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Riprendere vuol dire recuperare: Il discernimento nella riprensione

Gli apostoli riprendevano duramente coloro che perseveravano nei peccati gravi. Ed esercitavano pure la disciplina, che consiste a volte nel cacciare dalla comunità i fornicatori, gli oltraggiatori, gli idolatri etc, con l’obiettivo che si ravvedano e che il loro spirito sia salvo nel giorno del Signore.

«Or alcuni si son gonfiati, come se io non dovessi recarmi da voi; 19 ma, se il Signore vorrà, mi recherò presto da voi, e conoscerò non il parlare ma la potenza di coloro che si son gonfiati; 20 perché il regno di Dio non consiste in parlare, ma in potenza. 21 Che volete? Che venga da voi con la verga, o con amore e con spirito di mansuetudine? Si ode addirittura affermare che v’è tra voi fornicazione; e tale fornicazione, che non si trova neppure fra i Gentili; al punto che uno di voi si tiene la moglie di suo padre. 2 E siete gonfi, e non avete invece fatto cordoglio perché colui che ha commesso quell’azione fosse tolto di mezzo a voi! 3 Quanto a me, assente di persona ma presente in ispirito, ho già giudicato, come se fossi presente, colui che ha perpetrato un tale atto. 4 Nel nome del Signor Gesù, essendo insieme adunati voi e lo spirito mio, con la potestà del Signor nostro Gesù, 5 ho deciso che quel tale sia dato in man di Satana, a perdizione della carne, onde lo spirito sia salvo nel giorno del Signor Gesù.»
1 Corinzi 4:18-5:5

L’obiettivo della nostra riprensione deve essere sempre quello di recuperare il fratello, e mai quello di imporci sugli altri. Quindi guardiamoci dal riprendere per superbia, per vanto, per il gusto di esercitare autorità o per vantare una particolare sapienza. 
Se notiamo un fratello che cade in fallo, come dice la scrittura, dobbiamo rialzarlo con spirito di mansuetudine e considerare bene la sua debolezza. E nel riprenderlo dobbiamo badare a non cadere noi stessi: se ci stimiamo più di altri (pur essendo che siamo nulla, dice il Signore!) inganniamo noi stessi. Riprendiamo per amore del nostro fratello.

«Fratelli, quand’anche uno sia stato còlto in qualche fallo, voi, che siete spirituali, rialzatelo con spirito di mansuetudine. E bada bene a te stesso, che talora anche tu non sii tentato. 2 Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo. 3 Poiché se alcuno si stima esser qualcosa pur non essendo nulla, egli inganna se stesso. 4 Ciascuno esamini invece l’opera propria; e allora avrà motivo di gloriarsi rispetto a se stesso soltanto, e non rispetto ad altri. 5 Poiché ciascuno porterà il suo proprio carico.»
Galati 6:1-5

Quindi, esaminiamo costantemente la nostra opera, e badiamo di non avere una trave nel nostro occhio che ci impedisca di vedere bene. 
Riprendiamo con la giusta misura, commisurata alla gravità del peccato che riprendiamo, perché non tutti i peccati richiedono una riprensione dura, o una disciplina, o un ‘ultimatum’. 

Le scritture ad esempio giudicano duramente i bugiardi: noi facciamo notare ai bugiardi il loro peccato, con chiarezza e diligenza, e se loro contrastano le scritture usiamo durezza, e se non si ravvedono li cacciamo dalla nostra adunanza.
Ma nelle questioni meno gravi, consideriamo sempre questo: lo stesso giudizio che usiamo, sarà usato su noi.

«Siate misericordiosi com’è misericordioso il Padre vostro. 37 Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati; perdonate, e vi sarà perdonato. 38 Date, e vi sarà dato: vi sarà versata in seno buona misura, pigiata, scossa, traboccante; perché con la misura onde misurate, sarà rimisurato a voi. 39 Poi disse loro anche una parabola: Un cieco può egli guidare un cieco? Non cadranno tutti e due nella fossa? 40 Un discepolo non è da più del maestro; ma ogni discepolo perfetto sarà come il suo maestro. 41 Or perché guardi tu il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello, mentre non iscorgi la trave che è nell’occhio tuo proprio? 42 Come puoi dire al tuo fratello: Fratello, lascia ch’io ti tragga il bruscolo che hai nell’occhio, mentre tu stesso non vedi la trave ch’è nell’occhio tuo? Ipocrita, trai prima dall’occhio tuo la trave, e allora ci vedrai bene per trarre il bruscolo che è nell’occhio del tuo fratello. 43 Non v’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né v’è albero cattivo che faccia frutto buono; 44 poiché ogni albero si riconosce dal suo proprio frutto; perché non si colgon fichi dalle spine, né si vendemmia uva dal pruno. 45 L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore reca fuori il bene; e l’uomo malvagio, dal malvagio tesoro reca fuori il male; poiché dall’abbondanza del cuore parla la sua bocca.»
Luca 6:35-45

Non riprendiamo con parole dure senza un motivo valido. Valutiamo i frutti e ricordiamo che prima di accusare, siamo autorizzati anche ad indagare e mettere alla prova con semplici domande.

«provate gli spiriti per sapere se son da Dio»
1 Giovanni 4:1

 

Nicholas Campitelli

 

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