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L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 23 – il parlare massonico presenti nelle ADI sul mondo e le sue concupiscenze

 

Albert Pike ha affermato:

‘La Massoneria non perde il suo tempo a disprezzare il mondo, con la sua splendida bellezza, i suoi affascinanti tesori, i suoi nobili e santi affetti, nè ci esorta a distaccare il nostro cuore dalla vita terrena, così vuota, breve e insana, ed a fissarlo al cielo, come sola sfera in cui si conservi il vero amore e la meditazione del saggio. Insegna che l’uomo ha alti doveri da compiere e un alto destino da adempiere proprio su questa terra; che questo mondo non è solo un’anticamera ad un’altra esistenza e che questa nostra vita, nonostante non sia la nostra sola vita, è piena, completa ed è quella particolare vita cui noi dobbiamo aderire; che il presente è la nostra sfera di azione e il futuro è riservato alla speculazione filosofica ed al progresso; che l’uomo è stato mandato su questa terra per viverci, goderla, studiarla, amarla, abbellirla, trarne il meglio. E’ il suo paese su cui dovrebbe riversare i suoi affetti e i suoi sentimenti. [….] L’ignoto non può trovare nel nostro cuore un posto più elevato di quanto è noto e familiare. La legge del nostro essere è amore della vita e dei suoi interessi e dei suoi ornamenti, amore del mondo in cui la nostra sorte è posta, partecipazione agli interessi e agli effetti terreni. […] Per servirli [n.d.e. i propri simili] e compiere così il nostro dovere come massoni, dobbiamo sentire che l’obbiettivo merita lo sforzo che compiamo, essere contenti in questo mondo a cui Dio ci ha destinati, finchè Egli non ci richiami verso un mondo migliore. Egli è qui con noi e non stima che questo sia un mondo indegno. E’ una cosa grave diffamare e svilire un mondo intero, parlare come della dimora di una povera, nuda, stanca, ignorante umanità che ispira commiserazione. Non si dovrebbero screditare così la propria famiglia, le proprie amicizie, il proprio paese, la propria città, la propria patria. Il mondo non è miserabile e indegno; e non è una calamità, bensì un glorioso destino quello di essere uomo. Se la vita non è degna, non lo è neppure l’immortalità’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 57-58, 59 – 8° Intendente degli Edifici).

In altre parole, la Massoneria incita i massoni a godersi la vita, a divertirsi. E infatti esiste nella Massoneria il famoso Antico Ordine Arabo dei Nobili del Mistico Velo che in inglese è conosciuto come Shriners, sorto per opera di due massoni, che è una organizzazione massonica composta da maestri massoni e massoni di altissimo grado, che si basa sul divertimento, che organizzano eventi di vario genere all’insegna del divertimento (hanno persino un circo che si chiama Shrine Circus). Per chi volesse vedere cosa organizzano i Massoni dello Shriners International vada su Youtube e faccia una ricerca con queste parole ‘Shriners’ e poi si renderà conto personalmente di come si manifesta questo insegnamento massonico nella pratica. La Massoneria dunque va apertamene contro quella che è la volontà di Dio verso di noi, che è quella che noi dobbiamo santificarci astenendoci dalle mondane concupiscenze.
Gesù Cristo ha detto:

“Chi ama la sua vita, la perde; e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà in vita eterna” (Giovanni 12:25), ed anche: “Se uno viene a me e non odia suo padre, e sua madre, e la moglie, e i fratelli, e le sorelle, e finanche la sua propria vita, non può esser mio discepolo” (Luca 14:26).

Altro che amore per la vita dunque predicava Gesù! E difatti nella parabola del seminatore i piaceri della vita e le cure mondane sono tra le spine che soffocano il seme della Parola, che perciò non arriva a maturità (Matteo 13:7,22).

Ecco perchè la Scrittura ci comanda di avere l’animo alle cose di sopra e non a quelle che sono sulla terra, secondo che è scritto:

“Se dunque voi siete stati risuscitati con Cristo, cercate le cose di sopra dove Cristo è seduto alla destra di Dio. Abbiate l’animo alle cose di sopra, non a quelle che son sulla terra; poiché voi moriste, e la vita vostra è nascosta con Cristo in Dio” (Colossesi 3:1-2), e di non amare il mondo, secondo che è scritto: “Non amate il mondo né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amor del Padre non è in lui. Poiché tutto quello che è nel mondo: la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita non è dal Padre, ma è dal mondo. E il mondo passa via con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio dimora in eterno” (1 Giovanni 2:15-17).

