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L’ombra della massoneria sulle Assemblee di Dio in Italia (ADI) – parte 24 – il parlare massonico presenti nelle ADI sulla cosiddetta libertà religiosa

Francesco Toppi, in un suo articolo apparso su Stampasera il 16 Marzo 1989 (pag. 15 – vedi foto), a proposito dell’ora di religione ha affermato:

‘Egregio direttore, esprimo il mio compiacimento e quello degli oltre centomila membri delle Chiese Evangeliche «Assemblee di Dio in Italia» (ADI) perchè nel n. 63 di oggi, lunedì 6 Marzo 1989, il Suo autorevole giornale a pag. 9 ha pubblicato l’interessante notizia dell’attesa sentenza della Consulta sull’ora di religione. Desidero renderle noto che non soltanto è stata violata la legge 449 del 1984 relativa all’intesa fra lo Stato e la Tavola Valdese ma anche altre due leggi riguardanti le Intese tra lo Stato e le Chiese Avventiste e lo Stato e le Chiese Evangeliche A.D.I. rispettivamente la legge 516 e 517 del 22 novembre 1988. In ambedue queste leggi è riportato alla lettera quanto è stato pubblicato e riguardante la legge in corso di approvazione, per l’Unione delle Comunità Israelitiche Italiane. Queste leggi nel loro insieme riguardano almeno trecentomila italiani che, pur costituendo una minoranza, desiderano salvaguardare le libertà di coscienza e di religione, ratificate non soltanto dalla nostra Costituzione, ma garantite dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dalla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali. Questa non esigua minoranza di cittadini italiani si aspetta che la Corte Costituzionale emani una sentenza che ristabilisca il rispetto della libertà e non crei per nessuno effetti discriminatori che sarebbero deleteri allo sviluppo della personalità dei minori appartenenti alle scuole di ogni ordine e grado i quali non scelgono l’insegnamento della religione cattolica. Grato per l’obbiettività dell’informazione su questo argomento e pregandola di pubblicare questa ulteriore precisazione, La ringrazio sentitamente. Past. Dott. Francesco Toppi (Presidente delle Chiese Cristiane Evangeliche ADI – Roma).

Avete notato il discorso di Toppi a favore della libertà di coscienza e di religione? Ma non vi pare un linguaggio massonico il suo? A noi pare proprio un linguaggio massonico. Quando lui dice che almeno trecentomila italiani desiderano salvaguardare le libertà di coscienza e di religione, non sta facendo altro che parlare come i massoni, che dicono spesso nei loro discorsi di voler salvaguardare le libertà di coscienza e di religione, o di avere combattuto in questo o in quell’altro periodo storico affinché trionfasse la libertà di coscienza e di religione.

D’altronde questa libertà è uno dei principi fondamentali della Massoneria a cui i Massoni tengono molto. Sul sito di una loggia massonica in uno scritto dal titolo ‘La Libertà nella Massoneria’ si legge infatti:

‘La Libertà, nel senso profano del termine, è quella che uno Stato illuminato, con le proprie leggi, assicura ai propri cittadini, consentendo di esprimere diverse opinioni politiche, filosofiche, religiose; uno Stato cioè che non impone una sua ideologia, ma anzi garantisce il libero esercizio della libertà di parola, di coscienza, di religione’ (http://www.loggiaguerrazzi665.it/).

E per questa libertà i massoni sono chiamati a combattere, in quanto in Morals and Dogma il massone Albert Pike afferma rivolgendosi ai massoni del 32°:

‘Vi hanno insegnato a superare la paura della morte, a dedicarvi alla grande causa della libertà civile e religiosa …’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 3, pag. 285 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto),

e invece rivolgendosi ai massoni del 4° afferma:

‘A editti che vengano dal solo arbitrio di una forza dispotica, contrastanti con la legge di Dio o con la grande legge della natura, contrari ai veri diritti dell’uomo, che violano il diritto del libero pensiero, libera parola, libere coscienze, è legittimo ribellarsi, e sforzarsi di abrogarli’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 8 – 4° Maestro Segreto).

E tutto ciò perchè nella Massoneria

‘il Massone identifica l’onore della nazione con il proprio onore. Nessun onore più bello si può dare alla propria nazione del difenderla da tutti i nemici delle libertà civili e religiose’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 81 – 9° Cavaliere Eletto dei Nove).

E difatti i massoni hanno combattuto per questa libertà nel corso del tempo anche qui in Italia. Come ha ricordato nel 2005 Gustavo Raffi del GOI in un comunicato stampa. Ascoltate le sue parole:

‘Sono numerosi i Massoni umbri che hanno partecipato e che hanno dato il loro contributo al processo di unificazione nazionale. Anche al loro ricordo di uomini pronti a combattere non solo per la costruzione della nazione, ma innanzitutto per la libertà e la democrazia, è dedicato il concerto di lunedì prossimo. In una società italiana ancora profondamente contadina e cattolica, legata alle superstizioni di una religiosità popolare, una classe dirigente illuminata e dotata di un inaudito coraggio civile, combatté allora contro chi condannava la società moderna in tutte le sue forme, dal liberalismo alla democrazia, dalla libera ricerca scientifica alla libertà innanzitutto di coscienza e religiosa’ (http://www.goiradio.it/).

