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Perché ho preso le distanze da Giacinto Butindaro

Ecco un racconto dei fatti accaduti, con successiva mia spiegazione sul perché ho deciso di prendere le distanze da Giacinto Butindaro e da coloro che lo approvano in quest’affare e che lo giustificano, causandogli ancora più danno. Scrivo parlando in prima persona perchè ora parlo per me, ma le cose che sono scritte sono valide anche per altri fratelli e sorelle tra cui Giuseppe Piredda, Emanuele Tierno, Emanuele Michelino, Luca Martino, Giuseppe Ceraudo ed altri).

Comunque, dico che io ho preso le distanze da Butindaro e dal suo gruppo ristretto perché anche se non ci avessero cacciati loro e non ci avessero rimossi dalle amicizie Facebook e non ci avessero bloccati sia su Facebook che su altri canali, io comunque mi sarei ritirato da loro per i motivi che leggerete alla fine.

Questa è un racconto dei fatti accaduti in ordine cronologico, ed è la mia versione confermata da prove. Se qualcuno ritiene che c’è qualcosa che non è conforme a verità me lo faccia sapere con le prove; se qualcuno vi dice che c’è qualcosa che non è vero, o che manca delle parti, chiedetegli le prove e fatemelo sapere; 

I FATTI ACCADUTI

In data giovedì 12 maggio del 2022 Giuseppe Piredda fa una predicazione nella sua conferenza skype, dove eravamo presenti più di una decina di fratelli circa, e in questa conferenza tra le cose che dice, lui racconta di come Dio gli ha provveduto una casa; e nel raccontarla parla di come ha supplicato Iddio e di come Iddio gli ha provveduto la casa facendolo ottenere un mutuo a tasso fisso con basso interesse.

Successivamente il giorno dopo, venerdì 13 maggio del 2022, dopo Gianni Mangiapia scrive sulla sua bacheca Facebook una sua testimonianza personale di come Iddio gli ha provveduto delle cose senza che abbia dovuto contrarre debiti ed esorta la chiesa a non contrarre debiti. Giuseppe ed altri (tra cui io ed altri fratelli che eravamo presenti) capiamo che la cosa è collegata al suo discorso fatto nella conferenza il giorno prima essendo che nella conferenza Gianni Mangiapia era presente. Giuseppe interviene sulla bacheca di Gianni facendo ragionamenti sui prestiti e facendo ragionamenti sul fatto che sia lecito contrarre dei debiti, tra cui anche il mutuo, nel caso la cosa sia conveniente e nel caso la cosa sia fatta con sapienza. Oltre a ciò, vengono fatti da parte nostra diversi ragionamenti sul fatto che anche l’affitto è da considerarsi un prestito, non di soldi ma di un bene fisico, cioè la casa del proprietario. Da lì nasce una discussione tra lui e Gianni con altri interventi da parte di alcuni, compreso me, sulla questione se è lecito o no prendere prestiti, in particolare se è lecito o meno prendere dei mutui bancari. Oltre a questo, nasce anche la discussione se l’affitto è da considerarsi o meno un debito. 

In quella conversazione Gianni muove un accusa verso Giuseppe: quella di insegnare a fare debiti, infatti Gianni Mangiapia scrive le seguenti parole:

“Ho letto i vostri commenti fratelli: spiace dirlo ma le conclusioni a cui siete giunti, biblicamente errate, sono esattamente quelle a cui giungono tantissime persone del mondo e Giuseppe, purtroppo, porta il peso di avervi trascinato dietro conclusioni totalmente errate e per voi, potenzialmente, molto pericolose. Chi ha contratto debiti li deve pagare e dunque saldare e poi non contrarre più ma è assolutamente inaccettabile, come ha fatto Giuseppe, insegnare a fare debiti.”

In queste parole di Gianni, lui muove un accusa a Giuseppe: quella di insegnare a fare debiti. Tale accusa non era vera nel senso di come la voleva intendere Gianni e cioè che Giuseppe Piredda esortava le persone ad indebitarsi. Il fatto di dire che Giuseppe Piredda insegni ad altri a fare debiti inteso come Giuseppe esorti a fare per forza un debito in ogni caso è una calunnia. Giuseppe ha sempre sostenuto che prendere un prestito, quindi compreso il mutuo, non è peccato e chi prende un mutuo lo deve pagare, e che in talune circostanze il mutuo è più conveniente dell’affitto. Ha sempre parlato anche contro il sovraindebitarsi e il contro entrare nella cosidetta “spirale del debito”.