La Massoneria dunque con la sua filosofia incita la Chiesa ad amare il mondo e le cose che sono nel mondo, e quindi si propone di far diventare i Cristiani nemici di Dio, secondo che è scritto:

“O gente adultera, non sapete voi che l’amicizia del mondo è inimicizia contro Dio? Chi dunque vuol essere amico del mondo si rende nemico di Dio” (Giacomo 4:4).

E perchè l’amicizia del mondo o l’amore per il mondo fa diventare nemici di Dio? Perchè, come dice Giovanni, “tutto il mondo giace nel maligno” (1 Giovanni 5:19), in altre parole perchè il mondo è sotto la potestà di Satana, di quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli. E Dio quindi, siccome è geloso del Suo popolo, non tollera che esso si metta ad amare questo sistema di cose che è sotto la potestà del diavolo e a mettersi con i figli della disubbidienza o gli infedeli, che vengono anche chiamati “una generazione storta e perversa” (Filippesi 2:15), e “generazione adultera e peccatrice” (Marco 8:38). Ecco in che termini parla la Scrittura del mondo e degli abitanti del mondo, altro che dire dunque come i massoni che ‘Il mondo non è miserabile e indegno’.

Nelle ADI nella sostanza i ragionamenti che fanno sono gli stessi che fanno i massoni: dobbiamo amare la vita, perchè la vita è bella, e godercela divertendoci, e per fare questo bisogna amare il mondo e quello che è nel mondo (andare al mare, al lunapark, al teatro, al circo, a vedere la partita di calcio, dietro la moda, e così via), e poi nessuno si deve permettere di offendere gli uomini chiamandoli ‘malvagi’, ‘empi’, ‘ribelli’, ‘figli della disubbidienza’, ‘persone dirette all’inferno’ e così via. E difatti nelle ADI dai pulpiti i pastori non predicano mai contro i peccatori e le mondane concupiscenze, cioè contro i piaceri della vita, perchè essi stessi sono diventati amanti ed amici del mondo in quanto per loro i Cristiani non devono rinunciare alla loro vecchia vita. Un fratello, ex membro di una Chiesa ADI ha affermato infatti ‘nelle ADI ci avevano sempre detto che un credente non deve rinunciare a nulla della sua vecchia vita!’. E difatti, è per questo che il mondo non li odia e non li perseguita, anzi li rispetta e ci sta bene assieme! E se qualcuno nelle ADI comincia a riprovare i piaceri della vita e le mondane concupiscenze, viene immediatamente attaccato e definito ‘legalista’, ‘bigotto’, o magari anche ‘monaco pentecostale’.

Nelle ADI, fratelli, lo ripeto, c’è uno spirito e sentimento massonico, che sta arrecando gravissimi danni alla Chiesa in quanto soffoca la Parola di Dio impedendole di operare efficacemente nei credenti, e contrista lo Spirito Santo di Dio che dimora nei cuori dei santi. La situazione è drammatica.

E’ lecito voler arricchire per aiutare l’opera della Massoneria …. è lecito voler arricchire per aiutare l’ «Opera» in Italia

La Massoneria incoraggia i massoni a voler diventare ricchi adducendo la seguente motivazione, che è legittimo avere questo desiderio se poi con le ricchezze si aiuta la Massoneria ad adempiere la sua missione nel mondo, che è quello di promuovere la perfezione dell’individuo e della società sotto le bandiere della Libertà, della Uguaglianza e della Fraternità.

Ascoltate cosa ebbe a dire il massone Albert Pike:

‘Vi sono tuttavia ragioni per cui un Massone può seriamente e legalmente aspirare a possedere una fortuna. Se può riempire un bel palazzo, esso stesso un’opera d’arte, con la produzione di alti geni; se può essere l’amico e il soccorritore del bisognoso; se può cercarla quando malferma salute o avversa fortuna premono duramente, per sollevare o fermare le ore amare che lo stanno portando alla pazzia o alla tomba; se può intromettersi tra l’oppressore e la sua preda; se può chiedere al carceriere di rilasciare la sua vittima; se può creare grandi istituzioni di insegnamento o accademie d’arte; se può aprire fontane di sapere per il popolo, e convogliare le loro correnti nei debiti canali; se può far di più che elargire elemosine per il povero, anche pensare a lui e fare progetti per la sua elevazione morale ed etica, invece di aprire sempre gli antichi serbatoi e le risorse per la sua imprevidenza; se ha cuore e anima sufficienti per fare tutto questo o parte di questo, se la ricchezza fosse per lui il fulcro dello sforzo, facilitandolo e dando successo al tentativo, allora egli potrebbe legalmente ed anche fortemente desiderarla. Ma se è per non far nulla per quel povero, ma solo per il proprio comodo e indulgenza e per far cadere i propri figli nella stessa cattiva scuola, allora non ci sono ragioni per cui dovrebbe desiderarla’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 54-55 – 22° Cavaliere dell’Ascia Reale).

