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Il significato del sabato secondo le Scritture

Nelle sacre Scritture, nel libro dell’Esodo, leggiamo che è stato istituito l’ordinanza del sabato1, come giorno di riposo consacrato all’Eterno:

«Ed egli disse loro: ‘Questo è quello che ha detto l’Eterno: Domani è un giorno solenne di riposo: un sabato sacro all’Eterno; fate cuocere oggi quel che avete da cuocere e fate bollire quel che avete da bollire; e tutto quel che vi avanza, riponetelo e serbatelo fino a domani’. Essi dunque lo riposero fino all’indomani, come Mosè aveva ordinato: e quello non diè fetore e non inverminì. Mosè disse: ‘Mangiatelo oggi, perché oggi è il sabato sacro all’Eterno; oggi non ne troverete per i campi. Raccoglietene durante sei giorni; ma il settimo giorno è il sabato; in quel giorno non ve ne sarà’. Or nel settimo giorno avvenne che alcuni del popolo uscirono per raccoglierne, e non ne trovarono. E l’Eterno disse a Mosè: ‘Fino a quando rifiuterete d’osservare i miei comandamenti e le mie leggi? Riflettete che l’Eterno vi ha dato il sabato; per questo, nel sesto giorno egli vi dà del pane per due giorni; ognuno stia dov’è; nessuno esca dalla sua tenda il settimo giorno’. Così il popolo si riposò il settimo giorno.» (Esodo 16:23-30)

Questa ordinanza per Israele fu in seguito inclusa nel quarto comandamento del decalogo:

«Ricordati del giorno del riposo per santificarlo. Lavora sei giorni e fa’ in essi ogni opera tua; ma il settimo è giorno di riposo, sacro all’Eterno, ch’è l’Iddio tuo; non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né il forestiero ch’è dentro alle tue porte; poiché in sei giorni l’Eterno fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò ch’è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò l’Eterno ha benedetto il giorno del riposo e l’ha santificato.» (Esodo 20:8-11)

Tale comandamento viene ripetuto in questa maniera nel libro del Deuteronomio:

«Osserva il giorno del riposo per santificarlo, come l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha comandato. Lavora sei giorni, e fa’ in essi tutta l’opera tua; ma il settimo giorno è giorno di riposo consacrato all’Eterno, al tuo Dio: non fare in esso lavoro alcuno, né tu, né il tuo figliuolo, né la tua figliuola, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il tuo forestiero che sta dentro le tue porte, affinché il tuo servo e la tua serva si riposino come tu. E ricordati che sei stato schiavo nel paese d’Egitto, e che l’Eterno, l’Iddio tuo, ti ha tratto di là con mano potente e con braccio steso; perciò l’Eterno, il tuo Dio, ti ordina d’osservare il giorno del riposo.» (Deuteronomio 5:12-15)

L’osservanza del comandamento del sabato è molto restrittivo e pesante da rispettare, in quanto non si ha la libertà di svolgere alcuna delle opere che normalmente si svolge, perché nel giorno di sabato, il riposo deve essere assoluto, non bisogna fare in esso nessuna attività lavorativa. Chi ha intenzione di osservarlo come dice il quarto comandamento del decalogo, lo deve assolutamente fare come dice la legge, e non deve apportare nessuna modifica né aggiustamento a suo piacere. Addirittura nel giorno del sabato era permesso di percorrere solo una distanza ben specifica, che era ritenuta di circa un chilometro, come ricorda anche Luca:

«Allora essi tornarono a Gerusalemme dal monte chiamato dell’Uliveto, il quale è vicino a Gerusalemme, non distandone che un cammin di sabato2.» (Atti 1:12)

A causa di taluni perturbatori che si trovano in mezzo alla Chiesa dei santi, in particolari gli avventisti osservatori del sabato e da altri vari giudaizzanti, i quali insegnano che anche i cristiani devono osservare il riposo di sabato, per molti sorge il problema di coscienza di sapere se, effettivamente, i cristiani nati di nuovo, sono obbligati ancora oggi ad osservare il sabato, com’è citato nella legge, oppure no.

Per rispondere a costoro, ho voluto scrivere questa breve dissertazione, con lo scopo di rassicurare i fratelli in Cristo Gesù, facendo loro conoscere che nel Nuovo Testamento troviamo la risposta chiara e inequivocabile a riguardo dell’osservanza del sabato.

