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Fa’ morir costui, e liberaci Barabba!

Uomini e donne, piccoli e grandi, ricchi e poveri, savi e ignoranti, Ebrei e Gentili, ascoltate!

quello che sto per annunziarvi perché è la Parola dell’Iddio vivente e vero, Parola di Dio che dura in eterno. La Scrittura dice che Gesù di Nazareth, all’età di circa trent’anni lasciò la Galilea e si recò al Giordano, cioè al fiume Giordano da Giovanni il Battista, e vi andò appunto per essere da lui battezzato; e difatti questo è quello che avvenne.

Giovanni, infatti, lo battezzò nelle acque del Giordano, e appena Gesù fu battezzato salì fuori dall’acqua, perché fu battezzato per immersione, e i cieli si apersero ed Egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire sopra lui. Ed ecco una voce dai cieli che disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi sono compiaciuto”. Ora quando lo Spirito, quando lo Spirito di Dio scese su Gesù, Egli fu unto di Spirito Santo, dopodiché Gesù fu condotto dallo Spirito di Dio nel deserto per essere tentato dal diavolo.

Egli fu tentato ma resistette al diavolo, e quindi non cadde in tentazione, non peccò, e dopo cominciò a predicare per la Galilea, e lui andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, predicando l’Evangelo del regno, sanando ogni malattia ed ogni infermità fra il popolo. Gesù guariva malati da ogni malattia, cacciò i demoni, risuscitò i morti, mondò i lebbrosi, Egli fece veramente molti segni e prodigi e opere potenti perché Iddio era con Lui.

E lo seguirono grandi folle non solo dalla Galilea, ma anche da altre parti di Israele. Le folle si accalcavano attorno a Lui, gli ammalati lo toccavano per essere guariti perché da Gesù usciva una virtù che sanava tutti. E che dire delle sue parole, delle parole di grazia che uscirono dalla sua bocca. Nessun uomo aveva mai parlato come Lui, erano tutti tratti in ammirazione della sua dottrina, pendevano dalle sue labbra, le sue parole erano parole di Dio; quindi, le sue parole erano verità.

Egli era il ‘Giusto’, non peccò mai, fu tentato in ogni cosa come noi, però senza peccare; Egli, dunque, non conobbe il peccato. Ma arrivò il giorno che Dio aveva stabilito, secondo cui Gesù doveva essere arrestato. Fu infatti arrestato dai Giudei e comparve davanti al Sinedrio, e il Sinedrio lo condannò a morte. Lo condannò a morte perché Gesù aveva dichiarato di essere il Cristo, cioè l’Unto; colui del quale avevano parlato Mosè nella legge e i profeti; colui che doveva venire per redimere Israele.

Ma i capi sacerdoti, gli anziani, gli scribi, lo condannarono a morte, e lo diedero a Ponzio Pilato cioè lo menarono da Ponzio Pilato, che era il governatore della Giudea in quei giorni. E quando lo presentarono a Ponzio Pilato, cominciarono ad accusarlo davanti a Ponzio Pilato, naturalmente di cose diciamo, che Gesù non aveva detto e non aveva commesso. Erano calunnie, false accuse, tant’è che Pilato lo voleva liberare, perché disse ai capi sacerdoti e alle turbe: “Io non trovo colpa alcuna in questo uomo”.

Ma loro insistevano affinché Ponzio Pilato lo facesse morire, perché secondo appunto, i capi sacerdoti, gli anziani, gli scribi, Gesù era degno di morte. Ma Pilato, cercò più di una volta di liberarlo, disse loro: “Io dunque dopo averlo castigato, lo libererò”, ma proprio per questo, perché non trovava in Lui nulla che avesse fatto, che fosse degno di morte.

Ma i Giudei gridarono tutti insieme: “Fa morire costui e liberaci Barabba”. Ora Barabba era stato messo in prigione a motivo di una sedizione avvenuta in città e di un omicidio, e siccome che Pilato parlò di nuovo a loro desiderando di liberare Gesù, eh loro gridarono: “Crocifiggilo, crocifiggilo”.

E la Scrittura dice: “Per la terza volta egli disse loro: Ma che male ha egli fatto? Io non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Io, dunque, dopo averlo castigato, lo libererò”.

Quindi queste furono parole di Ponzio Pilato, ma i Giudei insistettero con delle grandi grida, chiedendo che Gesù fosse crocifisso, e alla fine le loro grida finirono con l’avere il sopravvento. E allora Pilato sentenziò che fosse fatto quello che domandavano i Giudei.

E cosa avevano chiesto i Giudei? “Crocifiggilo, crocifiggilo”. Dunque, liberò Barabba, che era stato messo in prigione per sedizione ed omicidio, e che loro avevano richiesto, ma abbandonò Gesù alla loro volontà.

