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Nicola Martella ed Edoardo Piacentini e la libertà religiosa

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In tema di lotta per la libertà religiosa per tutti, sia Nicola Martella (della Chiesa dei Fratelli) che Edoardo Piacentini (pastore pentecostale) si trovano d’accordo: bisogna lottare a favore di essa. Infatti in merito alla «Marcia per la libertà religiosa e il pluralismo dell’informazione» organizzata dall’AEI che si tenne il 19 giugno 2010 a Roma – durante la quale vi ricordo Giuseppe Rizza, esponente dell’AEI proclamò dal palco la diabolica massima massonica ‘Io posso non essere d’accordo con quello che tu pensi, posso non essere d’accordo con quello che tu credi, però lotterò fino alla fine perchè tu abbia il diritto di dire quello che tu credi e quello che tu pensi’ (http://www.alleanzaevangelica.org/libertaReligiosa/liberta_religiosa_per_tutti.html – video 2, min 25:50) – i due si sono schierati a favore.

 

Ecco come si sono espressi Martella e Piacentini sulla lotta a favore della libertà religiosa.

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Nicola Martella nel suo scritto ‘Libertà religiosa e pluralismo dell’informazione’ ha affermato:

Una lettrice ci ha presentato la seguente questione.

Caro fratello Nicola, avrei una domanda da farti. Mi sto chiedendo se partecipare o meno alla «Marcia per la libertà religiosa e il pluralismo dell’informazione», promossa dalla Alleanza Evangelica. Probabilmente non potrò andarci per altri motivi, ma vorrei farmi un’idea sulla questione e vorrei sapere cosa tu ne pensi. Io non saprei…. Grazie mille, Dio ti benedica. {Dora Diddio, ps.; 04-06-2010}

Ad aspetti rilevanti di tale questione rispondiamo qui di seguito.

1. LA MIA RISPOSTA: Non sono un uomo fatto per le marce; nella mia vita ne ho fatto solo una, chiamata «marcia per Gesù», e per me, che preferisco fare lo studioso, mi basta. Non che sia inutile farle, ma ognuno ha la sua vocazione; io personalmente ho molto da fare in altri settori e non mi tiro certo indietro nel fare la mia parte.

Devo però ammettere che in qualunque modo legittimo prendiamo posizione a favore della libertà religiosa e per il pluralismo dell’informazione, ciò è una cosa buona. Non viviamo fuori della società e non possiamo disinteressarci dei fenomeni che la coinvolgono. I cristiani biblici devono sostenere le forze più sane della società e opporsi al male in essa.

Se pensiamo che tanto le restrizioni della libertà riguardano solo gli altri, siamo irrealistici, poiché dopo potrebbe arrivare una dittatura e con essa, quindi, anche il nostro turno. Così fu in Germania al tempo, in cui i nazionalsocialisti crearono un perverso consenso contro i Giudei, dando loro la colpa per tutti i mali del paese. Poi le leggi razziali vennero anche in Italia. Anche altri gruppi vennero discriminati o addirittura proibiti.

I possibili dittatori di domani sono abili oggi a discreditare singoli gruppi nella società, proiettando in loro il male assoluto, per poi accreditare se stessi come gli «uomini della provvidenza» o «salvatori della patria». Una delle manovre, che portano avanti, è proprio limitare la libertà di tali gruppi e richiedere il controllo dell’informazione mediante leggi speciali. Screditare la magistratura e i giornalisti, per poi limitarne la libertà e prenderne possibilmente il controllo, non è avvenuto soltanto nel nazismo e nel fascismo, ma è presente nel manifesto programmatico del massone Lucio Gelli, gran maestro della «P2» (Propaganda Due), che alcuni suoi seguaci vorrebbero veder realizzato in Italia e che stanno lavorando in tal senso.

2. STRALCI DEL DOCUMENTO DELL’AEI: Cito alcuni passaggi del documento dell’Alleanza Evangelica sulla questione, a prescindere da tale evento particolare (….).

La libertà religiosa è la madre di tutte le libertà in quanto investe la libertà di coscienza, di pensiero e di professione pubblica della fede di ciascuno. Toccando la libertà religiosa, si tocca tutto il sistema a salvaguardia della libertà di tutti. La libertà religiosa non interessa solo le minoranze, ma è un principio di civiltà che deve interessare tutti, indipendentemente dai credi e dall’appartenenza di ciascuno. La libertà religiosa rappresenta lo sfondo, dove ricercare una efficace politica sociale attenta alle differenze (anche religiose), dove incoraggiare scelte segnate da una tolleranza genuina, che non camuffa le diversità, e da un’azione che sostiene l’integrazione, il dialogo plurale per il bene comune, la tutela dei diritti umani e la partecipazione democratica.