E sempre in tema di libertà religiosa e di coscienza, ricordiamo la Dichiarazione di Princìpi approvata dal Convento dei Supremi Consigli Confederati riuniti a Losanna nel settembre 1875, che afferma:

‘La Massoneria proclama, come ha proclamato sin dalla sua origine l’esistenza di un Principio Creatore, sotto il nome di Grande Architetto dell’Universo. Essa non impone alcun limite alla ricerca della verità, ed è per garantire a tutti questa libertà che esige da tutti la tolleranza.
… Per innalzare l’uomo ai propri occhi, per renderlo degno della missione sulla terra, la Massoneria pone come principio che il Creatore supremo ha dato all’uomo, come bene più prezioso, la libertà…
… Agli uomini per i quali la religione è la consolazione suprema la Massoneria dice: “Coltivate la vostra religione senza ostacolo, seguite le aspirazioni della vostra coscienza.” … ‘.

 

Dunque nelle ADI c’è un modo di parlare che assomiglia molto a quello dei Massoni che ci tengono a sottolineare che loro combattono per la libertà di coscienza e di religione. E questo modo di parlare delle ADI ovviamente è seguito da degli atti diretti in quella direzione, infatti le ADI lottano al fine di far abrogare quelle leggi che violano i ‘diritti’ dell’uomo, come peraltro hanno fatto già nel dopoguerra quando in questa lotta furono aiutati dai massoni.
In un articolo apparso su La Repubblica il 17 luglio 2007 dal titolo ‘Ma ebrei e protestanti plaudono alla svolta’ scritto da Orazio La Rocca, si legge infatti:

‘E, invece, a ebrei, protestanti, Testimoni di Geova e altre confessioni minori piace il nuovo testo sulla libertà religiosa in Italia. Piace, soprattutto, quel passaggio del testo unico in cui si sottolinea che «la libertà religiosa trova il suo fondamento nel principio di laicità dello Stato». Lo hanno puntualizzato, in modo chiaro e senza indugi, Renzo Gattegna, presidente dell’ Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), e il pastore Domenico Maselli, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), ascoltati ieri alla Commissione Affari costituzionali dopo l’ intervento dell’ arcivescovo Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, che – al contrario – aveva sollevato le critiche più ferme proprio al riferimento sulla laicità dello Stato contenuto nel disegno di legge. Malgrado le riserve della Cei, è stato quasi unanime il coro dei consensi espresso durante l’ audizione dai rappresentanti delle altre religioni. «Noi ebrei italiani siamo una minoranza che oggi vede avvicinarsi il superamento delle disparità di trattamento tra le diverse confessioni religiose del nostro Paese», ha esordito Gattegna, che si è detto «ampiamente soddisfatto» dell’impianto generale del testo, giudicato «migliore rispetto alle proposte presentate in precedenza». Tra i punti più «significativi» indicati dal presidente degli ebrei il superamento del «concetto stesso di abrogazione della legislazione dei culti ammessi prevista dalle leggi sui culti varate nel 1929-30 che risentivano del clima politico del tempo». «Con questa nuova legge che – ha spiegato Gattegna – sopprime i culti ammessi e introduce il concetto di pari dignità tra le confessioni religiose si alza il livello della convivenza civile del nostro Paese ed è un bene per tutti. Questa nuova legge, quindi – a parere del presidente degli ebrei italiani – va bene così come è stata presentata perché i suoi princìpi sono tutti condivisibili, anche se per l’attuazione pratica ci sarebbero alcuni articoli che vanno spiegati meglio. Ma c’ è tutto il tempo per apportare ulteriori miglioramenti, come ha garantito il presidente della Commissione Luciano Violante». Parole in sintonia con quanto sostenuto anche dal pastore Maselli, secondo il quale «l’ affermazione che la legge sulla libertà religiosa trova il suo fondamento nel principio di laicità dello Stato va sostenuta senza alcuna incertezza». Un principio di «garanzia» aperto a qualsiasi scelta religiosa, perché «solo uno Stato laico può garantire una autentica libertà per tutte le comunità di fede. Per questo, la laicità dello Stato è per noi evangelici garanzia fondamentale della stessa libertà religiosa». «In questo nuovo testo – per Maselli – vi si nota la volontà di deburocratizzare le norme per l’ acquisizione dei vari diritti. Particolarmente positivo, appare, inoltre, l’articolo 9 che riguarda le scuole pubbliche e paritarie, e l’articolo 11 che prevede spazi adeguati di trasmissione per le singole confessioni nel servizio pubblico radiotelevisivo». Oltre a Maselli – intervenuto anche a nome della Tavola valdese e della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) -, la galassia evangelica italiana ieri è stata rappresentata da Domenico Tomasetto per l’Unione cristiana battista d’ Italia; Dora Bognandi per l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del Settimo giorno; Roberto Giannini per la Chiesa apostolica in Italia e Felice Loria per le Assemblee di Dio’.
Da: http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2007/07/17/ma-ebrei-protestanti-plaudono-alla-svolta.html

Si noti la presenza di Antonio Felice Loria, quale rappresentante delle Assemblee di Dio in Italia. Come si può vedere lo spirito massonico è pienamente presente anche nelle ADI.

