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Ancora oggi i credenti devono fare come hanno fatto i Samaritani

Nel Vangelo di Giovanni sono riportate, tra le altre, queste cose che avvennero nella vita di Gesù:

«Or molti de’ Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della testimonianza resa da quella donna: Egli m’ha detto tutte le cose che ho fatte.

Quando dunque i Samaritani furon venuti a lui, lo pregarono di trattenersi da loro; ed egli si trattenne quivi due giorni.

E più assai credettero a motivo della sua parola; e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo.» (Giovanni 4:39-42)

Avvenne che Gesù parlò a quella donna samaritana, e lei a sua volta ha testimoniato agli abitanti di Samaria di ciò che Gesù le disse, i quali in principio credettero in Gesù a motivo della testimonianza che diede loro quella donna. Successivamente i Samaritani chiesero a Gesù di trattenersi con loro, ed Egli acconsentì e stette con i samaritani per due giorni.

Cari nel Signore, le parole che desidero che voi meditiate attentamente sono queste:

“E più assai credettero a motivo della sua parola; e dicevano alla donna: Non è più a motivo di quel che tu ci hai detto, che crediamo; perché abbiamo udito da noi, e sappiamo che questi è veramente il Salvator del mondo”.

Avvenne che i Samaritani inizialmente credettero alla testimonianza che la donna diede loro su Gesù, ma dopo che videro Gesù e lo udirono parlare direttamente, quelli che credettero furono grandemente confermati nella loro fede, e rivolti alla donna hanno dichiarato che non credevano più a motivo della sua testimonianza, ma perché le cose le hanno poi udite direttamente, personalmente dal Signore stesso.

In quelle parole dei Samaritani pronunciate verso la donna che ha testimoniato loro, si ravvisa che essi dopo aver creduto a motivo delle sue parole di testimonianza, passarono a contemplare più da vicino e direttamente gli insegnamenti del Signore Gesù Cristo e, alla fine, quello che ha avuto maggiore importanza per loro è stato ciò che è nato e si è sviluppato tra ogni singolo credente Samaritano direttamente ascoltando il Signore Gesù Cristo, che è la Parola di Dio.

Ancora oggi i credenti devono fare come hanno fatto i Samaritani, i servitori del Signore annunziano le verità bibliche alla Chiesa, ed i credenti hanno il dovere prima di tutto di ascoltare attentamente quello che viene loro insegnato, poi devono procedere a raffrontare tutto quello che hanno udito con la Scrittura, per capire bene ed in verità come stanno realmente le cose. Così facendo si passa dall’avere un rapporto iniziale con il predicatore, per poi passare ad avere un rapporto diretto con Gesù Cristo, che è la Parola di Dio, ed è quest’ultimo che deve avere maggiore valenza nella vita dei santi, e non l’uomo. Se si riesce a comprendere il giusto legame che bisogna avere con Gesù e con il predicatore, allora veramente le radici saranno poste in profondità nella roccia, che è Cristo, e nessuna tempesta che verrà potrà smuovere la casa costruita sulla roccia dal credente savio e avveduto (cfr. Luca 6:48). Infatti, coloro che si limitano a credere soltanto a ciò che ha detto il predicatore di turno, costruiscono sulla sabbia, non vanno a verificare nelle Scritture e non intraprendono un rapporto diretto con la Parola di Dio, ma l’insegnamento ricevuto rimane per loro un rapporto indiretto, debole, non radicato nel cuore in profondità, è una qualcosa che rimane solo esternamente, non si gioisce della persuasione e della potenza che compie lo Spirito santo quando si studiano le Scritture o si esaminano confrontando con essa i ragionamenti uditi nelle predicazioni.

Una cosa è ascoltare con le orecchie chi predica, altra cosa è andare alla Parola di Dio in un momento successivo ed essere confermati nella fede, sentire la potenza e l’amore del messaggio proveniente direttamente dalle sacre Scritture, assaporarne i dettagli ed essere così dolcemente nutriti direttamente dal Signore per mezzo dell’opera dello Spirito santo.

In tal modo devono agire i veri discepoli del Signore Gesù Cristo, che fanno parte della Chiesa e che non vogliono che il loro credo e la loro fede sia basata sulle parole degli uomini, ma dipenda solo ed esclusivamente dalla Parola dell’Iddio vivente e vero.

Dopo aver ascoltato le predicazioni dei servi di Dio, è quindi una cosa buona davanti al Signore verificare e approfondire quanto è stato sentito con le orecchie ed elaborato con la mente, in modo da permettere allo Spirito santo dentro di noi di confermare la verità degli insegnamenti ricevuti e poter anche ricevere degli approfondimenti direttamente dallo Spirito santo.

Le parole dei Samaritani rivolte verso la donna, non devono essere considerate come un disprezzo verso la sua opera compiuta di testimonianza del Signore Gesù Cristo, ma ci porta a capire che è più importante per ogni credente che abbia ben chiaro dentro di sé la differenza che c’è tra coloro che testimoniano dell’Evangelo o predicano le verità della Parola di Dio, con il Signore stesso che è la Parola di Dio. È bene tenere sempre presente che i predicatori vengono sempre dopo la Parola di Dio, essi vengono dopo l’opera di conferma e approfondimento che si riceve dallo Spirito santo studiando le Scritture, esaminandole dopo aver udito un messaggio biblico.