In data sabato 14 maggio del 2022, Giuseppe Piredda, procede nell’allontanare Gianni Mangiapia dalla sua chat skype per il seguente motivo: Gianni si è comportato in una maniera sbagliata nei suoi confronti; lo allontana dicendo queste parole sulla sua chat skype:

“Pace a tutti voi fratelli e sorelle nel Signore. Dico sempre in conferenza chi ha delle domande, o qualcosa da questionare di dirlo quello si sente in cuore, affinché lo discutiamo e se pure ci siano divergenze rimangano tra di noi fino a conclusione della questione.Purtroppo così non è stato nel caso che ha sollevato Gianni Mangiapia, che anziché sollevare la questione che vede coinvolto me ed altri fratelli qui in conferenza ha voluto scrivere pubblicamente contro di me e contro tutti quelli che pagano un mutuo al posto dell’affitto, che è la medesima cosa. Dopo le accuse che ho ricevuto, ho deciso di toglierlo dalle mie amicizie, e anche da questa conferenza, la mia comunione con lui ha avuto termine, non tanto per il soggetto della questione che si può argomentare in modo vario, ma per il modo come il tutto è avvenuto. È giusto che ve lo comunichi e chiunque voglia seguire la sua via è libero di farlo.”

Domenica 15 maggio 2022, Giuseppe Piredda decide di trattare in modo approfondito l’argomento prestiti/mutui nelle sue conferenze, essendo una questione importante nella vita pratica dei credenti. Nel corso della conferenza viene interrotto più volte da Nicolas Campitelli (collaboratore di Butindaro) perché voleva manifestare la sua contrarietà alle parole di Giuseppe. Giuseppe gli dice di aspettare il suo momento che avrebbe parlato ma lui continua a disturbare la conferenza scrivendo nella chat  (successivamente nei giorni a venire dirà che è stato censurato da Giuseppe Piredda, cosa che non è vera perchè avrebbe avuto il suo momento per parlare; c’era solo da aspettare l’ordine stabilito da Giuseppe ma lui ha voluto rompere quell’ordine). Inoltre Nicolas Campitelli dice che Gianni Mangiapia è stato cacciato ingiustamente.

Giacinto Butindaro nel frattempo non fa nulla per cercare di mettere chiarezza sulla situazione che si era venuta a creare, magari organizzando una conferenza con i più ragguardevoli per sviscerare a fondo la questione biblicamente rimuovendo ogni dubbio e rispondendo ad ogni obiezione, anzi pubblica sulla sua bacheca di Facebook post contro i mutui bancari. Non si muove per cercare di rimuovere ogni dubbio circa l’argomento dimostrando ogni cosa biblicamente. Non fa nessuna chiamata a Giuseppe Piredda per trattare l’argomento in maniera approfondita biblicamente. Non fa nessuna chiamata a Giuseppe per cercare di mettere pace e per cercare di togliere ogni turbamento che si stava creando in mezzo ai santi; non fa nessuna chiamata a Giuseppe per riprenderlo visto che per Butindaro i mutui sono un errore da cui pentirsi. Lui aveva l’autorità e la stima per aver potuto organizzare una conferenza per risolvere il problema, visto che c’erano già molte persone turbate per la questione e visto che lui lo poteva fare essendo un ministro del vangelo.

Io nel frattempo esamino la questione e investigo la somma della Parola per sapere come stavano le cose riguardo all’argomento prestiti (credito-debito). Il frutto di questa ricerca si trova in un mio scritto a riguardo che si intitola: “sui prestiti” e si può trovare nel mio blog destatevi.org

Mercoledì 18 maggio 2022 – Mario Prospero, nella chat della conferenza skype di Giuseppe, accusa Giuseppe e me di avere odio nel confronto di Gianni Mangiapia. Quindi ci accusa ingiustamente di essere omicida essendo che chi odia suo fratello è un omicida.

Giovedì’ 19 maggio 2022 – Dopo una mia risposta e una risposta di Giuseppe alle accuse di Mario, Mario prospero e Nicholas Campitelli abbandonano la conferenza skype.

Successivamente, anche io scrivo a Gianni, su Facebook, per come ha agito: non ha voluto prima parlare in privato ma ha voluto portare la questione pubblicamente; Anche se Gianni afferma che il messaggio non era rivolto a Giuseppe, chi aveva partecipato sapeva che la testimonianza di Gianni insieme alla sua esortazione a non contrarre debiti erano in contrasto con quello che Giuseppe aveva detto il giorno prima. E visto che c’era un contrasto avrebbe dovuto trattare la questione prima con Giuseppe. Agendo in quel modo Gianni ha manifestato disprezzo per l’opera che compie Giuseppe nella chiesa, che fa l’opera di anziano, di cui anche Gianni ha goduto per un certo periodo di tempo.

