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L’apostolo Paolo, se fosse stato nell’abbondanza, non avrebbe continuato a ricevere offerte dei santi

“Poiché questo non si fa per recar sollievo ad altri ed aggravio a voi, ma per principio di uguaglianza;” (2 Co 8:13)

“e quando, durante il mio soggiorno fra voi, mi trovai nel bisogno, non fui d’aggravio a nessuno, perché i fratelli, venuti dalla Macedonia, supplirono al mio bisogno; e in ogni cosa mi sono astenuto e m’asterrò ancora dall’esservi d’aggravio.” (2 Co 11:9)

Per taluni, se un ministro predica cose giuste, scrive dei libri o fa altro per la chiesa allora, anche se si trova nell’abbondanza, è giusto che riceva le svariate offerte dei santi perchè ha dato gratuitamente quelle cose (cosa che gli è comandata di fare quella di dare gratuitamente, quindi non c’è nulla di straordinario o di cui vantarsi perché ha fatto quello che gli era comandato).
 
I santi possono (anzi devono) dare dei soldi (non importa la quantità, non si disprezzano le offerte) per provvedere e per il mantenimento dei ministri, ma SE QUESTI ULTIMI STANNO BENE e non hanno bisogno di nulla, allora tali offerte devono essere destinate A CHI NE HA VERAMENTE BISOGNO in quel momento.
 
Questo mi sembra una cosa ELEMENTARE nel Cristianesimo e non ci vuole tanto a capirlo. Basta aver letto le epistole dell’apostolo Paolo, il quale era disposto persino a LAVORARE per non recar alcun aggravio ai santi.

“Perché, fratelli, voi la ricordate la nostra fatica e la nostra pena; egli è lavorando notte e giorno per non essere d’aggravio ad alcuno di voi, che v’abbiam predicato l’Evangelo di Dio.” (1 Tessalonicesi 2:9)

Ma secondo voi, uno che era disposto a lavorare per non aggravare i santi, se fosse nell’abbondanza, avrebbe mai potuto ricevere i soldi dei fratelli, sapendo che nella chiesa ci sono altri più bisognosi? Ve lo dico io con CERTEZZA: CERTO CHE NO. Non l’avrei fatto io, che non oso neanche lontanamente paragonarmi all’apostolo Paolo. Infatti se a me qualche fratello mi facesse un offerta per quello che scrivo o faccio per la chiesa ed io non avessi bisogno di nulla gli direi “fratello/sorella, ti ringrazio dell’offerta e per il pensiero che hai avuto ma al momento non ne ho bisogno. Questi soldi dagli a qualcuno che ne ha più bisogno di me”. Proprio come fanno coloro che veramente hanno a cuore quelli che sono nel bisogno, ma non con le parole soltanto. Ecco questo è quello che andrebbe fatto.
 
Ma purtroppo ci sono certuni che vogliono GIUSTIFICARE questa condotta da riprovare. Eh no, NON LA LASCEREMO PASSARE una cosa di questo tipo. Non è giusto davanti a Dio neanche davanti al mondo. A questi certuni dico: ovviamente siccome non potete giustificare una tale condotta riprovevole con le sacre scritture, potete pure provare ad attaccare il ragionatore con le vostre calunnie, con i vostri racconti dei fatti distorti rispetto a come stanno le cose, con le vostre bugie, con i vostri sprezzi e discorsi da nulla, con le vostre minacce di denunce, etc.. come state facendo, ma non importa; non sarà questo a fermarci. Noi, CON L’AIUTO DI DIO, CONTINUEREMO A RIPROVARE CON FORZA una tale condotta e a far suonare la tromba e voi dovrete rendere conto a Dio.
 
Haiaty Varotto

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