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Quella paura di morire – la testimonianza di Andrea Farioli

Mi chiamo Andrea Farioli, e questa è la testimonianza della mia conversione a Gesù Cristo, il Figlio di Dio.


Ero perso. Un uomo come tanti, senza alcun rispetto verso il Creatore. Non conoscevo chi fosse Iddio, e bestemmiavo il Suo santo nome in faccia al sole, quale povero illuso. Ora, al solo ricordo di quello che un tempo era il mio stile di vita, completamente dettato dal peccato, mi si raccapriccia l’animo, ma allora, di tutta la mia sozzura non ne scorgevo neppure l’ombra.

Tuttavia il Signore della grazia, nella Sua più infinita e inscrutabile misericordia, ebbe riguardo di me chiamandomi in un modo alquanto singolare. Di fatti in quel periodo, nonostante la mia condotta puramente mondana, stavo percorrendo il tratto più triste del mio cammino. Soffrivo di una forte depressione che aveva ormai raggiunto il culmine, la cui entità era diventata veramente grave, tanto da causarmi vari disturbi gastrointestinali e frequenti attacchi di panico che non riuscivo proprio a sedare, e che mi crucciavano fastidiosamente notte e dì. Stavo davvero male, piangevo e ridevo allo stesso momento. Questa malattia era alimentata per lo più da alcuni miei futili problemi privati e familiari, che mi alteravano parecchio, ma anche da un’altra questione sopraggiunta, che da quando la conobbi progredì solo a turbarmi maggiormente: la Massoneria. Si può benissimo dire che questa fu la goccia che fece traboccare il vaso.

Perciò avvenne che un giorno, mentre stavo investigando sul web circa quest’oscura vicenda, scoprì il blog del fratello Giacinto Butindaro tramite il suo libro “La Massoneria smascherata”, risultato fra le mie ricerche. Dunque devo dire che, benché la religione fosse un tema che non ho mai sopportato, rimasi molto impressionato dal suo sito, perché trattava appunto di Dio, ma in una maniera diversa, che non avevo mai conosciuto prima d’ora, e che non conciliava affatto con la dottrina cattolica che vagamente ravvisavo. Ebbene cominciai da subito a seguirlo, ossia a interessarmi di tutto il materiale disponibile contenuto. Così mi avvicinai alla Parola di Dio, scaricando gratuitamente la Sacra Bibbia sul mio personal computer, e ogni volta che la leggevo (pur capendo poco o niente) ne rimanevo sempre più affascinato, come incantato. Ricordo che quelle parole mi trasmettevano un’emozione particolare, mi confortavano. Nondimeno, solo dopo aver ascoltato una sua predicazione online – per la prima volta in tutta la mia vita – udì l’Evangelo del Signore Gesù Cristo, nudo e crudo; mai avevo sentito un’esortazione del genere, con una tale franchezza. Compresi tosto che era necessario nascere di nuovo, altrimenti non era possibile vedere il regno di Dio, e ciò mi sconvolse brutalmente.


A questo punto iniziò una temporanea fase di transizione, durante la quale avvertivo l’anima in guerra, contesa fra la luce e le tenebre. Ero letteralmente spaccato in due, da una parte, non volevo abbandonare minimamente la mia ideologia storta e perversa, mentre dall’altra, volevo mutarla radicalmente in obbedienza del Giusto. D’altro canto quindi, non potevo giammai negare a me stesso che, fossi morto nella mia iniquità, sarei precipitato di colpo in quella terribile realtà che è l’Ades, tormentato dentro a un fuoco non attizzato da mano d’uomo, avendo trascurato troppo a lungo il sacrificio dell’Agnello che mi era stato annunziato. Questo fatto si propagò a macchia d’olio, in guisa che più tentavo di ignorarlo, più cresceva in me quella paura di morire, al punto da temere addirittura di uscire da casa in auto, per non incappare disgraziatamente in qualche fatale incidente stradale, dacché nessuno può minimamente conoscere l’ora della propria fine, io credo che nessuno può assolutamente permettersi di sottovalutarla. Eppure sono sempre stato una persona coraggiosa, ma mai, ripeto mai, dopo quel messaggio evangelistico temetti così tanto la morte. Lo spavento dell’Eterno mi straziava, perché sapevo di meritarmi la Sua ira, fino a quel giorno.

Era il 1 luglio 2013, mi trovavo nell’appartamento dove vivevo in quel periodo, e stavo meditando, in preda a mille pensieri che mi frullavano in testa, quando tutto d’un tratto sentì quella scossa nella carne, quella voce folgorante che disse in me: <<No, basta. Tu devi essere salvato.>>. In quel attimo compresi subito il da farsi. Così andai ad appartarmi in un bosco presso la mia città (il primo luogo più isolato possibile che pensai), mi inginocchiai dinanzi all’Onnipotente, dunque mi ravvidi della mia vita e invocai il nome del Signore Gesù Cristo per ottenere il perdono, e all’improvviso provai una sensazione unica, una specie di profonda liberazione, ma che in realtà non trovo parole umane da poterla descrivere pienamente. Rammento che pronunciai una breve e umile preghiera, ma di cuore puro, e così anch’io sperimentai la potenza dello Spirito di Dio. Da quel giorno nella mia vita cambiò tutto, davvero tutto: modo di pensare, modo di parlare, modo di vestire… e perfino modo di camminare! Avvenne una vera e propria metamorfosi della mia personalità, di cui sinceramente ancora tutt’ora non riesco a capacitarmi. Chi una volta poteva dire di conoscermi per il quale ero, ora non può dire di conoscermi per il quale sono.

Neanche due mesi più tardi, era il 17 agosto 2013, alla prima occasione possibile, fui battezzato in acqua nel nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito Santo, per mezzo di alcuni fratelli e sorelle che nel frattempo avevo conosciuto.

Oggi sono una nuova creatura in Cristo, che ama il nome del Suo Creatore, libero dalle catene dell’inferno, immune dai vani affanni di questo mondo e senza più timore di nulla, tanto è vero che per me morire è guadagno, poiché è meglio dipartirmi da questa tenda per andare ad abitare nell’alto dei cieli, insieme al mio Padrone, il Santo dell’universo.
A Dio Padre siano la gloria, la potenza e la maestà in Cristo Gesù, nostro Signore e Salvatore, ora e d’eternità in eternità. Amen.

Andrea Farioli

tratto da: http://andreafarioliannese.org/2014/08/05/quella-paura-di-morire/

 

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