Perchè ci opponiamo a questo modo di ragionare e parlare e di agire, e lo riproviamo? Perchè come Cristiani, non dobbiamo preoccuparci se in una nazione c’è la cosiddetta libertà religiosa, perchè noi Cristiani siamo liberi in Cristo, qualsiasi sia il Governo in una nazione e qualunque siano le sue leggi, ed abbiamo quindi da Dio la piena libertà di riunirci ed offrire il nostro culto a Dio e fare quello che Lui ci comanda di fare nella Sua Parola (evangelizzare, fare opere buone verso i poveri, gli orfani e le vedove ecc.). Per dire la cosa in altre parole: noi Cristiani abbiamo già la libertà religiosa, in quanto la legge del Re dei Re ci autorizza a professare liberamente la nostra fede in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne il culto. Per noi quindi non è affatto indispensabile che la legge di una nazione preveda la libertà religiosa per i suoi cittadini.
Se quindi le autorità ci vietassero di fare quello che Dio ci comanda di fare e che siamo liberi in Cristo di fare, noi disubbidiremo loro, come facevano gli antichi discepoli quando fu vietato loro di parlare nel nome di Gesù, e questo perchè “bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini” (Atti 5:29). Saremo per questo perseguitati, vessati, e vituperati? Gloria a Dio. Sopporteremo ogni cosa con pazienza, confidando in Dio che libera il giusto da ogni afflizione. E nello stesso tempo pregheremo Dio, secondo che è scritto: “C’è fra voi qualcuno che soffre? Preghi” (Giacomo 5:13); e pregheremo pure per quelli che ci perseguitano, in ubbidienza all’ordine di Gesù Cristo: “Pregate per quelli che vi perseguitano” (Matteo 5:44). Perchè questo era quello che facevano gli apostoli, e noi vogliamo seguire il loro esempio.
Noi quindi non siamo chiamati a lottare affinché ci sia la libertà religiosa – nel caso essa non ci sia ancora – o per salvaguardarla – se essa esiste di già, perché tale lotta non rientra nella buona guerra che siamo chiamati a combattere. Una tale lotta fa parte della lotta in cui sono impegnati i Massoni, ma non i Cristiani che invece devono guerreggiare affinchè i peccatori ottengano la libertà dal peccato (e per fare questo devono predicargli il ravvedimento oltre che la remissione dei peccati mediante la fede in Cristo) e affinchè quei Cristiani che sono diventati schiavi di quei numerosi falsi ministri del Vangelo che si trovano in mezzo alle Chiese siano liberati dal laccio di questi uccellatori (e per fare questo devono non solo pregare ma anche opporsi ai falsi insegnamenti di costoro confutandoli pubblicamente): questa è la buona guerra che superfluo che vi dica i Massoni aborriscono perchè la considerano una manifestazione di fanatismo e intolleranza verso gli uomini.
Vorrei peraltro far notare come proprio quelli delle ADI che dicono che non vogliono fare polemica, quando si tratta di salvaguardare la cosiddetta libertà religiosa la polemica la fanno, eccome se la fanno, e la fanno contro le autorità stabilite da Dio. Per difendere la verità confutando pubblicamente le eresie del papato – che tengono schiave e mandano all’inferno decine di milioni di anime – non fanno nessuna polemica, e difatti stanno zitti, come se il Papato non esistesse, perché ormai tra le ADI e il papato c’è sostanzialmente un patto di non belligeranza; ma per la loro cosiddetta libertà religiosa – che vi ricordo è contemporaneamente anche la libertà religiosa dei Mormoni, dei Testimoni di Geova, dei Mussulmani, dei Buddisti, dei Satanisti, degli Spiritisti, ecc. – sono pronti a polemizzare duramente, e questo lo abbiamo chiaramente visto. Quanta ipocrisia, ripeto, quanta ipocrisia.
E’ fuor di dubbio che le ADI si sono massonizzate su diverse cose, e questo loro modo di ragionare e parlare ne è una ulteriore conferma. D’altronde lo spirito massonico si è nel tempo ampiamente diffuso in ambito evangelico, e non poteva non entrare anche nell’organizzazione ADI.

 