Giuseppe Piredda viene accusato di insegnare a fare debiti, inteso nel senso che viene accusato di essere pericoloso per la chiesa perché esorta la chiesa a contrarre debiti. Le cose non stavano cosi perché Giuseppe nella conferenza aveva raccontato la sua testimonianza e aveva detto che se uno ha un mutuo non ha commesso alcun peccato, e che in alcune circostanza il mutuo è più conveniente dell’affitto, e che ognuno dovrebbe agire secondo la propria convinzione dopo aver fatto bene i calcoli.

Giacinto Butindaro nel frattempo continuare a stare in silenzio circa la questione mettendo qualche post contro il contrarre mutui sulla sua pagina facebook;

 Sotto l’insistente richiesta del fratello Luca, dopo una settimana circa decide di chiamare Giuseppe Piredda al telefono. 

Dalla chiamata di Giuseppe Piredda con Giacinto Butindaro emerge un fatto importante che la chiesa vicina a Butindaro ne era all’oscuro: Giacinto Butindaro ha ereditato immobili e risparmi dai suoi genitori e si trova nell’abbondanza.

Giuseppe Piredda mi chiama e mi racconta di come è andata la chiamata tra loro e mi dice di questo fatto che è emerso.

Io avevo già in cuore l’intenzione di chiamare Giacinto Butindaro per parlare della questione prestiti alla luce delle scritture. E dopo aver parlato con Giuseppe Piredda nasce nel mio cuore anche il desiderio di chiedere conferme circa l’eredità di Butindaro.

Domenica 22 maggio 2022 chiamo a Giacinto Butindaro e chiedo conferma dei fatti che sono emersi circa la sua eredità ricevuta. Lui conferma ogni cosa. Da questo emerge il fatto che lui essendo nell’abbondanza, avendo ereditato immobili e risparmi, continua a prendere soldi delle offerte dei santi, tra cui anche da persone che sono in difficoltà. Lui si giustifica dicendo che non ha mai chiesto niente a nessuno. Io lo riprendo per questo dicendo che questa cosa non andava bene davanti a Dio: lui doveva far sapere alla chiesa il suo stato economico essendo lui un ministro di Dio in modo tale che il donatore si potesse regolare di conseguenza e decidere se dare a lui oppure ad altri che sono più nel bisogno. Doveva essere trasparente con la chiesa e far sapere che non aveva alcun bisogno essendo che c’erano diversi fratelli, tra cui anche io, che erano convinti che lui fosse nel bisogno, essendo che vive in una casa popolare e non lavora. Lo riprendo e gli dico che non va bene quello che stava facendo. Gli chiedo anche sui poveri e gli dico che le offerte che andavano a lui potevano andare ai poveri in Brasile ad esempio, ma  Butindaro risponde in una maniera insensata dicendo “quali poveri? Gli inguaiati? Gli indebitati?” Riferendosi ad altre persone che non c’entravano nulla nel discorso (e comunque non va bene rivolgersi alle persone in quel modo). Oltre a ciò gli chiedo di dimostrarmi biblicamente se era peccato contrarre un debito. Lui alla mia richiesta di dimostralo biblicamente mi risponde “No, raccontando i fatti” (la cosa mi ha lasciato esterrefatto perchè da un dottore mi aspettavo un “si certo” spontaneo e subitaneo) , al che insisto di dimostrarlo biblicamente e non lo fa. Poi dalla conversazione emerge che per Giacinto Butindaro non è peccato prendere prestiti tra credenti ma è un errore farlo con le banche. 

Avendo ulteriori conferme dello stato economico di Butindaro, scoppia lo scandalo a causa del fatto che Butindaro, avendo ereditato case e risparmi, non era nel bisogno ma era nell’abbondanza e continuava a prendere le offerte da diversi fratelli.

Nel frattempo sia io che Giuseppe Piredda, tra i quali eravamo amministratori del gruppo Cristiani d’Italia, veniamo cacciati e bloccati dal gruppo Cristiani d’Italia d Nicholas Campitelli con l’approvazione di Mario Prospero, Giacinto Butindaro ed Andrea Piccolo. 

In data 24 maggio 2022, in un gruppo privato su whatsapp chiamato “Fratelli e sorelle”, con più di una quarantina di fratelli e sorelle, iniziamo a discutere sia della questione di Gianni Mangiapia e sia della questione di prestiti. Vengono mosse diverse accuse da parte di Nicholas Campitelli e Mario Prospero (stretti collaboratori di Butindaro) nei nostri confronti alle quali noi prontiamo rispondiamo. 