Veniamo ora aragionamenti tratti dalle sacre Scritture, affinché le anime semplici e sensibili che sono state messe sottosopra da coloro che sono ancora schiavi delle ombre della legge di Mosè.

Anche ai tempi della Chiesa antica, gli apostoli si sono scontrati con i giudaizzanti, tra loro ci sono state delle discussioni a proposito del fatto che vi erano quelli che volevano imporre ai gentili la circoncisione e l’osservanzadella legge di Mosè, tra le cui ordinanze vi era pure quella del sabato. Per trovare una soluzione a tale problematica che era scaturita, si riunirono gli apostoli e gli anziani di Gerusalemme. Tutto questo lo si può leggere nel XV capitolo di Atti degli apostoli. La conclusione a cui giunsero in quella conferenza fu messa per iscritto in una lettera e fatta conoscere ai gentili:

«Allora parve bene agli apostoli e agli anziani con tutta la chiesa, di mandare ad Antiochia con Paolo e Barnaba, certi uomini scelti fra loro, cioè: Giuda, soprannominato Barsabba, e Sila, uomini autorevoli tra i fratelli; e scrissero così per loro mezzo: Gli apostoli e i fratelli anziani, ai fratelli di fra i Gentili che sono in Antiochia, in Siria ed in Cilicia, salute. Poiché abbiamo inteso che alcuni, partiti di fra noi, vi hanno turbato coi loro discorsi, sconvolgendo le anime vostre, benché non avessimo dato loro mandato di sorta, è parso bene a noi, riuniti di comune accordo, di scegliere degli uomini e di mandarveli assieme ai nostri cari Barnaba e Paolo, i quali hanno esposto la propria vita per il nome del Signor nostro Gesù Cristo. Vi abbiam dunque mandato Giuda e Sila; anch’essi vi diranno a voce le medesime cose. Poiché è parso bene allo Spirito Santo ed a noi di non imporvi altro peso all’infuori di queste cose, che sono necessarie; cioè: che v’asteniate dalle cose sacrificate agl’idoli, dal sangue, dalle cose soffocate, e dalla fornicazione; dalle quali cose ben farete a guardarvi. State sani. Essi dunque, dopo essere stati accomiatati, scesero ad Antiochia; e radunata la moltitudine, consegnarono la lettera. E quando i fratelli l’ebbero letta, si rallegrarono della consolazione che recava. E Giuda e Sila, anch’essi, essendo profeti, con molte parole li esortarono e li confermarono.» (Atti 15:22-32)

Tale fu il risultato a cui giunsero lo Spirito santo, insieme agli anziani e gli apostoli della Chiesa di Gerusalemme, e non vi è assolutamente alcuna traccia che i santi sotto la grazia avrebbero dovuto osservare il sabato come diceva la legge.

Il sabato, come molti altri rituali e ordinanze della legge mosaica, erano in realtà l’ombra di cose che dovevano avvenire, tra le quali vi è pure il sabato. Infatti, a dimostrazione di ciò, l’apostolo Paolo ha scritto queste parole ai Colossesi:

«Nessuno dunque vi giudichi quanto al mangiare o al bere, o rispetto a feste, o a novilunî o a SABATI, che sono l’ombra di cose che doveano avvenire; ma il corpo è di Cristo.» (Colossesi 2:16-17)

La spiegazione di quale tipo di ombra facesse riferimento l’osservanza del sabato, lo leggiamo nella epistola agli Ebrei:

«Resta dunque un riposo di sabato per il popolo di Dio; poiché chi ENTRA nel riposo di Lui si riposa anch’egli dalle opere proprie, come Dio si riposò dalle sue. Studiamoci dunque d’entrare in quel riposo, onde nessuno cada seguendo lo stesso esempio di disubbidienza.» (Ebrei 4:9-11)

Quindi, come abbiamo letto sopra sul riposo di sabato, sotto la grazia la Parola di Dio si riferisce all’ENTRARE nel riposo, non più all’obbligo di OSSERVARLO. Si entra, dunque, nel Riposo del Signore, nel momento in cui si muore nella fede in Cristo Gesù, perché solo allora si ENTRA NEL RIPOSO di Dio, come viene riportato da Giovanni:

«Qui è la costanza dei santi che osservano i comandamenti di Dio e la fede in Gesù. E udii una voce dal cielo che diceva: Scrivi: Beati i morti che da ora innanzi muoiono nel Signore. Sì, dice lo Spirito, essendo che si riposano dalle loro fatiche, poiché le loro opere li seguono.» (Apocalisse 14:12-13)

In conclusione, il sabato della legge è un’ombra del vero riposo che i santi ottengono quando muoiono nella fede in Gesù Cristo, perché solo allora essi si riposano veramente e per sempre dalle loro fatiche.