Gesù Cristo l’esempio di fede perfetto che le ADI hanno rigettato

Voglio approfondire la mia confutazione della cosiddetta lotta a favore della libertà religiosa in cui si sono fatte coinvolgere le ADI fino a questo giorno perchè c’è altro da dire, perchè è ora che siano confutati questi che in nome di questa cosiddetta libertà religiosa rigettano di seguire l’esempio che ci ha lasciato il nostro Signore Gesù Cristo, e poi con una faccia tosta che ha dell’incredibile ti vengono a dire ‘Guarda a Gesù’, quando loro sono i primi che non guardano a Gesù ma a qualcun altro che non segue per niente le orme di Cristo. Voglio quindi parlare delle persecuzioni subite da Cristo e della sua reazione ad esse, perchè è di fondamentale importanza sapere come il Figlio di Dio, che sulla terra fece la volontà dell’Iddio e Padre suo, si comportò in mezzo alle persecuzioni che subì.
Cominciano con il dire che se c’è qualcuno che è stato perseguitato a motivo di giustizia da quelli della sua generazione, questo uomo si chiama Gesù Cristo. Oggi si direbbe che a Gesù Cristo fu negata la libertà religiosa, come anche la libertà di fare propaganda delle sue idee religiose, e quindi che nei suoi confronti ci fu una discriminazione sociale perchè gli furono negati dei diritti fondamentali dell’uomo, discriminazione che culminò nella sua uccisione da parte dei suoi nemici.
Ora, Gesù Cristo non fece male alcuno a nessuno dei suoi contemporanei, sia essi Giudei, Samaritani, e Gentili, ripeto male alcuno. Nonostante ciò però i Giudei lo odiarono e lo perseguitarono e lo condannarono a morte dandolo in mano del procuratore Ponzio Pilato che sentenziò che fosse fatto quello che i Giudei chiesero a gran voce, cioè che fosse crocifisso. Tutto ciò – benché Gesù non lo meritasse – avvenne perché Dio lo aveva prestabilito e quindi quando venne il suo tempo Dio mandò ad effetto il suo disegno o piano. Questa cosa fu confermata dai discepoli di Gerusalemme quando pregando a Dio dissero: “E invero in questa città, contro al tuo santo Servitore Gesù che tu hai unto, si son raunati Erode e Ponzio Pilato, insiem coi Gentili e con tutto il popolo d’Israele, per far tutte le cose che la tua mano e il tuo consiglio aveano innanzi determinato che avvenissero” (Atti 4:27-28) ed anche dall’apostolo Pietro che ai Giudei disse: “Quest’uomo, allorché vi fu dato nelle mani, per il determinato consiglio e per la prescienza di Dio, voi, per man d’iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste” (Atti 2:23). Naturalmente, Dio aveva fatto conoscere questo suo disegno ai suoi antichi profeti, infatti essi preannunciarono le sofferenze del Cristo; l’apostolo Pietro infatti disse un giorno ai Giudei: “Ma quello che Dio aveva preannunziato per bocca di tutti i profeti, cioè, che il suo Cristo soffrirebbe, Egli l’ha adempiuto in questa maniera” (Atti 3:18) e nella sua prima epistola dice: “Essi [i profeti] indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo che era in loro accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo, e delle glorie che dovevano seguire” (1 Pietro 1:11).
Ma ciò detto, bisogna spiegare che cosa portò nella pratica i Giudei a odiare Gesù e a condannarlo a morte. Leggendo la storia di Gesù di Nazareth si evince in maniera chiara che Gesù fu odiato e perseguitato perché guariva di sabato e chiamava Dio suo Padre facendosi uguale a Dio. Il fatto che guarisse di sabato equivaleva per i Giudei a profanare il settimo giorno sacro all’Eterno cosa vietata dalla legge di Mosè. Gli stessi Giudei però ignoravano che in quello stesso giorno veniva praticata la circoncisione e i sacerdoti nel tempio erano obbligati ad offrire dei sacrifici, cose queste prescritte dalla stessa legge che vietava di fare qualsiasi lavoro in giorno di sabato, ma la cui pratica non costituiva una violazione della legge tanto è vero che Gesù non condannò mai i Giudei per queste cose. Ma i Giudei lo reputarono degno di morte perché lui in giorno di sabato faceva del bene guarendo gli ammalati. Lo chiamarono “un peccatore” (Giovanni 9:24) proprio per questa ragione. Una volta, dopo che Gesù in giorno di sabato guarì un uomo con una mano secca i Farisei furono ripieni di furore (Luca 6:11) e “tennero consiglio contro di lui, col fine di farlo morire” (Matteo 12:14).
Anche il fatto che Gesù chiamasse Dio suo Padre fece infuriare i Giudei che più volte cercarono di metterlo a morte per questa ragione (ma senza riuscirci perché il suo tempo non era ancora venuto). Giovanni dice: “Perciò dunque i Giudei più che mai cercavan d’ucciderlo; perché non soltanto violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio” (Giovanni 5:18). Gesù però una volta rispose a quelli che lo volevano lapidare per bestemmia perché aveva detto “Io e il Padre siamo uno” (Giovanni 10:30) in questa maniera: “Non è egli scritto nella vostra legge: Io ho detto: Voi siete dèi? Se chiama dèi coloro a’ quali la parola di Dio è stata diretta (e la Scrittura non può essere annullata), come mai dite voi a colui che il Padre ha santificato e mandato nel mondo, che bestemmia, perché ho detto: Son Figliuolo di Dio? Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete; ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre” (Giovanni 10:34-38). Ma essi non vollero dargli retta. Ma d’altronde Gesù era veramente il Figlio di Dio, sapeva di esserlo, il Padre lo confermò per ben due volte con una voce dal cielo.