Successivamente, nello stesso giorno e nella stessa chat, decidiamo di rendere partecipe a tutti della chat la questione della mancanza di trasparenza di Butindaro e della sua eredità e poniamo delle domande a Butindaro. Domande che lui le ha visualizzate ma non ha voluto rispondere.

Ecco le domande e le cose da me scritte nella chat:

Io e ad altri fratelli vorremmo che alcune cose fossero confermate (o smentite) da @⁨Giacinto Butindaro⁩ e vorremo porre alcune domande affinché ci sia la massima trasparenza e che tutti i fratelli e sorelle siano cosciente della vostra reale situazione economica, essendo che in non pochi fino a poco tempo fa, erano convinti che avevi/avevate giusto il necessario per pagare le cose che vi erano necessarie.

Siccome a me hai detto che hai ereditato delle cose e che hai dei risparmi da parte Confermi che hai ricevuto in eredità una casa e altri beni, e che possiedi dei risparmi da parte, e che quindi non sei nel bisogno ma sei nell’abbondanza? E’ possibile avere un indicazione anche generica sulla consistenza di questi risparmi  che ti/vi permettono di essere nell’abbondanza (poco, medio, tanto)? Confermi che non hai altre fonti di sostenimento come ad esempio (casa affittata ad altri ad esempio)?

un ministro del vangelo deve dare la massima trasparenza e togliere ogni ombra. E non credo che un ministro di Cristo abbia alcun problema a rispondere a delle domande di coloro che vengono da lui ammaestrati

Inoltre vorremo anche avere anche conferma se tuo fratello Illuminato Butindaro è anche lui un dottore della Parola o soltanto un tuo collaboratore

ovviamente con prove concrete per la valutazione anche della chiesa, e anche su questo non credo ci saranno problemi ad averle

E’ corretto, giusto e caritatevole lasciare che dei fratelli e sorelle, pensando che tu sia nel bisogno, tolgano del loro necessario (o tolgano ad altri poveri) e ti facciano una sovvenzione mensile/annuale/una tantum mentre non ne hai di bisogno?

Attendiamo ancora un pò le risposte di Butindaro alla chiesa (ricordo che eravamo più di una 40 di fratelli e sorelle) e nessuna risposta. 

Successivamente escono dal gruppo Fratelli e sorelle Mario Prospero, Nicholas Campitelli, Giacinto Butindaro ed altri fratelli e sorelle.

Le questioni sui prestito/mutui e sulla mancanza di trasparenza/eredità di Butindaro passano ad essere pubbliche nei gruppi “Cristiani d’Italia” (gruppo gestito dalla compagnia di Butindaro) e “Sentieri Antichi” (gruppo gestito Giuseppe Piredda assieme a me), con diversi interventi di alcuni fratelli. 

Chiunque può andare in questi due gruppi pubblici ‘Cristiani d’Italia’ e ‘Sentieri antichi’ (cercare per il tag #Butindaro), oltre che le rispettive bacheche delle parti coinvolte, e leggere gli interventi a partire del 12 maggio e così fare una sua propria valutazione di come stanno le cose. Inoltre può tranquillamente contattare entrambe le parti per sentire le due versioni, cosa che consiglio vivamente di fare a chi è interessato.

Questa è la mia versione dei fatti più rilevanti da me vissuti e da me raccolti. PS: Se ci sono cose rilevanti che ho omesso fatemelo sapere, anche se non penso di aver omesso nulla di rilevante (se succede è solo per questione che ho fatto questo scritto dopo mesi)

 

I MOTIVI DELLA SEPARAZIONE

Ho cercato di raccontare gli svariati eventi importanti che hanno portato alla nostra separazione.

Noi abbiamo agito parlando prima privatamente direttamente al telefono con Butindaro, poi siamo passati ad una chat privata con diversi testimoni e poi siamo passati pubblicamente visto che Butindaro non era in nessun modo disposto a risponderci, né tantomeno a ravvedersi.

Quindi da parte mia (e credo valgono anche per gli altri) ecco i principali motivi, in ordine di gravità, per cui ho preso le distanze da Butindaro e la sua compagnia:

  • Non essere trasparente con la chiesa circa la sua situazione economica, e cioè circa il fatto che non era nel bisogno ma aveva ereditato diversi beni; voglio dire, se proprio non lo voleva dire a tutta la chiesa, almeno dirlo a quelli che lo sostenevano economicamente perché fra diversi di questi, alcuni lo sostenevano proprio perché convinti fosse nel bisogno essendo un ministro del vangelo che non ha un lavoro secolare e che abita in una casa popolare. 
  • Continuare a ricevere offerte dalla chiesa, gravando su di essa, quando non ne aveva alcun bisogno; E ciò è grave perché tali offerte potevano andare invece a coloro che erano nel bisogno, secondo il principio di ugualianza, predicato e trasmesso dall’apostolo Paolo. Considerate questo esempio di un ipotetico caso (le cifre riportate sono solo di esempio e non sono il caso specifico di Butindaro): un ministro del vangelo eredita diversi immobili e milioni di euro da un suo parente. Avendo ricevuto cosi tanta abbondanza non avrà alcun bisogno delle offerte della chiesa per mangiare e per vivere, perché quello che ha ereditato è sufficiente per coprire tutte le sue spese. Quindi, di conseguenza dovrebbe imitare l’apostolo Paolo, il quale era pronto a rinunciare al suo diritto di vivere del vangelo pur di non gravare sulla chiesa, e quindi dovrebbe farlo sapere alla chiesa in modo tale che la chiesa sia sgravata e in modo tale che le offerte che sarebbero state destinate al suo mantenimento dei beni di prima necessità come diritto del vangelo, vadano destinate invece a coloro che ne hanno necessità e bisogno.Ora, dette queste cose, supponiamo che:

    Un fratello decida di donare 200 euro al ministro citato nell’ipotesi sopra, togliendo dai propri soldi che gli servono per le sue proprie spese. lo fa perchè mosso dalla carità e pensando che il ministro di Dio, da cui viene ammaestrato, ne abbia bisogno (visto che è un ministro che non lavora e che vive in una casa popolare e quindi non poteva sapere che possedesse più di lui e più della terza persona) e sapendo che la chiesa deve provvedere ai bisogni di chi l’ammaestra, ecco che decide di farlo. (se sapesse che il ministro ha di che mantenersi non lo avrebbe fatto ma li avrebbe usati per le cose che gli servivano o per aiutare altri più in difficoltà in quel momento)

    Un’altro fratello ne ha 0, essendo povero e bisognoso e quindi necessita di 150 euro per riuscire a coprire le spese necessarie per la sua vita.

    Quindi, dopo questi fatti, avremo avuto la seguente situazione:

    Il primo fratello si è tolto del necessario per fare una buona opera pensando che il ministro fosse nel bisogno.

    Il fratello povero e in difficoltà continua ad avere 0, rimane senza aiuto e i 150 euro che lo avrebbero aiutato, sono andati al ministro che era nell’abbondanza.

    Il ministro avendo già dei beni, accumula i 150 euro ricevuti,  e continua ad essere un ministro del vangelo con immobili e che dice di essere nell’abbondanza.

    Ovviamente in questo esempio non v’è alcuna applicazione pratica della carità  e né del principio di uguaglianza perché il ministro del vangelo, se fosse interessato agli altri e sapendo di non averne bisogno, non avrebbe accettato quella offerta che sarebbe potuta andare a qualcun’altra più nel bisogno, proprio per il principio di uguaglianza. Inoltre, in questo esempio, il ministro non è un esempio di carità perché non v’è alcuna manifestazione per l’interesse del prossimo ma solo per il proprio interesse. Un tale comportamento è un comportamento ingiusto da non accettare in nessuna maniera, principalmente se fatto da un dottore della Parola. Si tratta di uno scandalo gravissimo che fa biasimare la via della verità e diffamare la sana dottrina. Praticamente sto gettando discredito sulla dottrina che predica.

  • Non essere intervenuto al momento opportuno per il bene della chiesa, dimostrando biblicamente con la somma della Parola come stavano le cose riguardo alla questione prestiti nella sua totalità. Lui ha voluto soltanto imporre la sua convinzione personale che i debiti con le banche sono un errore da cui pentirsi e non ha voluto parlare con coloro che collaboravano con lui, tra cui Giuseppe Piredda e me. Se si fosse mosso per il bene di tutti intervenendo il prima possibile per stabilire una discussione biblica con coloro che godevano di una certa stima in mezzo ai santi, le cose molto probabilmente si sarebbero risolte nel cercare tutti insieme di avere una stessa mente ed avendo tutti il pari consentimento con la somma della Parola. Visto che non l’ha fatto ha dimostrato di avere a cuore soltanto il proprio interesse e non il bene comune di tutti gli altri. 
  • Voler far passare una sua convinzione personale come Parola di Dio a coloro che lo ascoltano. Ha voluto far passare come parola di Dio una convinzione personale riguardo al prendere prestiti con le banche; secondo lui non si deve fare perché si tratta di un errore. Errore dal quale però è sufficiente che uno chieda perdono senza dover portare frutti degni di ravvedimento. Le scritture nella loro somma non dicono che prendere un prestito con qualcuno (sia credente che non) sia peccato. Pertanto il voler imporre una sua convinzione a tutti dimostra che ha interesse nel voler signoreggiare e aver ragione e gli altri devono sottostare a quello che dice, punto e basta. Dico voler imporre nel senso che o sei d’accordo con quello che dice su questa questione oppure “insegni a far debiti” e quindi sei fuori. Questo ovviamente non è secondo carità e pertanto è da riprovare. 
     