Per le nostre convinzioni e per la nostra storia, siamo totalmente persuasi della necessità di promuovere la libertà religiosa. (…) anche oggi siamo uniti nel chiedere:

1. Che siano definitivamente abrogati i residui di legislazione fascista sui «culti ammessi» che discriminano le minoranze religiose. In uno stato democratico non ci sono «culti ammessi», ma a tutti viene riconosciuta la piena libertà religiosa.

2. Che sia approvata una legge quadro sulla libertà religiosa, che estenda a tutte le confessioni religiose interessate i punti salienti delle intese che sono già legge dello Stato.

3. Che le confessioni religiose, che hanno chiesto l’intesa, la ottengano in tempi ragionevoli, dando piena attuazione all’art. 8 della Costituzione.

4. Che il Governo italiano si faccia interprete della denuncia delle gravi violazioni della libertà religiosa che si verificano in molti Paesi a danno delle minoranze, tra cui quella evangelica, e s’attivi per trovare forme concrete di soluzione a livello bilaterale e internazionale.

5. Che, oltre alla legge sulla libertà religiosa, in Italia si realizzi un effettivo quadro di pluralismo nell’informazione e nell’accesso ai mezzi di comunicazione di massa. La libertà religiosa è innanzitutto libertà di coscienza e di culto, ma poi deve essere intesa anche come libertà concreta d’esercizio e di diffusione del proprio credo. Non è infatti sostenibile — nella prospettiva d’un riconoscimento completo dei diritti umani — enunciare principi che poi non trovino riscontro tangibile nelle procedure amministrative, nei regolamenti urbanistici o nella gestione dell’ordine e dello spazio pubblico. Ciò riguarda soprattutto il Servizio pubblico della RAI, il cui compito istituzionale è di rappresentare anche la pluralità religiosa e culturale del nostro Paese, ma che sovente vede la presenza evangelica del tutto ignorata. L’esposto del 23/1/2007 all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha evidenziato una situazione di grave sottorappresentazione del pluralismo religioso, senza suscitare alcuna risposta adeguata. Pur rispettando la presenza del cattolicesimo romano, l’Italia non è solo cattolica e questo la RAI non può più ignorarlo. […]

3. ASPETTI CONCLUSIVI: Tenere alta la guardia anche come credenti, è sensato. Di là dai propri gusti (e tempo a disposizione), ossia se marciare o meno, difendere oggi i valori di libertà e di pluralismo per tutti, significa impedire che un giorno essi vengano negati a ognuno di noi. Nel mondo c’è gente che viene condannata e imprigionata (se non peggio) soltanto per aver espresso la propria opinione. Certo, io preferisco più scrivere che marciare, ma le due cose non sono in contrasto fra loro.

Termino con una massima, che ho scritto tempo fa e che ho ritrovata. Si adatta benissimo a questo tema: «È meglio avere persone, che dissentono da me, che avere io l’obbligo di aderire a un “pensiero unico”, imposto dall’altro. Per me è più tollerabile la diversità di opinione che una dittatura delle idee; alla prima posso dissentire in libertà, alla seconda posso dissentire soltanto con gravi conseguenze per me e per altri»’.

09-06-2010

Fonte: http://puntoacroce.altervista.org/_Cul/A1-Liberta_pluralismo_UnV.htm

Questo invece è quanto detto da Edoardo Piacentini (si tratta di un suo intervento sull’argomento):

La marcia per il riconoscimento della libertà religiosa deve avere, secondo il mio parere, lo scopo di denunciare al mondo intero la mancanza in Italia di una legge quadro sulla libertà religiosa, legge che ogni paese democratico ha; a ciò si aggiunga di far comprendere agli italiani tutti, compreso le istituzioni e i partiti politici, che c’è una norma della Costituzione della Repubblica Italiana del 1948, che ancora non è stata attuata, in spregio ai principi fondamentali e ai valori stabiliti dai Padri Costituenti. Mi riferisco all’articolo 8, che sancisce che tutte le confessioni religiose sono egualmente libere «dinanzi alla legge» e che a quelle diverse dalla cattolica viene riconosciuto lo stesso regime di rapporti con lo Stato, per tutelare le loro specifiche esigenze, mediante accodi (le cd. «intese»). Ebbene, la legge a cui fa riferimento l’art. 8 comma 1 della Costituzione non è stata ancora promulgata, tant’è che risulta ancora in vigore la normativa del periodo fascista sui «culti ammessi»: la legge n. 1159 del 24 Giugno 1929 e il relativo regolamento di attuazione approvato con R.D. n. 289 del 28 Febbraio 1930, cui la Corte Costituzionale, con qualche sentenza, ha apportato solo taluni aggiustamenti.

