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Le gozzoviglie e le ebbrezze

Le gozzoviglie e le ebbrezze sono due opere della carne; la prima consiste nel mangiare smodatamente e la seconda nell’ubriacarsi con del vino o delle bevande alcoliche. Sono molto diffuse nel mondo e sono portatrici di nefaste conseguenze nella vita di coloro che si danno ad esse. Noi credenti dobbiamo astenerci sia dall’abbuffarci nel mangiare che dalle ubriachezze e questo perché il nostro corpo è il tempio di Dio e dobbiamo conservarlo in santità ed onore per la venuta del Signore astenendoci da ogni vizio e da ogni eccesso che lo danneggerebbe. Diverse Scritture ci mettono in guardia da queste opere della carne e ci dicono quale è la fine di coloro che camminano in esse:

 

La sapienza dice: “Ascolta, figliuol mio, sii savio, e dirigi il cuore per la diritta via. Non esser di quelli che son bevitori di vino, che son ghiotti mangiatori di carne; ché il beone ed il ghiotto impoveriranno e i dormiglioni n’andran vestiti di cenci” (Prov. 23:19-21), ed anche: “Per chi sono gli ‘ahi’? per chi gli ‘ahimè? per chi le liti? per chi i lamenti? per chi le ferite senza ragione? per chi gli occhi rossi? Per chi s’indugia a lungo presso il vino, per quei che vanno a gustare il vin drogato. Non guardare il vino quando rosseggia, quando scintilla nel calice e va giù così facilmente! Alla fine, esso morde come un serpente e punge come un basilisco. I tuoi occhi vedranno cose strane, e il tuo cuore farà dei discorsi pazzi. Sarai come chi giace in mezzo al mare, come chi giace in cima a un albero di nave. Dirai: ‘M’hanno picchiato.. e non m’han fatto male; m’hanno percosso…e non me ne sono accorto; quando mi sveglierò?… tornerò a cercarne ancora!” (Prov. 23:29-35).

 

Gesù ha detto: “Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiosi sollecitudini di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all’improvviso come un laccio….” (Luca 21:34).

 

L’apostolo Paolo ha detto ai Romani: “Camminiamo onestamente, come di giorno; non in gozzoviglie ed ebbrezze….” (Rom. 13:13), agli Efesini: “Non v’inebriate di vino; esso porta alla dissolutezza” (Ef. 5:18); ed ai Galati, dopo avere enumerato le opere della carne, tra cui le gozzoviglie e le ebbrezze, ha detto: “E altre simili cose; circa le quali io vi prevengo, come anche v’ho già prevenuti, che quelli che fanno tali cose non erederanno il regno di Dio” (Gal. 5:21).

 

Come potete vedere la Scrittura descrive in svariate maniere cosa accade a coloro che si danno alle gozzoviglie ed alle ebbrezze; si rovinano in questa vita e se ne vanno in perdizione in quella futura. Ma d’altronde non può essere altrimenti perché la Scrittura dice che “chi semina per la propria carne, mieterà dalla carne corruzione” (Gal. 6:8), e che “la via degli empi mena alla rovina” (Sal. 1:6).

 

Fratelli, il frutto dello Spirito è temperanza, cioè autocontrollo, e noi dobbiamo camminare secondo lo Spirito, quindi temperatamente, perché questa è la volontà di Dio in verso noi. Di certo, se noi camminiamo secondo lo Spirito riusciremo ad usare in maniera temperata delle vivande e delle bevande, e non adempiremo questi desideri della carne che sono la gozzoviglia e l’ebbrezza.

 

Con uno che si dice fratello, ma è un ubriacone non si deve neppure mangiare (cfr. 1 Cor. 5:8-12).

 

Fonte

 

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