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Qual’è il nome di Dio?

Il suo nome è YHWH che si pronuncia ‘Yahweh’. Nel libro dell’Esodo leggiamo infatti che quando Dio si rivelò a Mosè presso il monte Sinai apparendogli nella fiamma di un pruno ardente e ordinandogli di andare in Egitto a liberare il suo popolo, Mosè chiese a Dio: “Ecco, quando sarò andato dai figliuoli d’Israele e avrò detto loro: L’Iddio de’ vostri padri m’ha mandato da voi, se essi mi dicono: Qual è il suo nome? che risponderò loro?” e Iddio gli rispose: “Io sono quegli che sono. Poi disse: ‘Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Io sono m’ha mandato da voi”. Iddio disse ancora a Mosè: Dirai così ai figliuoli d’Israele: L’Eterno, l’Iddio de’ vostri padri, l’Iddio d’Abrahamo, l’Iddio d’Isacco e l’Iddio di Giacobbe mi ha mandato da voi. Tale è il mio nome in perpetuo, tale la mia designazione per tutte le generazioni” (Es. 3:13-15). Il termine tradotto in italiano con l’Eterno in ebraico è Yahweh, che significa ‘Colui che è’. Più precisamente l’ebraico è YHWH, ossia il Tetragramma (dal greco tetra ‘quattro’, e gramma ‘lettera’), perché le vocali furono aggiunte in seguito dai copisti ebrei al fine di facilitare la sua pronuncia. Come però si può leggere, Dio si definì pure l’Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe (e questo perché Egli è l’Iddio dei viventi e non dei morti, dato che per lui vivono tutti) e disse che questa è la sua designazione in perpetuo.

Dunque, quando noi ci rivolgiamo a Dio possiamo chiamarlo sia Yahweh che ‘Colui che è’, che ‘Iddio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe’.

Dico possiamo e non che dobbiamo perché siccome ora noi siamo dei figli di Dio essendo stati adottati come suoi figliuoli, lo possiamo chiamare semplicemente ‘Padre’ sapendo che Lui ci ascolterà. In altre parole, nella stessa maniera che chiamiamo il nostro padre terreno con l’appellativo di padre (senza che egli si arrabbi con noi perché non lo chiamiamo con il suo nome di anagrafe), così possiamo chiamare Dio con l’appellativo di ‘Padre’. E dato che Egli ha il suo trono nei cieli da dove guarda tutto e tutti, lo chiamiamo pure ‘Padre nostro celeste’ o ‘Padre nostro che sei nei cieli’. Evitiamo di dire ‘Padre mio’, essendo questo un modo di rivolgersi a Dio caratteristico di Gesù Cristo solo. L’apostolo Paolo nelle sue epistole non chiama mai Dio ‘Padre mio’; lo chiama “Dio mio” ma mai Padre mio. Un’altra maniera in cui chiamiamo Dio è ‘Padre del nostro Signore Gesù Cristo’ e questo perché così lo chiama Paolo nelle sue epistole (cfr. Col. 1:3). Ma lo possiamo chiamare anche Signore, Signore del cielo e della terra, Creatore di tutte le cose, Onnipotente. Quello che è importante però non è come chiamiamo Dio, ma che ci accostiamo a lui con fede, con un cuore puro, e con mani pure; perché Dio ha promesso di esaudire coloro che lo invocano con fede e in verità.

 

Tratto dal sito ‘La nuova Via

 

 

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