E difatti poi Gesù fu menato al luogo detto Golgota, dove fu crocifisso. Fu crocifisso in mezzo a due malfattori, perché Egli doveva essere annoverato fra i malfattori, benché non avesse compiuto alcun misfatto, ma si dovevano adempiere le Scritture. Questa è la ragione per cui Pilato sentenziò che Gesù dovesse essere crocifisso, perché si dovevano adempiere le Scritture, secondo le quali Gesù doveva essere trafitto; sì, Egli doveva essere crocifisso.

Infatti, il profeta Isaia aveva detto queste parole: “Egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità”. Egli, dunque, fu appeso al legno della Croce, Lui il Giusto che non aveva commesso offesa alcuna, non era stata trovata frode alcuna nella sua bocca, Egli fu appeso al legno annoverato tra i malfattori. E dopo che spirò, fu messo in un sepolcro nuovo, dove nessuno ancora era stato posto, il suo corpo fu deposto in quel sepolcro da un uomo ricco, di nome Giuseppe che era d’Arimatea, città dei Giudei. E là dunque, Egli fu seppellito.

Ma il terzo giorno Dio lo risuscitò dai morti, perché era impossibile, lo ripeto, era impossibile che Gesù fosse ritenuto dalla morte, poiché Davide che era profeta, aveva detto: “Anche la mia carne riposerà in isperanza, poiché tu non lascerai l’anima mia nell’Ades, e non permetterai che il tuo Santo vegga la corruzione”. Dunque, Gesù risuscitò dai morti affinché si adempissero le Scritture, secondo le quali così doveva avvenire.

Ed Egli risuscitò, e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio, ai quali si presentò con delle prove, con molte prove, perché mangiò con loro, parlò con loro, essi lo toccarono; dunque, poterono accertarsi che Gesù di Nazareth era risuscitato veramente dai morti. Dunque, in Gesù si adempirono le parole concernenti il Cristo di Dio, l’Unto di Dio; Gesù, dunque, è il Cristo.

E questa è la Buona Novella che vi annunzio, la Buona Novella che Gesù è il Cristo.

Perché ve l’annunzio? Perché così Iddio ha ordinato, nella speranza che alcuni di voi, piacesse a Dio tutti, ma anche alcuni, si ravvedano e credano nella Buona Novella che Gesù è il Cristo.

Quindi credano che Cristo è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che resuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e apparve ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Perché questa è la Buona Novella, questo è l’Evangelo nel quale dovete credere per essere salvati dai vostri peccati, per ottenere la remissione dei peccati, per essere giustificati da Dio. Questo è quello che Dio ha stabilito.

La salvezza, la remissione dei peccati, la giustificazione, si ottengono soltanto credendo nell’Evangelo, cioè nella Buona Novella che Gesù di Nazareth è il Cristo. Per questo dunque, nel nome del Signore io vi esorto a ravvedervi e a credere, a credere nella Buona Novella che Gesù di Nazareth è il Cristo, il Figlio di Dio, che Dio nella pienezza dei tempi ha mandato nel mondo per essere il Salvatore del mondo. Non c’è un’altra maniera per mezzo della quale voi potete essere salvati, sappiatelo questo, non c’è un’altra maniera, non c’è un’altra maniera.

Voi siete schiavi del peccato e per essere liberati dalla schiavitù del peccato, vi dovete ravvedere e credere nell’Evangelo altrimenti rimarrete schiavi del peccato, l’ira di Dio continuerà a rimanere sopra di voi. Quando morirete ve ne andrete all’inferno, perché?

Perché morirete nei vostri peccati. L’inferno? Sì, proprio così. L’inferno, un luogo di tormento nell’aldilà dove arde il fuoco, e dove scenderete appena dopo che avete reso lo spirito. Quello è un luogo di tormento terribile, dove sarete del continuo tormentati.

Quindi io vi ho avvertiti, non potete dire che io non vi ho avvertiti, o che non vi ho detto la verità; io vi ho detto la verità che è in Cristo Gesù.

Quindi ravvedetevi e credete che Gesù di Nazareth è il Cristo, che è morto per i nostri peccati secondo le Scritture, che fu seppellito, che resuscitò dai morti il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve ai suoi discepoli, ai testimoni che erano stati innanzi scelti da Dio. Credete nell’Evangelo e sarete salvati, il Signore avrà misericordia delle vostre iniquità cancellandole, vi darà la vita eterna e quindi avrete la certezza che quando morirete, vi dipartirete dal corpo e andrete ad abitare con il Signore. Ma lo ripeto, se vi rifiuterete di ravvedervi e di credere nell’Evangelo, ciò che vi aspetta è il tormento; dopo morti, veramente, c’è il tormento per coloro che muoiono nei loro peccati. Quindi?

Chi ha orecchi da udire, oda.

[Trascrizione di una delle predicazioni di Giacinto Butindaro rivolte ai peccatori contenuta nell’archivio on line n° 46 (M-451/M-460 – http://www.diretta.lanuovavia.org/archivio-registrazioni-46.html) ]

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