Era normale che Gesù chiamasse Dio suo Padre. Ma venne il giorno che i Giudei riuscirono a mettergli le mani addosso, ad arrestarlo e a farlo comparire davanti al loro Sinedrio. Qui alla domanda del sommo sacerdote se lui era il Figlio del Benedetto, Gesù rispose affermativamente al che tutti lo condannarono come reo di morte, e lo mandarono legato a Ponzio Pilato il quale dopo averlo esaminato voleva liberarlo perché non trovava in lui nulla che fosse degno di morte, ma i Giudei erano decisi a farlo crocifiggere e ci riuscirono chiedendo a gran voce a Pilato che crocifiggesse Gesù e liberasse Barabba che era un omicida, il governatore infatti per Pasqua aveva l’usanza di liberare alla folla un carcerato qualunque ella volesse. Pilato acconsentì a quello che chiese la folla e sentenziò che Gesù fosse crocifisso. E così Gesù fu portato al luogo detto ‘Golgota’ e crocifisso quivi in mezzo a due ladroni. Ma la storia non finisce qui, perché dopo tre giorni Dio lo risuscitò dai morti. Gloria al suo nome ora e in eterno. Amen.
Ora, dal punto di vista delle ADI a Gesù fu chiaramente negata dai Giudei sia la libertà di pensiero che la libertà di religione. Gesù infatti secondo i Giudei non era libero di pensare e dire che Dio era Suo Padre, come non era libero di guarire le persone in giorno di sabato. Ecco dunque negati ad un uomo dei diritti – direbbero nelle ADI – ‘sacrosanti’.
Ma come si comportò Gesù? Questa è la domanda a cui bisogna rispondere, per sapere come ci dobbiamo comportare quando veniamo perseguitati a cagione della Parola, in altre parole – come direbbero nelle ADI – quando ci viene negata la cosiddetta libertà religiosa o quella di pensiero o quella di riunirci o quella di fare propaganda della nostra fede. E la risposta ce la dona l’apostolo Pietro, quindi uno dei dodici apostoli, che fu testimone delle sofferenze di Cristo (1 Pietro 5:1), quando ci dice come dobbiamo comportarci quando veniamo perseguitati dai nostri nemici a motivo del bene che facciamo. Ascoltate cosa dice il nostro fratello Pietro:

“Poiché questo è accettevole: se alcuno, per motivo di coscienza davanti a Dio, sopporta afflizioni, patendo ingiustamente. Infatti, che vanto c’è se, peccando ed essendo malmenati, voi sopportate pazientemente? Ma se facendo il bene, eppur patendo, voi sopportate pazientemente, questa è cosa grata a Dio. Perché a questo siete stati chiamati: poiché anche Cristo ha patito per voi, lasciandovi un esempio, onde seguiate le sue orme; egli, che non commise peccato, e nella cui bocca non fu trovata alcuna frode; che, oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; che, soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di Colui che giudica giustamente” (1 Pietro 2:19-23).

Gesù dunque sopportò pazientemente le afflizioni che gli cagionarono i suoi nemici, rimettendosi nelle mani di Dio che giudica giustamente, e ovviamente continuando a fare quello Dio gli aveva ordinato di fare fino alla fine. Non fece pressioni di alcun genere sia sulle autorità politiche che religiose del suo tempo affinché quelle persecuzioni nei suoi confronti cessassero o fossero mitigate. E questo è l’esempio che noi dobbiamo seguire, perchè è cosa grata a Dio se noi soffriamo facendo il bene e sopportiamo pazientemente le nostre sofferenze. E’ evidente quindi, che alla luce dell’esempio lasciatoci da Gesù, questa cosiddetta lotta in favore della libertà religiosa per uscire dalla persecuzione, è un qualche cosa che non rientra nella volontà di Dio verso di noi. Tanto è vero che gli apostoli di Cristo, che furono perseguitati a motivo di Cristo, non fecero mai accenno in tutte le loro epistole di avere intrapreso questa lotta in favore della libertà religiosa in quei posti dove ad essi veniva negata dalla popolazione locale. E questo perchè loro seguivano le orme di Cristo Gesù, e a loro volta esortavano i santi a seguire il loro esempio.

 