Considerare correttamente le cose che ho esposte, tenuto conto che tra il predicatore e l’uditorio si crea un rapporto, una relazione, un legame, è utile a spingere il credente che ascolta a dare la preminenza alla Parola di Dio e all’opera dello Spirito santo; mentre nei confronti del predicatore è utile affinché costui non si senta il proprietario delle dottrine e neppure proprietario dei credenti che hanno ascoltato e  non si deve gloriare di niente, perché è un servo disutile. Con ciò non voglio dire che non bisogna apprezzare l’opera che compie il servo di Dio con la predicazione, ma solamente che bisogna avere la giusta considerazione di tutti quanti, e badare anche che i servi di Dio non si inorgogliscano e non si sentano proprietari delle persone e non vadano in giro a dire che sono loro che hanno portato la verità ai credenti che lo hanno ascoltato.

Chi predica non deve assolutamente gloriarsi di nulla, in quanto si devono considerare sempre dei servi disutili, e queste considerazioni hanno lo scopo di esortarli a mantenersi umili e dare tutta la gloria sempre e soltanto alla Parola di Dio, che è Gesù Cristo.

Per farvi capire che bisogna dare la gloria al Signore Gesù Cristo e non agli uomini, vi racconto questa mia breve testimonianza. Il Signore mi ha salvato per grazia mediante la fede in Cristo Gesù quando frequentavo una comunità della Chiesa dei Fratelli, che sono improntati dottrinalmente verso il cessazionismo, e tra le cose che non credono, benché siano fratelli in Cristo Gesù, vi è la promessa del Padre del battesimo con lo Spirito santo con la manifestazione del parlare in lingue sconosciute, che i credenti di orientamento pentecostale credono e insegnano che sia una promessa valida ancora per oggi, e durerà fino al ritorno del Signore Gesù Cristo. Essendo stato anch’io ammaestrato in quella maniera antipentecostale contro tale promessa potente di Dio, benché dei fratelli mi avessero spiegato ciò che era scritto nella Parola a proposito di tale dottrina, pure ho passato dei mesi in preghiera e di studio direttamente dalle Scritture dei passi che riguardano il battesimo con lo Spirito santo, benché io capissi il ragionamento che i fratelli mi fecero, pure mancava dentro di me quella persuasione e conferma della fede che opera solo lo Spirito santo nel cuore dei credenti. Poi, una volta che lo Spirito santo ha operato in me e mi ha fatto credere e accettare tale promessa, tutto si è messo a posto, e posso confermare che quello che certuni mi dicevano era vero, ma tale verità si è schiarita in me soltanto per mezzo dell’opera dello Spirito santo, e non per l’opera di coloro che mi avevano parlato di tale dottrina. Quindi, ringrazio i fratelli che certamente hanno contribuito a farmi capire e accettare tale promessa di Dio, ma ringrazio principalmente Iddio che tramite l’opera dello Spirito santo mi ha fatto credere profondamente a quanto è scritto nelle sacre Scritture.

Pertanto, vero è che non bisogna disprezzare chi insegna la sana dottrina, ma bisogna comunque fargli capire che deve stare al suo posto, perché i credenti alla fine arrivano a credere nella Parola di Dio per mezzo dell’opera dello Spirito santo che agisce nella nostra mente e nel nostro cuore.

Dunque, è doveroso tener anche conto che il rapporto che si instaura con coloro che predicano può aprire la porta a qualcosa di pericoloso se non vengono fatte le giuste considerazioni. Se colui che predica si corrompe può agire in modo da far credere a chi lo ascolta che questi ha imparato le dottrine da lui e, sfruttando il legame che si è venuto a creare, può spingerlo a farlo sentire in debito con lui, in modo così forte da riuscire a trasformarlo in un peso enorme nella coscienza, tale da dover sentire nel cuore di doverlo seguire in ogni cosa che dice, come pure può indurlo a fargli pagare il servizio che gli viene reso ogni mese, con donazioni mensili.

Coloro che cadono in tale ragionamento-trappola sono quelli che finiscono per seguire l’uomo e non il Signore nostro Gesù Cristo, qualsiasi cosa questi insegni, rigettando il fatto che ogni credente è stato persuaso nelle dottrine non tanto dalle predicazioni dell’uomo, ma dallo Spirito della Verità, e anziché dipendere da Dio, essendo stati sedotti, i credenti deboli finiscono per dipendere esclusivamente dalle labbra del predicatore anziché del Signore Gesù Cristo, e senza il predicatore si sentono smarriti. Ecco, un tale comportamento è seguire l’uomo e non il Signore Gesù Cristo, perché lo si seguirà anche quando sbaglia e dice eresie o si mette a predicare cose che sono dannose per la Chiesa di Gesù Cristo, e anche quando impone precetti d’uomini che il Signore non ha insegnato.

