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Contro i pastori schiavi della corruzione che ti dicono: «Fratello, ma la Chiesa perfetta non esiste!»

 

Sono schiavi del peccato, incoraggiano a peccare, approvano il peccato, e giustificano il peccato. E quando qualcuno condanna i peccati che essi compiono o incoraggiano a compiere, ti dicono subito: «Fratello, ma la Chiesa perfetta non esiste!» e ti accusano di creare divisioni o seminare zizzania e fanno di tutto per metterti tutti contro, come se il vero problema fossi tu! E tutto questo per continuare a peccare e fare peccare!

Lo sappiamo bene che tutti falliamo in molte cose, come dice Giacomo, e quindi che non siamo infallibili. Lo sappiamo bene che non siamo senza peccato, e che abbiamo bisogno di chiedere a Dio di rimetterci i nostri peccati. Gli apostoli non si dichiaravano infallibili e non dicevano di avere raggiunto la perfezione, ma non erano schiavi della corruzione! Erano degli uomini santi e giusti, degli esempi per i santi, che condannavano il peccato e prendevano provvedimenti disciplinari verso coloro che si conducevano in maniera disordinata nelle Chiese.

Ma nel caso di questi pastori le cose sono totalmente diverse perché costoro sono schiavi del peccato, incoraggiano a peccare (fornicare, commettere adulterio, rubare, mentire, calunniare etc.) e giustificano il peccato! E così ci ritroviamo pastori fornicatori, adulteri, ubriaconi, rapaci, avari, ladri, bugiardi, calunniatori, collusi con la criminalità organizzata da cui ottengono favori di vario genere, che quando vengono ripresi hanno subito sulla bocca la famosa frase «Ma la Chiesa perfetta non esiste!» Sono gli stessi che detestano queste parole di Paolo:

“….v’ho scritto è di non mischiarvi con alcuno che, chiamandosi fratello, sia un fornicatore, o un avaro, o un idolatra, o un oltraggiatore, o un ubriacone, o un rapace; con un tale non dovete neppur mangiare. Poiché, ho io forse da giudicar que’ di fuori? Non giudicate voi quelli di dentro? Que’ di fuori li giudica Iddio. Togliete il malvagio di mezzo a voi stessi” (1 Corinzi 5:11-12).

Che quindi rifiutano di esercitare la disciplina ordinataci da Dio. E come potrebbero amare queste parole quando questi stessi pastori sono loro o fornicatori o avari o idolatri o oltraggiatori o ubriaconi o rapaci? Quindi, fratelli, il punto è che costoro hanno volto la grazia in dissolutezza, e fanno della libertà una occasione alla carne, e per difendere il loro malvagio operato vi dicono che la Chiesa perfetta non esiste!

Ma sappiate che noi non cerchiamo fratelli perfetti o che hanno raggiunto la perfezione, ma fratelli che procacciano la perfezione. Ecco dunque cosa devono cercare i santi in questi tempi così difficili e malvagi, una chiesa che procaccia la perfezione come comanda di fare la Parola di Dio (cfr. 2 Corinzi 13:11), e questa esiste perché ancora oggi esistono coloro che procacciano la perfezione, non sono estinti.

Uscite e separatevi dunque da ogni Chiesa che rifiuta di procacciare la perfezione, perché è una Chiesa che non sopporta la sana dottrina ma si è data alle favole. E guardatevi e ritiratevi da quei pastori che ripetono «La Chiesa perfetta non esiste!» perché non vogliono una Chiesa che procacci la perfezione, ma una Chiesa che si corrompa e faccia corrompere! Quello infatti è il loro ambiente ideale, nel quale si trovano bene!

 

[Tratto dalla bacheca facebook di G. Butindaro]

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