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Non dovevi anche tu aver pietà del tuo conservo com’ebbi anch’io pietà di te?

Se Dio è pietoso e paziente con noi, quando sbagliamo e gli confessiamo i nostri peccati, anche noi lo dobbiamo essere con gli altri.

Dobbiamo essere pazienti, pietosi e misericordiosi verso gli altri quando sbagliano, quando cadono nel peccato, magari nei nostri confronti, e sono dispiaciuti, e stanno lottando e combattendo contro quel peccato.

Se ci chiedono perdono, lo dobbiamo perdonare senza troppe storie, senza troppe domande, senza mettere in discussione se ci stanno mentendo oppure no, se stanno fingendo oppure no; se la vedranno con Dio se stanno fingendo, ma noi dobbiamo fare quello che l’Eterno ci ordina di fare. Se uno ti chiede perdono, magari anche piangendo, TU LO DEVI PERDONARE, ALTRIMENTI SEI UN MALVAGIO SPIETATO.

E lo devi perdonare, anche se dovesse sbagliare SETTANTE VOLTE SETTE VERSO DI TE, cioè in altre parole, anche se lui/lei dovesse continuare a sbagliare nei tuoi confronti, e si pente, e ti chiede perdono, tu lo devi continuare a perdonare di cuore; SETTANTA VOLTE SETTE; non devi agire da spietato tagliandolo via, “mettendolo in prigione”, o facendogliela pagare.
Infatti ciò è PROPRIO COME IDDIO FA CON NOI. Quante volte sbagliate e peccate contro Dio? E ogni volta che andate da Lui chiedendogli perdono, cosa fa? Vi perdona e vi ristabilisce. Ecco cosi lo dobbiamo fare anche noi verso gli altri. E’ molto importante ciò fratelli e sorelle.

Non siate spietati.

Non imitate gli spietati.

Gli spietati non sono graditi all’Eterno, sono dei MALVAGI. E se ne andranno nelle fiamme dell’inferno, se non si ravvedono e non si pentono di questa loro via malvagità.

Leggete attentamente e meditate e riflettete più volte su questo passaggio:

“Allora Pietro, accostatosi, gli disse: Signore, quante volte, peccando il mio fratello contro di me, gli perdonerò io? fino a sette volte? E Gesù a lui: Io non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.

Perciò il regno de’ cieli è simile ad un re che volle fare i conti coi suoi servitori. E avendo cominciato a fare i conti, gli fu presentato uno, ch’era debitore di diecimila talenti. E non avendo egli di che pagare, il suo signore comandò che fosse venduto lui con la moglie e i figliuoli e tutto quant’avea, e che il debito fosse pagato. Onde il servitore, gettatosi a terra, gli si prostrò dinanzi, dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò tutto. E il signore di quel servitore, mosso a compassione, lo lasciò andare, e gli rimise il debito.

Ma quel servitore, uscito, trovò uno de’ suoi conservi che gli dovea cento denari; e afferratolo, lo strangolava, dicendo: Paga quel che devi! Onde il conservo, gettatosi a terra, lo pregava dicendo: Abbi pazienza con me, e ti pagherò. Ma colui non volle; anzi andò e lo cacciò in prigione, finché avesse pagato il debito.

Or i suoi conservi, veduto il fatto, ne furono grandemente contristati, e andarono a riferire al loro signore tutto l’accaduto.

Allora il suo signore lo chiamò a sé e gli disse: MALVAGIO SERVITORE, io t’ho rimesso tutto quel debito, perché tu me ne supplicasti; NON DOVEVI ANCHE TU AVER PIETA’ DEL TUO CONSERVO COM’EBBI ANCH’IO PIETA’ DI TE?

E il suo signore, adirato, lo diede in man degli aguzzini fino a tanto che avesse pagato tutto quel che gli doveva.

Così vi farà anche il Padre mio celeste, se ognun di voi non perdona di cuore al proprio fratello.” (Matteo 18:21-35)

Haiaty Varotto

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