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Operate per essere onorati e riconosciuti da Dio, non dagli uomini

Gli apprezzamenti, la stima, i riconoscimenti sono tutte cose che fanno piacere ed anche tra fratelli è bene onorarsi quando sia, ovviamente, per ragioni fondate.

Vi sono infatti di quelli che si affaticano, di quelli che hanno conoscenza, di quelli che hanno sapienza, di quelli che fanno svariate opere buone etc.

Se costoro sono apprezzati dai fratelli ed onorati (non idolatrati ma onorati…) ciò è buono e soprattutto di incoraggiamento per chi riceve l’onore stimolandolo a progredire sempre di più e a mantenersi nella buona strada.

Ovviamente essendo la chiesa terrena costituita da uomini imperfetti non sempre l’onore e la stima sono ben diretti.

Può accadere infatti che alcuni stimino molto qualcuno per simpatia ed interesse e meno altri sempre per motivi soggettivi e carnali.

E può accadere che alcuni/alcune siano meno stimati di quanto debbano a discapito di altri che non meriterebbero tutto l’apprezzamento che ricevono.

Ebbene tutto ciò accade tra gli uomini ma Dio non fa preferenze e non pecca nel giudicare rendendo a ciascuno secondo le sue opere con una misura perfetta.

Se quindi capita di sentirsi meno considerati di quel che dovrebbe essere, se si pensa che i fratelli apprezzano altri più di noi oppure non applicano lo stesso metro nel valutare l’importanza e il peso delle opere di ciascuno è pericoloso sviluppare sentimenti di gelosia, vittimismo, invidia ma, senza scomodare sentimenti gravi, anche semplicemente sentirsi scoraggiati o depressi a motivo di questo.

Se infatti le nostre opere dipendessero dal giudizio e dagli apprezzamenti degli altri non sarebbero più fatte per fede…l’opera perfetta davanti a Dio, la santificazione che procede dalla vera fede è quella fatta “in coscienza” , appunto, davanti a Dio e senza aspettarsi ricompense dagli uomini o il loro riconoscimento.

Ora nella Scrittura si raccomanda ai fratelli di onorare o rendere “doppio onore” a quelli che si affaticano per il vangelo e per l’opera di Dio e tuttavia non agiamo mai per ricevere anche un giusto e lecito riconoscimento umano ma sempre facendo ogni cosa come direttamente per il Signore.

 

Col 3:23 Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini,

At 23:1 Paolo, fissato lo sguardo sul sinedrio, disse: «Fratelli, fino ad oggi mi sono condotto davanti a Dio in tutta buona coscienza».

Mt 6:5 Quando pregate, non siate come gli ipocriti; poiché essi amano pregare stando in piedi nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze per essere visti dagli uomini.

 

Mario Prospero

Operate per essere onorati e riconosciuti da Dio e non per essere visti dagli uomini. E’ questo quello che conta. Difatti la retribuzione, sia che si tratti di un premio o di una punizione vengono da Dio, e non dagli uomini. E’ al Signore che ognuno di noi dovrà rendere conto.

Haiaty Varotto

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