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Parole di Adolf Hitler che fanno molto riflettere il savio di cuore

Adolf Hitler, il dittatore tedesco che scatenò la seconda guerra mondiale, era un uomo posseduto da demoni che agirono tramite lui ed anche un uomo dedito alla magia e all’occultismo.

Disse delle cose particolari che fanno molto riflettere soprattutto in questo periodo storico in cui tantissimi prelati papisti e tantissimi pastori protestanti e pentecostali sono apertamente schierati a favore di quei potenti che ambiscono a creare una dittatura mondiale.

Ascoltate cosa disse Hitler:

«Il fascismo può fare, in nome di Dio, la pace con la Chiesa. La farò anch’io. Perché no? Ciò non mi impedirà d’estirpare radicalmente il cristianesimo in Germania con tutte le sue radici e tutti i suoi rami. […] Lasciate che continuino a lambiccarsi il cervello con il Vecchio Testamento o con il Nuovo, o con le parole di Gesù come vuole Houston Stewart Chamberlain: si tratta sempre dello stesso imbroglio ebraico. E’ sempre la stessa cosa e non ci rende liberi. Una Chiesa tedesca? Un cristianesimo tedesco? E’ un’assurdità. O si è cristiani o tedeschi. Non si può essere entrambi. Potete buttar fuori l’epilettico Paolo dalla cristianità. Lo hanno fatto altri prima di noi. Potete fare di Gesù un uomo nobile e nello stesso tempo negare la sua divinità e il suo ruolo di Redentore. Questo lo hanno fatto più volte, lo hanno fatto in passato e lo faranno in futuro! Penso che in America e in Inghilterra ci siano tuttora cristiani di questa sorta; non riescono a liberarsi dello spirito e proprio questo spirito è ciò che conta per noi! Non vogliamo gente che volga lo sguardo all’Aldilà. Vogliamo gente libera che sappia e senta di avere Dio in sé. […] Questi pretacci devono scavarsi da soli la fossa. Tradiranno il loro Dio di fronte a noi. Rinunceranno a tutto per il loro miserabile ciarpame fatto di posizione e di soldi. E noi che cosa dobbiamo fare? Quanto ha fatto la Chiesa cattolica, nel momento in cui ha inoculato la sua fede ai pagani: mantenere quanto c’è da mantenere e ribattezzarlo con un altro nome. Ripercorreremo la strada all’indietro: la Pasqua non sarà più la festa della Risurrezione, bensì celebrerà l’eterno rinnovamento del nostro popolo, e il Natale festeggerà la rinascita della nostra patria: dello spirito, dell’eroismo e della libertà del nostro popolo. Crede che non insegnerebbero il nostro Dio anche nelle loro chiese, questi pretacci liberali, che non hanno più una fede, ma esercitano soltanto una carica? Vi garantisco che come hanno reso profeti della loro cristianità Hackel, Darwin, Goethe e Stefan George, così sostituiranno la loro croce con la nostra svastica. Invece di celebrare il sangue del loro Redentore celebreranno il sangue puro del nostro popolo; percepiranno il frutto della terra tedesca come un sacro dono e se ne ciberanno come simbolo della comunità eterna dei popoli, come finora hanno gustato il corpo del loro Signore. E poi, quando si sarà arrivati a questo punto, le chiese si riempiranno di nuovo. Quando noi lo vorremo, sarà così, quando sarà la nostra fede ad esservi celebrata. Fino ad allora c’è tempo! […] Li costringeremo a distruggere dall’interno le loro confessioni, svuotandole di ogni autorità e riducendo il tutto ad un gioco di parole insignificanti e inconcludenti. Se ci riusciremo? Sicuramente! […] Faremo leva proprio sulla notoria avidità dei preti e sul loro desiderio di profitto e di vita agiata per trattare su tutto in pace ed armonia. […] I protestanti non sanno che cosa sia la Chiesa. Si può fare con loro ciò che si vuole, essi cederanno. Sono abituati a soffrire. Lo hanno imparato dai loro padroni e dai loro pastori, nelle cui case venivano invitati la domenica a mangiare l’arrosto d’oca. Ma il loro posto era, tuttavia, di sotto, alle tavole dei bambini e dei precettori. Era già molto che non dovessero mangiare alle tavole dei domestici. Sono poveri diavoli, servili fino al baciamano, che sudano d’imbarazzo quando si rivolge loro la parola. In fondo non hanno alcuna fede da prendere seriamente e non hanno neanche un grande potere da difendere come Roma» (H. Rauschning, Colloqui con Hitler, Tre Editori, Roma, 1996, pag. 48-53).

Sappiate che le idee di Hitler sono idee che sono tuttora ben presenti – magari con qualche lieve differenza, ma nella sostanza sono uguali – nelle menti degli ‘illuminati’ che vogliono creare il Nuovo Ordine Mondiale, che non è altro che una dittatura mondiale. Costoro ragionano nella stessa maniera di Hitler sul come comportarsi nei confronti della Chiesa papista e delle Chiese Evangeliche, comprese quelle Pentecostali, che hanno il riconoscimento giuridico o che hanno fatto una intesa con lo Stato. Sanno di poter disporre di esse a loro piacimento in cambio di qualche bene terreno, perché sanno che queste Chiese hanno l’animo alle cose che sono sulla terra. I ‘pastori’ di queste Chiese sono pastori di regime, pronti a vendersi a qualsiasi dittatore come Hitler e quindi a promuovere il suo pensiero contro Dio e contro Gesù Cristo. E naturalmente come giustificano questo loro comportamento diabolico? Dicendo che come Cristiani dobbiamo essere soggetti alle autorità! Questi pastori di regime sono degli anticristi, dei servi del diavolo, che vogliono cercare di trascinare i santi alla rovina e alla perdizione. Nessuno di costoro vi seduca con vani ragionamenti.

Chi ha orecchi da udire, oda.

Giacinto Butindaro

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