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Fratelli nel Signore, come fece Paolo, così anch’io vi metto in guardia dal fare cose che vi impediscono di ereditare il Regno di Dio

La Parola di Dio, tra le altre cose, è uno specchio, dove ogni uomo può vedere com’è nella propria anima e nel proprio cuore. Rispecchiarsi nella Parola è utile per esaminare sé stessi, individuando le cose da correggere per poi impegnarsi ad eliminarle.

Tra le cose che non bisogna fare, né avere nel cuore, ci sono le opere della carne che l’apostolo Paolo ricorda ai Galati:

«Or le opere della carne sono manifeste, e sono: fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregoneria, inimicizie, discordia, gelosia, ire, contese, divisioni, sètte, invidie, ubriachezze, gozzoviglie, e altre simili cose; circa le quali io vi prevengo, come anche v’ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio.» (Galati 5:19-21)

Cari nel Signore, voglio che poniate mente al fatto che Paolo dice che quelli che fanno tali cose non erediteranno il regno di Dio. Dunque, guardate bene a non camminare secondo i desideri della carne, non vi lasciate vincere da tali cose e non abbiate dentro di voi sentimenti negativi, né stati d’animo cattivi e contrari allo Spirito, perché se fate tali cose, se avete dei sentimenti nel vostro cuore che Iddio condanna, voi non entrerete nel regno dei cieli.

Pertanto, provvedete ad esaminare voi stessi, per cercare di trovare tutte le cose malvagie che albergano nel vostro cuore e le possiate eliminare dalla vostra vita; se si renderà necessario, bisognerà combattere contro il peccato con tutte le forze, perché il peccato se non è dominato dallo Spirito avvolge il credente facilmente e lo vince. Abbiamo letto che se uno si fa vincere dal peccato e cammina seguendo i desideri della carne, allora non entrerà nel Regno dei cieli.

Comunque, considerato anche il fatto che la carne è debole, ricordatevi anche di questo, che il Signore è misericordioso, pietoso e lento all’ira; quindi, se avete peccato e vi siete fatti vincere dalla carne su qualcosa, sappiate che dovete confessare i vostri peccati al Signore ed Egli vi purificherà con il suo prezioso sangue che ha sparso sulla croce, e dopo lo ringrazierete e vi impegnerete a santificarvi di più nel vostro spirito e nella vostra condotta.

Vi esorto a non perdere di vista l’obiettivo principale di ogni credente, infatti c’è l’eternità da vincere, la vita eterna, e bisogna correre, combattere in modo da ottenere il premio, badando di non diventare indolenti e tiepidi spiritualmente. Diletti, non siate stolti e studiatevi di conoscere quale sia la buona e perfetta volontà di Dio inverso voi in ogni cosa, per non deludere Gesù Cristo di Nazaret e non perdere il premio al suo ritorno.

Non date retta a quelli che vi promettono libertà e che vi dicono che potete vivere nel peccato e siete liberi di condurvi come più vi piace, perché le cose non stanno come dicono questi cianciatori e seduttori di menti che vi fanno illudere; ricordate, voi siete stati comprati a caro prezzo, siete stati acquistati col il sangue dell’Agnello di Dio, ed ora non appartenete a voi stessi, voi appartenete a Dio che vi ha comprati, ora voi siete schiavi di Gesù Cristo; avendo dunque un padrone, dovete compiacerGli in ogni cosa. Non siate ribelli, perché a suo tempo riceverete la paga della vostra condotta, la vita eterna se siete rimasti costanti nella fede e nel bene operare, oppure sarete gettati nel tormento dell’inferno se avete camminato da nemici dello Spirito provvedendo a soddisfare tutti i piaceri e i desideri della carne.

Quale sentimento e quale condotta peccaminosa può mai essere ritenuta superiore alla gioia e alla pace eterna che Dio ci ha promesso? Fratelli, siate savi, regolate bene i vostri sentimenti e la vostra condotta alla luce della Parola di Dio, non vi rifiutate di ascoltare l’esortazione che il Signore vi sta dando vi sta dando oggi, attraverso le parole dell’apostolo Paolo che avete letto, perché voi non sapete il domani cosa possa portare, se sarete ancora in vita oppure no, dunque fatevi trovare pronti, altrimenti vivrete l’eternità nei tormenti eterni della Geenna.

Nessuno vi seduca con vani ragionamenti.

Giuseppe Piredda

 

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