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Uscite dalle Chiese che si sono rifugiate all’ombra della mafia

In seno ad un ambiente così corrotto come quello evangelico, non meraviglia che ci siano «pastori», soprattutto nei luoghi dove il territorio è controllato o fortemente influenzato dalla criminalità organizzata, che pensano – ma si guardano bene dal predicarlo apertamente dai pulpiti – che esista una mafia buona. E’ la mafia che se uno non ha diritto ad una concessione edilizia gliela fa avere subito, è la mafia che se uno vuole costruire un grande e lussuoso edificio di culto gli procura immediatamente tutto il denaro di cui ha bisogno (per potere riciclare il proprio denaro sporco), è la mafia che se uno non ha diritto ad una certa pensione gliela fa avere, è la mafia che fa vincere gli appalti al famoso imprenditore che fa parte della Chiesa e che siede nei primi posti e che è altamente tenuto in considerazione dalla Chiesa e che è stretto amico e collaboratore del pastore anzi talvolta è proprio lo stesso pastore questo imprenditore, è la mafia che se alla Chiesa vengono rubati degli strumenti musicali costosi glieli fa riavere subito, è la mafia che dà alla Chiesa il permesso di tenere evangelizzazioni pubbliche con la tenda sul territorio, è la mafia che se il pastore della Chiesa viene querelato per un reato da lui commesso farà sì che quella querela non vada avanti o se verrà processato farà sì di farlo assolvere, è la mafia che accorda alla Chiesa la sua protezione per cui nessuno la «toccherà», giusto per citare solo alcuni dei favori che la «mafia buona» concede a costoro, naturalmente dietro compenso di denaro o di qualcosa d’altro. Queste Chiese sono dunque sotto il controllo della mafia. Fuori dai loro locali di culto è come se noi leggessimo la nota frase «Dio c’è», che si legge in tante parti della Sicilia, che sta ad indicare la presenza mafiosa in quel territorio per cui chi vuole fare qualcosa deve rivolgersi alla famiglia mafiosa che controlla quel territorio. 

Ecco perché in queste Chiese regna il peccato e la paura, e non si è liberi di servire il Signore come comanda di fare la Parola; ecco perché in queste Chiese c’è il disprezzo totale verso i comandamenti di Dio e verso coloro che li predicano e osservano. Ecco perché in queste Chiese si sente odore di mafia …. perché c’è la mafia! Ma c’è un’altra cosa da dire in merito, e cioè che tutti i favori ricevuti dalla mafia vengono presentati dai pulpiti come benedizioni di Dio per le quali la Chiesa è invitata a ringraziare e lodare Dio. In queste Chiese quindi avvengono cose abominevoli nel cospetto di Dio, e coloro che le commettono si attirano l’ira di Dio e vengono da Lui castigati. Quando poi i magistrati scopriranno questa collusione di queste Chiese con la mafia, esse presenteranno il tutto come una persecuzione che loro stanno subendo a cagione della Parola, e quindi ingiustamente. Quando invece ciò che esse patiranno lo patiranno a motivo delle loro iniquità, perché si sono andate a rifugiare all’ombra della mafia.

Fratelli, se frequentate una Chiesa che odora di mafia e quindi di morte, uscite e separatevi da essa immediatamente.

Giacinto Butindaro

[Tratto dalla bacheca facebook di G. Butindaro]

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