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‘Ringrazia Dio che non ti sei rotto la testa!’

water-bucketMentre facevo il militare ad Orvieto nel 1985, una notte d’estate (era il periodo in cui il capitano della mia compagnia aveva preso dei giorni liberi per cui non era in caserma), a mia insaputa, alcuni miei colleghi caporali decisero di farmi un dispetto; a loro non piacevo affatto a motivo della mia fede. Mentre dormivo mi fu lanciato un secchio d’acqua addosso. Mi svegliai all’improvviso tutto bagnato, in mezzo ad un materasso tutto bagnato. Quando mi svegliai riuscii a sentire solo i passi di almeno due uomini che correvano per non farsi vedere. Non avevo dunque visto chi era stato a farmi quel cattivo scherzo, che vi assicuro in piena notte è una delle cose più spiacevoli che possano accadere ad una persona. Mi alzai dal letto piuttosto arrabbiato, in mezzo al silenzio della notte; non mi misi a gridare, ma in silenzio andai ad asciugarmi e a cambiarmi e poi andai a ricoricarmi in un’altra branda che era vuota. Prima di andare a letto però chiesi a Dio di mostrarmi chi era stato a lanciarmi il secchio. Mi fu mostrato in quella notte in sogno uno dei miei colleghi caporali, a cui avevo già parlato del Vangelo, il quale con uno spazzolone asciugava l’acqua nei pressi della mia branda. Quando mi svegliai la mattina sapevo con certezza chi era stato. Ma non è che io mi vendicai in qualche maniera; non volli neppure fare le mie rimostranze al sostituto del capitano o ad un altro superiore in grado di punire il colpevole. Sì perché questi atti sotto il militare sono punibili. Rimisi ogni cosa nelle mani di Dio. Dopo qualche giorno, dopo che ero uscito dalla mensa, incontrai proprio questo collega che avevo visto in sogno zoppicare tanto, faceva veramente fatica a camminare; pareva uno zoppo. Mi avvicinai a lui e gli chiesi cosa gli fosse accaduto. Mi rispose che mentre si trovava in bagno (mentre giocava con altri caporali con l’acqua) era caduto rovinosamente battendo il ginocchio e rimanendo contuso. Gli misi la mano sulla spalla e gli dissi: ‘Ringrazia Dio che non ti sei rotto la testa’! Quando fui in disparte da solo riflettendo sull’accaduto riconobbi che Dio mi aveva fatto giustizia. A Lui sia la gloria in eterno. Amen.

[tratto dal sito ‘La nuova via’]

[Image attribution: ‘Catch A Falling Star…’ by Peasap under license creative commons]

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