Il rigetto della sovranità di Dio

In base a come si sono comportate le ADI nel dopoguerra, si evince in maniera chiara che secondo loro in caso alla Chiesa di Dio viene negata la libertà religiosa dalle autorità essa deve intraprendere dei passi appoggiandosi a uomini di cultura o politici o associazioni che lottano per i diritti dell’uomo, al fine di far prevalere le sue ‘sacrosante’ ragioni. Ma questo comportamento è perverso agli occhi di Dio perchè porta a rinnegare la sovranità di Dio. Mi spiego.
La Scrittura dice che “l’Eterno fa tutto ciò che gli piace, in cielo e in terra, nei mari e in tutti gli abissi” (Salmo 135:6), e quindi è Lui che stabilisce i re e li depone a suo piacimento. Ma cosa dice ancora la Scrittura? Che “il cuore del re, nella mano dell’Eterno, è come un corso d’acqua; egli lo volge dovunque gli piace” (Proverbi 21:1), il che significa che quando l’autorità stabilita da Dio decide di perseguitare la Chiesa di Dio, lo fa per volere di Dio in quanto è Dio a dirigere il suo cuore in quella direzione. Questo è confermato pienamente da quello che dice il Salmista a proposito del maltrattamento che ricevettero gli Israeliti in Egitto da parte di Faraone e degli Egiziani: “Iddio fece moltiplicar grandemente il suo popolo, e lo rese più potente dei suoi avversari. Poi voltò il cuor loro perché odiassero il suo popolo, e macchinassero frodi contro i suoi servitori” (Salmo 105:24-25). E noi sappiamo quanto soffrirono gli Israeliti per mano degli Egiziani, a motivo di questa opera compiuta da Dio sul cuore degli Egiziani, infatti è scritto: “E gli Egiziani presero in avversione i figliuoli d’Israele, e fecero servire i figliuoli d’Israele con asprezza, e amareggiaron loro la vita con una dura servitù, adoprandoli nei lavori d’argilla e di mattoni, e in ogni sorta di lavori nei campi. E imponevano loro tutti questi lavori, con asprezza” (Esodo 1:12-14). Ma tutto ciò rientrava nella volontà di Dio, ossia nei suoi disegni, infatti Dio aveva predetto molto tempo prima al patriarca Abramo: “Sappi per certo che i tuoi discendenti dimoreranno come stranieri in un paese che non sarà loro, e vi saranno schiavi, e saranno oppressi per quattrocento anni; ma io giudicherò la gente di cui saranno stati servi; e, dopo questo, se ne partiranno con grandi ricchezze. E tu te n’andrai in pace ai tuoi padri, e sarai sepolto dopo una prospera vecchiezza. E alla quarta generazione essi torneranno qua; perché l’iniquità degli Amorei non è giunta finora al colmo” (Genesi 15:13-16). E quindi affinchè Dio potesse mandare il suo servo Mosè a liberare gli Israeliti dalla mano di Faraone, e giudicare Faraone e gli Egiziani tramite il Suo fedele servitore Mosè, era necessario che gli Egiziani prendessero in odio gli Israeliti, e Dio con la sua potenza fece sì che ciò avvenisse voltando il cuore di Faraone e degli Egiziani contro gli Israeliti.
E badate che gli Israeliti nel corso di quel tempo che fu lungo soffrirono molto per mano degli Egiziani, ma Dio vide quella loro afflizione, udì i loro gemiti, ed ebbe pietà di loro liberandoli secondo che è scritto: “Or nel corso di quel tempo, che fu lungo, avvenne che il re d’Egitto morì; e i figliuoli d’Israele sospiravano a motivo della schiavitù, e alzavan delle grida; e le grida che il servaggio strappava loro, salirono a Dio. E Dio udì i loro gemiti; e Dio si ricordò del suo patto con Abrahamo, con Isacco e con Giacobbe. E Dio vide i figliuoli d’Israele, e Dio ebbe riguardo alla loro condizione” (Esodo 2:23-24), e secondo che Dio disse a Mosè: ‘Ho veduto, ho veduto l’afflizione del mio popolo che è in Egitto, e ho udito il grido che gli strappano i suoi angariatori; perché conosco i suoi affanni; e sono sceso per liberarlo dalla mano degli Egiziani, e per farlo salire da quel paese in un paese buono e spazioso, in un paese ove scorre il latte e il miele, nel luogo dove sono i Cananei, gli Hittei, gli Amorei, i Ferezei, gli Hivvei e i Gebusei. Ed ora, ecco, le grida de’ figliuoli d’Israele son giunte a me, ed ho anche veduto l’oppressione che gli Egiziani fanno loro soffrire. Or dunque vieni, e io ti manderò a Faraone perché tu faccia uscire il mio popolo, i figliuoli d’Israele, dall’Egitto’” (Esodo 3:7-10).
Questo sta a dimostrare che Dio è pietoso e misericordioso, e a suo tempo viene a soccorrerci per liberarci dalle afflizioni che subiamo. Ma nel frattempo dobbiamo essere disposti ad accettare dalla mano di Dio il male, come abbiamo accettato il bene. Ovviamente in mezzo all’afflizione siamo chiamati a pregare Dio con fede e pazienza, perchè questo dobbiamo fare anche, affinchè Egli abbia pietà di noi e ci liberi dalla mano degli uomini malvagi e molesti. Sarà poi Dio a decidere come e quando mutare i tempi e le circostanze, ma quanto a noi certamente non dobbiamo intraprendere passi o proteste presso le autorità di cui Lui ha volto il cuore contro di noi, appoggiandoci a politici o uomini di cultura o associazioni e così via, per fare loro cambiare idea, perchè in cielo c’è Colui che volge il cuore delle autorità in una direzione o nell’altra dovunque piace a Lui, che è il Governatore dell’universo.
Quindi cercare di far cambiare idea alle autorità in queste cose, con i mezzi che abbiamo visto che hanno usato le ADI nel dopoguerra, vuol dire confidare nell’uomo anzichè in Dio, e quindi è una mancanza di fiducia in Dio, e perciò non può avere l’approvazione di Dio. Ed è poi anche una mancanza di rispetto verso Dio, un disprezzo verso il Re dei Re, verso quello che Lui fa, e che è ben fatto. Ecco perchè nè Gesù Cristo, il Figlio di Dio, e neppure i suoi fedeli apostoli dopo, in mezzo alle persecuzioni che patirono così tanto a motivo del Vangelo, agirono come hanno agito i pastori dirigenti delle ADI nel dopoguerra, perchè loro avevano un profondo rispetto di Dio, e una ferma fiducia nella Sua potenza.
Ma quando queste cose vengono a mancare, allora ecco che si agisce in maniera stolta come hanno fatto le ADI e le Chiese vengono trascinate alla ribellione contro Dio. Le ADI, lo ripeto, si sono massonizzate, infatti il massone Albert Pike, sommo pontefice della massoneria universale, diceva:

‘Il Massone non esorta il prossimo a sottovalutare asceticamente la vita, considerandola un’insignificante ed indegna porzione dell’esistenza, perchè un simile atteggiamento richiede sentimenti innaturali e, se conseguito, sarebbe morboso e, se solo professato, insincero, insegnandoci a considerare la vita futura solo come compensazione dei mali sociali e a non occuparsi di guarire tali mali in questa vita, e così facendo oltraggia la causa della virtù e quella del progresso sociale. La vita è reale, al contrario, perciò va vissuta onestamente e con senso del dovere. Essa è l’inizio della nostra immortalità. Coloro che sentono un forte interesse e passione per questo mondo lavoreranno risolutamente per migliorarlo; coloro i cui affetti sono spostati verso il Cielo facilmente si abbandoneranno alle miserie della vita, ritenendole ineluttabili, inesorabili e prefissate, e si consoleranno con l’idea delle ricompense che un giorno saranno loro. E’ una verità che chi privilegia le meditazioni spirituali e si sforza di far divenire la religione regola per il proprio cuore è spesso troppo apatico nei confronti di tutti i miglioramenti del nostro sistema di vita, ed in molti casi quindi virtuale alleato del male, e ostile alle riforme politiche e sociali, perchè distolgono le energie dell’uomo dalla contemplazione dell’eternità’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 2, pag. 179). In altre parole, Pike, nel caso ci sia in una nazione una dittatura o una tirannia che neghi la libertà di religione e di pensiero ad una parte dei cittadini, incita ad intraprendere lotte ed iniziative a favore della libertà e dell’uguaglianza dei diritti, e difatti lui stesso dice anche che la massoneria ‘sostiene le bandiere della Libertà e dell’Uguaglianza dei Diritti’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 1, pag. 82).

E se qualcuno vuole sapere cosa intende Pike per libertà ed eguaglianza, eccolo servito:

‘Dal punto di vista dell’etica politica non vi è che un unico principio: la sovranità dell’uomo su se stesso. Questa sovranità si chiama Libertà. Dall’unione di due o più sovranità di questo genere ha origine lo Stato. Non vi debbono essere abdicazioni in questa associazione. Ogni uomo libero non rinuncia a una certa parte della sua sovranità per formare il diritto comune. Tale parte deve essere la stessa per tutti. Vi deve essere un equo contributo da parte di tutti perchè la collettività nel suo insieme sia sovrana. L’uguale concorso di tutti alla formazione di un libero Stato trova fondamento nel principio dell’uguaglianza. Il diritto non è nè più nè meno che la tutela degli interessi di tutti, nessuno escluso. Tale forma di solidarietà è la Fraternità. La Libertà è il vertice, l’Eguaglianza la base. Eguaglianza non significa livellamento, una società con erbe svettanti e querce rachitiche è una comunità piena di gelosie, tendente all’indebolimento reciproco. Eguaglianza significa che tutte le attitudini debbono avere, civilmente, eguali opportunità; sul piano politico, tutti i voti debbono avere lo stesso peso e, su quello religioso, a tutte le coscienze debbono essere riconosciuti eguali diritti’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Vol. 1, pag. 75 – 2° Compagno Libero Muratore).

Ecco perchè nei templi massonici si trova il ‘Triangolo Sacro’ o ‘Delta’, perchè i tre vertici del triangolo simboleggiano anche i tre grandi principi della Massoneria che sono la Libertà, l’Uguaglianza, e la Fratellanza. E come abbiamo visto ‘il triangolo sacro’ purtroppo lo troviamo anche nelle ADI, e siccome uno dei vertici del triangolo è ‘la sovranità dell’uomo su se stesso’ è come se su di esso leggessimo ‘rigetto della sovranità di Dio’. Certo, perchè il libero arbitrio che proclamano le ADI, e che serve di base al loro discorso sulla libertà religiosa, li ha portati al rigetto della sovranità di Dio. Dio infatti per loro non è il “beato e unico sovrano” (1 Timoteo 6:15), ma uno spettatore che aspetta che l’uomo si muova e determini gli eventi sulla terra che Lui quindi assolutamente non predetermina e non manda ad effetto.

