Attributi, caratteristiche e virtù che un Cristiano deve possedere: sapienza. Siate savi!
I discepoli di Cristo Gesù devono essere persone sagge, cioè persone che hanno sapienza.
Nella parola di Dio sono scritte le seguenti esortazioni:
“Acquista sapienza…”(Pv 4:5, Pv 23:23)(acquistare in questo passaggio non significa comprare, anche se oggi lo associamo al comprare qualcosa con i soldi, la sua radice antica significa proprio “cercare di ottenere”, “conquistare” o “fare proprio”);
ed ancora “..prestando orecchio alla sapienza..” (Pv 2:2) ed ancora: “non abbandonare la sapienza, ed essa ti custodirà; amala, ed essa ti proteggerà.” (Pv 4:6), e “Di’ alla sapienza: ‘Tu sei mia sorella’,”(Pv 7:4)
L’Eterno Iddio è un Dio savio, che ha una sapienza infinita e quindi noi lo dobbiamo imitare.
Infatti con la sua sapienza “..l’Eterno fondò la terra..”(Pv 3:19) e “…con la sua sapienza ha stabilito fermamente il mondo” (Geremia 10:12). Poiché a lui appartengono la sapienza e la forza (Dan 2:20) e “…grande è la sua sapienza.” (Is 28:29)
Gesù aveva sapienza.
Sin da piccolo “…cresceva in sapienza…” (Lc 2:52) ed era “…ripieno di sapienza;”(Lc 2:40). Ne aveva cosi tanta che le persone si meravigliavano dicendo “..che sapienza è questa che gli è data? “(Mc 6:2).
Gesù è la sapienza di Dio secondo che è scritto: “…Cristo…sapienza di Dio;” (1 Co 1:24) e “in Cristo Gesù, il quale ci è stato fatto da Dio sapienza” (1 Co 1:30). Difatti in lui sono nascosti tutti i tesori della sapienza (cfr Cl 2:3)
Ora, cos’è la sapienza?
Vediamo alcune definizioni di sapienza:
“….oculato discernimento nel giudicare e nell’operare, sia sul piano etico, sia sul piano della vita pratica” (Treccani)
“La sapienza è una forma di comprensione profonda che unisce conoscenza, esperienza e giudizio. La sapienza implica soprattutto la capacità di: distinguere ciò che conta da ciò che è secondario; valutare bene le conseguenze delle proprie azioni; agire con misura, prudenza e senso del bene; riconoscere i propri limiti.” (ChatGpt 5.4 -thinking)
“La sapienza è la capacità di unire la conoscenza teorica all’esperienza di vita, al buon senso, al discernimento e all’etica. La parola deriva dal latino sapientia, che a sua volta viene dal verbo sapĕre. Originariamente, sapĕre significava “avere sapore” o “gustare”. Questo ci dice che la sapienza, a differenza della fredda logica, è una conoscenza che si “gusta”, che dà sapore alla vita e che si acquisisce attraverso l’esperienza profonda. Si dice spesso che la conoscenza è sapere che un pomodoro è un frutto; la sapienza è non metterlo in una macedonia di frutta. L’intelligenza crea strumenti, la sapienza ci dice se e come usarli per il bene.” (Gemini 3.1 Pro)
Dunque la sapienza è una virtù.
E questa virtù ha vari aspetti:
La sapienza è saper giudicare le cose con equilibrio, con discernimento e con riflessione.
La sapienza è saper come agire (o cosa dire) in una determinata situazione, valutando ogni aspetto possibile, tenendo conto di chi è presente, della gravità della situazione, del luogo in cui ci si trova, del momento in cui si è e del perchè si è in quella situazione.
La sapienza è saper pesare bene le proprie decisioni, valutando le possibili conseguenze e considerando i vantaggi e gli svantaggi delle possibili scelte che si possono fare.
La sapienza è saper giudicare correttamente una causa e non essere invece avventati e precipitosi nell’arrivare a conclusioni. Chi arriva a conclusioni frettolosamente manca di sapienza e sbaglia strada (Pv 19:2).
