’Eterno, l’Iddio di Davide tuo padre: Ho udita la tua preghiera, ho vedute le tue lacrime; ecco, io ti guarisco; fra tre giorni salirai alla casa dell’Eterno. Aggiungerò alla tua vita quindici anni, libererò te e questa città dalle mani del re d’Assiria, e proteggerò questa città per amor di me stesso, e per amor di Davide mio servo’. Ed Isaia disse: ‘Prendete un impiastro di fichi secchi!’ Lo presero, e lo misero sull’ulcera, e il re guarì. Or Ezechia avea detto ad Isaia: ‘A che segno riconoscerò io che l’Eterno mi guarirà e che fra tre giorni salirò alla casa dell’Eterno?’ E Isaia gli avea risposto: ‘Eccoti da parte dell’Eterno il segno, dal quale riconoscerai che l’Eterno adempirà la parola che ha pronunziata: – Vuoi tu che l’ombra s’allunghi per dieci gradini ovvero retroceda di dieci gradini?’ – Ezechia rispose: ‘È cosa facile che l’ombra s’allunghi per dieci gradini; no; l’ombra retroceda piuttosto di dieci gradini’. E il profeta Isaia invocò l’Eterno, il quale fece retrocedere l’ombra di dieci gradini sui gradini d’Achaz, sui quali era discesa” (2 Re 20:1-11).
Comprendo che umanamente parlando, si potrebbe dire: ‘Ma come mai ricorrere ai medici nella malattia non è cosa gradita a Dio?’ E’ semplice, perché così facendo si dimostra di avere fiducia negli uomini, nella sapienza e nella potenza degli uomini, anziché in Dio. Quelle parole “non ricorse all’Eterno ma ai medici” non lasciano dubbi, con quel ‘non’ prima e poi con quel ‘ma’ la frase vuol dire nella sostanza ‘non ebbe fiducia in Dio ma nei medici’.
Dunque, nella malattia è bene non ricorrere ai medici, ma a Dio; è vero che questo costa perché non si viene capiti, si viene fraintesi, presi per pazzi, si viene ingiuriati da taluni credenti che invece preferiscono avere fiducia nei medici, ma ne vale la pena e posso assicurarvi che non c’è nulla da perdere e nulla da temere perché ci si affida completamente a Dio, si ripone tutta la fiducia in Dio. L’uomo che si comporta così è benedetto, e quand’anche Dio non lo guarisse da una certa malattia perché così ha deciso, egli sarà benedetto perché confida in Dio e non negli uomini.

[Tratto dal libro ‘La massoneria smascherata’ di G. Butindaro]

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