Avete notato con quale astuzia il Serpente Antico si espresse tramite questo massone? Praticamente Pike ha detto che è legittimo voler diventare ricchi, se poi con le proprie ricchezze si aiutano gli altri tra cui i poveri, il che è una menzogna, perchè la Sacra Scrittura afferma che un Cristiano non deve voler diventare ricco, perchè “quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Poiché l’amor del danaro è radice d’ogni sorta di mali; e alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si son trafitti di molti dolori” (1 Timoteo 6:9-10).

Quindi non importa per quale ragione un Cristiano dice di voler diventare ricco, quand’anche dicesse che vuole diventare ricco per aiutare gli altri, egli si svierà dalla fede e l’amore per il denaro lo sprofonderà nella distruzione e nella perdizione. Albert Pike, quindi, con le suddette sue parole ha confermato per l’ennesima volta di essere un ministro di Satana travestito da ministro di giustizia, perchè con le sue parole non faceva altro che affondare gli uomini nella distruzione e nella perdizione. Giudicate voi da persone intelligenti.

Nelle ADI nella pratica c’è lo stesso sentimento che c’è nella Massoneria, perchè è lecito voler diventare ricchi per aiutare le ADI. Quindi se ti ammazzi di lavoro dalla mattina alla sera per guadagnare tanti soldi e diventare ricco (o giochi al lotto o al totocalcio e vinci tanti soldi), e ti proponi con le tue ricchezze di aiutare le ADI, e quindi questo significa dare tanti soldi per le casse dell’ «Opera», allora nessuno ti dice niente contro, anzi sei una cara anima del Signore che fa tanto per l’opera di Dio. Questa è la ragione per cui non predicano mai contro coloro che vogliono arricchire o che si sono voluti arricchire, e che in mezzo a loro sono tanti, perchè quegli individui, pur essendosi sviati, fanno estremamente comodo alle loro casse. Servono Mammona, ma il loro servizio ha come scopo quello di aiutare le ADI, e quindi è lecito, perchè per aiutare le ADI è lecito tutto o pressoché tutto. Se è stato lecito mettersi con i Massoni, con il Vaticano e con lo Stato!

E che sia così lo ha confermato Francesco Toppi, quando ha approvato chi serve Mammona. Egli infatti nel rispondere alla domanda ‘Ho sentito ripetere che Gesù ama i poveri e odia i ricchi. E’ vero? Cosa afferma la Bibbia?’ dopo avere detto che Dio non ha riguardo alla qualità delle persone e che Gesù non caccia via nessuno di coloro che vanno a lui, prosegue dicendo:

‘Quando Gesù afferma: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire Dio ed a Mammona” (Matteo 6:24), si riferisce ai sentimenti dell’individuo. Mettere le capacità, le forze, gli interessi totalmente al servizio di Mammona (una parola aramaica che significa ‘ricchezza’), vuol dire essere schiavi delle ricchezze. ‘… l’amor del danaro è radice di ogni sorta di mali….’ (1 Timoteo 6:10). Questo intento è condannato dalla Scrittura’. (Francesco Toppi, A Domanda Risponde, ADI-Media, 2004 Seconda Edizione, Vol. II, pag. 8).

Confesso che quando ho letto per la prima volta queste parole, mi pareva di avere letto male, per cui le ho rilette e rilette, per accertarmi che avessi letto correttamente. Purtroppo avevo letto bene, ed allora non ho potuto non indignarmi, perché queste parole sovvertono le parole di Cristo, sono un duro attacco alle parole di Cristo Gesù. Forse voi ancora non vi siete accorti dove sta l’errore, e allora ve lo faccio notare io. Nel momento in cui Toppi afferma che essere schiavi delle ricchezze significa mettere le capacità, le forze e gli interessi TOTALMENTE al servizio di Mammona, fa dire a Cristo una menzogna, perché il dire TOTALMENTE (che vi ricordo significa ‘In modo totale, interamente, completamente, del tutto’) implica che se le nostre capacità, forze e interessi vengono messe SOLO PARZIALMENTE al servizio di Mammona, allora noi non siamo schiavi delle ricchezze!!! Ma Gesù con le sue parole ha inteso dirci che se mettiamo (non importa in che misura) le nostre capacità, le nostre forze e i nostri interessi al servizio di Mammona, non potremo servire Dio perchè ci metteremo a disprezzarlo e odiarlo.