Dunque le cose sono andate in questa maniera e questi sono i motivi per cui io mi sono allontanato da Butindaro (e da quelli che lo approvano e lo giustificano in queste cose).

Vi esorto a prendere le distanze da qualsiasi ministro, Butindaro compreso, che agisce in un simile modo perché per certo un tale ministro non si sta conducendo come si conducevano gli apostoli e non ha lo stesso sentimento che avevano gli apostoli.

Gli apostoli erano pronti a non causare alcun scandalo tra i santi, erano pronti ad intervenire per rimuover ogni turbamento e risolvere ogni questione che nasceva nella chiesa ed erano pronti anche a rinunciare al loro diritto di vivere del vangelo pur di non gravare sulla chiesa e di non far mancare le cose a coloro che erano nel bisogno, seguendo appunto il principio di uguaglianza. Chi non agisce cosi, non sta seguendo l’esempio degli apostoli anche se con le parole dice di farlo. Non badate alle parole, ma badate ai fatti concreti e ai frutti.

Ammoniteli e se non si vogliono ravvedere, guardatevi e ritiratevi da loro affinché si possano vergognare e ritornare ad agire secondo gli insegnamenti degli apostoli.

Haiaty Varotto

AGGIORNAMENTI

Dopo aver scritto il mio resoconto del perché mi sono allontanato da Butindaro, Gianni Mangiapia scrive le seguenti parole sulla sua bacheca facebook:

Per completezza d’ informazione ed alcune domande

Poiché è stato pubblicato in rete un resoconto scritto da Haiaty Varotto su come sono andate le cose concernenti il tema debiti, vicenda iniziata a Maggio e che vede tra i soggetti coinvolti anche il sottoscritto, ci tengo a fare queste precisazioni per completezza d’ informazione ed affinché dunque ci si possa fare un’ idea di come sono andate effettivamente le cose con tutti i dati alla mano, tutti dico e non solo alcuni. In questo resoconto la narrazione dei fatti ha inizio il giorno 12 Maggio sera con una conferenza su Skype presieduta da Giuseppe Piredda. Le cose però vanno raccontate non dal giorno 12 Maggio ma bensì dal giorno 5 Maggio, quindi a partire da una settimana prima rispetto alla data di inizio menzionata nel resoconto prima citato. Infatti il giorno 5 Maggio si tiene una conferenza su Skype in cui Giuseppe Piredda inizia a parlare sul tema debiti, debiti, sintetizzo, che si possono contrarre in alcune circostanze. Premetto che io pensavo che Giuseppe Piredda la pensasse come me sul tema debiti: peraltro in passato io avevo scritto contro i debiti e non ero mai stato ripreso né privatamente né pubblicamente. Quella sera per la prima volta da che io ricordo ascolto parlare Giuseppe Piredda a quel modo. Al che scrivo sulla chat di Skype, e quindi privatamente, di essere contrario ad ogni forma di debito (ci tengo a precisare che la maggior parte delle volte io e mia moglie partecipavamo alle conferenze su Skype scrivendo in chat e non parlando a voce per motivi logistici). Non segue risposta al mio commento da parte di Giuseppe Piredda. Il giorno dopo, venerdì 6 Maggio, senza che io fossi a conoscenza del mutuo contratto da Giuseppe Piredda, scrivo un post in cui confermo la mia posizione sui debiti specificando di essere contrario anche ai mutui (di seguito il link al mio post del 6 Maggio: https://www.facebook.com/photo?fbid=3258278934405063&set=a.1451834091716232). Anche in questa occasione non vengo contattato da Giuseppe Piredda né nell’ immediato né nell’ arco di circa una settimana, 6 giorni per la precisione, tempo che intercorre tra il 6 Maggio ed il giorno 12 Maggio in cui avviene la conferenza su Skype da dove inizia quel resoconto dei fatti pubblicato in rete. Quella sera, giovedì 12 Maggio, non essendo stato precedentemente contattato come detto, partecipo alla conferenza entrando in ritardo ma anche in questa circostanza non vengo ripreso né per il mio commento su Skype di una settimana prima né per il mio post, anche contro i mutui, del giorno 6 Maggio. Quella sera vengo poi a conoscenza del mutuo contratto da Giuseppe Piredda (cosa che io ignoravo totalmente che avesse poiché pensavo che stesse a fitto come me). Quindi nella trascrizione dei fatti non è corretto partire dal giorno 12 Maggio ma è corretto partire dal giovedì prima, 5 Maggio, in cui io mi sono esposto prima privatamente contro i debiti. A questo punto do spazio ad alcune domande: poiché Giuseppe Piredda svolgeva in mezzo a noi l’ opera di anziano (che deve dunque vegliare sul gregge) come mai non mi ha contattato in quella settimana 5 Maggio-12 Maggio se il mio commento privato e il mio post erano dottrinalmente errati? Come mai quando sono entrato in conferenza il giovedì successivo, 12 Maggio, non mi ha altresì corretto in mezzo ai fratelli? E come mai, estendendo il discorso, avendo scritto altre volte in passato sullo stesso tema, come mai dico, non sono mai stato corretto per il mio bene se la mia posizione sui debiti era sbagliata? 