È inutile dire che è vergognoso, come è vergognoso e scandaloso che lo Stato Italiano abbia stipulato le intese con la Tavola Valdese, l’Unione delle Chiese cristiane avventiste del settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, l’Unione delle Comunità ebraiche italiane, l’Unione cristiana evangelica battista d’Italia e la Chiesa evangelica luterana in Italia, considerato che le stesse sono leggi speciali in deroga a una legge generale sulla libertà religiosa, che in Italia non esiste, a meno che non si consideri tale legge generale la famigerata normativa dei culti ammessi, che è una legge razziale fascista, emanata dal governo Mussolini molti anni prima, che venisse promulgata la Costituzione del 1948, riferita esclusivamente alle confessioni di minoranza, che portò una serie di gravi restrizioni alla libertà dei culti e diede avvio a un periodo di sempre crescente ostilità verso le minoranze religiose. In molte città, soprattutto nel nord Italia, le amministrazioni comunali, riferendosi a queste norme tuttora vigenti in Italia, escogitano penosi espedienti per impedire la libera associazione per preghiera o attività comunitarie degli immigrati e finanche degli italiani non cattolici.

È vero, come, dice la sorella Rita Fabi, che la Bibbia insegna che non avremo pace in questo mondo, ma che anzi saremo perseguitati a causa dell’Evangelo, ma ciò non toglie che, vivendo in un paese democratico, i credenti possano liberamente manifestare, per vedere riconosciuti i loro diritti inalienabili; e credo che sia un dovere farlo, non solo per noi evangelici, ma per chiunque professi un credo religioso diverso dalla «religione di Stato». Sarà, poi, la nostra predicazione e il nostro esempio a convincere i cuori, che siamo nella Verità. Ora, però, uno Stato, che si definisce democratico — che ha combattuto una guerra civile, per vedere affermate delle libertà, negate per oltre vent’anni dall’odiosa dittatura fascista, e per molti secoli da quell’ancora più odiosa del Vaticano — ha diritto di avere una legge, che conceda a tutti i cittadini la libertà di professare il proprio credo religioso, senza discriminazione alcuna. Dio ci benedica’. {18-07-2012}

Edoardo Piacentini

Fonte: http://puntoacroce.altervista.org/_Cul/T1-Liberta_pluralismo_OiG.htm

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Questo conferma che il pensiero massonico ormai è presente un pò fra tutti gli Evangelici, sia essi antipentecostali come Nicola Martella, che pentecostali come Edoardo Piacentini. Parlo di pensiero massonico perchè questa lotta per la libertà religiosa è una parte fondamentale della filosofia massonica e che la Massoneria diffonde tramite tutti quegli Evangelici che sono massoni, e che si trovano in ambito evangelico in posti importanti dai quali influenzano in maniera determinante tante Chiese Evangeliche affinché intraprendano questa lotta, in quanto i massoni sono chiamati a lottare per la libertà e a incitare gli altri a fare lo stesso. Infatti nel diabolico libro Morals and Dogma il massone Albert Pike afferma rivolgendosi ai massoni del 32°: ‘Vi hanno insegnato a superare la paura della morte, a dedicarvi alla grande causa della libertà civile e religiosa …’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2011, Vol. 3, pag. 285 – 32° Sublimi Principi del Real Segreto), e invece rivolgendosi ai massoni del 4° afferma: ‘A editti che vengano dal solo arbitrio di una forza dispotica, contrastanti con la legge di Dio o con la grande legge della natura, contrari ai veri diritti dell’uomo, che violano il diritto del libero pensiero, libera parola, libere coscienze, è legittimo ribellarsi, e sforzarsi di abrogarli’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione italiana, Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2011, Vol. 2, pag. 8 – 4° Maestro Segreto).

Fratelli, sappiate che tutti quegli Evangelici che lottano per la libertà religiosa per tutti, lottano a favore di coloro che professano e diffondono eresie di perdizione riconoscendo che quest’ultimi hanno il diritto di professare e divulgare eresie quando invece secondo la Scrittura costoro HANNO IL DOVERE DI RAVVEDERSI E DI CREDERE NEL VANGELO, e quindi quegli Evangelici sostenitori della libertà religiosa sono colpevoli di partecipare ad una opera infruttuosa delle tenebre che però è ben accetta alla Massoneria.