Peraltro come si fa a dire una simile cosa – come questa che dice Toppi – quando Gesù ha definito servo di Mammona chi soltanto è ansioso della propria vita? Ascoltate infatti tutto il discorso di Gesù a tale proposito:

“Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo, di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, e il Padre vostro celeste li nutrisce. Non siete voi assai più di loro? E chi di voi può con la sua sollecitudine aggiungere alla sua statura pure un cubito? E intorno al vestire, perché siete con ansietà solleciti? Considerate come crescono i gigli della campagna; essi non faticano e non filano; eppure io vi dico che nemmeno Salomone, con tutta la sua gloria, fu vestito come uno di loro. Or se Iddio riveste in questa maniera l’erba de’ campi che oggi è e domani è gettata nel forno, non vestirà Egli molto più voi, o gente di poca fede? Non siate dunque con ansietà solleciti, dicendo: Che mangeremo? che berremo? o di che ci vestiremo? Poiché sono i pagani che ricercano tutte queste cose; e il Padre vostro celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose. Ma cercate prima il regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte. Non siate dunque con ansietà solleciti del domani; perché il domani sarà sollecito di se stesso. Basta a ciascun giorno il suo affanno” (Matteo 6:24-34).

Il ‘perciò’ dopo ‘Voi non potete servire a Dio ed a Mammona’ significa ‘questa è la ragione per cui vi dico …’, perchè per Gesù se un suo discepolo si mette a preoccuparsi della propria vita, di quel che mangerà, di quel che berrà, e di quel che indosserà, allora diventa servo di Mammona. Le ADI invece insegnano implicitamente che si possono mettere capacità, forze, e interessi al servizio di Mammona! Sconcertante.

Questo ragionamento peraltro va a scontrarsi frontalmente con il primo comandamento fra tutti che dice: “Ama dunque il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua e con tutta la forza tua” (Marco 12:30), in quanto se dobbiamo amare Dio con tutta la nostra forza, è evidente che non possiamo mettere parte della nostra forza al servizio di Mammona.

Fratelli, sappiate che al servizio di Mammona non va messo niente, neppure un milionesimo delle nostre capacità, forze ed interessi, perché nel momento stesso che mettiamo qualcosa al servizio di Mammona diventiamo suoi servi, e quindi schiavi delle ricchezze. Vi faccio un esempio: Paolo dice ai Romani: “Non sapete voi che se vi date a uno come servi per ubbidirgli, siete servi di colui a cui ubbidite: o del peccato che mena alla morte o dell’ubbidienza che mena alla giustizia?” (Romani 6:16). Ora, non è che Paolo dice che se ci diamo parzialmente al peccato, esso non ci menerà alla morte, mentre se ci diamo ad esso totalmente, esso ci menerà alla morte; ma semplicemente se ci diamo, quindi non importa in che misura ci diamo al peccato. Dunque se noi ci diamo a Mammona, sia pure parzialmente (diciamo così), moriremo.

D’altronde, vi siete mai chiesti come mai Paolo dice ai santi di Corinto: “Ma questo io dichiaro, fratelli, che il tempo è ormai abbreviato; talché, d’ora innanzi, … quelli che comprano [siano], come se non possedessero; e quelli che usano di questo mondo, come se non ne usassero, perché la figura di questo mondo passa” (1 Corinzi 7:29, 30, 31)? Perchè lui voleva che i santi fossero senza sollecitudini, e non diventassero servi di Mammona.
In effetti, secondo le parole di Toppi, sembra che noi discepoli di Cristo possiamo servire Dio e Mammona contemporaneamente, basta non mettere tutte le nostre capacità, forze ed interessi al servizio di Mammona!! In altre parole, è come se dicesse: ‘Basta bilanciare le capacità, le forze e gli interessi da mettere al servizio di ambedue i padroni!’. E questo ovviamente Toppi lo ha detto per incoraggiare taluni a volersi arricchire per sostenere le ADI!

Fratelli, non sottovalutate affatto questa dichiarazione di Toppi che sembra irrilevante, perchè sono proprio tramite dichiarazioni di questo tipo che vengono introdotte di soppiatto le eresie in seno alla Chiesa. E ricordatevi che per cambiare il significato ad una affermazione biblica ci vuole ben poco. Avete notato infatti come Toppi è riuscito a stravolgere le parole di Gesù usandosi di un semplice avverbio? State molto attenti fratelli, perché questo insegnamento di Toppi è lievito da cui guardarsi, che ha avuto delle nefaste conseguenze nelle Chiese ADI, perchè con questo insegnamento si fanno sviare i credenti dalla fede, e li si mena in perdizione.

[Tratto dal libro ‘La massoneria smascherata’ di G. Butindaro]

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