Praticate l’ospitalità perché è un opera buona
La scrittura ordina chiaramente di praticare l’ospitalità, infatti è scritto:
“esercitate con premura l’ospitalità” (Rm 12:13)
“L’amor fraterno continui fra voi. Non dimenticate l’ospitalità;” (Ebrei 13:1)
Dunque i santi del Signore devono praticare l’ospitalità; devono essere persone ospitali. Una persona ospitale è una persona “che accoglie volentieri e cordialmente gli ospiti, procurando loro quant’è necessario per il vitto, l’alloggio” (dizionario Treccani). Non devono essere persone restie nel farlo o paurose nel farlo. Non devono essere egoisti, né avari né tirchi e nemmeno devono ospitare con malavoglia.
Purtroppo ci sono molti che non sono disposti a rendere disponibile la propria abitazione ai fratelli e alle sorelle in Cristo perché magari non ne hanno voglia, oppure perché hanno paura o ancora magari perché sono tirchi. Questo non va bene davanti al Signore e su questo si devono ravvedere e cominciare a mettere in pratica la volontà di Dio.
Praticare l’ospitalità è una opera buona e quindi rientra tra le opere buone che i santi sono chiamati a fare, secondo che è scritto:
“quando sia conosciuta per le sue buone opere:…esercitato l’ospitalità..”(1 Tim 5:10)
Può succedere che un fratello, o una sorella, per via di imprevisti abbiano bisogno di essere ospitati per un determinato periodo di tempo. Ecco, i santi devono essere pronti a ospitarli sapendo che questa è la volontà di Dio e che stanno compiendo un opera buona.
Coloro che praticano l’ospitalità fanno la volontà di Dio, e quindi sono beati e riceveranno la ricompensa da Dio.
Siate dunque ospitali.
Haiaty Varotto