Prendiamo per esempio il senatore valdese Lucio Malan – che ha come segretario particolare Alessandro Iovino delle Assemblee di Dio in Italia – che lotta per la libertà religiosa per tutti esattamente come fanno quelli dell’AEI, ma lui lo fa in seno al Parlamento. Cosa ha fatto? Ha lottato affinchè fosse approvata l’Intesa tra lo Stato e i Mormoni (approvazione avvenuta nel 2012) che sono una setta che professa tante eresie di perdizione, che lui però chiama ‘chiesa cristiana’: ‘La Chiesa di Gesu` Cristo dei santi degli ultimi giorni è una chiesa cristiana, fondata dal profeta Joseph Smith nel 1830 negli Stati Uniti d’America’ (DISEGNO DI LEGGE d’iniziativa dei senatori MALAN e CECCANTI COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 28 APRILE 2010. Norme per la regolazione dei rapporti tra lo Stato e la Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni, Senato della Repubblica, XVI Legislatura, Senato della Repubblica N. 2138, pag. 2-3). Malan ha anche avuto un ruolo importante nella decisione che ha permesso ai Mormoni nel 2010 di cominciare a costruire un tempio a Roma. Ma non è finita qua, perchè Lucio Malan ha anche operato affinchè fossero approvate le intese tra lo Stato e i Buddisti e gli Induisti, infatti si legge in un comunicato presente sul suo sito: ‘L’approvazione alla Camera delle Intese con l’Unione Induista e l’Unione Buddhista è un passo storico per la libertà religiosa e la pari dignità dei cittadini in Italia. Il risultato è giunto con il sostegno di tutte le forze politiche, ma origina dai disegni di legge a firma Malan e Ceccanti cui sono seguiti gli analoghi DDL del Governo Berlusconi. Sono particolarmente contento di avere lavorato a questi provvedimenti, in quanto la mia confessione religiosa, quella valdese, è stata la prima ad ottenere una Intesa nel 1984 e da allora ci siamo battuti per garantire lo stesso diritto agli altri” ‘(http://www.luciomalan.it/).

Ecco dunque come si manifesta nella pratica questo spirito massonico presente in ambito evangelico: spinge a lottare a favore della diffusione delle menzogne e quindi a partecipare alle opere infruttuose delle tenebre, cosa questa vietata da Dio secondo che è scritto: “Non siate dunque loro compagni; perché già eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore. Conducetevi come figliuoli di luce (poiché il frutto della luce consiste in tutto ciò che è bontà e giustizia e verità), esaminando che cosa sia accetto al Signore. E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre; anzi, piuttosto riprendetele; poiché egli è disonesto pur di dire le cose che si fanno da costoro in occulto” (Efesini 5:7-12).

Nessuno vi seduca dunque con vani ragionamenti, e rigettate di partecipare in qualsiasi maniera alla lotta per la libertà religiosa. Noi discepoli di Cristo non siamo chiamati a lottare affinché ci sia la libertà religiosa per tutti – nel caso essa non ci sia ancora – o per salvaguardarla – se essa esiste di già, perché tale lotta non rientra nella buona guerra che siamo chiamati a combattere. Una tale lotta fa parte della lotta in cui sono impegnati i Massoni, sia quelli con il grembiule che quelli senza grembiule, ma non i Cristiani che invece devono guerreggiare affinchè i peccatori ottengano la libertà dal peccato (e per fare questo devono predicargli il ravvedimento oltre che la remissione dei peccati mediante la fede in Cristo) e affinchè quei Cristiani che sono diventati schiavi di quei numerosi falsi ministri del Vangelo che si trovano in mezzo alle Chiese siano liberati dal laccio di questi uccellatori (e per fare questo devono non solo pregare ma anche opporsi ai falsi insegnamenti di costoro confutandoli pubblicamente). Questa è la buona guerra in cui i Cristiani si compiacciono ma che i Massoni aborriscono perchè la considerano una manifestazione di fanatismo e intolleranza verso gli uomini, e dalla quale purtroppo sono riusciti a distogliere molti che si dicono Cristiani. Già perchè l’obbiettivo della Massoneria è proprio questo, per potere così continuare a lavorare indisturbati in mezzo alle Chiese per portare a compimento la missione della Massoneria che il satanista e massone Albert Pike ha detto è quella di invitare ‘tutti gli uomini di tutte le religioni a riunirsi, sotto le sue bandiere [n.d.e. Libertà, Uguaglianza e Fratellanza], nella guerra contro il male, l’ignoranza e l’ingiustizia’ (Albert Pike, Morals and Dogma, Edizione Italiana, Vol. 2, pag. 289 – 18° Principe Rosa-Croce).

Chi dunque ha orecchi da udire, oda, e si guardi e si separi da tutti quegli ‘Evangelici’ che sulla libertà religiosa parlano e ragionano come i massoni.

Giacinto Butindaro

Tratto dal blog di Giacinto Butindaro

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