 

La partecipazione alla diffusione del peccato e delle dottrine di demoni

 

Ma il discorso ADI a favore della cosiddetta libertà religiosa, libertà religiosa per cui le ADI hanno ‘combattuto’ assieme ai massoni affinchè fosse introdotta nella Costituzione Italiana, e che ovviamente adesso si sentono in prima fila a difendere e salvaguardare, non è altro che un discorso a favore dei peccatori e della diffusione delle dottrine di demoni in questa nazione.
Le ragioni? Perchè le Chiese ADI – come peraltro tante altre Chiese Evangeliche – affermando che gli uomini sono totalmente liberi, in quanto hanno il libero arbitrio, affermano che gli uomini sono liberi di credere alla menzogna e di agire di conseguenza in base al loro credo, ossia hanno il diritto di credere e diffondere dottrine di demoni, come anche il diritto di fare ciò che è male agli occhi di Dio. Certo, perchè il discorso sulla libertà religiosa che fanno queste Chiese non si limita solo alla libertà religiosa delle Chiese Evangeliche, ma anche a quella delle sette, come i Testimoni di Geova, i Mormoni, gli Avventisti del Settimo Giorno, gli Unitariani Pentecostali (‘Gesù solo’) e così via, e dei tanti gruppi religiosi di matrice Induista, Buddista, Mussulmana, come ovviamente delle varie obbedienze massoniche. In altre parole, queste Chiese ritengono che anche costoro sono liberi di credere quello che vogliono e quindi anche di diffondere quello che vogliono. E badate che questa libertà queste Chiese dicono che proviene da Dio, in quanto è Dio che ha reso l’uomo libero, dandogli il libero arbitrio. Ma le cose non stanno così come dicono le ADI, perchè gli uomini non sono affatto liberi, ma semmai schiavi di Satana che li ha sedotti a credere ogni sorta di menzogne e fargli operare ogni sorta di iniquità, per portarli all’inferno. L’apostolo Paolo infatti chiama il diavolo “quello spirito che opera al presente negli uomini ribelli” (Efesini 2:2). E chi sono gli uomini ribelli se non quelli che amano la menzogna anzichè la verità, e operano il male anzichè il bene, e che quindi diffondono la menzogna? E quindi se costoro sono sotto la potestà di Satana, il padre della menzogna, l’ira di Dio è sopra di essi, e difatti essi sono chiamati dalla Scrittura “figliuoli d’ira” (Efesini 2:3). E perchè l’ira di Dio è su di essi? Perchè Dio odia la menzogna, e la lingua bugiarda, come anche il falso testimone che proferisce menzogne (Proverbi 6:16-19), e tutti gli operatori di iniquità (Salmo 5:5).
Come deve agire dunque la Chiesa di Dio nei riguardi degli uomini ribelli? Deve loro annunziare quello che essi devono fare per essere liberati dalla potestà di Satana e quindi essere riconciliati con Dio. E il messaggio da annunciare loro è “Ravvedetevi e credete all’Evangelo”, lo stesso messaggio quindi che annunciava Gesù ai Giudei, e Paolo ai Gentili. Ma se la Chiesa comincia a dire: ‘Anche quelli che la pensano diversamente da noi, hanno il diritto di credere e professare quello che vogliono’, come potrà pensare di annunziare agli uomini il messaggio che vuole Dio, che ha lo scopo di fargli abbandonare il loro credo e operato sbagliato? Non potrà farlo, e difatti non lo fa, perchè la predicazione del ravvedimento, della conversione dagli idoli muti a Dio, è sparita dai messaggi di evangelizzazione delle ADI, perchè loro ci tengono a dire che non vogliono far cambiare religione o opinione alle persone in quanto rispettano la loro libertà e non vogliono persuaderli del contrario! E siccome che il comando ‘Ravvedetevi’ implica che tu hai ragione e il tuo uditorio ha torto, allora bisognava farlo sparire in nome del rispetto per il libero arbitrio dell’uomo! Vedete dunque come il discorso sulla libertà religiosa che fanno nelle ADI ha avuto delle nefaste conseguenze anche sulla predicazione ai peccatori. Ecco perchè il messaggio di evangelizzazione che portano le ADI non è affatto quello biblico, in quanto è stato adattato alle loro esigenze, altrimenti non potrebbero fare tutti questi discorsi in favore della libertà religiosa che si basano sul cosiddetto libero arbitrio. Si contraddirebbero in maniera evidente, perchè il loro discorso sul libero arbitrio e quindi sulla libertà religiosa andrebbe a cozzare con il messaggio rivolto agli uomini. Comprendete fratelli? Si limitano quindi a dire agli uomini ‘accettate Gesù nel vostro cuore’ ‘aprite il vostro cuore a Gesù’, ‘venite a Gesù’, e tutto questo per dover coprire la loro ribellione, perchè comunque sia devono dare l’apparenza che stanno evangelizzando.
Capite quindi che ci troviamo davanti ad un discorso molto più ampio di quello che sembra, perchè parlando in questa maniera non si fa altro che aiutare ed approvare quello che i figli del diavolo insegnano e diffondono a loro perdizione. Ci si trova davanti ad una partecipazione delle ADI ad una opera infruttuosa delle tenebre, perchè dà in un certo modo sostegno a tutti coloro che predicano menzogne, e quindi che contrastano la verità che è in Cristo Gesù. Ci troviamo davanti ad una opera del diavolo mascherata da opera buona a favore dei deboli e delle minoranze.
Le ADI sono entrati a far parte di un sistema diabolico, che a suo tempo porterà al Nuovo Ordine Mondiale, ecco perchè agiscono e parlano così. Ve lo ripeto quindi fratelli: ‘Uscitevene e separatevene’.

 

[Tratto dal libro ‘La massoneria smascherata’ di G. Butindaro]

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