Cari nel Signore, è dunque importante che ognuno nel suo cuore deve avere la sua giusta considerazione delle persone con cui ha a che fare, prima di tutto del Signore Gesù Cristo, a riguardo di ciò che s’impara e dell’opera che compie lo Spirito santo, e solo dopo si deve trovare quale posizione deve avere nel nostro cuore il predicatore della Parola. Riuscire a discernere queste cose, vuole dire esaminare bene se stessi per capire se si sta seguendo un uomo oppure il Signore Gesù Cristo.

Dal punto di vista dei servi del Signore, di contro, questi devono sapere che non sono proprietari della Chiesa di Gesù Cristo né i detentori unici delle verità bibliche, quindi non possono pensare che è per merito loro che i credenti hanno imparato la sana dottrina, questo sarebbe un gloriarsi, cosa che non va bene davanti a Dio, perché è lo Spirito santo in verità che ha operato ne credenti, oltre a guidare chi ha predicato. Certo, ai servi del Signore andrà alla fine il premio che Dio gli ha promesso per la grande opera che compiono, ma devono essere comunque coscienti che è lo Spirito santo ad operare nei cuori dei santi e non la loro bravura o capacità, anche se viene da Dio. Infatti, quando uno predica ai santi e porta loro un messaggio biblico, la sua preghiera a Dio deve essere quella che lo guidi a dire la verità soltanto, ma che sia lo Spirito santo a convincere gli ascoltatori e che li spinga a cercare conferme nella Parola, sapendo bene che alla fine ciò che conta maggiormente non sono le belle parole della predica, ma l’opera dello Spirito santo che conferma nei cuori dei credenti quando andranno poi a rivedere le cose e a leggerle nelle Scritture.

È in tal modo che i credenti costruiscono sulla roccia e non sulla sabbia, e riusciranno così a superare tutte le tempeste che verranno nella loro vita, e la loro casa non cadrà.

Ma se uno confida negli uomini, se confida nel predicatore, e non va a verificare nella Parola di Dio quanto gli viene insegnato e non si lascia compiere allo Spirito la sua potente opera di far credere in profondità le verità bibliche, beh, allora, chi fa in tale maniera costruisce la sua casa sulla sabbia, e quando verrà la tempesta la casa cadrà, perché non può reggere, non è radicata nella roccia.

Conclusione

Dunque, cari nel Signore, badate bene a non dare la gloria agli uomini, sapendo anche che nessun servitore di Dio deve gloriarsi di nulla, ma tutta la gloria va sempre e soltanto a Dio e a Gesù Cristo, per mezzo dello Spirito santo.

Insomma, che un predicatore giunga a pensare di prendersi la gloria su di sé per le sue predicazioni, sarebbe come se il puledro d’asina che ha portato Gesù per farlo entrare in Gerusalemme, avesse creduto che le moltitudini di gente avessero gridato a suo favore e non per il Signore della gloria e verità che portava su di sé (cfr. Matteo 21:6-9).

Ricordate sempre che i servitori di Dio sono portatori della verità, come lo fu quel puledro d’asina, quindi la gloria va tutta alla verità, a Gesù Cristo, e non al portatore, non all’asina.

Diletti e fedeli nel Signore, badate dunque che nessun servitore di Dio vi sovrasti in alcun modo facendovi pesare impropriamente nella coscienza il fatto che vi ha insegnato delle verità bibliche, attirando a sé la gloria che non gli spetta, per un loro tornaconto personale, perché ci possono essere certuni che cercano di instaurare nella vostra mente un legame di dipendenza, che si traduce poi in un sentirsi in debito e porta poi alle donazioni monetarie per ripagare quello che hanno fatto con la predicazione. Ciò può diventare per il credente che ascolta le prediche una dipendenza totale dall’uomo, un legame negativo che distacca dal seguire il Signore Gesù; da parte di chi predica si può creare una convinzione che è solo per merito suo che i credenti hanno imparato determinate dottrine e senza di lui non le avrebbero mai imparate, e questo diventa un vanto, un inorgoglirsi e prendere il posto dell’opera che ha compiuto in verità lo Spirito santo.

Diletti e fedeli nel Signore, fate dunque attenzione alle cose che vi dico, ognuno deve stare nel cuore dei credenti al posto che Dio ha stabilito, prima va sempre posto il nostro Signore Gesù Cristo e solo dopo gli uomini incaricati di predicare; pertanto fate attenzione a quei servitori che predicano e che vogliono rafforzare illegittimamente un legame con voi che li ascoltate, perché lo fanno non per il vostro bene, ma per potervi sfruttare economicamente e potervi soggiogare a tutta la loro volontà, per far alla fine dipendere la vostra crescita spirituale da loro anziché da Dio. Sappiate che se voi sbagliate, prima o poi vi sarà chiesto conto anche di questo, e vi sarà presentato il conto, e non sarà positivo e sarà molto salato.

Badate dunque come ascoltate, riflettete ed esaminate bene ogni cosa, e badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Chi ha orecchie da udire oda

Giuseppe Piredda

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