Pertanto, fratelli nel Signore, non fatevi mettere sotto il giogo della legge, perché se vi viene imposto di OSSERVARE il sabato, vi stanno obbligando ad osservare la legge; ma dovete sapere che la legge non è stata in grado di portare nulla a compimento, perché mediante la legge è data la conoscenza del peccato. Mentre la vera giustizia di Dio, attestata sia dalla legge che dai profeti, vale a dire la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo, per tutti i credenti, si è manifestata con Gesù Cristo (cfr Romani 3:20 e segg.).

Cari nel Signore, ma voi volete piacere a Dio con le vostre opere, osservando la legge, osservando il sabato, oppure volete piacere a Dio per mezzo della fede? Ricordatevi che se volete piacere a Dio per le opere della legge, voi dovete considerare anche queste parole che ha scritto Giacomo:

«Poiché chiunque avrà osservato tutta la legge, e avrà fallito in un sol punto, si rende colpevole su tutti i punti.» (Giacomo 2:10)

Diletti nel Signore, siate savi, non fatevi imporre la legge da nessuno, non permettete a nessuno di imporvi di osservare il sabato secondo la legge mosaica, perché la somma della Parola di Dio è verità, e l’apostolo Paolo ha detto chiaramente che il sabato è un’ombra del vero RIPOSO che i santi ricevono quando ENTRANO, per mezzo della fede in Cristo Gesù, nel riposo del Signore. Sotto la grazia, non deve essere osservato il sabato, dunque, ma bisogna ENTRARE nel giorno del riposo del Signore.

Cari nel Signore, è doveroso anche ricordarvi che per sotto la grazia i giorni devono essere tutti uguali, quindi non va sostituito il sabato con la domenica (cfr Romani 14:5).

Fratelli e sorelle nel Signore, nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

_______________

1 – Il significato di Sabato: riposo, cessazione di ogni attività lavorativa, non fare alcuno sforzo.

2 – Sul cammin di sabato la legge non dice nulla di specifico circa la distanza da percorrere, ma era comunemente riconosciuto in Israele che esso era da ritenersi di 2000 cubiti; considerando che un cubito è uguale a 55 cm, il cammin di sabato corrisponde ad una lunghezza di poco superiore a un chilometro.

[Tratto dal blog ‘La buona strada’ di G. Piredda]

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  1. 5 L’uno stima un giorno più d’un altro; l’altro stima tutti i giorni uguali; sia ciascuno pienamente convinto nella propria mente. 6 Chi ha riguardo al giorno, lo fa per il Signore; e chi mangia di tutto, lo fa per il Signore, perché rende grazie a Dio; e chi non mangia di tutto fa così per il Signore, e rende grazie a Dio. 7 Poiché nessuno di noi vive per se stesso, e nessuno muore per se stesso; 8 perché, se viviamo, viviamo per il Signore; e se moriamo, moriamo per il Signore; sia dunque che viviamo o che moriamo, noi siamo del Signore. 9 Poiché a questo fine Cristo è morto ed è tornato in vita: per essere il Signore e de’ morti e de’ viventi. 10 Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E anche tu, perché disprezzi il tuo fratello? Poiché tutti compariremo davanti al tribunale di Dio; 11 infatti sta scritto: Com’io vivo, dice il Signore, ogni ginocchio si piegherà davanti a me, ed ogni lingua darà gloria a Dio. 12 Così dunque ciascun di noi renderà conto di se stesso a Dio. 13 Non ci giudichiamo dunque più gli uni gli altri, ma giudicate piuttosto che non dovete porre pietra d’inciampo sulla via del fratello, né essergli occasione di caduta. 14 Io so e son persuaso nel Signor Gesù che nessuna cosa è impura in se stessa; però se uno stima che una cosa è impura, per lui è impura. 15 Ora, se a motivo di un cibo il tuo fratello è contristato, tu non procedi più secondo carità. Non perdere, col tuo cibo, colui per il quale Cristo è morto! Romani 14:5-15

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