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Dio è un giusto giudice, e non lascia impunito il colpevole

Si chiamava Samuel Whitaker e nel 1937 fu condannato da un tribunale di Los Angeles all’ergastolo (carcere a vita) per l’uccisione di sua moglie.

Nel corso del lungo processo si era sempre professato innocente. Quando il giudice pronunciò la sentenza contro di lui, Samuel Whitaker stese le sue braccia in segno di protesta e gridò a tutti nell’affollata aula del tribunale:

«Se sono colpevole di questo orribile crimine, che Dio mi colpisca a morte [o mi faccia morire] prima che raggiunga la mia cella!».

E così avvenne. Infatti prima di raggiungere la sua cella al penitenziario di San Quintino, ebbe un improvviso attacco di cuore e stramazzò a terra morto (cfr. Pittsburgh Sun-Telegraph, Pittsburgh, Pennsylvania, 25 Aprile 1937, pag. 71 – vedi foto).

Dio è un giusto giudice, e non lascia impunito il colpevole.

Giacinto Butindaro

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