La sapienza è saper come trattare le persone tenendo conto di: chi, quando, dove, perchè, lo stato (sia fisico che spirituale) e le circostanze in cui ci si trova. Una persona prima di agire o parlare deve sempre chiedersi chi è la persona a cui dovrà parlare (o a cui le sue azioni saranno dirette), il suo stato fisico e spirituale, il luogo dove ci si trova e se è il momento oppure no di fare o dire quella determinata cosa. Bisogna valutare bene l’età, il genere, lo stato fisico e spirituale di una persona prima di fare o dire qualcosa nei suoi confronti. Un conto è parlare ad bambino di 11 anni, un altro ad un anziano. Un conto è parlare ad una persona sana e tranquilla, un’altro è parlare ad una persona sofferente e dolorante. Un conto è parlare in uno stato di quiete, un’altro quando c’è confusione o agitazione; un conto è parlare ad una persona ribelle e malvagia, un’altro è parlare ad una persona sincera ed onesta che è caduta e ha commesso un errore.
Alcuni esempi pratici di sapienza e di mancanza di essa:
Supponiamo che c’è una persona già schiacchiata e abbatttuta perchè ha sbagliato; La persona saggia non continua a dargli addosso perchè capisce che la persona è già sofferente per quel che ha fatto, mentre chi non ha sapienza non è in grado di capire lo stato della persona e quindi continua trattandola come se niente fosse, magari anche con durezza.
Un altro esempio: supponiamo che c’è una persona che ha fatto una cosa di piccola gravità in mezzo ad altre persone; la persona saggia aspetta che tutti vanno via, la prende da parte e glielo fa notare in modi dolci e gentili; la persona che manca di sapienza la riprende davanti a tutti con arroganza e senza interessarsi di nulla.
Un altro esempio di sapienza: supponiamo di essere davanti ad una autorità, la persona saggia sta attenta e valuta attentamente quello che fa e quello che dice; una persona non saggia invece non ci bada a come parla o a quello che dice, portandone eventualmente le conseguenze.
Un altro esempio di sapienza: supponiamo di essere davanti a qualcosa che non si conosce ben (o perchè ni è ignoranti a riguardo o perchè non è il proprio campo di studio o del sapere); il savio sa riconoscere i propri limiti e con umiltà mette in conto che potrebbe sbagliare e quindi ascolta attentamente altri valutando bene ogni cosa; l’insensato che non ha sapienza ed è arrogante pensa invece di sapere già tutto, e quindi non ascolta nessuno. La sapienza, infatti, è strettamente collegata con l’umiltà (Pv 11:2)., e cosi, l’insensatezza e la stoltezza sono strettamente collegate alla superbia, all’orgoglio e all’arroganza.
E di esempi cosi ce ne potrebbero essere tanti.
Ora le scritture ci dicono che:
La bocca del giusto proferisce sapienza (cfr Sl 37:30, Pv 10:31) ed essa si trova sulle labbra dell’uomo intelligente (Pv 10:13). L’uomo che ama la sapienza, rallegra suo padre; (Pv 29:3)
L’uomo accorto si diletta nella sapienza (Pv 10:23) ed essa si trova con gli uomini umili (Pv 11:2). Infatti essa non si trova presso gli uomini superbi ed arroganti.
La sapienza è con chi dà retta ai consigli (Pv 13:10). Essa fa vivere quelli che possiedono (Ecc 7:12) e dà al savio più forza che non facciano dieci capi in una città. (Ecc 7:19); essa val meglio della forza (Ecc 9:16) e val meglio degli strumenti di guerra; (Ecc 9:18). Essa fa risplendere la faccia di chi la possiede(cfr Ecc 8:1)
La sapienza è più preziosa dei soldi, o delle ricchezze, persino delle perle (Pv 8:11); il suo acquisto è migliore di quello dell’oro (Pv 16:16). Essa è buona quanto un eredità (Ecc 7:11)
La sapienza ha un vantaggio sulla stoltezza, come la luce ha un vantaggio sulle tenebre. (Cfr Ecc 2:13). Infatti sono gli stolti che disprezzano la sapienza (cfr Pv 1:7).
