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Attentato a Bruxelles: un altro false flag

Bruxelles, 22 marzo 2016. La capitale belga è teatro di un’ennesima operazione falsa bandiera (false flag operation) con tre pseudo-terroristi che si fanno esplodere alla stazione ed all’aeroporto. Queste operazioni contribuiscono al piano della massoneria, degli illuminati e dei gesuiti di ottenere maggior controllo delle persone in nome della ‘sicurezza’ e stabilire successivamente il nuovo ordine mondiale. Nel seguente video sono esposti i motivi per cui si tratterebbe di un false flag:

Ricapitoliamo i motivi per cui l’attentato di Bruxelles si è trattato di un false flag:

==> Non è possibile che presunti jihadisti riescano ad eludere sistemi di una sorveglianza capillare e rigidissima, portando con sé valigie contenenti esplosivi, quando da anni non è più possibile imbarcarsi su un aereo neppure con una bottiglia d’acqua minerale. Gli scali aerei sono più blindati di un’auto presidenziale!

==> I servizi di “intelligence” ammettono delle falle nelle misure di controllo e di prevenzione, come fossero composti da dilettanti allo sbaraglio della Corrida. I vertici dei servizi segreti, però, pur così negligenti ed incapaci, sono ancora tutti al loro posto.

==> Alcuni investigatori hanno trovato una nota di suicidio dentro il computer di uno dei terroristi che è stato trovato dentro un cestino della spazzatura. Certo che questi terroristi sono premurosi nel lasciare la loro traccia e la loro identità. Alcuni persino dimenticano la propria carta di identità in macchina come nel caso di uno degli attentati di Parigi.

==> Le reti televisive hanno mandato in onda, immediatamente dopo gli “avvenimenti”, un video riciclato riferito ad un attentato perpetrato in Russia nel 2011. E’ stato poi dichiarato trattarsi di un errore: ci pare un errore alquanto grossolano per opera di reti televisive iperorganizzate! I tecnici, infatti, hanno avuto tutto il tempo per reperire il video adatto ed editarlo, cancellando, in perfetta malafede, il logo originale di “Life News”, per poi distribuire il prodotto alle agenzie di stampa.

false video bruxelles-small

==> Un giornalista statunitense aveva preannunciato un “attentato” a Bruxelles per il periodo intercorrente tra il 16 ed il 22 marzo 2016.

==> Il deputato belga Laurent Louis, del partito “Debout les Belges” ha asserito:

“Come sapete, non ho mai nascosto che pensavo che gli attentati che sono stati perpetrati negli Stati Uniti, in Europa, Asia ed Africa, dal giorno 11 settembre 2001 in poi, fossero delle iniziative “false flag”, degli atti attribuiti ad organizzazioni terroristiche islamiche, ma in realtà perpetrati dai nostri governi per servire gli interessi politico-economici con sullo sfondo la destabilizzazione del mondo arabo, lo sviluppo dell’islamofobia nel mondo, l’attuazione del progetto del grande Israele, infine la realizzazione di un Nuovo ordine mondiale che impone un governo che limita (o elimina? N.d.r.) i nostri diritti e le libertà fondamentali al fine di fingere di lottare contro il terrorismo creato da coloro che, nell’ombra, tirano le redini della politica globale”.

==> Le “vittime” del “crimine efferato” sono i soliti crisis actors, alcuni “scampati miracolosamente” (che coincidenza! Saranno reduci da Lourdes) sia all’attentato di Boston sia a quello del Bataclan parigino: un figurante, che finge di essere stato colpito ad una gamba, senza neanche una smorfia di dolore sul volto, trova la lucidità per guardare l’orologio; un altro guitto, che simula di fuggire dal luogo dell’esplosione, porta in braccio un bambolotto!

che ora è

==> Un’attrice “ferita”, beata e tranquilla, telefona con il cellulare poco dopo l’esplosione, sebbene le comunicazioni telefoniche fossero ormai interrotte, come avviene ogni qual volta sono compiuti “attentati”.

attrice-bruzelles

 

 ==> I pochi… “feriti” esibiti dai media non mostrano lesioni da chiodi e da bulloni. Anche i vestiti non rivelano le conseguenze da schegge, benché sia stato affermato che agli ordigni, per aumentare il loro effetto di devastazione, erano stati aggiunti, appunto, chiodi e bulloni.

==> Come negli altri casi i pochi filmati che mostrano qualcosa sono realizzati con cellulari antidiluviani, mentre i filmati delle videocamere di sicurezza sono inesistenti. 

==> Anche in questo caso, non è mancata una “profetica” esercitazione: il 25 febbraio scorso un’esercitazione simulante una catastrofe era stata organizzata alla stazione Schuman di Bruxelles. La stazione si trova a 400 metri dalla fermata della metropolitana di Maelbeek. L’esercitazione ha coinvolto Vigili del fuoco, personale sanitario, Polizia e figuranti. Lo scenario simulava il soccorso a 150 persone bloccate nel tunnel, fra cui una quarantina di feriti, nonché un incendio. Quasi certamente il 25 febbraio sono state registrate le immagini e scattate le fotografie poi spacciate per testimonianze dello pseudo-attentato occorso il mese successivo.

==> Subito dopo la farsa, importanti uomini delle istituzioni hanno invocato la creazione di un corpo europeo unico di polizia, secondo la classica strategia “problema, reazione, risoluzione”. Sono state pure caldeggiate una maggiore integrazione e cooperazione fra i servizi segreti dei vari paesi, in vista di una loro unificazione.

==> L’esplosione nella metropolitana sarebbe avvenuta, stando alla versione ufficiale, alle ore 9 ed 11

==> La commedia di Bruxelles è finalizzata ad inasprire il soggiogamento della popolazione sempre più spaventata e desiderosa di un’impossibile sicurezza che dovrebbe provenire proprio da chi la minaccia, anzi la annienta. Il dominio delle nazioni, vera ossessione della cricca mondialista, si esercita attraverso le tre diaboliche C: controllo, coercizione, centralizzazione. Ora che il comando e la costrizione sono obiettivi quasi del tutto conseguiti, si sta passando alla centralizzazione di tutte le istituzioni in vista dell’instaurazione di un’unica dittatura planetaria.

Tratto e adattato da: http://www.tankerenemy.com/2016/03/bruxelles-puzza-di-bruciato.html#.VvfQe_mLQ2z 

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