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I servitori di Dio devono essere d’esempio ai credenti

L’apostolo Paolo ha scritto l’epistola a Timoteo per ricordargli quali erano i suoi doveri che scaturiscono dall’incarico ricevuto a beneficio della Chiesa di Efeso. Tra le diverse cose che Paolo gli ha scritto, ci sono anche queste parole:

«Ordina queste cose e insegnale. Nessuno sprezzi la tua giovinezza; ma sii d’esempio ai credenti, nel parlare, nella condotta, nell’amore, nella fede, nella castità.» (1 Timoteo 4:11-12)

Come prima cosa Paolo fa presente il fatto che Timoteo andava rispettato ed apprezzato anche se era giovane; mentre a Timoteo gli indica qual era la strada per poter essere rispettato ed ascoltato nella Chiesa. Paolo gli dice che sarebbe dovuto essere di esempio ai credenti, cioè avrebbe dovuto tenere un comportamento che sarebbe dovuto servire ai santi come modello da imitare e da mettere in pratica da tutti, perché ritenuto meritevole di essere seguito.

È tramite il proprio comportamento che gli uomini manifestano quello che hanno nel cuore e le qualità e virtù che posseggono, e siccome i credenti tengono ad imitare chi li guida e li ammaestra, se le qualità sono buone e virtuose, allora anche i credenti cresceranno avendo le stesse caratteristiche, ma se non sono da ammirare, anzi se sono da riprovare dal punto di vista della volontà di Dio e della Parola, allora si avrà che i membri della Chiesa si condurranno in maniera corrotta e lontana da Dio. Ad esempio, se la guida è spietata, priva di carità verso il prossimo, anche i suoi seguaci lo saranno come lui.

L’apostolo Paolo considerando tali cose, comunica a Timoteo su cosa doveva concentrarsi per essere d’esempio ai santi di Efeso; così pure noi e, in principal modo, quelli che vogliono servire il Signore nella Chiesa, devono sapere quale sia la condotta da tenere per essere degli esempi positivi per la Chiesa secondo la volontà di Dio:

Nel parlare – Bisogna stare molto attenti a come si parla ai santi ed al prossimo in genere, non si può dire tutto quello che si vuole e che passa per la mente (e nella mente non dovrebbe passare niente di male se si ha la mente di Cristo), si devono considerare tante cose prima di parlare; non si deve parlare con arroganza e presunzione; prima di rispondere bisogna ascoltare attentamente; si deve parlare con sale (con sapienza e con intelligenza, non con stoltezza), senza prendere argomenti sconci, impuri che possano far agitare la concupiscenza della carne; non si devono usare parole lascive (parolacce); il parlare deve essere sempre fatto con grazia e misericordia verso il prossimo, portando sempre rispetto alla persona con cui si parla, chiunque esso sia, amico o nemico che sia, senza disprezzare nessuno; ogni cosa detta deve avere lo scopo del “sempre istruendo”; non bisogna andare in giro a calunniare né a sparlare del prossimo e non si devono svelare i segreti nascosti di nessuno (è da biasimare coloro che ricevono le confessioni sincere di qualcuno poi per convenienza le vanno a spifferare a tutti, ciò è da biasimare con forza); non bisogna dare falsa testimonianza, né oltraggiare alcuno, né sollevare accuse contro nessuno se non sono provate. E di cose simili da ricordare ce ne sono ancora tante (cfr. Prov. 20:19; Matt. 5:37, 18:10, 19:18; 1 Cor. 5:11; Col. 4:6; 2 Tim. 4:2; 2 Pietro 2:18).

Nella condotta – Bisogna condursi come piace al Signore, sapendo questo, che è la nostra condotta che manifesta realmente quello che noi siamo e mostra anche la fede in Dio che abbiamo nel nostro cuore; se la fede è presente per forza di cose non può rimanere nascosta, essa si vedrà, come si vede una luce di una lampada in una stanza buia; inoltre è doveroso che la propria condotta sia abbondante di frutti buoni e non cattivi (cfr. Giac. 2:14-26, 3:17; Salmo 50:23; Prov. 11:20; Ef. 4:22; Matt. 7:17).

Nell’amore – Il nostro comportamento e parlare, e tutto il nostro essere deve essere improntato all’amore, come lo ha descritto Paolo nella parte delle Scritture conosciuto come “l’inno all’amore”; l’amore non tratta il prossimo con disprezzo e arroganza, non lo schernisce nè lo sbeffeggia, e prova tutte le vie per recuperare le pecore del Signore che si sono smarrite; a cosa può servire alla Chiesa un servitore pieno e gonfio di conoscenza se non ha carità? Non gli servirà a nulla! (cfr. 1 Cor. 13:1-8)

Nella fede – La fede che uno ha in cuore è manifestata dalla condotta che viene messa in pratica dai credenti; avere fede e quindi manifestarla è una cosa fondamentale per tutti i credenti, ma a maggior ragione deve manifestarsi in quelli che si fanno chiamare servitori di Dio; senza fede è impossibile piacere a Dio, e senza manifestazione di fede come si potrebbe ascoltare uno quando istruisce gli altri? Senza fede non si è degni di essere ascoltati. I santi non sono stolti, le capiscono bene certe cose, e quando non vi è nessuna opera concreta che manifesti la fede che uno ha, se ne accorgono, e fanno bene a starsene alla larga (cfr. Ebrei 11:1, 6).

Nella castità – Bisogna astenersi da ogni parola e azione che possa essere ricollegata in maniera impura alla sfera dell’attività sessuale; bisogna essere sempre puri nella mente e nel cuore, in special modo quando si parla e si ha a che fare con le sorelle, o con le donne in genere (cfr. 2 Cor. 11:2; 1 Tim. 5:2; 1 Pietro 3:2).

Cari nel Signore, considerate attentamente queste mie brevi riflessioni, aggiungendo dal canto vostro la preghiera e lo studio di ogni passo delle sacre Scritture per vedere se le cose stanno veramente così come vi sono state esposte, perché ciò deve essere per voi il metodo che vi guiderà sempre e così vi saranno molto utili, sia per sapere come vi dovete condurre, sia per riconoscere gli altri che dicono di essere qualche cosa di grande nella Chiesa, ma non lo sono (ah, sono veramente tanti quelli si fregiano del titolo di pastore, di apostolo, di profeta o di dottore nella Chiesa ma non lo sono).

Ricordatevi che Dio ha lodato il pastore della Chiesa di Efeso (tanto per rimanere in tema della stessa Chiesa a cui il passo citato sopra è riferito), perché ha messo alla prova quelli che si chiamavano apostoli ma non lo erano e li ha trovati bugiardi. Sono veramente tanti quelli che dicono di essere qualche cosa nella Chiesa, invece non sono nulla; poi ci sono anche quelli che si sono sviati dalla verità e corrotti di cuore e non vanno più seguiti (cfr. 2 Pietro 2:1-2; Atti 20:29-30).
Diletti e fedeli nel Signore, badate dunque come ascoltate, e badate che nessuno vi seduca con vani e manipolatori ragionamenti.

Il mio amore è con tutti voi in Cristo Gesù.

Giuseppe Piredda

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