La sapienza ha il vantaggio di riuscire sempre (Ecc 10:10) e trovarla produce bene per la propria anima! (Pv 24:14)
Ora bisogna riconoscere che è Dio che dà sapienza.
Infatti è scritto: “Poiché l’Eterno dà la sapienza; dalla sua bocca procedono la scienza e l’intelligenza.”(Pv 2:6), e “io ti mostro la via della sapienza” (Pv 4:11), e “ho messo sapienza nella mente di tutti gli uomini abili..”(Es 31:6) e “..l’Eterno ha messo sapienza “ (Es 36:1) e “E Giosuè, figliuolo di Nun, fu riempito dello spirito di sapienza..”(Dt 34:9) e “E Dio diede a Salomone sapienza..” (1 Re 4:29) e “..la sapienza che Dio gli avea messa in cuore” (1 Re 10:24) e “..E tu, Esdra, secondo la sapienza di cui il tuo Dio ti ha dotato”(Esdra 7:25). Ed ancora: “Egli muta i tempi e le stagioni; depone i re e li stabilisce, dà la sapienza ai savi” (Dn 2:21). E “perché io vi darò una parola e una sapienza alle quali tutti i vostri avversari non potranno contrastare né contraddire.” (Lc 21:15). Ed ancora parlando di Mosè: “..e gli diede grazia e sapienza davanti a Faraone..” (Atti 7:10). Ed ancora: “della quale Egli è stato abbondante in verso noi, dandoci ogni sorta di sapienza e di intelligenza” (Ef 1:8). ed ancora: “Che se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata.” (Giac 1:5)
Sapere questo, deve portare i credenti a chiederla a Dio, e a chiederla con fede di riceverla. (cfr Gc 1:5)
La sapienza che viene da Dio è “è pura; poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, senza parzialità, senza ipocrisia.”(Giac 3:17)
Inoltre, la sapienza inizia con il timore dell’Eterno. Infatti sta scritto: “Il principio della sapienza è il timor dell’Eterno,”(Pv 9:10) “Il timor dell’Eterno è il principio della sapienza” (Sl 111:10) e “Il timor dell’Eterno è scuola di sapienza”(Pv 15:33), ed ancora ” e “..Ecco: temere il Signore: questa è la Sapienza..” (Gb 28:28)
Ora, sapendo tutte queste cose, come si fa ad acquistare/ottenere sapienza?
In questo modo:
- avendo timore di Dio
- chiedendola a Dio in preghiera con fede
- studiando le scritture, in particolare i libri sapienzali come proverbi, ecclesiaste, salmi, giobbe
- essendo umili ed ascoltando le riprensioni, le correzioni ed i consigli
- imparando dagli errori e quindi facendo esperienza. Non bisogna sprecare gli errori. Ogni errore deve essere una lezione. la sapienza si ottiene vivendo e riflettendo. Serve prendere del tempo per riflettere e chiedersi: Perché è successa questa cosa? Come ho reagito? Cosa posso migliorare?
- ascoltando gli altri – Ascoltare chi ha vissuto prima di noi (gli anziani), chi ha punti di vista diversi dai nostri, e mettersi nei panni degli altri (empatia) ci permette di vedere la realtà in modo più ampio.
- camminando con chi è savio
Se farete queste cose elencate sopra sicuramente acquisirete sapienza.
Dunque un credente in Cristo Gesù deve studiarsi di acquisire sapienza e di essere una persona saggia; se ancora non lo è deve impegnarsi per averla seguendo i passaggi elencati sopra; non va assolutamente bene che un credente sia un insensato, o che agisca da insensato; a parte il fatto che potrebbe fare danni a sè stessi o a quelli vicini a lui, ma poi essere insensato è un qualcosa che Dio non gradisce e che fa biasimare la parola di Dio; e gli insensati non entreranno nel regno di Dio.
“Beato l’uomo che ha trovato la sapienza…” (Pv 3:13)