Peraltro la mia posizione sui debiti l’ ho appresa dal fratello Giacinto Butindaro leggendo il suo libro ”Quello che predichiamo ed insegniamo”, libro peraltro presente anche sullo stesso blog di Giuseppe Piredda ”La Buona Strada”. Un’ ultima e doverosa domanda quindi: Giuseppe Piredda come poteva dunque condividere pubblicamente la posizione contraria a tutti i debiti del fratello Giacinto Butindaro (il libro è tuttora linkato sul suo blog) se invece all’ atto pratico era per l’ eventualità, in alcune circostanze, di poter contrarre debiti? (basta leggere le sue risposte al mio post del 13 Maggio per comprendere la sua posizione sul tema). Giudicate voi da persone intelligenti.

Di seguito le mie considerazioni a riguardo:

“Le cose però vanno raccontate non dal giorno 12 Maggio ma bensì dal giorno 5 Maggio, quindi a partire da una settimana prima rispetto alla data di inizio menzionata nel resoconto prima citato.”

Ho cominciato a parlare a partire del 12 primo perché mi ero completamente scordato che Giuseppe avesse trattato la questione anche nella conferenza del 5 maggio, e che tu avessi scritto un post pubblico il 6 maggio. Non ricordo tutte le conferenze di Giuseppe e nemmeno tutti i post che scrivi infatti non ricordo tutte le altre conferenze precedenti in cui in qualche modo ne abbia parlato sui prestiti, altrimenti le avrei dovute citare tutte e non mi sembra in caso. Secondo perché la conferenza del 12 è stata quella che poi ha portato tutto il susseguirsi degli eventi. Non c’era nessun altro motivo oltre a questi due. 

“Premetto che io pensavo che Giuseppe Piredda la pensasse come me sul tema debiti: peraltro in passato io avevo scritto contro i debiti e non ero mai stato ripreso né privatamente né pubblicamente.”

Noi non abbiamo nulla contro chi è convinto nella propria mente che è meglio risparmiare e non prendere in prestito/fare debiti; Quello che non va bene è voler imporre una dottrina di uomini secondo la quale è peccato/errore prendere dei prestiti con le banche o con qualche altra persona che non sia un credente. Prendere un prestito con le banche non è né peccato e né un errore. Cosi come non è peccato risparmiare e voler acquistare il bene con i soldi risparmiati. Ma questo lo volete capire una volta per tutte o no? Questo vi deve essere chiaro. Tu citi le parole “non abbiate altro debito con alcuno” () che sono giuste, ma non citi tutte le altre e cioè che Paolo era pronto a prendersi un debito di un altro fratello e che Gesù disse di prestare agli altri, confermando che è lecito prendere in prestito tra fratelli. D’altronde pure il dottore a cui fai riferimento asserisce che i debiti tra fratelli si possono fare. Ma se le parole di non avere nessun debito con gli altri volessero dire che è sempre peccato contrarre debiti allora come mai è lecito prendere in prestito e dare in prestito tra credenti secondo la somma della Parola e in questo caso anche secondo Butindaro?

Quindi Giuseppe non avrebbe dovuto riprenderti perché tu sei convinto che non va bene fare debiti, si tratta di una tua condizione personale. Nello stesso modo per cui non dovrebbe riprendere chi è convinto che i debiti si possono contrarre rispettando e pagandone le somme dovute. 

“Al che scrivo sulla chat di Skype, e quindi privatamente, di essere contrario ad ogni forma di debito (ci tengo a precisare che la maggior parte delle volte io e mia moglie partecipavamo alle conferenze su Skype scrivendo in chat e non parlando a voce per motivi logistici). Non segue risposta al mio commento da parte di Giuseppe Piredda.”

