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Daniele Di Iorio, pastore ADI, spande calunnie su Giacinto Butindaro

Queste sono le parole di Daniele di Iorio dette nel post:

“Il sig. Butindaro, che secondo indiscrezioni non ha mai fatto una giornata di lavoro , in vita sua, e che abita in una casa, carpita alla buona fede di una anziana signora, da lui raggirata , si permette di giudicare le centinaia, se non migliaia di monitrici, che in tutto il mondo, da tante generazioni, inculcano, la Parola di Dio, ha milioni di bambini. Giudicate voi stessi! Dopo la chiara e coraggiosa testimonianza del Colucci Gianluca, un ulteriore dimostrazione del fanatismo di questa setta e del suo capo.
Un solo consiglio denunciate questi falsi fratelli. “

 

Fratelli e sorelle nel Signore, vorrei farvi considerare alcune cose che si evidenziano da questo post fatto da Daniele Di Iorio (pastore delle ADI), nel quale attacca e calunnia il fratello Giacinto Butindaro, e coloro che, come me, lo stimano a motivo dell’opera che compie nel Signore.

1. La prima cosa che vi faccio notare è come Di Iorio accusa pubblicamente Giacinto di alcune cose, tra le quali anche cose pesanti come raggiro di persona per appropriarsi di un certo bene, SENZA ALCUNA PROVA, ma basandosi su “indiscrezioni”. Giudicate da voi fratelli se un tale comportamento appartiene a qualcuno che è nella luce del Signore. Come si fa ad accusare qualcuno di fatti gravi come questo in questione, SENZA PORTARE DELLE PROVE? Non è accettabile un simile comportamento. E vi faccio notare anche la differenza con Giacinto, il quale a differenza di Iorio, quando muove un’accusa pubblica, PORTA LE PROVE. Non vedete la differenza? Io si. La si nota proprio come si nota la luce dalle tenebre. Difatti i servi del Signore, quando accusano qualcuno e quando giudicano, lo devono fare con giusto giudizio, dopo essersi accuratamente informato e accertato dai fatti. 

E’ evidente che si tratti di CALUNNIA, ossia di “diceria o imputazione coscientemente falsa e diretta a menomare l’integrità morale o la reputazione altrui.” (Dal dizionario di google), e la fine dei calunniatori è la PERDIZIONE, e non il cielo. In cielo non entrano i calunniatori.

2. La seconda cosa che vi faccio notare è che Iorio fa riferimento ad una testimonianza di Gianluca Colucci, dove lui afferma di essere uscita dalla “setta dei butindariani”, la quale è piena di ulteriori calunnie e cose false MA NON FA SAPERE che Gianluca Colucci ha chiesto perdono per quello che ha fattohttp://giacintobutindaro.org/…/gianluca-colucci-ci-ha-chie…/ Ancora una volta Iorio mostra la sua mancanza di correttezza e strumentalizza un fatto per i suoi scopi, cioè calunniare il fratello Giacinto.

3. Non è Giacinto che non autorizza le donne ad insegnare, ma è la PAROLA DI DIO. La scrittura a tal riguardo è chiara: “La donna impari in silenzio con ogni sottomissione. Poiché non permetto alla donna d’insegnare..” (1 Tim 2:11-12). Ora sia che si tratti di insegnare nel luogo di culto, sia che si tratti di insegnare nella scuola domenicale, o anche a casa, sempre insegnare è. E le donne non lo devono fare perché questa è la volontà di Dio. E c’è un motivo, e cioè perché “Adamo fu formato il primo, e poi Eva; e Adamo non fu sedotto; ma la donna, essendo stata sedotta, cadde in trasgressione” (2 Tim 2:14). Quindi è la parola di Dio, usata da Giacinto, che giudica le donne che insegnano, delle RIBELLI.

4. I ministri di Dio (quelli veri) hanno il DIRITTO di non lavorare ma di essere mantenuti da coloro che vengono da loro ammaestrati e guidati. E questo perchè “la Scrittura dice: Non metter la museruola al bue che trebbia; e l’operaio è degno della sua mercede.” (1 Tim 5:18) e “O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare?” (1 Co 9:6) ed ancora “Poiché voi stessi sapete com’è che ci dovete imitare: perché noi non ci siamo condotti disordinatamente fra voi; 8 né abbiam mangiato gratuitamente il pane d’alcuno, ma con fatica e con pena abbiam lavorato notte e giorno per non esser d’aggravio ad alcun di voi. 9 Non già che non abbiamo il diritto di farlo” (2 Tess 3:7-9). Quale sarebbe dunque il male se Giacinto, quale ministro di Dio, non lavorasse in un lavoro secolare, ma lavorasse soltanto per il Signore? Non ne avrebbe il diritto?

Dunque fratelli e sorelle nel Signore, siamo davanti ad un esempio palese di come operano i calunniatori. E i calunniatori abbondano sia nelle ADI che le altre denominazioni. Sono pieni di veleno essendo che i loro portafogli si stanno svuotando perché sempre più fratelli e sorelle stanno riconoscendo la verità nella somma della Parola, e stanno riconoscendo che nelle ADI (e nelle svariate denominazioni) ci sono diverse eresie oltre ad esserci a mano nascosta (ma neanche tanto) della massoneria, la quale è una setta che serve ed adora Satana.



Ricordatevi fratelli che quando qualcuno viene a voi dicendo che tizio o caio hanno fatto qualcosa o che tizio o caio fanno delle cose, dovete chiedere ed esaminare le PROVE CHE PORTANO a sostegno di quello che dicono. Ovviamente se ci sono le prove, agite di conseguenza secondo come insegna la Parola di Dio. Se non sussistono, riprendeteli. Non fate posto alla calunnia perché per certo Dio punirà anche voi, oltre a punire i calunniatori.

 

Haiaty Varotto

 

Metto questo scritto del fratello Giacinto intitolato: ‘Sull’ospitalità mostrataci dalla sorella Maria Benvenuti’ che mostra come la sorella Maria era gioiosa di averli ospitati

La sorella Maria ospitò me e mio fratello Iluminato per volontà di Dio in seguito ad una visione celeste che le diede Dio, e la sua ospitalità fu sempre esercitata con gioia, e poi naturalmente quando la sua salute venne meno noi ci prendemmo cura di lei prestandole il necessario aiuto. Per noi la sorella Maria era come una madre, e noi eravamo per lei come suoi figli. Ci chiamava «due angeli di Dio»! Ed ella ha ringraziato Dio fino alla fine per averci mandati a casa sua ed avere avuto l’onore di ospitarci e collaborare con noi per il progresso del Vangelo. E manifestava la sua gioia e riconoscenza a Dio non solo davanti a quei credenti che ebbero l’opportunità di venire a casa sua, ma anche davanti a coloro che non erano salvati e che la conoscevano. E già molto tempo prima di morire espresse la sua ferma volontà che questi suoi «figli» continuassero a vivere in quella casa dove lei li aveva ospitati, casa popolare che è di proprietà di un Ente Pubblico. Noi siamo grati a Dio per tutti i servizi che ci rese e per tutte le opere buone che Dio le mise in cuore di fare per amore del Suo nome.

Giacinto Butindaro

 

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