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Se Dio ha dato a qualcuno il ministerio di annunziare l’evangelo, è giusto che viva dell’evangelo

Purtroppo attorno ai soldi si combatte una lotta molto importante tra i veri servi di Dio contro i falsi e amanti del denaro. I servi di Dio, quelli veri, quelli a cui è stato dato da Dio di occuparsi esclusivamente del loro ministerio della Parola e di quanto Dio vuole, si confidano esclusivamente in Dio e sanno per certo che il Signore gli provvederà tutto quello di cui hanno bisogno per vivere. Questi non li vedi chiedere soldi a nessuno, ti ammaestrano e ti guidano, per il tuo bene, aprendoti la porta della vita eterna.

Poi ci sono i furbetti, che sfruttano l’ignoranza e la credulità dei santi, non sono stati costituiti da Dio, ma si sono fatti da loro stessi, gente con il loro stesso animo li hanno fatti ministri, per derubare e sfruttare al massimo i membri delle varie comunità in cui si vengono a trovare.

I santi devono notarle queste cose, notare che ci sono di quelli che non ti ammestrano in nulla, ti obbligano a fare da garante per gli acquisti di beni materiali, chiedono continuamente soldi, si inventano le dottrine più strane per chiedere soldi, sfruttano anche la legge della decima per strappare dei soldi dalle tasche dei membri, invocando la maledizione di Dio, com’è scritto in Malachia, sopra coloro che non danno loro niente da mangiare, e ne pretendono in abbondanza pure, gli spiccioli li rigettano.
Il diritto nell’Evangelo è ben esposto nelle Scritture; come Dio ha stabilito che i leviti non dovessero lavorare ma dedicarsi al servizio al Tempio e alle cose di Dio a pro del popolo, ha pure comandato alle altre undici tribù di provvedere ai leviti con la loro decima. E questa è la legge, che è stata riformata dalla grazia di Dio, ma anche in questo caso Iddio ha stabilito che i suoi servitori, che Lui ha chiamato ad operare senza distrazione alcuna del lavoro secolare, ma devono lavorare per il campo di Dio, al servizio di Dio, non rimanendo senza fare nulla, ma lavorare, e se lavorano per il Signore i vari frutti si dovranno vedere, a cominciare dalle predicazioni della sana dottrina.

Chiedere continuamente denaro ai membri, vuole dire che quella persona non è da Dio, non ha fiducia in Dio. Chi non chiede niente agli uomini ma solo a Dio in preghiera, il quale è il solo che gli può provvedere ogni cosa, mettendo in cuore ai santi di donare quello di cui ha bisogno. Questa è già una grande differenza, se poi aggiungiamo il fatto di come vengono utilizzati i soldi, ecco che il quadro diventa completo, e si capirà bene chi è da Dio e chi non lo è.

Leggiamo ora alcuni passaggi che ci fanno capire che anche sotto la grazia i servitori di Dio, soprattutto scelti da Dio, hanno il diritto di vivere dell’Evangelo:

«Non sono io libero? Non sono io apostolo? Non ho io veduto Gesù, il Signor nostro? Non siete voi l’opera mia nel Signore? Se per altri non sono apostolo lo sono almeno per voi; perché il suggello del mio apostolato siete voi, nel Signore. Questa è la mia difesa di fronte a quelli che mi sottopongono ad inchiesta. Non abbiam noi il diritto di mangiare e di bere? Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno con noi una moglie, sorella in fede, siccome fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? O siamo soltanto io e Barnaba a non avere il diritto di non lavorare? Chi è mai che fa il soldato a sue proprie spese? Chi è che pianta una vigna e non ne mangia del frutto? O chi è che pasce un gregge e non si ciba del latte del gregge? Dico io queste cose secondo l’uomo? Non le dice anche la legge? Difatti, nella legge di Mosè è scritto: Non metter la musoliera al bue che trebbia il grano. Forse che Dio si dà pensiero dei buoi? O non dice Egli così proprio per noi? Certo, per noi fu scritto così; perché chi ara deve arare con speranza; e chi trebbia il grano deve trebbiarlo colla speranza d’averne la sua parte. Se abbiam seminato per voi i beni spirituali, è egli gran che se mietiam i vostri beni materiali? Se altri hanno questo diritto su voi, non l’abbiamo noi molto più? Ma noi non abbiamo fatto uso di questo diritto; anzi sopportiamo ogni cosa, per non creare alcun ostacolo all’Evangelo di Cristo. Non sapete voi che quelli i quali fanno il servigio sacro mangiano di quel che è offerto nel tempio? e che coloro i quali attendono all’altare, hanno parte all’altare? Così ancora, il Signore ha ordinato che coloro i quali annunziano l’Evangelo vivano dell’Evangelo. Io però non ho fatto uso d’alcuno di questi diritti, e non ho scritto questo perché si faccia così a mio riguardo; poiché preferirei morire, anziché veder qualcuno render vano il mio vanto.» (1 Corinzi 9:1-15)

Non solo questo, ci sono anche certi anziani che sono scelti dalla Chiesa e che possono essere valutati degni di ricevere un salario per l’opera del servizio che compiono nella Chiesa, come dice Paolo:

«Gli anziani che tengon bene la presidenza, siano reputati degni di doppio onore, specialmente quelli che faticano nella predicazione e nell’insegnamento; poiché la Scrittura dice: Non metter la museruola al bue che trebbia; e l’operaio è degno della sua mercede.» (1 Timoteo 5:17-18)

Vedete, abbiamo letto che devono però essere reputati degni di ricevere un doppio onorario dalla Chiesa, quelli che è certo che fanno l’opera di Dio in mezzo alla Chiesa. I credenti devono valutare attentamente se dare le loro offerte ad una persona, perché ci sono molti di quelli che non meritano e che ne fanno un uso sbagliato, per vivere nel lusso, per andare nei ristoranti più lussuosi, per avere le macchine lussuose, per avere vestiti firmati. Senza contare poi che ci sono quelli che raccolgono tanti soldi con il pretesto di comprare locali di culto più numerosi, come se la benedizione di Dio si misurasse con la grandezza del locale di culto. Costoro sono quelli che disprezzano i poveri, oltraggiano e tengono a distanza quelli che non danno loro la decima, e le offerte talvolta numerose che ricevono non le danno ai poveri, e vengono anche sovvenzionati dallo stato con milioni e milioni di euro.

Quando sento che i mercenari ladri che non si curano affatto del gregge e disprezzano in qualche modo i veri servitori di Dio, e ci sono credenti che cascano nelle loro trappole, e danno pure retta alle loro parole, e magari gli accusatori sono pure massoni anticristi, ebbene, ci rimango male, capisco che sono persone che imparano, imparano, ascoltano sempre, ma non capiscono l’essenza delle cose. Si ritorna punto e a capo, tanto lavoro fatto che sembra crollare in un istante, per qualche calunnia senza dimostrazione di nulla. Pensate, pure il serpente parlando con Eva nel giardino dell’Eden manipolando le parole di Dio, l’ha sedotta, e così temo che riescano a fare con queste persone deboli e fragili quanto alla fede e alla conoscenza. Ho lo stesso timore di Paolo, secondo quanto scrisse:

«Poiché io son geloso di voi d’una gelosia di Dio, perché v’ho fidanzati ad un unico sposo, per presentarvi come una casta vergine a Cristo. Ma temo che come il serpente sedusse Eva con la sua astuzia, così le vostre menti siano corrotte e sviate dalla semplicità e dalla purità rispetto a Cristo. Infatti, se uno viene a predicarvi un altro Gesù, diverso da quello che abbiamo predicato noi, o se si tratta di ricevere uno Spirito diverso da quello che avete ricevuto, o un Vangelo diverso da quello che avete accettato, voi ben lo sopportate!» (2 Corinzi 11:2-4)

Sono proprio coloro che chiedono sempre soldi che poi accusano i servitori di Dio con le parole “chi non lavora non deve neppure mangiare”, citando le parole di Paolo ai tessalonicesi, dimenticando volontariamente, o per ignoranza che ce n’è tanta, o per per malafede e manipolazione dei passi delle Scritture come sono usi fare, non dicono che quei passi erano rivolti a coloro che che non lavoravano e SI AFFACENDAVANO IN COSE VANE, non nelle cose del Signore come invece fanno i veri servi di Dio, da Lui costituiti.

Studiate bene prima di cadere nell’errore nel giudicare le cose, studiate il contesto delle Scritture, fatevi qualche domanda in più, sia per non fare del male a chi serve il Signore, ma soprattutto per non cadere vittima degli scellerati bugiardi che fanno di voi la loro preda e cadiate come dei creduloni qualunque. Paolo aveva il diritto di non lavorare e di dedicarsi completamente all’Evangelo e al ministerio, ma per dare l’esempio ai tessalonicesi affinché riprendessero i disordinati che non lavoravano e si affacendavano in cose vane, non ha fatto uso del suo diritto, che comunque aveva lui e i suoi collaboratori. Altre volte con altre comunità, invece, ha preso quello che gli hanno offerto, e non ha lavorato, ma il frutto del lavoro di Paolo ancora oggi echeggia nella storia delle varie epoche, quindi, gloria a Dio perché Paolo non ha lavorato ma si è dedicato alle cose del Signore, ancora oggi noi beneficiamo del suo lavor (cfr. 2 Tessalonicesi 3:1-15).

Talvolta rimango meravigliato come una persona possa sbandare, andar col pensiero fuori di strada, per qualche parola pronunciata solo per gettare dubbi e senza dimostrare niente di quello che dice. A volte capisco che basta veramente poco, e qualcuno è capace di dimenticarsi di tanto bene che ha ricevuto, solo perché viene sollevato un dubbio senza fondamento. Me ne devo fare una ragione, del resto sono cose che capitavano anche a Gesù e agli apostoli, tanto più a noi che veramente non siamo che carne e polvere.

Che Dio benedica la Sua Chiesa e la sostenza fino alla fine, per far entrare tutti nel regno celeste.
A Dio siano la gloria, l’onore e la lode nei secoli dei secoli. Amen!

Giuseppe Piredda

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