Giuseppe magari non avrà letto o avrò lasciato correre. Capita anche a me quando faccio le conferenze skype e predico la parola che non riesco a leggere sempre la chat mentre parlo perché leggere la chat porta chi sta predicando a sconcentrarsi. Quindi può essere successo che non abbia letto il tuo intervento. Ma comunque supponiamo che lo avesse letto; essendo quella una tua convinzione personale non avrebbe dovuto dirti niente perché non stai sbagliando nell’essere convinto che i debiti non vanno fatti. E’ una tua convinzione, condivisa con molti altri, che ti fa stare tranquillo e quindi è bene che tu la tenga. Avrebbe dovuto riprenderti se dicevi che fare debiti/prendere in prestito è peccato e che nessun’altro lo deve fare ma bisogna fare come dici tu. Allora lì, si avrebbe dovuto riprenderti subito.

“Anche in questa occasione non vengo contattato da Giuseppe Piredda né nell’ immediato né nell’ arco di circa una settimana, 6 giorni per la precisione, tempo che intercorre tra il 6 Maggio ed il giorno 12 Maggio in cui avviene la conferenza su Skype da dove inizia quel resoconto dei fatti pubblicato in rete.”

Ora che lo hai detto mi rendo conto che anche in quel occasione hai sbagliato perché subito il giorno dopo hai  pubblicato uno scritto contro i debiti nella tua bacheca. Agendo esattamente nello stesso modo come hai fatto una settimana dopo. E questo è una conferma del tuo animo. Non volevi in nessun modo trattare la questione con Giuseppe ma volevi dire la tua, che ci sta ovviamente perché con noi ognuno può dire la sua e tutti sono tenuti in considerazione (a differenza nella setta di Butindaro dove l’unica parola che conta è la sua e guai a contraddirlo, sei fuori!). Quindi ci sta voler dire la propria, ma quello che non ci sta è disprezzare un fratello che ti ha fatto tanto del bene non tenendo alcun conto di voler prima di tutto di discutere la questione prima con lui, al telefono privatamente, a voce e poi dopo, se proprio ci tenevi a portala pubblicamente. Il fatto che tu, il giorno dopo di una conferenza in cui Giuseppe parlava sui debiti, te ne esci pubblicamente tra i tuoi amici facebook (o al mondo intero se la tua bacheca facebook è pubblica) a dire la tua convinzione contro i debiti è ovviamente collegabile al fatto che non sei d’accordo con quanto detto da Giuseppe; e il collegamento lo hanno fatto quelli che hanno partecipato alla conferenza ovviamente. E’ come se io e te parliamo privatamente al telefono riguardo a cibi e io il giorno dopo metto dei post contro il mangiare i cibi che tu mi hai citati il giorno prima. Come la prenderesti? Cosa penseresti? Ti sarebbe piaciuto? Non avresti pensato “ma perché il fratello non me l’ha detto il giorno prima” o “perché il fratello non ha parlato prima con me”?

 Ora questo tu l’hai fatto nel 6 maggio, dopo che Giuseppe ne parò in conferenza il 5 maggio, e quindi era già stato fatto il comportamento sbagliato. Ma Giuseppe non ti disse nulla; forse perché stava portando pazienza o forse perché non l’avrà proprio visto. Sta di fatto che ha lasciato perdere almeno una volta; e poi cosa fai? La settimana successiva continui con lo stesso comportamento! Allora in quel caso sei certamente da riprendere.

“ A questo punto do spazio ad alcune domande: poiché Giuseppe Piredda svolgeva in mezzo a noi l’ opera di anziano (che deve dunque vegliare sul gregge) come mai non mi ha contattato in quella settimana 5 Maggio-12 Maggio se il mio commento privato e il mio post erano dottrinalmente errati? Come mai quando sono entrato in conferenza il giovedì successivo, 12 Maggio, non mi ha altresì corretto in mezzo ai fratelli? E come mai, estendendo il discorso, avendo scritto altre volte in passato sullo stesso tema, come mai dico, non sono mai stato corretto per il mio bene se la mia posizione sui debiti era sbagliata?”

La domanda è a Giuseppe e se vorrà risponderà lui. Io l’ho già detto sopra che non avrebbe dovuto riprenderti per una tua convinzione. Non c’è alcun motivo di riprendere qualcuno se è convinto di non volersi indebitare. Non è sbagliato avere una certa convinzione. Sbagliato è dire che quelli che ne hanno un’altro stanno peccando, o che sono dal diavolo, o che insegnano eresie di perdizione e cose insensate come queste.

Ho voluto rispondere a queste parole di Gianni per far sapere il perché non sono partito da quella data nel mio scritto e anche per portare le mie considerazioni su alcune delle sue conclusioni e delle sue domande.

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